Giuseppe D’Agostinis
n. a Cervignano del Friuli il17 luglio 1910
+ Roma 1988

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Giuseppe D’Agostinis (Cervignano del Friuli, 17 luglio 1910 – …) è stato un generale e aviatore italiano. Pluridecorato pilota da caccia della Regia Aeronautica durante la Guerra di Spagna e la seconda guerra mondiale, al termine del conflitto transitò nella neocostituita Aeronautica Militare, ricoprendo svariati incarichi, tra cui, con il grado di Generale di squadra aerea, quello di comandante del Comando 1ª regione aerea di Milano. Nel 1957 sposò Luisa Marini Clarelli dei Marchesi di Vacone.
Figlio di Giuseppe e Filomena, nacque a Cervignano del Friuli[1] (Udine) il 17 luglio 1910 da famiglia notabile. Dopo aver conseguito la maturità entrò nell’Regia Accademia Aeronautica di Caserta (Corso Grifo), da cui uscì con il grado di sottotenente pilota in “servizio permanente effettivo” con decorrenza 1 ottobre 1931.[1] Nel corso del 1933 entrò in servizio presso la 97ª Squadriglia, 9º Gruppo[2] del 4º Stormo Caccia Terrestre, allora equipaggiata con il caccia Fiat C.R. “Asso”,[2] di stanza sull’aeroporto di Gorizia.[2] Nell’agosto del 1936, promosso capitano, partì volontario[1] per partecipare alla guerra civile spagnola. Giunto a Palma di Maiorca,[3] nelle isole Baleari, il 7 settembre,[4] il giorno dopo effettuò il volo di collaudo di un caccia Fiat C.R.32 che era stato montato dagli specialisti durante la notte. Insieme al collega Guido Carestiato[3] attaccò sei idrovolanti Savoia-Marchetti S.62[3] repubblicani ormeggiati a Cala Morlanda,[1] distruggendone due, ma dovendo rientrare alla base con l’aereo danneggiato.[1] Decollato nuovamente dopo un’ora attacco un altro idrovolante costringendolo ad ammarere gravemente danneggiato.[N 1] Con il successivo arrivo di altri sei CR.32 fu ufficialmente costituita all’Aeroporto di Palma di Maiorca la 101ª Squadriglia[3] dell’Aviazione Legionaria[3] di cui assunse il comando. Il 10 luglio 1937 fu costituito il X Gruppo Caccia “Baleari” (10º Gruppo)[3] dell’Aviazione Legionaria al comando del maggiore Pietro Scapinelli, che comprendeva la 101ª e la 102ª Squadriglia.[3]  
Rientrato in Italia il 16 luglio 1937, il 1 agosto successivo assunse il comando della 91ª Squadriglia, 10º Gruppo, del 4º Stormo in sostituzione del capitano Ettore Foschini.[1] A partire dal 1 novembre divenne comandante interinale del 10º Gruppo, mantenendolo fino al 18 febbraio 1938 quando gli subentrò il Maggiore Vincenzo Dequal.[1] Il 10 agosto 1939[5] il 4º Stormo iniziò a ricevere i nuovi monoplani da caccia Aermacchi C.200 Saetta Serie I,[5] subito sostituiti dai più collaudati biplani Fiat C.R.42 Falco.[5]  
Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, nel mese di luglio[5] il 10º Gruppo si trovava schierato in Libia, sul campo T.2 dell’Aeroporto di Tobruk,[5] e già il 14 giugno 1940, nel corso di un volo di “protezione e scorta”, fece registrare la sua prima vittoria aerea. Il 10º Gruppo, equipaggiato con 27 CR.42, era al comando dal tenente colonnello Armando Piragino, mentre egli comandava la 91ª Squadriglia.[1] Il 19 giugno il tenente colonnello Piragino cadde prigioniero degli inglesi, ed egli assunse il comando del 10º gruppo mantenendolo fino all’11 luglio successivo quando fu sostituito dal maggiore Carlo Romagnoli (pilota).[1] Promosso al grado di maggiore il 16 dicembre 1941, nel febbraio 1942 fu trasferito sul fronte russo,[6] destinato al comando del 22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre,[7] di base sull’aeroporto di Zaporizhia ed equipaggiato con i caccia C.200 Saetta.[7] Rientrato in Italia il 7 maggio 1942, il 22º Gruppo fu riequipaggiato con i più moderni caccia Reggiane Re.2001 Falco II,[6] è basato sull’aeroporto di Ciampino.[6]  
Dopo la morte del maggiore Paolo Maddalena rientrò in seno al 4º Stormo, assumendo il comando del 10º Gruppo,[8] equipaggiato con i caccia Aermacchi C.202 Folgore.[8] Verso la fine del mese di maggio il 10º Gruppo partì per l’Africa settentrionale italiana, basato all’Aeroporto di Martuba,[1] passando il mese successivo a Sidi El Barrani[9] e poi a Fuka (Aeroporto militare di Sidi Haneish).[9] In conseguenza dell’esito della battaglia di El Alamein l’11 novembre il reparto fu costretto a ripiegare dapprima a Martuba,[8] poi ad Ara dei Fileni a Ras Lanuf, a Misurata e quindi a Castelbenito nell’Aeroporto di Tripoli. In seguito alle gravissime perdite subite il 10º Gruppo[8] rientrò in Italia per essere parzialmente riequipaggiato[10] con i nuovi Aermacchi C.205 Veltro,[8] con cui partecipò alla difesa del territorio nazionale in seguito alla sbarco degli anglo-americani in Sicilia.[8]  
L’armistizio dell’8 settembre 1943 colse il 4º Stormo sulle basi pugliesi, il Comando di stormo all’Aeroporto di Gioia del Colle[10] e il 10º Gruppo a Castrovillari.[9] Pochi giorni dopo il reparto riprese le operazioni sul Balcani in appoggio alle forze del Regio Esercito disperatamente impegnate a resistere alla reazione tedesca alla proclamazione dell’armistizio.[9]  
Dopo il termine delle ostilità il 4º Stormo[11] fu riequipaggiato con velivoli di provenienza americana, i bimotori Lockheed P-38 Lightning,[11] trasferito nell’estate del 1946 dall’Aeroporto di Lecce-Galatina all’Aeroporto di Capodichino, dove, nel gennaio 1947 egli ne assume il comando. Nel febbraio 1948 lo stormo ricevette i caccia monomotori North American P-51 Mustang,[11] e nell’agosto 1949 cedette il comando del reparto al parigrado Bruno Ricco. Promosso colonnello, nel mese di settembre 1951 assume il Comando del 3º Stormo Caccia Terrestre[12] equipaggiato con i P-38 Lightning di stanza sull’aeroporto di Bari-Palese.[13] Lasciato il comando al parigrado Corrado Ricci[12] nel maggio 1954,[12] terminò la sua carriera militare al comando del Comando 1ª regione aerea di Milano,[10] con il grado di generale di squadra aerea[10] conferitogli il 31 dicembre 1966.[10] Viene collocato in posizione ausiliaria per raggiunti limiti d’età a partire dal 12 luglio 1970,[10] secondo le disposizioni allora in vigore.[10]  
Nel 1957 contrasse matrimonio con Luisa Marini Clarelli dei Marchesi di Vacone, figlia del Marchese Angelo Marini Clarelli e Angela Guglielmi d’Antognolla. Dalla loro unione nacquero Maria Pia, Massimo e Cristina. 

Onorificenze:  
Medaglia d’argento al valor militare “sul campo”.  «Già distintosi per sereno sprezzo del pericolo e per esemplare ardimento negli iniziali episodi di una missione di guerra per la quale erasi offerto volontario, faceva ancora rifulgere nei successivi fatti d’arme ai quali partecipava le proprie alte qualità di combattente. Cielo di Spagna, aprile 1937-XV.» 
Medaglia d’argento al valor militare: «Nel corso di una rischiosa missione per la quale erasi offerto volontario, affrontava ardimentosamente le più ardue prove, dimostrando sempre esemplare valore e sereno sprezzo del pericolo. Cielo di Spagna, novembre-dicembre 1936-XV.» 
Medaglia d’argento al valor militare:  «Pilota da caccia di non comune perizia già distintosi in numerose azioni belliche anche quale comandante di gruppo, era di costante esempio ai suoi dipendenti per ardimento e valore. Capo di una formazione in missione di guerra attaccato a pochi chilometri dalla base di partenza ed ancora a bassa quota da preponderanti forze da caccia, malgrado la sfavorevole situazione e le perdite subite al primo contatto, reagiva decisamente all’impari lotta e trascinando impetuosamente i superstiti, trasformava in fulgida vittoria l’esito del combattimento. Cielo della Marmarica, 11 giugno-18 settembre 1940-XVIII.» 
Medaglia d’argento al valor militare:  «Cielo della Russia, 20 febbraio-24 aprile 1942.».  Decreto Presidente della Repubblica 26 ottobre 1948[14] 
Medaglia d’argento al valor militare: «Cielo dell’A.S.I e dell’Egitto, 18 luglio-14 dicembre 1942.». Decreto Presidente della Repubblica 27 ottobre 1950[15] 
Croce di guerra al valor militare: «Ufficiale superiore dotato di elevatissime qualità militari e di comando, si distingueva su ogni fronte ed ogni missione di guerra più delicata e rischiosa. Alla testa del proprio gruppo da caccia si impegnava in aspri e quasi sempre impari combattimenti, riportando brillanti vittorie. Esempio di ardimento, sereno sprezzo del pericolo e di completa dedizione alla Patria. Cielo dell’A.S. e dell’Egeo, 18 luglio-14 dicembre 1942.» 
Croce di guerra al valor militare: «Generoso comandante di gruppo da cacia di elevate qualità tecnico-professionali, in numerose rischiose missioni dimostrava perizia, serenità e audacia. Alla testa delle sue formazioni, conseguiva brillanti vittorie, ed efficaci risultati nonostante le eccezionali avverse condizioni meteorologiche. Cielo della Russia, 20 febbraio-24 aprile 1942.» 
Croce al merito di guerra: Medaglia commemorativa della campagna di Spagna (1936-1939) 
Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna di Spagna: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. 27 dicembre 1967[16

dag004 = chi351: Gorizia – 25 marzo 1938. Foto scattata in onore dell’Ufficiale del SIAM (Thailandia) Sawuk Rakdham, in missione per la valutazione del C.R. 32 cui il loro Paese era interessato. Personale di volo e specialisti della 91^ Squadriglia comandata da D’Agostinis. In piedi da sinistra a destra: serg. specialista non identificato, m.llo capo motorista Giosue’ Bianchi (2°), m.llo pil.Vittorio Romandini (3°), s.ten.pil. Franco Comelli (4°), ufficiale pil.del SIAM Sawuk Rakdham (5°), cap.pil. Giuseppe D’Agostinis (6°), m.llo specialista non identificato, serg.pil. Rodolfo Bergamini (8°), serg. specialista Eliseo Moro (9°). Seduti da sinistra a destra: serg.pil. Vincenzo Patriarca (1°), serg. pil. Raffaele Chianese (2°), serg. pil. Elio Miotto (3°) (Miotto era di Monfalcone ed e’ morto dopo la guerra a Lecce), serg.pil. non identificato, serg.pil. Natale Fiorito (caduto il 17/07/41 con M.C. 200 in combattimento a Malta).
Dag006: Gorizia – 1936. Serg. Carini (1°), Serg. Romandini (2°), … (3°), Cap. Rossi (4°), Ten. Fiacchino (5°), Serg. Chianese (6°).
Dag007: Gorizia – estate 1935. Piloti e specialisti davanti ad un CR 20 Asso: Serg. Bruno Sartori (1° – 97^ Sq.), Serg. Edgardo Albani (2° – 97^ Sq.), Cap. Oscar Molinari (3° – 97^ Sq.), Ten. Giuseppe d’Agostinis (4° – 97^ Sq.), Ten. Malio Zuffi (5° – 97^ Sq.), S.Ten. Giuseppe Galbier (6° – 96^ Sq.), Serg. Adriano Colombina (7° – 96^ Sq.), Serg. Silvio Costigliolo (8° – 96^ Sq.), Ten. Alessio Neri (9° – 97^ Sq.), Ten. (Antonio o Edgardo?) Larsimont (10° – 97^ Sq.), Serg.M. Francesco Breveglieri (11° – 97^ Sq.), Serg. non identificato (12°), Cap. Armando Piragino (13° – 96^ Sq.), Serg. Giuseppe Avvico (14° – 90^ Sq.).
Dag008: Gorizia – 1935-1936. …… (1°), ……, (2°), …… (3°), Ten. Mario Viola (4°), Ten. Giuseppe d’Agostinis (5°), davanti ad un CR 32.
Dag002: Gorizia – 1933-1936. Davanti all’hangar Lancini.
Dag003: Gorizia – 1933-1936. Davanti all’hangar Lancini. D’Agostinis al centro.
Dag005: Gorizia – 1933-1936. CR 20 Asso della 91^ Sq. e personale davanti all’hangar Lancini del X Gruppo. Al centro il Cap. Oscar Molinari con alle sue spalle il Ten. Giuseppe d’Agostinis.
Dag009: Aviano? -1933-1936. Amedeo di Savoia Duca d’Aosta viene ricevuto al suo arrivo. Ten. Mario Viola (2° in tuta di volo), Cap. Oscar Molinari (4° in tuta di volo), Lucchini? (5° in divisa), Amedeo di Savoia (7°), Com.te di Aviano …? (8°).
DAG011: Gorizia
Dag012: Ciampino – marzo 1942. Anniversario della fondazione della Regia Aeronautica, prima del volo in formazione sui fori imperiali e successivo rientro Campoformido. Da sx a dx: Serg.M. Giovanni Silvestri (91^ Sq.), Serg. Corrado Patrizi (84^ Sq.), in fondo, con la mano in testa e poggiato al MC 202,  dovrebbe essere Serg. Gustavo Minelli (96^ Sq.), segue Magg. Paolo Tito Maddalena (91^ Sq. e comandante del X Gruppo), Serg. Elio Miotto (91^ Sq.) e di spalle il M.llo Luigi Bignami del X Gruppo.Il Maggiore Paolo Maddalena prende le redini del X Gruppo in Sicilia nell’autunno del 1941, dopo l’abbattimento del comandante Romagnoli. A sua volta perderà la vita in ASI nell’estate del 1942, abbattuto nel cielo egiziano quando lo Stormo era a Fuka.
Dag101_Cos203: Dag101_Cos203: Gorizia, 6 novembre 1937 – Palazzina Ufficiali. S.A.R. Amedeo di Savoia dopo l’incontro con piloti del 1° e 4° Stormo reduci del OMS, poco prima di lasciare il Comando della Divisione “Aquila” ed in procinto di partire per L’Etiopia con l’incarico di ViceRe’. La foto e’ scattata dinnanzi alla Palazzina Ufficiali, tuttoggi esistente e sede di un Nucleo di Pronto Intervento della Guardia di Finanza.

01 – S.A.R. Gen. Divisione Aquila Amedeo di Savoia Duca d’Aosta; 02 – Gen. Santoro; 03 – Gen. Faccenda; 04 – Col. D’Amelio o Col. Vincenzo Velardi (6° Stormo); 05 – Col. Raoul Moore (4° Stormo); 06 – Col. Michele Grandinetti (4° Stormo); 07 – Magg. Bruno Brambilla (1° Stormo); 08 – Magg. Vincenzo Dequal (4° Stormo); 09 – Cap. Giuseppe D’ Agostinis (4° Stormo – 91^ Sq.); 10 – Col. Piggi (?); 11 – Magg. ???; 12 – Cap. Luigi Ricci (4° Stormo – 90^ Sq.) o Ten. Corrado Ricci (1° Stormo); 13 – Serg. Aldo Galadini (1° Stormo); 14 – Ten. Adriano Mantelli (1° Stormo); 19 – Serg. Dante Labanti (4° Stormo – 96^ Sq.); 20 – M.llo Giuseppe Avvico (4° Stormo – 90^ Sq.); 21 – Serg. ; 22 – S.Ten. Salvatore Teja (4° Stormo – 91^ Sq.); 23 – M.llo Giuseppe Salvadori (4° Stormo – 91^ Sq.); 24 – M.llo Silvio Costigliolo (4° Stormo – 96^, 90^ Sq.); 25 – M.llo Mario Bandini (4° Stormo – 90^ Sq.); 29 – S.Ten. G.Battista Lucchini (4° Stormo – 84^ Sq.) ?; 30 – S.Ten. ??? ; 31 – S.Ten. Aldo Lanfranco (4° Stormo – 84^ Sq.); 33 –  M.llo Raffaele Chianese (4° Stormo – 91^ Sq.); 35 – S.Ten. Carlo o Alfonso o G.Battista Caracciolo (4° Stormo – 96^ o 97^Sq.); 36 – S.Ten. Giorgio Honorati (4° Stormo – 91^ Sq.); 37 –  S.Ten. Tavagna; 38 – Ten. Domenico Camarda (4° Stormo – 84^ Sq.); 39 – S.Ten. Piero Bonfatti (4° Stormo – 73^ Sq.); 40 – S.Ten. Gino Battagion (4° Stormo – 97^Sq.); 43 – Ten. Aldo Tait (4° Stormo); 49 – Cap. Marco Larcher (4° Stormo; 50 – S.Ten. Elio Pesce (1° Stormo); 55 – S.Ten. Jacopo Frigerio (4° Stormo – 97^ Sq.); 56 – S.Ten. Giuseppe Cenni (6° Stormo); 57 – S.Ten. Della Pasqua; 58 – S.Ten. Antonio  Angeloni (4° Stormo); 59 – S.Ten. Giocondi; 62 – Cap. Casoni o S.ten. Arnoldo Laurenzi (4° Stormo – 96^ Sq.); 65 – S.Ten. Aldo Gon (4° Stormo – 96^ Sq.);

Negli ultimi mesi del 1933 giungono al 4° Stormo di Gorizia-Merna i tenenti piloti del corso Grifo usciti dall’Accademia e tra questi Giuseppe D’Agostinis.

D’Agostinis durante il periodo trascorso a Gorizia ha modo di essere vicino a S.A.R. Amedeo di Savoia Duca d’Aosta e nel dopo guerra cosi’ descrivera’ il Duca nel libro “Quelli del Cavallino Rampante” del Gen. Antonio Duma:

“…. arrivava al mattino puntuale da Miramare e con la Lancia Artena passava tra il personale che si avviava all’aviorimessa. Davanti alla 97^ Squadriglia infilava la sua lunga combinazione ed andava in volo. Nessun cerimoniale particolare, nessuno che corresse per far di più, nessun crocchio di curiosi. Era uno di noi. Sapeva compiere tutta l’acrobazia isolata basica. Da subalterno della 97^ Squadriglia ho volato con lui molte volte come gregario, anche in manovre acrobatiche. Tirava il looping e le virate cabrate con la gradualità di chi è sicuro e padrone della manovra. Alla fine del volo manifestava l’entusiasmo del neofita e contava sul volo successivo. Quand’era comandante di Stormo andava nel suo ufficio, nel primo piano del retro-hangar, passando tra gli specialisti indaffarati intorno ai velivoli. Ha scritto di suo pugno tutte le annotazioni ed i giudizi dei fogli caratteristici degli ufficiali. Esigeva che la biblioteca del circolo ufficiali fosse continuamente rifornita ed aggiornata. Egli stesso vi contribuì con una ricca dotazione di volumi con il suo “ex libris”. Allo Stormo diede un cospicuo impulso all’impostazione concettuale di problemi tattici. Molto di originale fu appreso nelle numerose riunioni serali che furono tenute al circolo ufficiali, nelle quali dirigeva la discussione, alimentando l’interesse di ognuno. In quelle occasioni i reduci della Spagna dovevano presentare le loro esperienze di guerra. Era fiero del 4° Stormo e questa sua fierezza esternava ai congiunti reali, spesso suoi ospiti in aeroporto. Il tempo che passa può affievolire il ricordo della sua figura, ma sarebbe una stortura da ingenerosi. I suoi meriti non hanno beneficiato dell’alone principesco della persona e tanto meno dell’infatuazione. Pagava di persona, viveva gli stessi nostri entusiasmi, comandava con saggezza ineguagliabile”. Fu nel 1936 che il Duca ricevette la sua seconda medaglia d’argento al valore militare per aver salvato un pilota da un velivolo in fiamme, incurante del gravissimo pericolo rappresentato dalla possibile esplosione dei serbatoi di carburante e degli artifizi di bordo. L’episodio è rievocato da D’Agostinis, presente al fatto: “… il 5 agosto di quell’anno, sull’aeroporto di Gorizia, un velivolo da ricognizione in fase di atterraggio capottava, incendiandosi. Il Duca d’Aosta giunse per primo in macchina sul posto dell’incidente. Con lui era il cap. Larcher, suo aiutante, e l’autista. Altri accorsero a piedi, tra cui il sottoscritto. Il Duca stese la mano sotto il velivolo ed afferrò quella del pilota che, tranciatesi le cinghie, era sotto la fusoliera in fiamme. Era un tizzone ardente con le carni sanguinolente e bruciate. Ci voleva uno sforzo solo per contemplare la macabra scena. Giunta l’autoambulanza, per non straziare di più quelle carni, il Duca fece togliere i pantaloni a due avieri e li passò sotto il corpo del pilota incidentato per adagiarlo sulla barella. Il Duca d’Aosta aveva le mani sporche di sangue e i peli del braccio destro bruciacchiati. Il pilota, sottotenente di complemento Vincenzo Vigini del 21° Stormo, conscio della sua ormai imminente fine, chiedeva al Duca di non essere trasportato in ospedale per poter finire sul campo tra gli aeroplani ed i suoi camerati”. Ricordi semplici, genuini, privi di retorica, che rivelano la vera natura dei rapporti tra il Duca ed i suoi uomini, sempre permeati di umanità, e quali fossero i valori della vita nell’ambiente del 4° Stormo e negli anni belli di Gorizia.”