Ban88: Ghedi 15 marzo 1930. L’aviere scelto Mario Bandini con l’aquila di pilota militare

Mario BANDINI

nato il 12-12-1909 a Castrocaro (Forli’)  
consegue  brevetto di pilota d’aeroplano il : 24-09-1929  
brevetto di pilota militare il :13-02-1930 

Il serg.m. Mario Bandini nato a Castrocaro (Forli’), inseparabile amico di Raffaele Chianese, e’ vissuto a Gorizia (in via Manzoni) fino alla sua morte (23 Aprile 1983), e’ stato decorato di medaglia d’Argento al Valor Militare per la sua azione sul cielo di El Adem del 16 giugno 1940, con la seguente citazione: “Sottufficiale pilota da caccia ardito ed esperto, capo formazione di una pattuglia di polizia aerea, avendo avvistato sei apparecchi nemici, decisamente li inseguiva e li attaccava. Ferito ad un braccio da una raffica di mitragliatrice insisteva nei suoi attacchi riuscendo ad abbattere un velivolo nemico.”
Cosi’ riporta la sua azione in “QUELLI DEL CAVALLINO RAMPANTE” Antonio DUMA:
Il giorno 16, all’alba, poco dopo il decollo di Bandini, Patrizi e Scaglioni che vanno al T.3 (Tobruk) per il turno di allarme, tre Blenheim bombardano nuovamente il campo. Lievi danni al materiale di volo, Vanni resta leggermente ferito alla schiena e viene ricoverato all’infermeria della Marina a Tobruch. Decollano immediatamente Martissa, Romandini, Miotto e Bladelli che inseguono i tre velivoli e ne abbattono due.
Anche Bandini, giunto su El Adem, incontra sei Blenheim che hanno bombardato quel campo. Bandini si sceglie un avversario e portatosi vicinissimo in coda inizia a mitragliare continuando a sparare finché non lo vede abbattersi al suolo, incurante di una ferita al braccio sinistro che un altro velivolo nemico, portatoglisi a sua volta in coda, gli aveva inferto sparando. Nonostante il sangue perduto e la ferita che gli impedisce di fare uso del braccio, Bandini rientra ed atterra al T.2 (Tobruk), mantenendo contegno ammirevolmente calmo e dando precisi ragguagli sul combattimento sostenuto, prima di essere trasportato all’ospedale di Tobruch. La vittoria conseguita e il suo comportamento gli varranno una medaglia d’argento “sul campo”.