I LIBRI NON SONO IN VENDITA

Il 4°Stormo e Gorizia hanno tra loro un rapporto unico, lo stesso che anima i sentimenti d’amore di ogni figlio per la propria madre. Gorizia per tutti gli aviatori del “quarto”, rappresenta il punto di partenza, la sorgente di vita, l’origine di una meravigliosa avventura iniziata settanta anni fa, agli albori dell’aviazione, ai primordi della “caccia”, quando tutto poteva essere pensato ma doveva essere provato. La nostra forza morale di oggi trae ancora origine degli stessi valori della passione, dall’entusiasmo e dall’esempio dei primi aviatori di Gorizia.

1903 – 2003, cento anni di aviazione! Cento anni di studi, ricerche, fatiche, prove, collaudi, risultati, tragedie e successi hanno marcato il non lungo ma intenso viaggio dell’aviazione nella storia dell’uomo. Storia che prende le mosse da due fratelli in un desolato campo del North Carolina per giungere in questo lasso di tempo agli hub aeroportuali ove decine di migliaia di persone interagiscono quotidianamente con l’aereo come strumento di lavoro o come mezzo di trasporto.

Nel luglio 1915 la Regia Marina provvede ad organizzare a Gorgo, nella laguna di Grado, al comando del tenente di vascello Ugo de Rossi, una “stazione idrovolanti” che più tardi verrà dislocata vicino al porto con l’arrivo di un gruppo di idrovolanti FBA dell’aviazione francese che collaboreranno con gli italiani fino all’inizio del 1917, quando saranno sostituiti da un gruppo di volo italiano al comando del maggiore Ezio Martellucci.

Il diario del Comandante Aldo Gon è uno scorcio vivo ed emozionante del periodo “eroico” dell’Arma Azzurra e della storia dell’Aviazione. Lo stile sobrio, sintetico ed educatamente ironico svela una profondità di sentimenti e di valori, una ricchezza interiore ed un amore per il volo non comune e meritevole di essere condiviso con quanti si identificano con gli stessi vaolri.

E’ la storia di quattro piloti. Quattro uomini che condividono un’origine, aeronauticamente parlando “goriziana” e, soprattutto, una grande passione per il volo e uno sconfinato attaccamento alla Forza Armata. Essi ci raccontano, chi per iscritto, chi a voce, il loro essere aviatori in pace e in guerra, partendo dai cieli del Friuli per spaziare su quelli della Spagna e dell’Africa.

Seduto, lo sguardo al soffitto, tornai indietro con il pensiero al 1931 quando iniziai a volare e al 1933 quando arrivai in Italia senza conoscere nessuno e senza sapere neppure una parola d’italiano. A sedici anni ero già deriamente intenzionato ad arruolarmi nell’U.S. Navy perchè non intendevo fare il barbiere come mio padre -omissis- Tutto procedette bene fino a quando riscontrarono che ero alto soltanto “5 piedi e 6 pollici e mezzo” (165 cm.)

La vivacità, la comunicatività con le quali “dipinge”persone, fatti, situazioni, hanno trasformato la lettura in un vero dialogo -omissis- Il “diario” si snoda a mo’ di romanzo a cavallo della seconda guerra mondiale; non è limitato al quotidiano, al contingente vissuti da semplice gregario ma si leva come voce cosciente e sincera facendo rivivere appassionati momenti di una professionalità partecipe, competente ed a volte quasi permalosa nella propria dignità, coerente sempre con la scelta del “servire”

Noi di Gorizia non vogliamo essere da meno dei compagni di Campoformido, e i comandanti di Gruppo e di Stormo spesso chiudono un occhio quando qualche pilota che sembra avere più “manico”, si esibisce sul campo. – omissis- La mia Squadriglia, la 96^, conosciuta come “Le vedette”, ha per distintivo tre teste d’aquila sopra altrettante montagne, con il sole alle spalle.

Sono nato a Calvizzano, provincia di Napoli, il 14 marzo 1910 in una modesta casa di campagna. -omissis- all’Istituto di Medicina Legale, l’Ufficiale medico, dopo avermi controllato naso, orecchie e bocca, mi chiede di voltargli le spalle e ripetere le parole che pronuncia. Sono raffreddato e probabilmente non ripeto correttamente alcune parole ed inoltre, quando il medico emette un fischio, io che non so fischiare, me ne sto zitto. Il medico conclude che il mio udito non è normale perciò non sono idoneo perchè “non ci sento” Ripeto tutta la trafila di esami e visite e, quando entro nell’ambulatorio di otorinolaringoiatra, per un attimo mi si gela il sangue nelle vene, l’Ufficiale medico è lo stesso che mi aveva visitato sei mesi prima. Questa volt però supero la selezione, finalmente respiro a pieni polmoni, la mia vita è cambiata, mi sembra di toccare il cielo con un dito.

Un diario di guerra, un pilota del 4°Stormo. Queste pagine consegnano alla storia fatti avvenuti lontano dalla Madre Patria, lontano nel tempo, ma quanto mai attuali per chi oggi può avere l’onore di appartenere al Quarto e di riconoscere nello spirito dei piloti e del personale di questo Reparto dell’Aeronautica Militare valori e sentimenti che, lontani dall’essere superati, animano e animeranno tutti gli appartenenti a questa grande famiglia per sempre.

Lo stemma del 1°Stormo, l’arciere accompagnato dal motto “incocca, tende, scaglia” è presente ancora oggi, dopo quasi novant’anni, sull’uniformi del personale della 1^Brigata Aerea. E’ una storia significativa, gloriosa, vivace, entusiasmante e quest’opera illustra, con la freschezza che solo le immagini possono dare, il periodo che va dalle origini del Reparto alla vigiglia del secondo conflitto mondiale, periodo legato soprattutto alla base di Campoformido, scuola per eccellenza di acrobazia aerea.

Il 4°Stormo Caccia è l’unità più blasonata e ricca di tradizioni della nostra Aeronautica Militare. Le immagini per la gran parte inedite provenienti da fonti private, accompagnano il lettore attraverso una storia che dura dal 1931 al 1943. Questa opera inoltre è corredata con la storia araldica di tutti gli stemmi utilizzati dal “Quarto” nel periodo suddetto.

Opera rivista e aggiornata del precedente titolo

Storia di un campo di volo che nel ‘900 ha conosciuto momenti di gloria con la presenza tra gli altri, del 4°Stormo Caccia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la vicinanza con il confine e l’avvento dei jet ha iniziato un lento ma inesorabile declino
