libera ispirazione da: Quelli del cavallino rampante, vol. 2 del Gen. Antonio Duma- La meravigliosa avventura vol. 2 di Renato Rocchi

Un po’ di storia …

Erede della tradizione della pattuglia acrobatica del 1° Stormo del Col. Rino Corso Fougier, quella del Quarto esordisce in occasione della 2^ Giornata dell’ Ala il 27 maggio 1932 con il X Gruppo. Dal 1933 in poi si formeranno in seno allo stormo, altre formazioni acrobatiche con il compito di rappresentare in patria e all’estero la Regia Aeronautica. Con l’esibizione a Berlino nel ’39, cessa l ‘attività acrobatica per intensificare l’ addestramento operativo in previsione dell’ entrata in guerra dell’ Italia.
Terminata la guerra, agli inizi degli anni ’50 l’ Aeronautica Militare decide di affidare a rotazione annuale ad un reparto da caccia il compito di costituire la pattuglia acrobatica. Si ha così una pattuglia acrobatica ufficiale che per quel anno rappresenta l’ Aeronautica Militare e una in formazione presso un altro reparto da caccia che subentrerà l’ anno successivo.

Al 4° Stormo come in tutti i reparti dell’ Aeronautica Militare, si costituiscono formazioni acrobatiche che si esibiscono perlopiù in manifestazioni aere locali, una di queste la “Pattuglia della giovinezza” costituita in seno alla 2^Squadriglia su velivolo FIAT G.46 e così soprannominata dai tre piloti che la costituiscono, il Cap. Larese, il M.llo Tarantola e il Ten. Damiani perchè portano in volo centoventi anni.
La pattuglia giovinezza si esibisce per la prima volta il 24 maggio maggio 1951 per la Giornata dell’ Ala a Ronchi dei Legionari, l’ aeroporto di allenamento delle pattuglie acrobatiche del 4° Stormo negli anni ’30.

4° STORMO

Nella Giornata dell’ Ala del 9 novembre 1947 a Capodichino, si esibisce la prima pattuglia acrobatica del 4° Stormo del dopoguerra su quattro P-38 Lightning portati da Bertolaso capoformazione, Gensini, Poggi e Galgani gregari.

Nel 1951 nella sua sede di Capodichino il 4° Stormo riceve i nuovi DH.100 Vampire. Le eccellenti doti di manovrabilità del velivolo hanno indotto il 4° Stormo a costituire nell’ ambito del 6° Gruppo Intercettori (*) una pattuglia acrobatica che inizia gli allenamenti nella primavera del 1952. Capoformazione Ten. Ceoletta con il Serg.M. Galgani (gregario destro), il Ten. Bombardini (gregario sinistro) e il Ten. Guerrieri (fanalino).
I velivoli provengono dalla linea di volo e pertanto non si differenziano da quelli operativi, mantenendo la colorazione alluminio della fusoliera con il codice di reparto sulle travi di coda e lo stemma del Cavallino Rampante sui timoni di coda. Successivamente alcuni Vampire adotteranno delle bande nere sulle ali.
Dopo un intenso lavoro, i risultati ottenuti sono così soddisfacenti che lo Stato Maggiore dell’ Aeronautica dà l’ incarico alla formazione del Quarto di rappresentarla in campo nazionale.

(*) costituito il 27 agosto 1951 ad Amendola alle dipendenze del 4°Stormo (73^ e 93^ Squadriglia che cambiano i loro numeri distintivi in 79^ e 81^) Sotto la stessa data prendono in consegna i trenta Vampire che avevano sfilato su Roma il 2 giugno 1951. Il 6° Gruppo Intercettori verrà trasferito il 1° settembre 1952 sull’ aeroporto di Ghedi entrando a far parte del 6° Stormo, come 154° Gruppo.

Il debutto è il 2 giugno 1952 in occasione dell’ Avioraduno Internazionale dell’ Urbe. La formazione si esibisce con quattro Vampire a rombo, looping, tonneau, rovesciamenti, passaggi in fila indiana, e simulazioni di attacco al campo per ritornare ancora a rombo ed effettuare l’ ultimo passaggio alla minima velocità di sostentamento con il carrello estratto.
Prima dell’ esibizione dodici Vampire del Quarto avevano sorvolato l’ aeroporto compiendo più passaggi.

PRIMA PARTECIPAZIONE DELL’ AERONAUTICA MILITARE ITALIANA AD UNA MANIFESTAZIONE AEREA INTERNAZIONALE

Nel luglio 1952 rappresentanze aeronautiche di quattordici paesi aderenti alla NATO si danno appuntamento in Belgio per un convegno. Il giorno 13 si svolge sull’ aeroporto di Melsbroek una manifestazione aerea con la presenza di Re Baldovino. E’ la prima volta che l’ Aeronautica Militare partecipa ad una manifestazione internazionale e lo fa con la pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante su quattro DH.100 Vampire.

CENTOCELLE

Il 4 novembre 1952 a Centocelle viene celebrato l’ Anniversario della Vittoria alla presenza del Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri On. Emilio Taviani. La formazione acrobatica del 4° Stormo si esibisce con quattro Vampire cui segue il programma della pattuglia Guizzo della 5^ Aerobrigata su quattro F-84G, designata come pattuglia nazionale per l’ anno 1953

Da sinistra: Ten. Antonio Guerrieri, S. Magg.Otello Galagani, Magg. Emanuele Annoni (com.te 6° Gruppo), Ten. Giovanni Battista Ceoletta, Ten. Alfredo Bombardini (arc.Lab.foto 4°Stormo-acrobazia)

4^ Aerobrigata

4° STORMO CONVERTITO IN 4^ AEROBRIGATA

Il 1 novembre 1954 lo stormo viene convertito in 4^Aerobrigata. La novità comporta una diversa struttura basata su un Reparto Volo, su tre gruppi IX, X e 12° di quattro squadriglie ciascuno, un Reparto Servizi Operativi Generali (SOG), un Reparto Servizi Tecnici Operativi (STO)

Nel 1956 la 4^Aerobrigata, da poco trasferita sull’ aeroporto di Pratica di Mare, riceve l’incarico di formare la pattuglia acrobatica per l’ anno 1957 sostituendo quella in carica, le Tigri Bianche. Il capoformazione viene scelto tra una rosa di nomi, quella dei piloti che sul Vampire avevano iniziato a mettere assieme una nuova pattuglia, il Cap. Aldo Melotti.
Nella nuova pattuglia sono rappresentati i tre gruppi con un ufficiale pilota ciascuno (Andrea Favretto per il IX, Claudio Paganelli per il X e Ferdinando Sguerri per il 12°, che avevano fatto parte della pattuglia che Melotti preparava da tempo) e due sottufficiali del X con i quali Melotti aveva già volato, i sergenti Eddo Turra e Giovanni Liverani
Per continuità della tradizione la pattuglia mantiene il nome di Cavallino Rampante. Il velivolo in dotazione è il North American F-86 Sabre in fase di assegnazione al reparto.

Per carattere Melotti non lasciava ad altri decisioni sui particolari che riguardavano la pattuglia. Così dalla colorazione dei velivoli alla creazione dei fumogeni “a comando” tutto era tenuto sotto controllo. Anche questi erano passi nuovi che avrebbero caratterizzato la pattuglia del Cavallino Rampante rispetto ad altre dell’Aeronautica Militare che limitavano la loro livrea a qualche decorazione esterna. Non fu facile trovare la vernice di tipo e qualità adatta perchè i primi tentativi rivelarono che quella usata era soggetta a scrostarsi nei punti di maggior attrito aerodinamico o di deformazione elastica della struttura. Anche la messa a punto dei fumogeni fu molto laboriosa perchè il fumo doveva essere prodotto e interrotto a comando azionando l’interruttore per le armi presente sulla cloche del Sabre.
da: Quelli del cavallino rampante vol.2

Sabre F-86E con la colorazione “avorio Lancia” 2001002 (arc.Catalanotto)

Tre i colori utilizzati per la livea degli F-86E della pattuglia acrobatica Cavallino Rampante: fusoliera vernice avorio Lancia, musetto rosso con fregio dello stesso colore che si allunga entrambi i lati fino a metà fusoliera così come nella parte inferiore, deriva azzurra punteggiata da stelle bianche. La parte superiore delle ali sono in color avorio con le estremità azzurre e stelle bianche, la parte inferiore azzurra con le stelle come la parte superiore.

(arc.Caliaro)

FUMI

La prima pattuglia acrobatica ad usare un impianto fumi è stata quella dei Guizzo che utilizzava una bombola di fumogeno, ma che una volta attivato non poteva più essere interrotto. In pratica l’utilizzo dei fumi veniva riservato alla “bomba” il cui tempo di esecuzione con salita, apertura, incrocio sulla pista e successivo ricongiungimento, corrispondeva a quello di esaurimento della bombola. 

A questa limitazione Melotti e specialisti pongono rimedio applicando un piccolo bottone sulla barra di comando, attraverso il quale il pilota può comandare o spegnere l’erogazione del fumo.

La possibilità di comandare l’erogazione dei fumi esalta la manovra acrobatica e rende più spettacolare l’esecuzione delle figure.

(arc.DeAngelis)

PRIMA ESIBIZIONE UFFICIALE

La preparazione dei piloti viene completata nell’ inverno a cavallo il 1956 e 1957. La prima esibizione ufficiale sul campo il 18 febbraio 1957 alla presenza del comandante della 3^ ZAT Gen. Teucci.
Nei giorni successi Melotti su suggerimento del capoformazione delle Tigri Bianche, il Cap. Di Lollo, apporta al programma alcuni correttivi (*)

(*) L’ F-86 a differenza del Vampire ha le ali a freccia quindi per mantenere la simmetria e la prospettiva nelle figure, Melotti deve portare alcune modifiche al programma .

(arc. Lab.fot.4°Stormo)
Sabre F-86 E. Configurazione a freccia dell’ala. (arc.Lab.foto 4°Stormo-acrobazia)

PRATICA DI MARE – TORINO – PRATICA DI MARE – NAPOLI – MILANO – PESCARA – FORLI

Il 27 marzo 1957 la formazione di Melotti si esibisce sull’ aeroporto di Pratica di Mare in occasione della presentazione del caccia SAI Ambrosini Sagittario.
Il 3 maggio a Torino-Caselle per la 3^ Giornata Azzurra organizzata dal locale Aero club.
Il 12 giugno a Pratica di Mare di fronte agli ufficiali della NATO presenti a Roma in occasione della consegna del Mach Buster (*) da parte del rappresentante della ditta ai piloti che hanno superato la barriera del suono sull’ F-86E
Il 19 giugno a Napoli nell’ ambito delle manifestazioni di chiusura del IV Giro Aereo del Golfo. Causa la scarsa visibilità il programma viene ritoccato, soprattutto nella figura della bomba che viene eseguita con l’apertura verso l’alto.
Il 22 giugno esibizione sull’ aeroporto di Pratica di Mare per la visita del Capo di Stato Maggiore delle Forze Aeree Spagnola.
Il 6 luglio a Milano sull’ aeroporto di Linate per la Manifestazione Aerea Baracca MAB 57. Nel volo di andata Melotti, diretto a Malpensa, viene invitato dalla torre di controllo di Linate a fare dei passaggi per la presenza di una troupe della RAI-TV pronta a girare un servizio sulla pattuglia del Cavallino Rampante. Melotti improvvisa una serie di schneider attorno alla torre, ove sono sistemati gli uomini della trouppe televisiva, e stringe man mano le virate sino al limite aerodinamico e alla quarta i gregari sono costretti a rompere, con grande effetto per i cinematografi. Poi, radunata nuovamente la formazione, prosegue l’ esibizione. (da: Quelli del cavallino rampante vol.2)
Il 14 luglio a Pescara a chiusura della Settimana Aeronautica organizzata dal locale Aero Club.
1 settembre Forlì.

(*) diploma di pilota supersonico e relativo distintivo

(arc.Cenciotti)

SALONE INTERNAZIONALE DI LE BOURGET 1 – 2 GIUGNO 1957

La pattuglia del Cavallino Rampante esordisce ufficialmente nel 1957 al XXII Salone Internazionale di Le Bourget (Parigi) in rappresentanza dell’ Aeronautica Militare.

Il sabato tutto filò liscio. Melotti arrivò sul campo al tempo giusto per iniziare il programma. Il giorno dopo le cose andarono diversamente. Non ricordo bene se per causa di un ritardo ell’esibizione che precedeva o se per altro motivo, durante la parte finale del circuito d’attesa Melotti fu costretto a comportarsi in modo diverso rispetto al giorno precedente, qualcosa andò storto. Pertanto, quando la nostra pattuglia si presentò sul campo per iniziare il programma, la velocità era inferiore a quella prevista…. Il capopattuglia, comunque, fu bravo nel dissimulare quel deficit di velocità iniziale che tendeva ad aumentare dopo ogni figura acrobatica. Tutto filò liscio, anche se nei vari tipi di manovre verticali, la quota massima che riuscuvamo a raggiungere era sempre più bassa di quella prevista. Quando imbocammo il “looping” che doveva portarci alla “bomba” la situazione incominciò a farsi critica. Mi pare di ricordare che mancassero all’appello una quarantina di nodi e, forse, anche qualcosetta di più. Certoè che quando fummo all’apice del “looping” l’altimetro segnava solo 4.000 ft invece dei soliti 5.000/5.200 ft. Melotti era stato abilissimo, malgrado il crescente deficit di velocità, a portare la pattuglia fino a quel punto, senza creare problemi a noi gregari e senza che il pubblico sottostante si accorgesse di nulla… …..il resto della complessa figura della bomba, con il successivo looping individuale, l’inversione di direzione e l’ incrocio a bassa quota dei velivoli a centro campo fu portata a termine normalmente. Poi ci riunimmo e ci presentammo per l’atterraggio in pattuglia, una manovra che riuscì perfettamente, tanto che fu fotografata al momento giusto da un inviato di Aviation Week, la più autorevole rivista aeronautica del mondo, che la pubblicò sulla copertina del numero dedicato a Le Bourget. Il pubblico, composto da oltre 400.000 persone e delle autorità presenti, ci tributò un trionfo senza precedenti, grazie alle forti emozioni suscitate dalla nostra anomala esibizione, apparentemente perfetta e spericolata. Ma nessuno, del pubblico e delle autorità, seppe mai della copiosa scarica di adrenalina che aveva inondato ciascuno di noi e del fatto che quando scendemmo dagli aerei, tutti e quattro avevamo le gambe che ci tremavano ancora un po’. Antonio Sguerri


La pattuglia italiana riscontra l’ apprezzamento del pubblico tanto da essere citata nei più importanti

(arc.Cenciotti)

e ancora …

Prècision, audace, brio dans l’exècution, finesse exceptionnelle de pilotage… Volla’ ce que les pilotes italiens! (Precisione, audacia, brio nell’esecuzione, finezza eccezionale di pilotaggio… Ecco i piloti italiani !)

Gli italiani nuovi venuti in queste competizioni amichevoli, ma terribilmente serrate, hanno avuto nettamente la meglio davanti alla pattuglia inglese, magnificamente rodata e della quale i costanti cambiamenti di posizione meravigliarono a giusto titolo. Ma si ebbe da parte degli italiani che pilotavano i Sabre una immaginazione, delle trovate ed un senso dello spettacolo perfettamente ammirevoli.
Le Figaro

Lunedì prima di rientrare, il Cavallino Rampante nella formazione di cinque a freccia esegue due schneider e un looping, con la Torre Eiffel al punto focale per un lavoro richiesto dalla televisione francese.

UDIENZA DA PAPA PIO XII

Il 4 settembre 1957 i piloti della pattuglia acrobatica Cavallino Rampante sono ricevuti in udienza privata a Castelgandolfo da Papa PIO XII. Con loro il comandante della 4^ Aerobrigata Col. Bruno Zavadlal, il comandante del Reparto Volo Col. Vincenzo Verreggia, in rappresentanza dei sottufficiali il M.llo Chelazzi e il cappellano militare don Camillo Manciocchi.

L’Augusto Pontefice si è congratulato vivamente con gli intervenuti ed ha formulato i migliori auspici di attività in bene del Paese e della armonia tra i popoli per l’avvenire, impartendo poi ai presenti, ai loro colleghi e alle singole famiglie una speciale Benedizione Apostolica.
da: L’Osservatore Romano 5 settembre 1957

MARSIGLIA MEETING DE L’ AIR

L’ 8 settembre 1957 il Cavallino Rampante si esibisce sull’ aeroporto di Marsiglia-Marignane per il Meeting de l’ Air, ultimo impegno internazionale per la pattuglia acrobatica.
Dopo una brillante esibizione, costantemente presente sul cielo campo, sempre sotto gli occhi del pubblico, la formazione esegue la bomba. A 6.000 piedi la formazione inizia l’ apertura con i fumi, un incrocio dal sincronismo perfetto a pochi metri da terra e infine come per il decollo, l’ atterraggio in formazione di cinque Sabre.
Il giorno dopo i cinque Sabre sono in testa ad un pattuglino davanti ai cinque Mystère IV della Patrouille de France per un passaggio di saluto sulla città, poi passaggi sul campo con figure acrobatiche.

LATINA – PISA – SIENA – DECIMOMANNU – ELMAS – AMENDOLA – POMIGLIANO D’ ARCO – LECCE – FIRENZE

15 settembre Latina
28 settembre Pisa
29 settembre Siena
30 settembre Decimomannu
1 ottobre Elmas
5 ottobre Amendola
9 ottobre Pomigliano d’ Arco per l’ Accademia Aeronautica
11 ottobre Lecce
13 ottobre Firenze per l’ ultimo intervento ufficiale
15 (14) ottobre Pratica di Mare per il passaggio di consegne della 4^ Aerobrigata. Il Col. Bruno Zavadlal cede il comando al Col. Emanuele Annoni

RIEPILOGO ORE VOLATE 707

PASSAGGIO DEL TESTIMONE

Nel 1958 il testimone passa alla pattuglia acrobatica Diavoli Rossi del Cap. Squarcina (*) della 6^ Aerobrigata
(*) già al 4°Stormo, 91^ Squadriglia

FORMAZIONE DELLA NUOVA PATTUGLIA ACROBATICA

La pattuglia acrobatica Cavallino Rampante è designata dallo Stato Maggiore a rappresentare la forza armata per l’ anno 1960 subentrando ai Getti Tonanti della 5^ Aerobrigata.
Dopo che i piloti anziani hanno già fatto la loro parte e dopo l’ indisponibilità di alcuni, la scelta cade sul Cap. Vitantonio Fiore con il Cap. Tascio gregario sinistro, il Cap. Scala gregario destro, il Serg. M. Turra fanalino, il Serg. M. Liverani gregario destro e fanalino e il Ten. Ferri riserva.
Nonostante la buona volontà, l’ esperienza di volo e di istruttore che ha Fiore, non è sufficiente a guidare la formazione e dopo un mese rinuncia all’ incarico. Al suo posto subentra il Cap. Zeno Tascio.
La nuova formazione è composta oltre che dal Cap. Tascio capoformazione, il Ten. Panario, il Ten. De Angelis e il Serg. Tamburro come gregari destri, il Ten. Genovese e il S.Ten. Gabrielli come gregari sinistri, il Ten. Ferri riserva.

NUOVE DISPOSIZIONI DELLO STATO MAGGIORE

Le nuove disposizioni dello Stato Maggiore prevedono la costituzione di una sola pattuglia acrobatica a livello nazionale, interrompendo così la tradizionale rotazione e la competizione tra i reparti. La pattuglia della 4^ Aerobrigata dovrà così rimanere di riserva alla pattuglia ufficiale che rappresenterà l’ Aeronautica Militare.

INCIDENTE GENOVESE – PANARIO

Il 1° febbraio 1960, durante l’ esecuzione di un tonneau a rombo di quattro, il gregario sinistro, Genovese, perde un serbatoio subalare che investe l’ ala sinistra del fanalino, Panario, il quale nonostante i danni riesce ad atterrare in emergenza.

INCIDENTE TASCIO

Per il bloccaggio di una ruota del leader in rullaggio, Genovese che lo segue lo investe, con il risultato di due velivoli danneggiati.

NUOVE DIFFICOLTA’

Ben presto la situazione si fece difficile, da una parte i più anziani mantenevano uno stretto riserbo, e ancorchè sollecitati, si astenevano dal fornire lumi o spiegazioni sul mestiere, forse per non apparire invadenti o presuntuosi; dall’altra, gli esperti si guardavano bene dal dare quei suggerimenti di cui avevamo bisogno, ma si tenevano pronti a subentrare al nostro posto nel caso avessimo fallito la prova.
In questo situazione così pesante, il comandante della 4^ Aerobrigata Col. Palmera da nuovamente l’ incarico di capo formazione al Magg. Melotti ma il giorno dopo, durante un pranzo di corpo il Cap. Tascio protesta formalmente con il comandante esponendogli le sue ragioni. Riconosciuta la validità delle motivazioni della protesta, il Col. Palmera ritorna sui suoi passi e affida nuovamente l’ incarico al Cap. Tascio.
da: Quelli del cavallino rampante vol.2

Ci furono assegnati velivoli e specialisti e fummo dislocati in un piazzale alla testata Nord, nell’ allora avveniristico hangar denominato ad apertura rapida, destinato poi al servizio di allarme.
Cap. Tascio

PONY

D’ accordo con gli altri piloti ed in omaggio al Cavallino avevo scelto il nominativo “Pony” per la pattuglia e quando il mitico “pilota rovescio” Magg. Nunzio Defraia rientrò alla 4^ Aerobrigata gli chiedemmo di farci vedere “qualcosa” di cui lo sapevamo capace: egli accettò e per avere dalla Torre il permesso a sorvolare acrobaticamente il campo, gli assegnai un nominativo Pony
Cap. Tascio

L’ ARRIVO DI DEFRAIA

L’ arrivo del Magg. Defraia porta distensione e fiducia fra i piloti e l’ attività volitiva diventa più intensa. Designato consulente e responsabile dell’ addestramento, apporta significative modifiche al programma acrobatico con l’ inserimento di nuove figure in gran parte in volo rovescio.

INCIDENTE GENOVESE

Il 24 marzo 1960 a Pratica di Mare, durante un volo di allenamento in pattuglia di cinque, dopo un passaggio in fila indiana, Tascio manovra tirando su per un looping, quando in cima Genovese investe la coda del Sabre di Panario che perduto il timone, entra in vite. Il pilota si lancia da 1.800 metri di quota, nonostante il mancato funzionamento del sistema di apertura automatico del paracadute, giunge a terra intontito, riportando contusioni alle ossa del cranio avendo nel lancio, perduto il casco.
Il Sabre di Genovese ha subito lo schiacciamento del muso ma il pilota ugualmente riesce a portarlo terra.

SOSPENSIONE DELL’ ATTIVITA’ ACROBATICA

Il giorno dopo dell’ incidente di Genovese il comandante della 4^ Aerobrigata Col. Palmera, ritiene opportuno sospendere temporaneamente l’ attività acrobatica anche in considerazione della volontà dello Stato Maggiore di assegnare ad una sola pattuglia acrobatica il compito di rappresentare l’ Aeronautica Militare.

PRIMO NUCLEO DELLA PATTUGLIA NAZIONALE

Per costituire il primo nucleo della Pattuglia Nazionale che andrà a Rivolto, viene affidato l’ incarico al Magg. Defraia. Come leader viene designato temporaneamente il Cap. Giorgio Santucci della 91^ Squadriglia, ma il comandante del IX Gruppo il Magg. Luigi Pirozzi insiste per assegnare un suo pilota, il Cap. Massimo Scala nel ruolo di capoformazione ed interrompere così la preferenza accordata al X Gruppo nella sequenza dei capipattuglia.
Viene inoltre incaricato il M.llo Antonio Giardinà del IX Gruppo di perfezionare nel volo acrobatico gli altri piloti: De Angelis, Botolo, Vianello, Imparato, Venturini.

La formazione del Cap. Santucci comprende: Ten. Claudio Paganelli gregario sinistro, Ten. Franco Panario gregario destro, Serg.M. Eddo Turra fanalino, Serg. Magg. Giovanni Liverani gregario destro e fanalino, Ten. Carlo Sabbatini gregario sinistro.

MANIFESTAZIONE AEREA DI ALBENGA

l 15 maggio 1960 la nuova formazione del Cavallino Rampante partecipa nella veste di riserva nazionale alla manifestazione aerea di Albenga organizzata dal locale Aero Club con il patrocinio della Piaggio e la presenza di velivoli da essa prodotti.
La pattuglia di Santucci che si era rischierava il giorno prima sull’ aeroporto di Pisa-S.Giusto, si esibisce a rombo di quattro in un programma classico su un aeroporto messo in una conca, con l’ entrata a zero da sud e una barriera di montagne a nord.

IL NODO IRRISOLTO DEL CAP. SANTUCCI

Il Cap. Santucci al rientro dalla manifestazione di Albenga a Pratica di Mare, non avendo risolto il nodo di leader temporaneo in pattuglia, decide di accettare la proposta pervenuta dal comandante del Reparto Sperimentale di Volo, T.Col. Colagiovanni, di frequentare il corso per piloti collaudatori ad Edward AFB negli Stati Uniti.


IL MAGG. SCALA COMANDANTE DELLA NUOVA E ULTIMA PATTUGLIA ACROBATICA DEL CAVALLINO RAMPANTE

Dopo la rinuncia del Cap. Santucci, la scelta del comando cade sul Cap. Massimo Scala, in accoglimento delle richieste del IX Gruppo.
Prendono parte della formazione il Cap. Massimo Scala leader, Ten. Carlo Sabbatini gregario sinistro e destro, Ten. Franco Panario gregario destro, Ten. Antonio Ferri fanalino, Ten. Vittorio De Angelis gregario sinistro e destro.
Il Magg. Defraia conserva il ruolo di coordinatore del programma.

Pratica di Mare Da sinistra: Ten. De Angelis, Ten. Panario, Cap. Scala, Ten. Ferri (XGr), Ten. Sabbatici. Questi piloti tranne il Ten. De Angelis, andranno a Rivolto a formare l’Unita’ speciale acrobatica. A questi si affiancano il Ten. Imparato e il Ten.Vianello della 4^Aerobrigata (arc.DeAngelis)

IL VOLO ROVESCIO DI DEFRAIA E L’ INCIDENTE

Il 28 maggio 1960 la pattuglia del Cavallino Rampante si trasferisce sull’ aeroporto di Grosseto per partecipare ad una manifestazione aerea a Perugia.
In arrivo all’ aeroporto di Grosseto, Defraia compie una serie di voli rovescio con l’ estremità della deriva a due metri da terra, come aveva già fatto con altri aeroplani.
Il giorno dopo il Magg. Defraia ripete l’ impresa, questa volta ancora più basso con l’ estremità della deriva forse ad un metro da terra. Ad un tratto la deriva inizia a solcare leggermente il terreno e, dopo qualche centinaio di metri, impatta il gradino di cemento del raccordo trasversale alla pista e il suo Sabre si disintegra. L’ intervento alla manifestazione aerea di Perugia viene annullato e i piloti rientrano a Pratica di Mare

MANIFESTAZIONI AEREE

Dopo la morte di Defraia continuano gli impegni della Pattuglia del Cavallino Rampante.
15 giugno Latina
29 giugno Vergiate
10 luglio Venezia Lido
agosto/settembre Loreto, Massa Cinquale, Messina, Reggio Calabria e l’ ultima a Rieti

TRASFERIMENTO SULL’ AEROPORTO DI GROSSETO

Nell’ ottobre 1960 la pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante si trasferisce sull’ aeroporto di Grosseto. Il Ten. De Angelis lascia la formazione ed entrano due nuovi piloti il Ten. Bruno Vianello ed il Ten. Silvano Imparato

A metà gennaio 1961 viene emanato l’ atto costitutivo dell’ Unità Speciale Acrobatica nazionale alla quale viene affidato il comando al Magg. Squarcina. Di essa viene chiamata a far parte tutti i piloti della pattuglia di Massimo Scala che da Grosseto si trasferirà a Rivolto (Ud).
Il primo distintivo dell’ Unità Speciale, considerando anche che Squarcina è un vecchio del 4° Stormo, non poteva essere che il Cavallino Rampante.

TRASFERIMENTO A RIVOLTO

Il 1° marzo 1961 6 F-86E Sabre della 4^ Aerobrigata decollano da Grosseto destinazione Rivolto. La formazione è composta dal Cap. Scala (capo formazione), dai Tenenti  Sabbatini e Imparato (gregari sinistri), Vianello e Panario (gregari destri) e infine dal Ten. Ferri (fanalino). Il 10 marzo si aggiunge il Ten. G. Pinato (fanalino)

Rivolto 1 marzo 1961. Arrivano i sei F-86E della 4^Aerobrigata (arc.Lab.foto 4°Stormo-acrobazia)

Sulla piazzola in “testata pista 06” dell’Aeroporto di Rivolto, un uomo, un Pilota, scrutava il cielo pieno di sole nell’attesa di qualcuno, di qualche cosa. Nella sua mente, progetti, propositi e disegni si succedevano in un sogno da realizzare. Finalmente un rumore lontano lo faceva trasalire. Pochi secondi e sul campo si presentava la formazione a “cuneo” di sei “Sabres” per un passaggio. Il “team” si allontanava, si portava sulla città di Udine, poi sull’Aeroporto di Campoformido, dove eseguiva un “looping”, per rientrare su Rivolto e presentare un “programmino” acrobatico. Dal momento dell’entrata sul campo dei “Sabres”, lo sguardo di Squarcina non li lasciò un momento. Con la commozione alla gola li seguì su Udine, su Campoformido, li controllò su Rivolto in ogni manovra. Al parcheggio i Piloti andarono incontro al nuovo “Capo” per stringergli la mano, per avere il conforto del “bravo”.  “Ragazzi, una Pattuglia Acrobatica non é fatta soltanto di passione e di volontà, ma anche di parametri da mantenere! – tuonò bonariamente Squarcina -domani incominceremo con una formazione a quattro”.
Quei sei bravi ragazzi presero la strada del Circolo Ufficiali per festeggiare con Squarcina l’arrivo e l’inizio di una nuova vita.
da: La meravigliosa avventura vol.3

Rivolto 1 marzo 1961 (arc.Lab.foto 4°Stormo-acrobazia)

Grosseto: quel pomeriggio del 1° Marzo di 50 anni fa Iasciammo quel “campo” (Grosseto ci aveva visto come Pattuglia Acrobatica Nazionale di Riserva) per Rivolto, meglio per Campoformido, perchè lì arrivammo e con il “primo looping in terra friulana” rendemmo omaggio alla prima Pattuglia che da quel “campo” iniziarono l’Acrobazia in formazione e a tutte le altre che seguirono; … poi a Rivolto “Iooping di buon augurio” alla nuova base della P.A.N. Atterrammo e Squarcina ci accolse con un abbraccio (lo ricordo come Istruttore S.Ten. a Lecce nel lontano ’52). Il giorno dopo 1° allenamento in 6 voleva vedere cosa sapevamo fare! … non male. Qualche giorno per sistemarci poi iniziammo gli allenamenti con variazioni e nuove figure e consigli con il Capo in “Biga”. A ciascuno fu affidato un compito (a terra); a me disse di pensare al distintivo: cominciai con tre aerei stilizzati in ala destra (nel ’52 a Capodichino sul “Mustang” ero gregario destro) , poi sempre più stilizzati fino ad essere come sono oggi (anche con l’aiuto di Ralli). Con il Magg. Ceoletta andai a Vicenza dal Gen. Bianchi per esporgli i disegni ne discusse – variò alcune cose, volle l’arco della “Caccia” sotto le “frecce” e infine approvò. Bisognava pensare al nominativo eravamo arrivati tutti con il “cavallino rampante nero” di Baracca sulla tuta (anche Squarcina), partimmo da lì. Qualcuno disse “Frecce”, qualcuno “Cavallino”, poi venne fuori “PONY”… breve e bello… e fu quello. Vennero anche giorni tristi. Quel 3 Maggio pomeriggio Massimo (Scala) ci lasciò : c’è un posto in me tutto suo! Arrivarono i nuovi addestramento e allenamento e manifestazioni, in Italia e all’estero, alcune “tirate”, molto quella di Ahlhorn [Squarcina, Sabbatini, Imparato, Panario con Ferri solista e, in fondo pista, Vianello in “Biga”: da fanalino vedevo l’ala di Carletto (Sabbatini sugli alberi letteralmente: l’abilità del Capo (Squarcina) e tanta fortuna!… ci portò tutti a terra. Poi venne Franco Pisano e con lui andammo per l’Italia e l’Europa: noi tutti gli dobbiamo molto! Mi ricordo il primo “speaker” Ten. Vincenzo Santulli, il suo preciso, incisivo ed efficace modo di presentarci nelle manifestazioni [Rocchi venne dopo il ’62 ] e poi e poi. Ringrazio il “Buon Dio” e I‘ ”Aeronautica Militare Italiana” per avermi regalato il miglior periodo della mia vita !!! Franco Panario, primo Pony 6

CESSIONE DEGLI F-86E

L’ 8 aprile sei F-86E vengono ceduti alla Pattuglia Acrobatica Nazionale.

(arc.Catalanotto)

VINTAGE

60° ANNIVERSARIO DELLA P.A.N.

In occasione del 60° anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale, sulle derive dei velivoli MB 339, sono stati pitturati gli stemmi delle pattuglie acrobatiche che si sono succedute dagli anni ’50 fino alla costituzione delle Frecce Tricolori il 1°marzo 1961

(arc.Frecce Tricolori)

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