11 giugno 1940
Da Castel Benito il X Gruppo decolla di buon ora destinazione Bengasi, con tappa a Tamet per sosta tecnica. In testa l’84^Squadriglia con Piragino seguita dalla 91^ ed infine dalla 90^Squadriglia.
A Tamet le operazioni si protraggono più a lungo del previsto per cui la partenza per Bengasi, distante due ore di volo, è rimandata al giorno dopo.
12 giugno 1940
Il 12 giugno ultimo balzo da Bengasi per il campo T.2. Le tre squadriglie partono separatamente: la prima, l’84^ dopo pochi minuti è costretta ad invertire la rotta e rientrare a Bengasi per tempo molto nuvoloso. Monti invece decide di proseguire da solo e appena atterrato sul T.2, sei bombardieri Bristol Blenheim bombardano il campo.
In un secondo momento giungono i velivoli delle tre squadriglie e subito Martissa e Scozzoli della 91^Squadriglia montano di allarme.
Si teme che gli inglesi vogliano ripetere il bombardamento del campo perciò si decentrano i velivoli spostando delle sezioni sui campi vicini.
A metà giugno Maggini, Lucchini e Alesi scortano quattro SM.79 in azione contro navi nemiche al largo di Bomba.
Il campo T.2 è un’arida distesa di sabbia delimitata da fusti di benzina. Si dorme nelle tende, di giorno caldo, di notte freddo. Durante una visita il governatore Balbo per alleviare il disagio del personale, fa distribuire al personale caffè, bibite e sigarette.
13 giugno 1940
Al terzo giorno di guerra il X Gruppo con il 18° Gruppo del 2°Stormo equipaggiato con i CR.32, con la 127^Squadriglia O.A. con i Ro37 bis e il 12°Gruppo del 50°Stormo è schierato in una zona vicino al confine egiziano.
Gli inglesi fin dall’11 giugno del ’40 bombardano gli aeroporti di Tobruch, el Alem e il T.2 con i bimotori Bristol Blenheim alcuni però sono stati abbattuti fin dalla prima penetrazione in territorio libico.
La caccia è chiamata a mantenere sui campi pattuglie pronte a decollare su allarme, mentre vengono svolte crociere di vigilanza sui punti sensibili e di protezione sui presidi a terra oggetto di frequenti azioni offensive di mezzi meccanizzati nemici.
14 giugno 1940
LA PRIMA VITTORIA
Il 14 giugno l’attività aerea incomincia con decolli su allarme e crociere. Dopo un ora di volo, mentre incrociano lungo il confine viene avvistato un Gloster Gladiator inglese che viene subito attaccato dai CR.42 e abbattuto. E’ la rpima vittoria del X Gruppo in terra d’Africa ed è attribuita collettivamente a Guiducci, Maggini e Lucchini. Nel pomeriggio il maresciallo Balbo durante un’ispezione al T.2, si congratula con il personale.
Proseguono i voli di ricognizione e vigilanza: Martissa, Caporali e Scozzoli dopo aver scortato un SM.81 diretto a bombardare autoblinde nemiche nella zona di Amseat, effettuano una ricognizione su Sidi Azeir mitragliando mezzi meccanizzati nemici. Anche Monti con cinque piloti dell’84^Squadriglia effettua una scorta a tre S.81 alla ricerca di autoblinde.
Verso sera Piragino con Romandini e Fiorito, scortato da Maggini, Guiducci e De Benedetti si spingono in ricognizione oltre confine fino a Sidi El Barreni senza senza riscontrare attività nemica.
In giornata si svolgono altre crociere su Tobruch ed El Adem e partenze su allarme della 91^Squadriglia.
15 giugno 1940
Continua l’attività di scorta, crociere di vigilanza sul confine, ricognizioni armate a caccia di autoblinde.
L’ambiente del deserto rende faticosa il lavoro degli specialisti costretti ad operare sotto il sole cocente per la mancanza di locali coperti e la sabbia sollevata dal vento e dagli aerei in movimento.
Tuttavia il gruppo riesce a mantenere un alto indice di efficienza con ventitre velivoli in linea di volo su ventisette in dotazione.
16 giugno 1940
All’alba, poco dopo il decollo di Bandini, Patrizi e Scaglioni diretti al T.3 per il turno di allarme, tre Blenheim bombardano nuovamente il campo senza recare danni. Immediatamente si alzano in volo Martissa, Romandini, Miotto e Baldelli all’inseguimento dei Blenheim abbattendone due.
Anche Bandini, giunto su el Adem incontra sei Blenheim che hanno bombardato quel campo e, portatosi in coda di un bombardiere lo abbatte. Ferito al braccio sinistro dagli spari di un altro velivolo nemico che a sua volta gli si era portato in coda, Bandini riesce a liberarsene e rientrare al T.2 La vittoria e il suo comportamento esemplare gli varranno la medaglia d’argento sul campo.
Anche Patrizi e Scaglioni ingaggiano due Blenheim senza abbatterli.
17 giugno 1940
Giunge al T.2 il 13°Gruppo del 2°Stormo. Il 10°Gruppo prosegue con le scorte agli S.79 impiegati in azioni di bombardamento su Sallum e Sidi el Barrani.
Lo stesso giorno il X Gruppo riceve sei nuovi CR.42
19 giugno 1940
Ad el Adem sono in allarme Lucchini, Alesi e Bertoletti. Cinque velivoli dell’84^Squadriglia con Piragino, Scaglioni, Pillepich, Monti e Corsi partono per una scorta a cinque Breda 65 e nove CR.32 diretti a spezzonare una colonna di mezzi meccanizzati tra Sallum e Sidi el Barrani. Piragino che segue da sopra i Breda 65 è in virata a duemila metri quando dall’alto gli piombano addosso un numero imprecisato di Gloster e un veloce Hurricane. Nonostante la netta inferiorità numerica , la reazione del CR.42 è immediata ed energica tanto da mettere in fuga il nemico.
Un’ora dopo, all’atterraggio mancano all’appello Piragino e Corsi. Gli altri hanno visto il CR.42 di Corsi infilarsi nel mare dopo essere stato mitragliato mentre di Piragino non si ha notizie: di lui si saprà qualche giorno dopo essere stato catturato dal nemico, ferito ad una gamba.
Dei piloti rientrati, Scaglioni ha sicuramente abbattuto un Gloster, Pillepich due.
I sei velivoli abbattuti sono accreditati collettivamente ai piloti dell’84^Squadriglia che hanno partecipato al combattimento.
In serata Lucchini rientra dal T.3. D’Agostinis che è l’ufficiale più anziano, assume il comando interinale del 10°Gruppo in attesa di notizie sulla sorte di Piragino.
Nella notte i Blenheim tronano nuovamente a bombardare il T.2 e Tobruch ferendo leggermente un aviere ma senza arrecare danni ai velivoli.
Giunge l’Ordine del giorno di Aerolibia che stabilisce che l’8° e 13° Gruppo affianchino il decimo che passa a sua volta alle dipendenze d’impiego del Col. Federici comandante del 2°Stormo Caccia che assieme al 50°Stormo d’Assalto (12° e 16°Gruppo) costituiscono una Brigata Mista al comando del Col. Marziale Cerutti.
20 giugno 1940
L’84^Squadriglia schiera tre velivoli sul T.3 per proteggere i movimenti della 1^Divisione libica in marcia nella zona di Bardia.
INCIDENTE
All 90^Squadriglia durante una prova motore a terra di un CR.42 si sviluppa un principio d’incendio. Per mancanza di parti di ricambio il velivolo resta inefficiente assieme ad altri due con avaria alla pompa di recupero dell’olio.
21 giugno1940
All’alba all’orizzonte appare un idrovolante inglese Sunderland: Steppi decolla su allarme intercettandolo a circa 20 Km. a nord di Toubruch con già due caccia CR.32 del 2°Stormo in coda. Sfruttando la differenza di quota, Steppi attacca dall’alto l’idrovolante mitragliando la cabina di pilotaggio ma ad un tratto le armi si inceppano. Interviene Lucchini inseguendo ad oltranza l’idrovolante abbattendolo.
Il merito dell’abbattimento del Sunderland va aggiudicato ai quattrio caccia collettivamente.
In un’altra sortita Patrizi e Scaglioni partono su allarme ad intercettare un Blenheim attaccandolo. Patrizi dopo la prima raffica di mitragliatrice deve desistere perchè l’arma si è inceppata: Scaglioni invece è stato colpito a sua volta da una raffic e deve atterrare. Il Blenheim cambia rotta.
22 giugno 1940
Continuano le crociere di protezione sulla 1^Divisione libica.
Il 10°Gruppo scorta l’aereo di Balbo diretto nei territori avversari per valutare l’efficienza e la possibilità di recupero di un autoblinda nemica messa fuori uso dai nostri caccia. Pochi giorni dopo l’autoblinda verrà recuperata e portata a Toubruch per studiare la vulnerabilità.
23 – 24 – 25 giugno 1940
L’attività aerea è notevolmente ridotta a causa di un forte Ghibli.
26 giugno 1940
Martissa e Scozzoli trasportano con un Ca 133 della 91^Squadriglia, otto giornalisti a Porto Bardia, rientrando con l’apparecchio colpito dalla contraerea nemica.
28 giugno 1940
D’Agostinis parte con Martissa e Lanfranco per una ricognizione armata contro autoblinde nella zona di Sidi Azeiz, ma l’aereo di Lanfranco perde olio e deve atterrare a Bu Amud. D’Agostinis e Martissa scoprono dodici autoblinde nemiche attorno al campo di Sidi Azeiz riconquistato il giorno prima, distruggendone due.
Alle 17.12 una formazione di quindici Blenheim attaccano il T.2 centrando in pieno la linea di volo della 90^Squadriglia. Maggini, Monterumici e Crociati che erano di allarme in prossimità dei velivoli, tentano di partire aiutati dai motoristi e dagli avieri, nonostante questi ultimi avessero ricevuti l’ordine di allontanarsi, ma le bombe colpiscono gli aeroplani e i fusti di benzina che si incendiano. Nessun velivolo rimane illeso dalle schegge. Un CR.42 è completamente andato distrutto, Maggini resta ferito ad una gamba mentre tenta di salire su un velivolo. Crociati prossimo ad un altro velivolo, viene gravemente ferito da una scheggia, quindi investito da un getto di benzina provocato dallo scoppio dei fusti di benzina, rimanendo gravemente ustionato. Ricoverato all’ospedale della Marina, durante la notte Crociati muore. Per il contegno esemplare tenuto, verrà decorato con medaglia d’argento alla memoria.
Ferito in modo non grave anche il Serg. Monterummici mentre correva ai velivoli per levarsi in volo. Impossibilitato a decollare, concorre all’opera di isolamento degli aerei incidentati.
Due velivoli dell’ 84^Squadriglia sono danneggiati e altri della 91^Squadriglia hanno subito danni. Tutto il materiale di scorta è distrutto.
Le altre vittime sono: 1°Av Martino Cardascia, Av.sc. Rocco Madri, Av. Giuseppe Bassanini, Av. Pietro Cappelletti, Av. Nando Fuini tutti della 90^Squadriglia e sei militari dell’Esercito addetti alla costruzione delle trincee antischegge.
Restano feriti l’ Av.sc.gov. Francesco Macina, il 1° Av .gov. Ugo Nante, l’ Av. Alessandro Balistro della 90^Squadriglia. Il 1° Av. arm. Fausto Mainardis della 84^Suadriglia.
L’ABBATTIMENTO DI BALBO
E’ terminato da poco l’attacco dei Blenheim sul T.2 quando due S.79 si presentano sul campo di Tobruch. Sul primo velivolo partito da Derna c’è ai comandi Balbo, sul secondo il Gen. Porro.
Sul posto di riconoscimento della difesa contraerea di Tobruch i velivoli, forse perchè il volo era stato regolarmente preannunciato, trascurano di effettuare il prescritto giro e vengono scambiati per inglesi, nonostante i chiari contrassegni e il tipo facilmente riconoscibile di aereo, data la bassa quota di volo. Investito da un violento fuoco contraereo, il velivolo di Balbo ormai in fase di atterraggio, viene centrato nei serbatoi incendiandosi e precipita a terra in fiamme. Il Gen. Porro invece, esegue le manovre previste e atterra
29 giugno 1940
Alle sei del mattino, nove Blenheim inglesi tornano sul campo T.2 e T.2 bis provocando minimi danni e un ferito tra il personale del gruppo. La reazione della pattuglia d’allarme non si fa attendere e abbatte sei velivoli nemici.
Per la mancanza di parti di ricambio e l’usura dei motori dovuta all’azione di smerigliamento della sabbia che riduce la vita operativa a poche decine di ore, il 10°Gruppo è a terra impossibilitato a proseguire l’attività bellica. Riceve l’ordine di trasferirsi sull’aeroporto di Berka (K in codice) a Bengasi per una revisione totale dei velivoli con il supporto della locale SRAM. I Ca 133 portano a Bengasi gli specialisti che provvederanno alle revisione e sostituzione dei motori. L’operazione di trasferimento dei CR.42 durerà più giorni per la scarsa efficienza al volo degli stessi.
30 giugno 1940
La 90^ Squadriglia riesce a rabbecciare sei CR.42 e il Ca 133 tenta il trasferimento a Bengasi. Ceoletta atterra fiori campo in prossimità di Barce, a causa della perdita di olio del velivolo. Lucchini e De Benedetti, dopo l’atterraggio a Bengasi, tentano invano di ricuperare il velivolo di Ceoletta. Gli altri CR.42 arrivano a Berka tutti senza olio.
Anche l’84^ Squadriglia si trasferisce a Bengasi. Durante il volo Steppi è costretto ad un atterraggio di fortuna per guasto al motore, nei pressi del Villaggio Razza. Toccando terra capotta rimanendo incolume ma il velivolo resta seriamente danneggiato.
Romandini e Chianese della 91^Squadriglia portano il Ca 133 a Bengasi.
1 luglio 1940
Martissa, Migliorato e Ferrulli partono con tre CR.42. Migliorato atterra però atterra ad Ain el Gazala per noie al motore: ripartito in mattinata ma è costretto ad atterrare, elica in croce, a Derna fuori dei limiti del campo rompendo il ruotino di coda. Il Gen. Porro provvede personalmente a recuperare il ricambio a Bengasi.
3 luglio 1940
Migliorato ritenta da Derna, ma anche questa volta è costretto ad atterrare fuori campo nei pressi del Villaggio Oberdan per problemi al motore. Ancora un tentativo invano il giorno dopo assieme a Martissa con un Ca 133, nell’intento di recuperare il velivolo andato a Barce.
4 luglio 1940
L’84^e la 91^ Squadriglia è al completo a Bengasi.
Occorreranno tre settimane per rimettere in linea il 10°Gruppo, infatti riprenderà l’operatività il 21 luglio con sedici velivoli efficienti.
Dal 1° luglio il Comando Aeronautica della Libia si è trasformato in Comando Tattico dell’Aeronautica in Libia, tenuto dal Gen. Porro che si è spostato a Derna. Il 4 luglio la sede viene portata nei pressi di Apollonia, a Cirene, dove è anche il Comando Tattico del Maresciallo Graziani, nuovo comandante superiore in Africa Settentrionale.
IX e X GRUPPO DI NUOVO ASSIEME
13 luglio 1940
Il 4°Stormo al completo è a Berka, a meno di poche unità del X Gruppo rimaste al T.2 con i velivoli della 90^Squadriglia intrasportabili e là in riparazione.
Il X Gruppo ha un nuovo comandante, il Magg. Carlo Romagnoli che ha assunto il comando l’11 luglio 1940, fino ad allora tenuto interinalmente da D’Agostinis dal giorno dell’abbattimento di Piragino.
Romagnoli assume anche il comando interinale del 4°Stormo.
In attesa di ordini il IX Gruppo intraprende una revisione a fondo dei velivoli e svolge servizio di allarme sull’aeroporto, a turno fra le sue squadriglie.
Sul CR.42 vengono montate nuove carenature dei motori con incorporati filtri antisabbia. Il dispositivo consente di ridurre l’aspirazione di sabbia, trattenendo i grani più grossi aumentando così la durata media dei motori.
E’ di questo periodo l’idea di dipingere sulle derive dei CR.42 del IX Gruppo la gamba di ferro in campo triangolare bianco, in onore dell’asso M.O. Ernesto Botto.
Il 12 ottobre, nel cielo di Fuentes de Ebro, Spagna, la squadriglia di Botto ed un’altra dello stesso gruppo si trovano a dover impegnare combattimento contro venti Rata in condizione di decisa inferiorità. Botto si aggiudica una vittoria personale, ma viene a sua volta centrato da una raffica e la sua gamba destra, col femore fratturato, non è più in grado di governare la pedaliera. Con supremo sforzo di volontà riesce ad atterrare in un campo guadagnandosi una M.O. al valor militare. La gamba deve essere amputata e sostituita da un arto artificiale. Nonostante le sue condizioni erano valutate inadatte al pilotaggio, Botto non desiste e a Gorizia con un velivolo modificato, ricomincia a volare fino ad essere reintegrato e reso idoneo al pilotaggio.
16 luglio 1940
Giunge l’ordine per il X Gruppo di trasferirsi ad El Adem, appena la condizione dei velivoli lo consentirà. Il IX Gruppo è sempre in attesa di ordini
21 luglio 1940
L’efficienza del X Gruppo è di sedici velivoli ed è pronto a partire il giorno dopo per il T.3. Il IX Gruppo retesta in servizio di allarme a Berka.
22 luglio 1940
Al mattino, con i primi sedici CR.42 efficienti, il X GRuppo parte per El Adem, nuova sede di rischieramento. Il IX Gruppo resta a Berka.
Nel pomeriggio, quindici CR.42 del X Gruppo, scortano dieci Ba65 che stanno andando oltre confine a spezzonare e mitragliare automezzi e attendamenti nella zona di Bir Dignasc
23 luglio 1940
Nove CR.42 del X Gruppo sono in crociera di vigilanza sulla zona di Bir el Gobi – Sollum – Bardia, insieme ad altrettanti CR.42 del 13°Gruppo del 2°Stormo che dal T.2 si è spostato a El Adem alla fine di giugno.
Tra Sidi Azeiz e Bardia viene avvistata e attaccata una formazione nemica composta da bimotori Blenheim scortati da Gloster. Nel combattimento Martissa, Miotto e Bladelli abbattono un Gloster in collaborazione con il 13°Gruppo
24 luglio 1940
Undici CR.42 del X Gruppo sono in crociera di interdizione tra Sidi Azeiz, Sollum e Porto Bardia con altri sei CR.42 del 13°Gruppo.
Nella zona di Sallum la formazione incontra nove Blenheim scortati da quindici Gloster che dirigono sul campo di Bardia. Lucchini che avvista per primo i bombardieri, si lancia all’attacco trascinando tutta la formazione: Lucchini insegue e mitraglia tre Blenheim, Guiducci abbatte un Gloster, Martissa ne colpisce un altro che è costretto ad atterrare fortunosamente. Aurilio incontra tre Gloster e ne mitraglia uno. Ferrari rimane ferito, molti gregari rientrano da soli.
Al rientro, Martissa accortosi che un caccia nemico stava attaccando un gregario, nonostante le armi inceppate impegna l’avversario consentendo al gregario lo scampo. Lanfranco che nel violento combattimento è rimasto isolato nel cielo di Sidi Azeiz, sulla rotta di ritorno incrocia tre Gloster e viene abbattuto. Costretto a lanciarsi con il paracadute, viene preso prigioniero dal nemico.
25 luglio 1940
Martissa rientrando con Romagnoli da una ricognizione sul fronte, ricerca il Gloster che aveva costretto ad atterrare e, rintracciatolo, lo mitraglia e lo incendia. Queste azioni varranno a Martissa la medaglia d’argento.
26 luglio 1940
Velivoli del X Gruppo partecipano assieme al 13°Gruppo ad azioni di ricerca e attacco di autoblinde nemiche che nella notte si sono infiltrate e sono giunte fin quasi nei pressi di El Adem.
27 luglio 1940
Alle prime luci del giorno, X e 13°Gruppo entrambi schierati sulla stessa base, compiono nuovamente un’azione congiunta di crociera di vigilanza e interdizione sulla zona Sollum-Sidi Omar-Bir el Gobi interessata alle operazioni terrestri, senza incontrare la caccia nemica.
Prima di rientrare i velivoli effettuano ricognizioni offensive nella zona mitragliando mezzi meccanizzati.
28 luglio 1940
Lucchini, Ceoletta e Scaglioni partiti su allarme, avvistano tre Blenheim e li attaccano: uno viene abbattuto, un secondo viene fatto bersaglio di più colpi tanto da doverlo ritenere abbattuto. Il terzo, sebbene colpito rientra alla base.
Scaglioni in atterraggio, per un’avaria al motore e per una foratura ad una ruota, imbarda mettendo fuori uso il velivolo.
Il continuo logorio dei motori dovuto al sollevamento della sabbia (effetto smerigliamento), riduce l’efficienza del gruppo.
29 luglio 1940
Nel tardo pomeriggio venti CR.42 di cui nove della 73^Squadriglia, comandata da Ernesto Botto, appositamente rischierati ad El Adem agli ordini di Romagnoli, effettuano una crociera di interdizione sulla zona Bardia-Amseat-Sidi Rezegh a 5.500 metri.
30 luglio 1940
La 73^Squadriglia rientra a Bengasi.
1 agosto 1940
Un pilota per squadriglia Lucchini, Sclavo e Bortoletti, vengono inviati a Tmimi (M.2) per un paio di giorni per svolgere il servizio di allarme.
4 agosto 1940
Undici velivoli della 97^Squadriglia vengono rischierati al T.3 per partecipare, insieme ad altri dodici della 96^Squadriglia giunti il giorno prima ed a nove CR.42 del X Gruppo, ad una crociera di protezione sulla 2^Divisione libica in marcia tra Bir el Gobi e Gabr Saleh. L’azione viene ripetuta nel pomeriggio con trentuno velivoli del Quarto, questa volta di scorta indiretta a due formazioni del 50°Stormo composta da sei CR.32 al comando del Cap. Fanali e sei Ba65 al comando del Cap. Dell’Oro, che hanno il compito di attaccare concentramenti di mezzi meccanici a circa 30Km. a Sud Ovest di Sollum, nella zona di Bir esc Sceferzen. In rotta verso il fronte, all’altezza della Ridotta Capuzzo a 5.000 metri di quota, viene avvistata una formazione di sei Blenheim che dirige su El Adem scortata a distanza da sette Gloster. I velivoli di testa della 96^Squadriglia del X Gruppo, attaccano i bombardieri mentre i restanti impegnano la caccia. Nel combattimento Lucchini abbatte un Gloster ed i piloti dei due gruppi si aggiudicano collettivamente tre Blenheim e un secondo Gloster. Altri due Gloster vengono probabilmente abbattuti in collaborazione con i CR.32.
La 97^Squadriglia, rimasta più in alto in protezione, avvista gli altri tre Blenheim che dirigono verso il territorio egiziano e si lancia al loro inseguimento. Larsimont, Sarasino e Zuliani li mitragliano efficacemente.
5 agosto 1940
La 97^Squadriglia con Botto rientra a Bengasi. All’altezza di Derna una sezione di tre velivoli al comando di Vaccari, si porta su quel aeroporto per disimpegnarvi il servizio d’ allarme.
A Derna, sin dal 26 luglio, il IX Gruppo ha dislocato una sua sezione di sei CR.42 presso la quale si alternano piloti delle tre squadriglie, prima agli ordini di De Campo, poi di Bonfatti. Dopo è Vaccari a guidare la sezione d’allarme che è alimentata con personale e materiali del IX Gruppo, mediante voli quotidiani da Bengasi dei Ca133, che si rivelano, come già in altre occasioni, di estrema utilità.
6 agosto 1940
Al mattino Lucchini e Monterumici partono su allarme, ma la caccia è infruttuosa. Al rientro Lucchini capotta. Nel pomeriggio Monti parte su allarme con Nicola e Bladelli. Dopo quaranta minuti di volo Nicola deve rientrare perchè le armi sono inceppate. Monti e Bladelli avvistano e attaccano un Sunderland a 30 Km. dalla costa Nord Ovest di Toubruch: l’idroplano viene centrato e con un principio di incendio è costretto ad ammarare. Monti resta di guardia sul luogo dell’ammaraggio e fa cenno a Bladelli di rientrare al T.3 per avvisare la Marina e provvedere al recupero dell’idrovolante. Avvista due navi in rotta lungo la costa e cerca di far comprendere all’equipaggio di avvicinarsi all’idro per rimorchiarlo, poi a corto di carburante dirige sul campo più vicino T.2 bis. Il tempo di cambiare aeroplano e Monti decolla di nuovo con un CR.32 seguito da due velivoli che conduce sull’idrovolante. Rientra quindi al T.2 bis e ripreso il suo CR.42 torna a El Adem.
Quando le unità della Marina giungono in vista del Sunderland, l’equipaggio nemico prende posto sul battellino e provvede ad affondare l’idrovolante. Sei membri dell’equipaggio, di cui alcuni feriti, vengono catturati.
Più tardi diciannove CR.42 del del IX Gruppo agli ordini di Fassi e di Pezzè e cinque del X Gruppo con D’Agostinis decollano per una scorta ad un gruppo di bombardieri in azione sulla zona di Sollum. Al rientro, durante l’atterraggio, Rizzati per difettoso funzionamento della manetta dovuta all’infiltrazione di sabbia è costretto ad imbarcare per evitare l’urto con altri apparecchi che si trovano in linea; il suo aereo mette l’ala per terra e rimane seriamente danneggiato.
7 agosto 1940
Il IX Gruppo riceve l’ordine di trasferimento definitivo sull’aeroporto di El Adem. La 73^Squadriglia è già sul quel campo, le altre due squadriglie partiranno il giorno dopo.
Continua il servizio di allarme a protezione degli S.81 del 9°Stormo B.N. sul campo di Derna.
8 agosto 1940
Al mattino, prima Patrizi e poi Steppi effettuano isolatamente un breve volo intorno al campo. Poco dopo le 17 Romagnoli parte alla testa di sette CR.42 del X Gruppo e nove della 73^Squadriglia per una crociera di interdizione e contemporanea scorta indiretta a un Ro37 in ricognizione sulla zona del fronte e ad una pattuglia di cinque S.79 che lungo la linea di confine debbono ricercare eventuali obiettivi da abbattere.
Con il comandante del X Gruppo sono: D’Agostinis, Martissa, Rosa, Guiducci, Savini e Monti. Con Pezzè: De Campo, Battaglia, Querci, Renzi, Dallari, Valle, Gino e Poli. Sedici CR.42 in tutto.
Nel cielo di Gabr Saleh a 2.500 metri di quota, Pezzè avvista due squadriglie di Gloster e, allertati gli altri e il comandante del gruppo, attacca frontalmente la formazione nemica, ma sui velivoli della 73^Squadriglia piombano dall’alto altri caccia dello stesso tipo. La reazione dei CR.42 è immediata e si sviluppa un violentissimo ed impari combattimento che vede impegnati i sedici piloti del Quarto contro ventisette Gloster.
Cinque caccia nemici vengono abbattuti, due in collaborazione dai piloti della 73^Squadriglia e tre dai piloti del X Gruppo. Martissa, durante l’inseguimento abbatte due velivoli nemici.
Le perdite del Quarto sono gravi, la formazione è scompaginata, i superstiti dirigono isolatamente verso la base, ma la metà dei piloti non rientra. Su otto assenti, sei sono della 73^ Squadriglia: Renzi, Dallari, Valle, Poli, Querci e Gino, gli altri due piloti sono Martissa e Rosa della 91^Squadriglia.
Dallari, Rosa e Valle, ripetutamente e seriamente colpiti nelle parti vitali del velivolo, sono stati costretti a lanciarsi con il paracadute; saranno poi raccolti dalla 2^Divisione libica e il 9 agosto rientreranno al T.3. Rosa è leggermente ferito.
Querci e Gino, con i velivoli gravemente danneggiati sono riusciti ad atterrare fuori campo: saranno recuperati il giorno seguente. Il Serg. Poli, gravemente ferito ad un braccio all’inizio del combattimento, persiste nella lotta sino alla fine, poi si dirige verso il campo di partenza ma, esausto dallo sforzo sostenuto e dall’abbondante perdita di sangue è costretto, riuscendovi ad atterrare. Raccolto da una colonna amica che si trova nelle vicinanze, è trasportato immediatamente all’ospedale dove gli viene amputato il braccio sinistro. Il suo comportamento gli varrà la concessione della massima riconoscenza al valor militare. Di Martissa e Renzi, nessuna notizia.
9 agosto 1940
La 96^ e 97^Squadriglia lasciano Bengasi e Derna e si schierano su El Adem, nella nuova sede a loro assegnata. I due gruppi di volo sono nuovamente riuniti, manca solo il comandante Col. Grandinetti.
Alcuni piloti del X Gruppo liberi dai turni di allarme, approfittando del rallentamento dell’attività bellica che si protrarrà per qualche giorno, per il cambio di alcuni motori e per la necessità di revisionare altri, effettuano ricognizioni alla ricerca di Martissa e Renzi ma senza esito.
10 – 11 agosto 1940
Continuano le ricerche di Martissa e Renzi utilizzando i CR.42 e i Ca133. Giunge intanto la notizia che una colonna di bersaglieri ha ritrovato Martissa, gravemente ferito. Trasportato con un Ca133 ad El Adem, Martissa viene poi ricoverato all’ospedale della Marina di Tobruch. L’apparecchio verrà recuperato più tardi e rimesso in efficienza dalla SRAM di El Adem.
Di Renzi ancora nessuna notizia: Larsimont e i piloti della 97^Squadriglia effettuano una ricognizione sulla zona del possibile abbattimento, quella di Bir el Gobi, ma senza esito.
Pezzè e Guiducci, durante un volo alla ricerca di Renzi, scorgono i resti di un aereo distrutto con accanto un paracadute. Alla notizia, Romagnoli e Bonfatti partono con il Caproni scortati da cinque CR.42 e atterrano nei pressi del velivolo avvistato che risulta essere un bombardiere precedentemente abbattuto, con quattro morti a bordo.
Dopo un’ultima ricognizione il giorno 11, le ricerche di Renzi vengono abbandonate e così le speranze di trovarlo ancora in vita.
Sino al 15 agosto prosegue l’attività di manutenzione e revisione velivoli, con qualche partenza.
15 agosto 1940
Il IX Gruppo e d’allarme, il 10°Gruppo fa qualche volo di rodaggio motore e vigila sul campo. Il Col. Grandinetti giunge dall’Italia e ciò consente anche al 4°Stormo di essere impiegato come tale, alle dipendenze della 14^Brigata Rex e cessando i due gruppi dell’affiancamento ai due gruppo del 2°Stormo.
L’efficienza è buona, ventisette velivoli il IX Gruppo, diciassette il 10°Gruppo.
16 agosto 1940
Al mattino presto una formazione del Quarto con ventidue CR.42 del IX Gruppo e diciassette del X Gruppo, effettuano una crociera di vigilanza e contemporaneamente di scorta ad un Ro37 che dirige il tiro delle artiglierie su obiettivi nella zona di Sallum.
Durante il volo Paolazzi della 96^Squadriglia ha noie con il motore ed è costretto a rientrare. In finale, per evitare ostacoli e persone situati al limite del campo, Paolazzi effettua una manovra in perdita di velocità e precipita fratturandosi una mandibola e la rotula del ginocchio destro. Il CR.42 è fuori uso.
Nei giorni successivi, scorta ad un S.79, partenze su allarme del IX Gruppo dal T.3 e del X Gruppo da Ain el Gazala, dove ha schierato una sezione di CR.42
20 agosto 1940
Guiducci, Savini e Monterumici partono dietro segnalazione di aeroplani inglesi su Tobruch, ma giunti sulla città sono fatti erroneamente segno della contraerea della Marina che non ha riconosciuto gli aeroplani.
21 – 23 – 24 agosto 1940
Ricominciano i bombardamenti notturni il 21 agosto senza danni; il 23 agosto con lievi danni a due CR.42 del IX Gruppo e il 24 con danni leggeri a due velivoli della 84^Squadriglia ricoverati in hangar.
L’efficienza si mantiene elevata con ventisette velivoli il IX Gruppo e ventuno il X Gruppo.
Sul fronte terrestre prosegue intensa l’attività logistica di potenziamento delle unità e continua l’afflusso di nuove forze; ormai l’offensiva è imminente, la 10^Armata è pronta ad occupare la posizione chiave sulla linea del fronte, le forze aeree martellano le basi avversarie di Sidi el Barrani e Marsa Matruh. Tutta l’aviazione da bombardamento, da caccia, da assalto e da ricognizione si è trasferita sui campi avanzati della Marmarica. Il 4°Stormo effettua alcune crociere di protezione e di vigilanza e partenze su allarme.
9 settembre 1940
Alle truppe viene dato l’ordine di attestamento. Sul campo T.3 inizia il servizio caccia notturno su allarme, svolto a turno dai due gruppi di volo del Quarto. Sono i primi servizi di allarme notturno con i CR.42 e vengono effettuati con luce lunare.
Il campo di El Adem è delimitato da quattro lampade che si accendono ad intermittenza (tre volte) per segnalare il cessato allarme. Per il rientro restano accese solo le due lampade di fondo campo, lato atterraggio. Tre lampade allineate indicano al pilota la mezzaria del campo. Decolli e atterraggi si svolgono all’occorrenza con l’ausilio dei fari delle automobili.
10 – 11 settembre 1940
I movimenti di attestamento delle truppe vengono protetti mantenendo sul confine grosse formazioni di velivoli da caccia. Il IX e X Gruppo partecipano a queste crociere i giorni 10 e 11 settembre con Romagnoli e Botto al comando.
Nel pomeriggio dell’11, dopo una crociera di protezione sul fronte egiziano nella zona di Sidi Omar-Bir esc Sceferzen-Gabr Saleh, il X Gruppo portato da Romagnoli è impegnato in una scorta di CR.32 nella stessa zona. Dopo circa 45 minuti di volo, la formazione avvista un Blenheim alla quota di 6.000 metri Vanni, Steppi e Aurili attaccano seguiti da Pillepich, Santonocito, Ferrulli e altri. I rimanenti restano in quota per contrastare un’eventuale intervento di caccia nemici. Nel combattimento, Vanni viene colpito da una raffica che gli fora la bombola dell’aria compressa, con conseguente inceppamento delle armi ed è costretto a desistere dal combattimento. Il Blenheim viene inseguito dai gregari di Vanni ed abbattuto.
13 settembre 1940
All’alba il Maresciallo Graziani sferra l’offensiva dando inizio all’avanzata oltre il confine, su Sollum e Halfaya. Contemporaneamente si intensifica l’azione di protezione delle nostre truppe, cui partecipano il IX e X Gruppo in due ondate successive, di trentasei velivoli la prima e diciotto la seconda, durante la quale viene attaccato e abbattuto in collaborazione un Blenheim. Nello stesso giorno il Ca133 della 96^Squadriglia comandato da Annoni con secondo pilota il S.Ten. Battaglia (non abilitato sulla “Caprona”) e tre specialisti tra cui il 1° Av.Mot. Delle Vedove e il motorista della “Caprona”, partono da El Adem per raggiungere Bengasi dove, presso il magazzino MSA della Berka, ritireranno duecento bomboline di ossigeno, cariche, necessarie per l’attività operativa dello stormo.
Il decollo da Bemgasi per il rientro avviene alle 17.50 con due ore di ritardo dal previsto. Al traverso di Barce è già quasi buio ma si intravvede l’aeroporto. All’orizzonte vampate rosse segno dell’attività contraerea contro il Caproni. Annoni decide di perdere quota per mantenere il contatto visivo con il terreno, livello a 300 metri circa. Ad un tratto il velivolo si trova in mezzo ad una fitta reazione della contraerea che lo costringe ad atterrare nel deserto. L’aereo tocca terra senza conseguenze in località Forte Pilastrino, uno dei fortini della cintura difensiva di Tobruch, colpito solo da alcune schegge. Dopo qualche tempo l’equipaggio viene ricuperato da una pattuglia antiparacadutisti.
14 settembre 1940
Al mattino l’equipaggio riparte con il velivolo per El Adem.
Il IX e X Gruppo sono nuovamente in crociera di protezione sulle nostre truppe che, occupata Sollum, proseguono l’avanzata. I velivoli di Romagnoli volano a quota superiore, in appoggio a quelli del IX Gruppo. Dopo 45 minuti di volo vengono avvistati quattro Blenheim. Alcuni piloti, tra cui Lucchini e Bortoletti, si staccano dalla formazione e puntano sul nemico. Un bombardiere è abbattuto in collaborazione ai piloti del X Gruppo.
15 settembre 1940
Bug Bug viene occupata. L’avanzata continua in condizioni climatiche difficilissime, l’avversario oppone scarsa difesa, così il Maresciallo Graziani approfitta a fondo su Sidi El Barrani, tagliando l’accesso al nemico rimasto nella zona di Sidi Omar-Bir el Chreigat. La 5^Squadra riceve l’ordine di battere ad ondate successive Sidi El Barrani ed i mezzi corazzati nella zona di Bir el Chreigat; alla caccia il compito di scortare i bombardieri, completare l’osservazione dei movimenti terrestri e proteggere le nostre truppe in avanzata. I CR.42 del Quarto partecipano alle operazioni assicurando anche la difesa delle basi, sia di giorno che di notte.
Grosse formazioni di velivoli del IX e del X Gruppo, al comando di Botto e Romagnoli effettuano crociere di protezione sulla zona Sidi Omar- Bug Bug e di Sidi el Barrani che viene occupata nel pomeriggio del giorno 16 settembre.
La caccia avversaria interviene con pochi velivoli soltanto contro le formazioni di S.79 che si portano su Side el Barrani, Marsa Matruh e altri obiettivi ed aeroporti ancora più ad oriente. I piloti del IX e X Gruppo invece, non incontrano avversari durante le crociere di protezione sul cielo delle nostre truppe.
17 settembre 1940
Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Gen. Pricolo, visita il campo di El Adem e agli uomini del Quarto rivolge parole di elogio. Nel pomeriggio il IX e X Gruppo con venticinque velivoli effettuano una crociera di protezione alle truppe sulla zona Sollum-Sidi el Barrani. Al rientro De Benedetti, che ha una perdita di benzina, rimanendo a secco di carburante è costretto ad atterrare in un campo senza motore.
L’attività notturna si intensifica: Pezzè e Biffani effettuano ciascuno una partenza su allarme; poi Vaccari parte per una crociera notturna sulla zona di Sidi el Barrani, durante la quale, grazie alla luce lunare avvista una formazione navale nemica a Nord Est di Sollum. Al rientro avverte il comandante della brigata che fa partire due S.79 siluranti della 278^Squadriglia, schierata sullo stesso campo di El Adem. I due aerosiluranti attaccano le navi, danneggiando gravemente l’incrociatore “Kent”. Sui due S.79 ci sono tre passeggeri “clandestini”, Gon senza paracadute su un velivolo, Viglione e Aurili sull’altro con un paracadute in due. E’ proprio Gon dal suo nascondiglio che scorge in mare un razzo di segnalazione e uscito allo scoperto, indica il punto al capo equipaggio, S.Ten. Robone.
Il secondo S.79 pilotato dal Ten. Buscaglia rientra poco dopo.
18 settembre 1940
Botto e Romagnoli con i loro gregari, ventisei CR.42 in tutto, mentre stanno per decollare per una crociera di protezione, alcuni Blenheim bombardano il campo. Guiducci riesce a decollare prontamente ma non riesce a raggiungere il nemico che si trova a quota molto alta. Gli altri decollano regolarmente.
L’intenso sforzo bellico fa diminuire l’efficienza del IX e X Gruppo che per alcuni giorni, fino al 21 settembre, per il rallentamento delle attività, possono dedicarsi alle revisioni.
22 settembre 1940
Venticinque velivoli dei due gruppi di volo, con rischieramento a Menastir e Amseat, sono impegnati in una scorta indiretta a quaranta S.79, diretti su Marsa Mathruh, 200 chilometri oltre il confine egiziano, condotta in collaborazione con l’8°Gruppo. Nel decollo, a causa del polverone, Berti imbarda riportando danni al velivolo.
Le operazioni per la presa di Sidi el Barrani sono terminate e l’occupazione della posizione è consolidata.
L’efficienza del X Gruppo è nuovamente diminuita e viene rischierato sull’aeroporto di Berka per un nuovo ciclo di revisioni e sostituzione motori. Per il IX Gruppo queste operazioni saranno svolte dalla SRAM di El Adem.
24 settembre 1940
Il X Gruppo inizia il trasferimento: La 91^ Squadriglia viene dislocata sull’ aeroporto di Ain el Gazal (T.4) mentre l’84^Squadriglia sull’aeroporto di Derna (N.1) che si avvarrà per il servizio anche di velivoli Ro41 disponibili su quel aeroporto. Su Berka il servizio viene svolto dalla 90^Squadriglia mentre il comando stormo assieme al IX Gruppo rimane a El Adem.
Nei giorni che seguono l’attività principale è il servizio di allarme sui campi e qualche crociera. I velivoli del X Gruppo che si rendono trasportabili in volo, vengono trasferiti gradatamente. Si ripetono le incursioni nemiche notturne sui campi avanzati, ma senza particolari danni ai velivoli del IX Gruppo. I bombardieri inglesi sono costretti a schierarsi sui campi arretrati dell’Egitto, penalizzando l’autonomia di volo e il peso trasportabile.
27 settembre 1940
Il IX Gruppo è impegnato con crociere di protezione ad una colonna in marcia verso Giarabub. La prima crociera condotta da Botto con sei velivoli della 73^Squadriglia, la seconda con velivoli della 96^Squadriglia condotta da Fassi. Segue una terza comandata da Larsimont con sei CR.42 della 97^Squadriglia ai quali si unisce il Ten. Ferrero del 151°Gruppo (aggregato operativamente al 4°Stormo), che circuita sulla colonna ferma a El Garn ul Grein, località di confine a 90 chilometri a sud di Ridotta Maddalena, quando avvista una formazione di quattordici bimotori cinquecento metri più in alto diretta sulle truppe. Larsimont attacca ed i suoi gregari impegnano vari velivoli, scompaginando la formazione. Larsimont, Sarasino e Barcaro attaccano il gregario di destra della pattuglia di coda abbattendolo. I tre piloti ripetono l’attacco contro altri velivoli e mentre Ferrero si lancia sulla pattuglia di testa, la sezione di Viglione che ha con se Vaccari e Golino attacca il gregario di sinistra della pattuglia di coda, inseguendolo per circa 80 chilometri in territorio egiziano. Il velivolo si abbassa fino a pochi metri da terra fino ad urtare contro il suolo disintegrandosi. Viglione e i suoi mitragliano altri velivoli. La 97^Squadriglia al limite dell’autonomia rientra al campo. I velivoli abbattuti sono due ed un terzo è probabile, oppure seriamente danneggiato, giacchè i bombardieri nemici tornano in undici sulla colonna poco dopo che i CR.42 hanno lasciato il cielo di El Garn ul Grein. Più tardi la 73^Squadriglia ripete la crociera senza incontrare il nemico. Intanto prosegue il trasferimento in volo dei velivoli del X Gruppo ma, la loro limitata efficienza costringe Ferrulli a uno scalo intermedio perchè consuma molto olio, Pillepich deve lasciare il velivolo a Derna per avaria motore.
30 settembre 1940
Il IX Gruppo effettua una crociera di protezione alle truppe in movimento sulla zona del nuovo fronte. Il Col. Grandinetti è in volo con il IX Gruppo.
In mattinata l’autocolonna del X Gruppo, partita dal T.3 il 28 settembre con il materiale, giunge a Bengasi. A pochi chilometri dalla città, nei pressi di El Coefia, un rimorchio con materiale dell’84^Squadriglia, tra cui il carteggio d’ufficio, per cause imprecisate prende fuoco e va interamente distrutto, senza danno per il personale. A Berka nel frattempo ha inizio la revisione dei velivoli del X Gruppo che resta con soli tre CR.42 efficienti: tale situazione si protrarrà per circa cinquanta giorni per la necessità di una revisione a fondo e per la sostituzione di parti e dei motori.
4 ottobre 1940
Bombardieri inglesi attaccano le navi nel porto di Bengasi: non scatta nessun allarme e così Romagnoli, Lucchini, Ceoletta e Rusconi decollano solo quando lo scoppio delle bombe rilevano l’attacco. La caccia è infruttuosa.
Sino all’11 ottobre l’attività dei due gruppi è molto ridotta, qualche crociera di vigilanza sui campi e partenze su allarme senza successo. Il IX Gruppo compie qualche crociera di vigilanza su Tobruch.
Il personale delle sezioni distaccate del X Gruppo a Derna e Ain el Gazala, viene avvicendato. Ai turni di allarme a El Adem partecipa anche il Col. Grandinetti, comandante del 4°Stormo.
7 ottobre 1940
Il Col. Grandinetti è in volo con Botto per una sortita di ventiquattro velivoli del IX Gruppo, in crociera di protezione delle truppe che si recano in prima linea sulla zona di Sidi el Barrani.
10 ottobre 1940
Incursione notturna nemica su Bengasi, senza danni. A seguito del bombardamento viene istituito a Berka il servizio d’allarme continuativo nelle 24 ore.
12 ottobre 1940
Poco prima dell’imbrunire, durante una crociera di vigilanza su Tobruch, Botto e Reiner avvistano e attaccano tre Blenheim che si stanno dirigendo su El Adem. I bombardieri, mitragliati si dirigono sul mare inseguiti da due CR.42: un Blenheim viene abbattuto da Botto, gli altri due sono abbattuti da Reiner. Per il prolungato inseguimento a tutto motore, Reiner ormai a corto di carburante deve forzatamente atterrare fuori campo, al buio a poca distanza dalle linee, nella zona di Bug Bug. Appena fermo, Reiner è subito circondato da truppe indigene armate: convinto di essere atterrato in territorio nemico, si rassicura quando sente una voce parlare in italiano facendosi così riconoscere dal caporale che comanda il drappello degli ascari. Portato al comando terrestre, viene poi condotto in auto al Comando Marina di Toubruck. Turchi con due specialisti e il carburante si raggiungono Bug Bug: rifornito di benzina l’apparecchio, il CR.42 decolla ed atterra a El Adem.
L’occupazione di Sidi el Barrani, pur essendo un successo, ha posto gravi problemi per il mantenimento del flusso logistico delle truppe spostatesi in avanti di 120 chilometri, in una zona priva di risorse e di linee di comunicazione.
Alle forze aeree della 5^Squadra viene assegnato il compito di continuare ad attaccare il nemico nelle sue basi alle truppe con azioni di ricognizione, caccia e assalto. Vengono intanto predisposti nuovi campi avanzati in territorio egiziano con relative scorte di carburante e munizioni. Vengono reintegrati i velivoli persi e si provvede a riportare alla completa efficienza i reparti sottoponendo a turno, la revisione dei velivoli.
15 ottobre 1940
Su alcuni velivoli del X Gruppo presso la SRAM di Berka, vengono installati i primi apparati radio e i primi apparecchi revisionati e rimessi in efficienza vengono decentrati in volo su Agedabaia. Il IX Gruppo compie alcune crociere di protezione senza incontrare il nemico. Durante una di queste azioni due gregari di Botto devono abbandonare la formazione per avaria al motore.
Al tri CR.42 revisionati vengono decentrati da Berka ad Agedabaia e la sezione d’allarme di Berka viene spostata su Benina.
22 ottobre 1940
Il IX Gruppo compie una crociera di protezione sugli operai che lavorano per la litoranea nella zona di Bug Bug-Sidi el Barrani.
23 – 24 ottobre 1940
Un CR.42 del IX Gruppo pilotato dal S.Ten. Battaglia della 73^Squadriglia viene portato a Berka per l’installazione dell’apparato radio. Il giorno dopo, ultimate le operazioni di montaggio, Battaglia decolla per rientrare ma, per cause non accertate precipita perdendo la vita.
25 ottobre 1940
Dal T.3 partono su allarme tre velivoli della 96^Squadriglia alla guida di Fassi che lascia Spitzl a vigilare sul campo e dirige con Agnelli su Toubruck dove a 3.500 metri avvista sei Blenheim. Fassi e Agnelli attaccano colpendo ripetutamente i bombardieri e incassando qualche colpo nel combattimento. Due Blenheim vengono abbattuti.
Un’altra partenza su allarme della 96^Squadriglia è invece infruttuosa.
Continuano i voli di rodaggio motore a Berka, le partenze su allarme e le incursioni nemiche notturne, più raramente di giorno. Continua anche il servizio notturno di allarme.
28 ottobre 1940
A Benina De Benedetti parte per una crociera di protezione sulla zona di Bengasi: dopo un’ora e mezza di volo in quota, rientra discendendo rapidamente e viene colto da malore. Giunto sul campo, con il vento in coda, si porta direttamente all’atterraggio e capotta con gravi danni all’aeroplano, ma il pilota incolume.
Un paio di settimane prima il suo nominativo era stato estratto a sorte per rientrare in patria a ritirare dei velivoli nuovi a Torino, ma si era rifiutato di lasciare la zona ed aveva ceduto il suo posto a Gon che ha in Italia moglie e figlia.
Proseguono i bombardamenti notturni su Bengasi senza danni per il X Gruppo che continua a decentrare ad Agedabaia i CR.42 revisionati. Gli equipaggi in allarme al T.4 e a Derna vengono sostituiti.
Per tutto novembre il X Gruppo rimane a Berka; la 90^Squadriglia si trasferisce a Benina negli ultimi giorni del mese.
Anche il IX Gruppo durante il mese di novembre svolge limitata attività bellica dal campo di El Adem, con crociere di protezione su Giarabub, 240 chilometri a sud di El Adem e sulla località della nuova linea del fronte, in particolare su Sidi el Barrani. L’efficienza del gruppo è buona, ventiquattro velivoli in linea su trenta in carico.
12 novembre 1940
Vaccari della 97^Squadriglia parte per Amseat, da dove alcune ore dopo, rifornito il velivolo riparte per una ricognizione a vista sull’aeroporto di Maaten Bagush.
13 novembre 1940
Vaccari ripete l’azione del giorno prima sul campo, questa volta per un mitragliamento e incendiando un bombardiere e tre caccia
La missione speciale, ordinata dal comando della Brigata “Rex”, viene condotta con attacco al crepuscolo e rientro notturno, con un CR.42 della 96^Squadriglia sul quale è stato applicato un serbatoio supplementare intelato, studiato e realizzato dalla SRAM di El Adem, montato sotto il seggiolino del pilota. Sullo stesso velivolo verrà più tardi installata una macchina fotografica aerea.
15 novembre 1940
Botto con venticinque CR.42 rischierati ad Amseat il giorno prima, conduce un’azione di mitragliamento sul campo di Marsa Matruh. Il decollo avviene quando è ancora buio, i piloti si orintano puntando i fari di una 1110 in fondo pista. La formazione del IX Gruppo prende quota tra i 5.000 e 7.000 metri mantenendosi sul mare e dirigendosi a una ventina di chilometri a nord dell’obiettivo. Alla testa di una squadriglia, mentre le altre restano di scorta, Botto si butta in picchiata a motore ridotto e, giunto sul campo di Mara Matruh, notando l’assenza di velivoli al suolo, mitraglia le infrastrutture aeroportuali.
17 novembre 1940
Sul T.3 il Gen. B.A. Cossinelli comandante della 14^Brigata “Rex” consegna al S.Ten.Vaccari la medaglia di bronzo al V.M. per le azioni del 12 e 13 novembre.
20 novembre 1940
Di primo pomeriggio, Botto effettua una crociera di vigilanza e protezione alle truppe sul fronte nella zona di Bir Enba. Dopo circa un’ora di volo viene avvistato più in basso, un Blenheim scortato da alcuni Hurricane. Botto e i suoi attaccano, ma contemporaneamente dall’alto piombano dei Gloster e poi altri ancora. Nel combattimento la formazione si fraziona: Gon è con la 96^Squadriglia al comando di Fassi, con Pluda, Agnelli, Moresi e Pozzati abbatte un Gloster ma è a sua volta attaccato. Alcune raffiche lo colpiscono innescando un principio di incendio subito domato dall’estintore di bordo. Rimessosi ad inseguire un caccia inglese più veloce del suo, aprendo il fuoco le armi vanno fuori sincronismo e le sue stesse raffiche troncano le pale dell’elica ed è costretto ad atterrare in volo planato in pieno deserto. (Non fa uso del paracadute per meglio essere rintracciato. Pozzati ha abbattuto un Gloster, ma è stato centrato da una raffica al piede destro e nonostante il forte dolore e la perdita di sangue, riesce a rientrare. Di seguito rientrano Fassi, Pluda e Moresi. Fassi ha abbattuto un Blenheim e probabilmente anche un Gloster; Moresi ha colpito e probabilmente abbattuto un altro. Della 96^Squadriglia non rientra il S.Ten. Agnelli che è stato visto infrangersi al suolo con l’aeroplano incendiato, dopo aver combattuto tenacemente a bassa quota contro quattro o cinque Gloster.
Dalle 73^ e 97^ Squadriglia vengono abbattuti un Gloster, due Hurricane e mitragliati altri quattro caccia.
Da una successiva comunicazione pervcenuta al comando di stormo, da parte di reparti terrestri italiani dislocati sul fronte nella zona sottostante l’area di combattimento, si apprende che gli aerei abbattuti dal IX Gruppo sono dieci non sette: un Blenheim, due Hurricane, sette Gloster.
Dalla 97^Squadriglia che è la formazione di coda, viene abbattuto il Serg. Putzu, del quale non si hanno più notizie e pertanto considerato disperso in combattimento.
gon è atterrato all’imbrunire a una quarantina di chilometri dalla costa e dopo una lunghissima e faticosa marcia notturna nel deserto, il giorno dopo raggiunge la strada liotoranea e poi le linee amiche.
Nei giorni successivi qualche partenza su allarme di Bonfatti, Dallari, Gino, Querci, Gallerani e alcune crociere di protezione sulla zona Bug Bug-Sidi el Barrani.
A fine mese l’attività aerea nemica si fa più pressante e le partenze su allarme si intensificano.
La 10^ Armata sta ultimando i preparativi per la ripresa dell’offensiva verso Marsa Matruh. Vengono segnalati movimenti di truppe e concentramenti nemici sulla zona del fronte.
29 novembre 1940
Bonfatti e Oblach effettuano una ricognizione offensiva e fotografica sulla strada che da Sidi el Barrani porta a Marsa Matruh, a 400 metri di quota. Al ritorno mitragliano alcune postazioni contraeree nemiche.
All’inizio di dicembre il X Gruppo si prepara per l’imminente ritorno al fronte. Al T.4 il gruppo mantiene la sua sezione d’allarme della 91^Squadriglia mentre la 90^ è completamente dislocata a Benina.
1 dicembre 1940
Lucchini in un volo prova, capotta in atterraggio per cattivo funzionamento del motore, riportando ferite al viso e contusioni. Il velivolo è fuori uso.
Nel pomeriggio i Blenheim bombardano Benina da 3.000 metri cogliendo di sorpresa la 90^Squadriglia, che non ha avuto nessun preavviso. Il bombardamento è impreciso e non provoca danni. Guiducci, De Benedetti e Ceoletta partiti sotto il bombardamento, inseguono i bombardieri senza però raggiungerli.
7 dicembre 1940
Da Agedabia vengono ritirati i CR.42 là decentrati.
8 dicembre 1940
Al mattino un ricognitore inglese sorvola alto Benina facendo partire su allarme Guiducci e Sclavo che rientrano senza averlo avvistato. Subito dopo parte De Benedetti, ma la velocità e la quota del Blenheim, nuovamente in vista, non consentono l’intercettazione.
Sul campo di Berka, per l’Istituto L.U.C.E. che sta facendo delle riprese cinematografiche, si esibiscono in una serie di figure acrobatiche Vanni, Dalla Pasqua, Ferrulli e Migliorato della 91^Squadriglia.
Romagnoli vola ad El Adem e rientra dopo qualche ora.
Sono quasi le 18 di sera quando improvvisamente sfrecciano nel cielo di Benina dodici Blenheim per bombardare il campo, le aviorimesse e la linea di volo della caccia. Nonostante la visibilità ridotta, dovuta alle nubi che coprono le ultime luci del tramonto, Aurili decolla sotto il bombardamento evitando a stento le bombe incendiarie lungo la linea di volo. Mentre i bombardieri virano per effettuare un secondo passaggio, Aurili intercetta e mitraglia le prime due pattuglie nemiche, in totale sei velivoli, colpendo parecchi e abbattendo uno che precipita a sud-est di Er Regima. Esaurite le munizioni, Aurili rientra ma per la visibilità quasi nulla, nel prendere terra a forte velocità, il CR.42 perde il carrello. Il pilota se la cava con escoriazioni al viso.
Poco dopo l’atterraggio di Aurili, il campo viene fatto segno di un intenso bombardamento a ondate successive, da venti bombardieri durato un’ora e mezza. I danni riportati ai velivoli a terra, lo sconvolgimento del fondo del campo e l’oscurità impediscono di effettuare altre partenze.
Alle 21 circa, Aurili e Maggini a bordo di una Fiat 1100 diretti a Bengasi, sono vittime di un incidente stradale con gravi conseguenze per gli occupanti. Maggini morirà la notte stessa all’ospedale.
9 dicembre 1940
La preparazione della 10^Armata per l’offensiva su Marsa Matruh era stata ultimata nei primi giorni di dicembre. L’esplorazione aerea condotta in profondità in territorio egiziano ha rilevato che anche il nemico ha fatto affluire truppe e mezzi meccanizzati e corazzati intorno a Marsa Matruh. Interpretati come preparativi difensivi del nemico contro l’imminente attacco della 10^Armata, il mattino preponderanti forze corazzate nemiche, che a sorpresa, di notte complice la scarsa visibilità a causa dalle forti raffiche di vento del Ghibli, dal rumore di pesanti bombardamenti navali notturni e dal sorvolo degli aerei, si sono portate di sorpresa a contatto con le linee italiane attaccando e travolgendo i capisaldi.
Il X Gruppo attende ancora l’imminente ordine di partire per il fronte. Si provvede a riparare urgentemente cinque velivoli danneggiati dal bombardamento. L’84^Squadriglia, portata da Monti è la prima a decollare per il camp di Menastir, seguita dal Caproni con i piloti e gli specialisti. La 91^Squadriglia in attesa, decentra i velivoli su Magrum, a metà strada tra Bengasi ed Agedabia.
Il IX Gruppo viemne messo in allarme alle cinque e mezzo del mattino, appena giunta la notizia dello sfondamento delle linee italiane. Al mattino la 96^Squadrigli effettua due partenze. Gon, Rizzati e Minelli avvistano tre Blenheim ponendosi al loro inseguimento, ma quelli spariscono tra le nubi.
Nel pomeriggio partono diciannove CR.42 delle tre squadriglie, al comando di Botto, per eseguire una crociera di protezione sulle truppe e scortare una formazione di S.79 sulla zona di Sidi el Barrani-BirEnba, dove è avvenuto lo sfondamento. A causa del poco anticipo con cui è giunto l’ordine rispetto l’orario di incontro in volo con gli S.79, il gruppo giunge in ritardo e poco dopo avvista i bombardieri di ritorno dall’azione.
Botto continua la missione e si porta a sud di Sidi el Barrani per la crociera sul fronte: quando il IX Gruppo è a 30 chilometri a sud di Bir Enba, avvista una formazione di Gloster più in basso e si lancia all’attacco. Dall’alto piombano giù una formazione di Hurricanes che si porta in coda alla 97^Squadriglia, ultima formazione, che reagisce ingaggiando combattimento. Un’altra grossa formazione di caccia si avventa sulla 96^ e sulla 73^Squadriglia. I caccia italiani nonostante siano in condizione di inferiorità numerica, non si sottraggono al combattimento. Botto, Dallari, Valle e Perotti abbattono ciascuno un caccia nemico mentre De Campo, Reiner e Gino probabilmente altri tre.
Leone ed altri piloti mitragliano diversi caccia nemici.
Larsimont si disimpegna senza riuscire a contrastare efficacemente l’avversario, i pochi colpi che riesce a sparare non vanno a segno. Viglione viene subito colpito da un Hurricane, sul quale riesce a sparare a lungo, ma viene ancora colpito da una raffica di un altro caccia nemico. Il CR.42 ha il motore gravemente danneggiato e atterra fuori campo nei pressi di Bug Bug, illeso.
Vaccari dopo un lungo combattimento con quattro Hurricanes, abbattendone uno e colpendone altri, viene centrato nel serbatoio e con danni al motore, atterra fuori campo nei pressi di Sallum. Il velivolo capotta incendiandosi ma Vaccari riporta delle ustioni al viso e alle mani.
Salvatore abbatte un Hurricanes e colpisce altri: ferito al braccio sinistro riesce a rientrare e viene ricoverato in ospedale.
Gino della 73^Squadriglia che era nella pattuglia di testa, ha il velivolo gravemente danneggiato e atterra fuori campo nei pressi delle linee.
Gon e Tomasi della 96^Squadriglia si attardano nel combattimento e al rientro devono atterrare sul campo A.3
Biffani è stato abbattuto e catturato dai nemici.
Reiner e Valle rientrano con i velivoli colpiti in modo non grave.
Le vittorie individuali sono sette, un ottavo Hurricane viene abbattuto in collaborazione da vari piloti e assegnato al IX Gruppo.
Botto dopo l’atterraggio mentre si sta recando in automobile al comando della 14^Brigata Rex, resta ferito gravemente in un incidente stradale: viene ricoverato all’ospedaletto da campo della Marina con prognosi riservatissima per frattura della base cranica.
10 dicembre 1940
Il comando interinale del IX Gruppo viene assegnato al Cap. Larsimont. Il X Gruppo riceve l’ordine di trasferimento a El Adem.
Al mattino quattro CR.42 della 73^Squadriglia guidati da Bonfatti, partono su allarme: i piloti avvistano tre Blenheim sulla costa che si stanno dirigendo sul campo ma poi invertono la rotta. Ne segue un lungo inseguimento in mare aperto: Bonfatti spara centrando un bombardiere che probabilmente viene abbattuto.
L’84^Squadriglia parte da Menastir ed effettua un’azione contro forze meccanizzate nella zona di Bir el Chreigat. A causa della scarsa visibilità Buttazzi e Devoto rientrano anticipatamente alla base. Quest’ultimo in atterraggio investe un CR.42 posto ai limiti del campo, distruggendo tutti due i velivoli ma rimanendo incolume.
In giornata cade Sidi el Barrani. Nella notte durante un bombardamento sul campo di El Adem, un CR.42 della 97^Squadriglia viene distrutto da una bomba incendiaria.
Caduta Sidi el Barrani, le forze corazzate nemiche, attaccano le divisioni italiane rimaste in territorio egiziano costringendole a ripiegare verso Sollum; un’altra colonna si spinge all’interno verso Der el Hamra. Intervengono i bombardieri della 5^Squadra, ma l’azione è ostacolata dal forte vento del Ghibli che rende scarsa la visibilità.
La caccia provvede a coprire il ripiegamento delle truppe, alla scorta dei bombardieri S.79 e ad attaccare gruppi di mezzi meccanizzati nemici.
11 dicembre 1940
Il X Gruppo con il comando di stormo si schiera a El Adem mentre a Bernina resta la sezione d’allarme.
Fassi con otto velivoli effettua con successo un mitragliamento su autoblinde nella zona di Der el Hamra. Monti partito da Menastir con tre gregari in caccia libera, dopo aver incontrato un Hurricane, che si disimpegna senza attaccare, atterra al T.3 unendosi allo stormo. Reiner, Oblach e Valle della 73^Squadriglia scortano tre S.t9 che bombardano una colonna motorizzata nei pressi di Bir Enba.
Al rientro, dopo aver scortato in una zona sicura i tre bombardieri, tornano su Sidi Omar a mitragliare un assembramento di autoblinde. Reiner e Valle ritornano con i velivoli colpiti.
Nella notte, gli inglesi mitragliano a bassa quota il campo senza tuttavia recare danni.
12 dicembre 1940
Mentre prosegue il ripiegamento delle truppe italiane, quindici velivoli del 4°Stormo al comando di Romagnoli, decollano per andare a mitragliare nuclei meccanizzati nemici in zona Ogerin: la sabbia sollevata dal Ghibli però impedisce di individuare l’obiettivo e Romagnolo allora effettua una scorta indiretta ai S.79 nella zona di Bir Enba. In partenza Sclavo ha dovuto rinunciare per un principio di incendio al motore e Savini in decollo, per il forte vento laterale il velivolo ha messo giù l’ala danneggiando.
Durante la crociera di scorta vengono avvistati sei Gloster: Gon e Minelli ne abbattono uno in collaborazione, un altro viene abbattuto in collaborazione tra Monti, Prati e Steppi.
Altri uno, due Gloster sono abbattuti dai nostri.
Una formazione di dieci CR.42 al comando di Fassi, in crociera di vigilanza viene attaccata alle spalle da un Hurricane che si disimpegna prima di essere contrattaccato, Querci ha l’aereo colpito ma riesce a rientrare regolarmente.
Nel pomeriggio Larsimont parte alla testa del IX Gruppo con venti velivoli e dopo aver attaccato una autocolonna sulla strada di Sallum-Bug Bug, atterra a Derna nuova sede del gruppo e dove si è anche trasferito il comando stormo. In atterraggio Gallerani mette “sull’attenti” il velivolo e nel frettoloso e impreciso tentativo di recupero, è messo fuori uso. Contemporaneamente anche Romagnoli è in volo con quindici CR.42 per una scorta a degli S.79.
Il IX Gruppo prima del tramonto, effettua una scorta a tre S.79 con quattordici velivoli, eseguendo al rientro un mitragliamento su autoblinde nella zona di Bug Bug-Bir Enba.
Dal T.4 Caporali e Rosa partiti su allarme intercettano un Blenheim che dopo aver incassato numerosi colpi si allontana.
In chiusura della giornata, Vanni partito su allarme notturna, avvista e mitraglia un Blenheim.
13 dicembre 1940
Al mattino presto Larsimont decolla con dieci CR.42 per una missione di scorta ai bombardieri S.79 e mitragliamento ad autoblinde nella zona Sidi Azeiz. Con lui sono Sarasino, Viglione e Perotti della 97^Squadriglia, in testa, seguono De Campo, Bonfatti, Reiner, Oblach, Stauble e Dallari della 73^Squadriglia. Dopo quarantacinque minuti di volo, tra Sidi Omar e Sollum, è avvistata una formazione di Gloster che, avvicinatasi, attacca gli S.79. Larsimont contrattacca mitragliando il capo pattuglia nemico; nella richiamate che segue viene investito dal gregario di questi che, accortosi di trovarsi vicinissimo al CR.42 tenta con una manovra brusca di sottrarsi al tiro. Nell’urto il Globster perde le ali e precipita. Larsimont riporta gravi danni alla fusoliera e ad i piani di coda ma riesce ad atterrare sul campo di Menastir che non è presieduto.
Viglione attacca alcuni Gloster abbattendone sicuramente uno; lo stesso Perotti mentre Sarasino mette a segno alcuni colpi. Contemporaneamente un’altra grossa formazione di Gloster attacca dall’alto la 73^Squadriglia, che però non è colta di sorpresa e contrattacca prontamente. Bonfatti, Oblach e Stauble abbattono un velivolo ciascuno. De Campo, Reiner e Dallari abbattono altri tre.
I velivoli di Reiner, Bonfatti e Oblach nonostante qualche colpo incassato, rientrano alla base e prontamente riparati.
Dal T.3, dal T.4 e da Benina vengono effettuate alcune partenze su allarme.
Larsimont che era stato investito da un Gloster e visto precipitare viene dato per disperso ma, rientrerà il giorno dopo incolume.
14 dicembre 1940
Le autoblinde inglesi entrano in territorio libico a nord di Sidi Omar dirigendosi verso Sidi Azeiz per poi puntare sulla litoranea; alcuni gruppi raggiungono Sidi Bu Amud in serata, distante 25 chilometri da Tobruch. Per contrastare l’avanzata viene impiegato il X Gruppo danneggiando numerosi automezzi.
Lucchini colpito al serbatoio di benzina atterra al T.3 mentre il resto della formazione si ricongiunge con il IX Gruppo nella nuova sede a Derna. Al rientro Romagnoli atterra al T.3 per recuperare il materiale più prezioso là lasciato, per essere caricato su autocolonna in partenza per Derna. Il resto del materiale e delle attrezzature del campo viene distrutto dagli specialisti affinchè non cada in mano nemica, quindi con un Ca133 partono per Derna. Nel frattempo gli specialisti hanno anche provveduto alla riparazione del CR.42 di Luchini che, assieme a Romagnoli può partire per Derna, non senza aver fatto un passaggio sul campo per mitragliare quanto ancora resta.
A Derna intanto sono affluiti anche i piloti che erano rischierati a Benina.
Rizzati che era partito dal campo di Derna per un’azione sulla zona dei combattimenti, al rientro urta contro un cumulo di pietre situato dentro i limiti del campo, capovolgendosi: il velivolo è distrutto, il pilota salvo.
Anche il IX Gruppo dislocato a Derna, è chiamato a contrastare con tutti i velivoli efficienti il preponderante schieramento nemico in offensiva verso Tobruch. Formazioni di gruppo, di squadriglia e di sezione si susseguono, indisturbate in azioni di mitragliamento sui mezzi meccanizzati e sulle colonne nemiche in movimento in località Bir Beiud, Sidi Rezegh, Bir es Sreuil, Sidi Bu Amud, Uadi el Menastir e Bir Buagh distruggendo oltre 123 autocarri, 31 autoblinde ed attrezzature portatili meccanizzate: nessun velivolo risulta colpito.
Il Ten. Reiner al termine dell’ultima azione, effettuata con la 73^Squadriglia, atterra a El Adem anzichè a Derna con l’ordine impartito da Larsimont, di consegnare il proprio velivolo ad un sottufficiale del gruppo, ancora presente a El Adem per trasportarlo a Derna. Deve inoltre completare la distruzione delle attrezzature e del materiale rimasto efficiente sul campo dopo la partenza di Romagnoli e Luchini, quindi di ripartire per Derna con il Ca133 della 73^Squadriglia ancora presente a El Adem.
Paradossalmente anche il nemico contribuisce alla distruzione, infatti credendo che il campo sia ancora operativo bombarda e mitraglia le attrezzature, danneggiando anche i piani di coda del Ca133.
Grazie al lavoro degli specialisti che lavorando tutta la notte e il mattino seguente, sotto altri successivi bombardamenti e con mezzi di fortuna, riescono a rabbrecciare alla meglio il velivolo che alla fine riesce a ripartire.
La puntata offensiva dei mezzi meccanizzati nemici verso Tobruch mette in allarme Supercomando ASI che ordina lo sgombero dei campi avanzati e l’arretramento dei reparti aerei.
15 dicembre 1940
Il ripiegamento delle truppe entro la piazzaforte di Bardia è completato. Trenta velivoli del 4°Stormo compiono un’azione di ricerca autoblinde nella zona di Sidi Bu Amud-Gambut. Il IX Gruppo prosegue le azioni di mitragliamento sulle truppe e mezzi nemici ammassati nella zona limitrofa a quella di Tobruch.
16 dicembre 1940
Per alleggerire la situazione del campo di Derna, facile bersaglio alle offese aeree nemiche, allo stormo viene impartito l’ordine di trasferimento ad Ain el Gazala (T.4).
Il IX Gruppo decolla per una scorta ad S.79 in bombardamento su Halfaya e rientra al T.4.
Il X Gruppo parte per una scorta ad S.79 in azione a bassa quota sulla zona di Sidi Azeiz: la formazione dei bombardieri viene attaccata da quattro hurricanes ma un CR.42 riesce ad impegnarli distogliendoli dall’attacco agli S.79. Vengono impiegati anche altri due Hurricanes e uno probabilmente viene abbattuto.
Un’ora prima il campo T.4 era stato bombardato provocando l’incendio del Ca133 della 96^Squadriglia, il ferimento di due sottufficiali e il danneggiamento di un CR.42.
Nell’incendio del Ca133 vanno perduti il registro dei voli e il diario storico della 96^Squadriglia.
Larsimont mezz’ora prima del bombardamento era partito con undici Cr.42 per una scorta a tre S.79 diretti sulle autocolonne nemiche concentrate nella zona di Sidi Azeiz.
I rapidi spostamenti dello stormo creano difficoltà ai due gruppi e in particolare al X, i cui specialisti partiti da Benina in autocolonna erano giunti al T.3 poco prima dello sgombero e poi a Derna non avevano trovato il gruppo perchè trasferito al T.4
17 dicembre 1940
Larsimont alla testa di tredici velivoli, scorta tre S.79 in azione su navi da guerra nelle acque antistanti Bardia. La pattuglia della 73^Squadriglia con De Campo, Guerci, Reiner e Bonfatti ingaggiano combattimento con una quindicina di Hurricanes a sud di Sollum. Nonostante l’inferiorità dei CR.42 rispetto agli Hurricaens, Bonfatti e Reiner abbattono un caccia ed un altro è efficacemente mitragliato e probabilmente abbattuto. Altri due sono mitragliati da De Campo e Guerci.
Anche il X Gruppo effettua una scorta con quattordici velivoli agli ordini di Vanni e alcune partenze della sezione d’allarme della 91^Squadriglia che si è spostata a Tmimi.
Corre voce che il IX Gruppo dovrà rimpatriare, cedendo al X Gruppo i suoi velivoli efficienti:
Il Col. Grandinetti assume il comando del Nucleo Orientale dei reparti della 14^Brigata Rex, costituito dal 15°Gruppo e dal IX e X Gruppo del 4°Stormo.
Il 13°Gruppo riceve l’ordine di ripiegare su Bengasi e cedere i velivoli al 4°Stormo.
Sul campo T.5 viene costituita una sezione di CR.42 del 4°Stormo per ricognizioni offensive.
18 dicembre 1940
Quindici CR.42 del IX Gruppo sono in volo per una scorta diretta e indiretta a dieci S.79 in azione di bombardamento di concentramenti di mezzi meccanizzati nella zona di Halfaya. In volo c’è qualche caccia nemico ma non interviene.
Al mattino Lucchini parte dal T.4 con l’incarico di consegnare un messaggio al comando delle truppe accerchiate nella piazzaforte di Bardia e di riferire sulle condizioni locali. Lucchini nonostante l’intensa reazione contraerea, atterra a Ponticelli entro la cinta fortificata: consegnato il messaggio riparte per una ricognizione sulla zona Sollum-Ridotta Capuzzo-Sidi Omar, rientrando poi regolarmente ad Ain el Gazala.
Due analoghe missioni vengono compiute dal S.Ten. Vanzan del 13°Gruppo per protare cifrari e documenti segreti a Bardia, alternandosi a Lucchini.
Qualche giorno dopo inizierà il ritiro dall’A.S.I. e Vanzan passerà al 4°Stormo.
Il X Gruppo riceve intanto l’ordine di trasferimento sul campo Z.1 a una decina di chilometri a sud est, oltre la via Balbia, mentre il IX Gruppo resta al T.4 ma cede due velivoli e i piloti Pluda e Dallari al X Gruppo.
19 dicembre 1940
Dal T.4 il IX Gruppo compie l’ultima missione del primo ciclo africano con undici CR.42 al comando di Larsimont di scorta a dodici S.79 in azione su Sollum. Con il comandante di gruppo sono Novelli, Viglione, Leoni e Frigerio della 97^Squadriglia, Labanti, Gallerani della 96^Squadriglia, Bonfatti, Oblach, Guerci e Rossi della 73^Squadriglia.
Con il IX c’è il X Gruppo con quindici velivoli al comando di Romagnoli. All’arrivo su Sollum la formazione viene attaccata da una decina di Hurricanes. La 97^Squadriglia resta a difesa dei bombardieri, mentre le altre squadriglie impegnano il nemico: Ferrulli abbatte un caccia e mette a segno alcune raffiche su un secondo, ma viene a sua volta colpito in varie parti del motore ed è costretto ad atterrare fuori campo entro la cinta fortificata di Bardia. Un altro Hurricane viene sicuramente abbattuto da Bonfatti, due sono duramente colpiti da Rossi e da Oblach, al quale va aggiunto un Hurricane probabilmente abbattuto. Altri due caccia inglesi sono considerati probabilmente abbattuti da parte del X Gruppo, di cui uno in collaborazione con i piloti del IX Gruppo. Buttazzi deve atterrare al T.5 per cattivo funzionamento del motore.
20 dicembre 1940
Il IX Gruppo riceve l’ordine di rientrare in Italia: lo stesso giorno la 73^Squadriglia con i rimanenti sei CR.42 versa il proprio materiale di squadriglia al 23°Gruppo del Magg. Falconi, in arrivo da Comiso in rinforzo al 4°Stormo.
Una sezione del X Gruppo viene distaccata al T.5
21 dicembre 1940
La 96^Squadriglia versa due CR.42 allo SRAM di Bengasi.
Il X Gruppo perde un velivolo, quello del Serg. Perdoni che in atterraggio, al rientro da un’azione di scorta di diciannove CR.42 al comando di Romagnoli, causa la cattiva visibilità urta un S.79 al suolo, sul limite del campo. Perdoni resta incolume.
22 dicembre 1940
La 97^Squadriglia consegna gli ultimi quattro velivoli efficienti al 23°Gruppo.
Il X Gruppo prosegue l’attività d’allarme, di mitragliamento autoblinde, di scorta a S.79 diretti verso la zona di Sidi Omar-Sidi Azeiz.
Un Fairey Battle (bombardiere leggero monomotore britannico utilizzato dalla Royal Air Force (RAF) all’inizio della Seconda Guerra Mondiale) viene impegnato in combattimento, mitragliato e probabilmente abbattuto.
23 dicembre 1940
Il IX Gruppo rientra a Gorizia
Il personale del IX Gruppo inizia a dirigersi verso i luoghi di imbarco su nave o aereo, con destinazione Gorizia.
Romagnoli con diciotto velivoli in scorta una formazione di dieci S.79 su Sidi Azeiz, viene attaccato da cinque Hurricanes: uno viene abbattuto e probabilmente anche un secondo. Un terzo Hurricane, colpito , è costretto ad atterrare fra le autoblinde.
Anche i piloti della sezione T.5 vengono impiegati in mitragliamenti a terra su colonne motorizzate.
Nella notte gli inglesi bombardano il Campo Z.1, come già fatto nei giorni precedenti.
24 dicembre 1940
Romagnoli che è in volo con il X gruppo per una scorta a formazioni di S.79 sul porto di Sallum, viene contrastato da una violenta reazione della contraerea. A fine giornata il consueto bombardamento notturno.
25 dicembre 1940
Ventidue velivoli del X Gruppo insieme a dodici CR.42 del 23°Gruppo, effettuano una scorta a formazioni di bombardieri S.79 che hanno per obiettivo portaerei e navi alla fonda nel porto di Sallum. Immediata la reazione inglese che contrappone la contraerea e la caccia: due Hurricanes sono efficacemente mitragliati in collaborazione con il 23°Gruppo e probabilmente abbattuti.
26 dicembre 1940
Romagnoli ripete l’azione del 25 dicembre, sempre in collaborazione col 23°Gruppo, ma questa volta viene impegnato in combattimento con un numero imprecisato di Gloster, due dei quali sono abbattuti e altri due probabilmente abbattuti. I velivoli rientrano a Z.1 con i segni della violenta reazione della contraerea e dei colpi della caccia. Prati atterra fuori campo nei pressi di T.2 per cattivo funzionamento del motore. Al T.5 il Ten. Luglio, capo della sezione distaccata, come nei giorni precedenti è impegnato con successo in azioni di mitragliamento su mezzi corazzati, incassando alcuni colpi della contraerea nemica.
27 dicembre 1940
Romagnoli con diciannove velivoli scorta un gruppo di S.79 sul porto di Sollum e sulla zona di Sidi-Omar. Cinque Hurricanes tentano di attaccare i bombardieri di cui uno è stato abbattuto dalla contraerea: la scorta insegue i caccia nemici abbattendone uno, assegnato in collaborazione ai piloti del gruppo.
29 dicembre 1940
I piloti del T.5 ripetono l’azione di mitragliamento su automezzi nella zona tra Tobruch e El Adem: il S.Ten. Caporali durante un’affondata si infila a terra fra le autoblinde nemiche colpito dalla reazione contraerea.
Durante la notte si ripete il bombardamento nemico su Z.1. La situazione generale dell’efficienza è tuttavia buona, il gruppo può contare su ventidue velivoli.
30 dicembre 1940
Nella speranza di trovare ancora in vita il S.Ten. Caporali, Romagnoli invia Guiducci e Mandolini in volo di ricognizione sulla zona dove è caduto. Romagnoli si terrà pronto a partire con il Ca133, scortato dai CR.42, per atterrare presso l’aereo abbattuto e recuperare il pilota qualora ancora in vita. Sulla zona di Gasr el Arid i due piloti avvistano i resti del CR.42 di Caporali; dallo stato dell’apparecchio ritengono che il pilota sia deceduto.
Il Gen. Porro consegna alcune medaglie ai piloti del X Gruppo ed ha parole di elogio per tutto il personale.
31 dicembre 1940
Il comando 4°Stormo e il X Gruppo è composto da quarantacinque piloti, centocinque specialisti e ventisette Cr.42 di cui diciassette efficienti, dopo sei mesi e diciotto giorni di fronte.
Gli inglesi sottopongono Z.1 ad un intenso bombardamento notturno, senza tuttavia arrecare danni di rilievo.
1 gennaio 1941
Proseguono le azioni di scorta ai bombardieri ed i mitragliamenti su mezzi meccanizzati in collaborazione con il 23°Gruppo. Sul porto di Salum la reazione contraerea è violenta ma tutti i velivoli rientrano.
Nella notta nuovo bombardamento su Z.1
2 gennaio 1941
Ancora scorte agli S.79 che tentano di ostacolare l’afflusso delle forze terrestri nemiche e di rallentare il rifornimento dal mare.
3 gennaio 1941
Al mattino velivoli nemici bombardano il campo Z.1: il Serg. Veronesi dell’84^Squadriglia, partituo su allarme riesce ad intercettare la formazione nemica abbattendone due Blenheim. Diversi automezzi vengono efficacemente mitragliati e alcuni immobilizzati dai piloti della sezione del T.5.
Altre partenze su allarme da Tmimi, dove alcuni Cr.42 del X GRuppo sono stati schierati.
Proseguono le azioni di scorta ai bombardieri sugli obiettivi più sensibili contrapposti dagli attacchi della caccia nemica..
4 gennaio 1941
Al mattino Romagnoli con dodici CR.42, dopo il decollo da Z.1 per l’appuntamento con una formazione di S.79. avvista due Blenheim che dirigono sul campo: prontamente inseguiti e attaccati e probabilmente abbattuti, in collaborazione con il 23°Gruppo che partecipa alla scorta. Contemporaneamente anche un Hurricane sceso a bassa quota mitraglia il campo senza provocare danni. Dopo l’inseguimento dei Blenheim, Romagnoli continua il volo verso la zona di Bardia per incontrare la formazione di S.79 da scortare, ma all’altezza di Marsa Lucch i CR.42 vengono attaccati dai caccia nemici: nel duello che ne consegue due Hurricanes vengono abbattuti mentre il S.Ten. Grifoni della 91^Squadriglia viene abbattuto in fiamme.
Nel pomeriggio una seconda azione di scorta, sempre in collaborazione con il 23°Gruppo, ed un nuovo combattimento con la caccia inglese: un Hurricane abbattuto viene attribuito ai piloti del X Gruppo. Il S.Ten. Devoto atterra al T.5 colpito al motore.
5 gennaio 1941
Il X Gruppo rientra in Italia
La situazione sul fronte terrestre è sempre più precaria: Bardia accerchiata da terra e da mare, sotto il continuo martellamento delle artiglierie e del bombardamento navale e aereo, priva di un’efficace sistema di difesa per la distanza delle basi di schieramento dei caccia, dopo aver resistito per ventidue giorni, il 5 gennaio deve capitolare.
Lo stesso giorno il comando della 14^Brigata Rex impartisce al 4°Stormo l’ordine di rientrare in patria con il X Gruppo al completo. I Cr.42 e tutto il materiale in carico vengono ceduti al 23°Gruppo.
La sezione del T.5 rimarrà temporaneamente sul campo alla dipendenze della Brigata Rex. Il rimanente materiale, buona parte dei sottufficiali piloti, specialisti e truppa partono nella stessa mattinata per Bengasi con autocolonna. Gli altri piloti si imbarcano sui Ca133 del gruppo e decollano in tempo ad evitare il mitragliamento da parte di due Hurricanes.
6 gennaio 1941
Le operazioni di sgombero da Z.1 vengono completate e il X Gruppo si sposta a Bengasi. La situazione è critica, lo sgombero della Cirenaica anche da parte della popolazione civile rende difficoltoso trovare mezzi sufficienti per il rimpatrio del personale.
7 gennaio 1941
Alcuni piloti vengono assegnati ad una sezione d’allarme che rimarrà provvisoriamente a Castel Benito agli ordini del Ten. Laurenzi.
Il Col. Grandinetti e parte del personale comando, dopo aver versato ai magazzini il materiale residuo e il carteggio d’ufficio che proseguirà via mare, partono in volo da Bengasi per Gorizia, dove si ricostituirà il reparto.
8 gennaio 1941
Inizia per via aerea il rimpatrio del personale del X Gruppo che proseguirà nei giorni successivi, anche via mare da Bengasi e da Tripoli. Al gruppo si è riunito il Ten. Soprana che ha lasciato il reparto d’allarme di Castel Benito.
Viene smobilitata anche la sezione del T.5 mentre restano a Castel Benito i cinque piloti per la sezione d’allarme.
13 gennaio 1941
Una parte del personale specialista e di governo si imbarca a Bengasi sulla nave <Città di Messina>, diretta a Tripoli, da dove proseguirà alla volta di Napoli due giorni dopo con altro personale del X Gruppo
15 gennaio 1941
Alle 9 del mattino, la <Città di Messina>, nelle acque del Golfo della Sirte, all’altezza di Homs, è colpita da un siluro lanciato da un sommergibile nemico che a sua volta viene centrato con bombe di profondità e affondato dal cacciatorpediniere <Centauro> di scorta. In dieci minuti la nave, in seguito allo squarcio prodotto a prua dal siluro nemico, cola a picco e con la nave vanno persi tutti i documenti e il materiale d’ufficio del comando di stormo, del IX e X Gruppo e delle squadriglie dipendenti. Parte del personale viene tratto in salvo alcune ore dopo dall’equipaggio di nave <Centauro>, altri con le scialuppe di salvataggio riescono a raggiungere la costa a notte inoltrata. Molti i dispersi, tra essi trentacinque uomini di truppa del X GRuppo, specialisti e di governo.
17 gennaio 1941
L’arrivo a Gorizia avviene a scaglioni. Da Bengasi parte per ultimo il comandante del X Gruppo, promosso a Tenente Colonnello nei giorni precedenti, dopo essersi accertato che tutto il personale ed il materiale residuo abbia preso la via del ritorno e che siano sistemati i naufraghi della <Città di Messina> bisognosi di cure.
Si conclude così l’intenso ciclo operativo, dal 10 giugno 1940 al 31 dicembre 1940 i piloti dello stormo hanno effettuato 5.480 sortite per azioni belliche, per un totale di 4.877 ore di volo di guerra nel corso delle quali hanno abbattuto 95 velivoli avversari in 40 combattimenti, danneggiando molti altri in volo e distruggendo 12 velivoli al suolo, oltre a numerosi mezzi meccanizzati.
