X GRUPPO
Il 18 giugno inizia il servizio d’allarme su Reggio Calabria con quattro piloti, Rusconi Ferrario, Casero e Pillepich con turni quindicinali. I piloti compiono volo d’ambientamento sulla zona di Catania per familiarizzare con i campi di volo più vicini. Alcuni piloti ritirano dalla ditta altri MC.200
Il 22 giugno il gruppo si trasferisce a Comiso per una scorta indiretta, in collaborazione con un gruppo del 54°Stormo, ad un Cant.Z.1007 bis che deve compiere una ricognizione fotografica sull’isola.
Da Comiso il X Gruppo si porta a 7.000 metri sulla verticale del campo in attesa del Cant.Z. che però, a causa un’avaria motore, non giunge all’appuntamento: Romagnoli decide di rientrare con la 90^ e la 91^Squadriglia mentre Monti con l’84^Squadriglia si porta fino a qualche chilometro da Malta per familiarizzare con l’ambiente operativo quindi rientra a Catania. Bignami e Steppi , che sono rimasti indietro perchè il loro capopattuglia ha dovuto rientare per un’avaria a bordo, cercano di raggiungere Malta e vengono attaccati di sorpresa da cinque caccia. La pronta reazione di Steppi, nonostante abbia incassato alcuni colpi, porta all’abbattimento di un caccia mentre Bignami, per disimpegnarsi, è costretto a scendere in affondata sino a pelo d’acqua. Steppi atterra a Gela. E’ il primo combattimento aereo di questo nuovo ciclo.
Il 25 giugno il X Gruppo assieme ad aliquote del 54°Stormo, è di scorta ad un S.79 in ricognizione su La Vallett, quando l’S.79 viene attaccato da cinque Hurricanes. Lucchini, Vanzan, Savini e Ceoletta della 90^Squadriglia, impegnano i caccia poi con l’intervento di altri piloti delle altre squadriglie viene abbattuto collettivamente un Hurricane.
Nel pomeriggio crociera di vigilanza sulla zona di mare a Sud Est di Capo Passero per proteggere un convoglio.
Verso sera durante l’ultima di tali missioni condotta da Steppi e Valignani, non riuscendo ad avvistare le navi per scarsa visibilità, si separano per allargare la ricerca; Steppi scopre il convoglio per la reazione della contraerea contro tre Blenheim in attacco sulle navi e subito apre il fuoco contro uno dei bombardieri abbattendolo, poi attacca un altro mettendo a segno qualche raffica. Tutti due i piloti rientrano regolarmente.
Il 26 giugno l’84^Squadriglia è impegnata in un’ azione di copertura con due pattuglie che si danno il cambio in volo. Il convoglio si trova ad ovest della Calabria, un po’ a sud di Punta Stilo. Partono Valignani, Steppi e Scaglioni; più tardi al momento del cambio, le cattive condizioni di visibilità impediscono a Berti, Santonocito e Patrizi di raggiungere il convoglio in orario. La prima pattuglia si attarda e rientra perciò al limite dell’autonomia. In atterraggio a Reggio Calabria Valignani è costretto a riattaccare , ma il motore pianta secco costringendolo ad ammarrare. Il pilota manovra il rientro del carrello, ma all’impatto con l’acqua una gamba non è ancora retratta del tutto e così l velivolo mette giù il muso e si inabissa. Toccato il fondo, Valignani riesce a disimpegnarsi dall’apparecchio e dal paracadute ma, data la grande profondità, circa 40 metri, appena raggiunta la superficie sviene. Recuperato da alcuni pescatori che avevano assistito la scena, Valignani viene ricoverato all’ospedale di Reggio Calabria. La seconda pattuglia completa la missione e rientra solo Santonocito, a corto di carburante, è costretto ad atterrare sulla spiaggia di Bianco (Catania).
All’alba del 27 giugno iniziano le crociere di protezione, impiegando anche velivoli CR.42, su un convoglio nei pressi di Siracusa. A metà mattinata, Monti con cinque dell’84^Squadriglia scorta tre BR.20 che, incrociando a metà Canale di Sicilia, hanno il compito di far alzare la caccia nemica. Più tardi, quando l’autonomia di quest’ultima sarà ormai ridotta, un S.79 fotografico scortato da Romagnoli alla testa della 90^ e 91^Squadriglia, con la scorta indiretta di un gruppo del 54°Stormo, giungerà sull’isola.
Il cattivo funzionamento del passo dell’elica costringe Romagnoli a rientrare dopo tre quarti d’ora. Rientrano anche Ruffato, Fiorito e Vanni perchè le armi sono inceppate. Restano in volo Dalla Pasqua, Ferrulli, Migliorato e Bladelli insieme alla 90^Squadriglia e alla pattuglia che Lucchini ha formato con Perdoni e Buttazzi dell’84^Squadriglia. Il ricognitore esegue la sua missione fotografica su La Valletta e mentre vira per rientrare, all’improvviso dei caccia nemici piombano dall’alto. La pattuglia della 91^Squadriglia si mette a protezione del ricognitore che così può tornare indenne alla base. La 90^Squadriglia e la pattuglia di Lucchinio impegnano il nemico. Perdoni abbatte un Hurricane individualmente e un secondo in collaborazione con gli altri piloti. Quattro sono probabilmente i caccia abbattuti mentre non fanno ritorno De Benedetti e Sclavo. Dopo l’atterraggio Lucchini riparte con un CR.42 alla ricerca dei piloti mancanti, senza risultato. Attraverso la Croce Rossa Internazionale, giungerà la notizia che De Benedetti si trova prigioniero a Malta e Sclavo è deceduto.
Conti nuano le crociere di interdizione nella zona a Sud di Capo Passero, su mare aperto, e i voli di vigilanza sul campo.
Il mese di giugno si chiude senza altre azioni su Malta.
Durante questa prima fase sono verificati diversi i problemi al motore A.74 di costruzione Reggiane, tanto da doverli cambiare.
Il 1°luglio Ruffato, Monterumici, Scaglioni e Perdoni danno il cambio a Rusconi e gregari alla sezione di Reggio.
Il 4 luglio un altro combattimento su Malta durante una ricognizione a vista: probabilmente un caccia nemico è abbattuto.
Nei giorni successivi continuano le crociere di vigilanza sul campo, scorte ad unità navali e partenze su allarme.
Il 9 luglio il X Gruppo torna su Malta per un’azione di mitragliamento a volo radente dell’aeroporto di Micabba dove sono stati segnalati numerosi bombardieri nemici, probabilmente gli stessi che hanno compiuto incursioni sulle città dell’Italia meridionale. La missione però non viene portata a termine per le pessime condizioni meterologiche sull’isola.
L’11 luglio Romagnoli con Ferrulli, Ceoletta, Lucchini, Devoto, Santonocito, Monti, Bignami, Buttazzi, Berti, Patrizi e Pillepich parte per un’altra azione di mitragliamento su Micabba. Sonoi scortati dalla formazione di Guiducci assieme a trenta MC.200 del 54°Stormo. Poco dopo la partenza Romagnoli deve rientrare per il cattivo funzionamento dell’elica e il suo posto viene preso da Monti. Sorvolata la base di S.Paolo Monti vira in direzione dell’obiettivo ma viene violentemente attaccato da una trentina di caccia avversari.
Mentre la scorta impegna impegna gli Hurricanes Monti si lancia nello sbarramento e mitraglia alcuni bombardieri Wellington, incendiandone cinque e colpendo gravemente altri tre.
Superato Micabba, Monti continua a volo radente verso Est lasciando sulla destra Marsa Scirocco e avvista una nave vedetta a qualche chilometro dalla costa; alcuni piloti attaccano la nave che risponde al fuoco.
Lucchini che ha visto Devoto rimanere indietro inseguito da due Hurricanes, con Ferrulli va in soccorso; nel frattempo i caccia nemici sono diventati sette o otto. I tre attaccati da tutti i lati a fatica si disimpegnano continuando a tutto motore a pelo d’acqua inseguiti fino 30-40 chilometri in mare. Poi gli Hurricanes desistono.
Ferrulli ha l’apparecchio gravemente danneggiato, Santonocito è rimasto colpito dalla reazione della contraerea ma riesce ad arrivare a Catania volando a pelo d’acqua, nonostante fosse stato inseguito e mitragliato sino a metà Canale.
Anche la formazione di scorta è stata impegnata nel combattimento e attaccata da una trentina di Hurricanes; poi lasciato a Monti il tempo di effettuare il mitragliamento, si disimpegna e prende la via del rientro, dopo aver abbattuto in collaborazione con il 54°Stormo due Hurricanes. Fiorito che è stato attaccato da tre caccia sulla via del ritorno, ha deviato dalla rotta e si è attardato restando così a corto di carburante e riesce appena in tempo ad atterrare a Trapani con l’elica in croce e carrello retratto.
Tutti i piloti del X Gruppo rientrano a Catania.
Il giorno dopo giunge in volo il Gen. Mazzucco per congratularsi con i piloti che hanno preso parte all’azione su Micabba e il Gen. Pricolo telegrafa al X Gruppo:
<Azione odierna su Malta stata ordinata e condotta in modo magnifico. A comandante et equipaggi mio vivo elogio. Le vittime di Napoli sono state vendicate. Non bisogna dare tregua al nemico. Occorre batterlo con la perizia e l’audacia di oggi>
Nel cielo di Malta
Continuano le missioni di scorta convoglio con i CR.42 a grande autonomia, le crociere di vigilanza sul campo e le partenze su allarme.
Il 17 luglio mentre l’84^Squadriglia è impegnata con quattro copie di CR.42 nella scorta ad un convoglio navale nello Jonio, la 90^ e 91^Squadriglia al comando di Romagnoli scortano su Malta il Cant.Z.1007 bis fotografico. Il X Gruppo è di scorta indiretta mentre quella ravvicinata è fatta dai velivoli del 54°Stormo. L’azione si svolge regolarmente ma, sulla rotta del rientro al largo di Capo Passero, la formazione viene assalita da una ventina di Hurricanes che attaccano da quota superiore l’ultima sezione della 91^Squadriglia composta da Ferrulli, Miotto e Fiorito abbattendo quest’ultimo. Lucchini intervenendo con la 90^Squadriglia abbatte un Hurricane, un altro viene abbattuto da Romagnoli e Miotto ne abbatte altri due. Biadelli, avvistato in zona un Blenheim lo attacca abbattendolo. Ferrulli e Contarini bersagliano altri due Hurricanes che vengono considerati probabilmente abbattuti. Dall’azione non rientra il S.Magg. Botti. Nel pomeriggio Romagnoli con cinque CR.42 parte alla ricerca dei due dispersi (Fiorito e Botti) spingendosi fino a 40 chilometri a sud di Pozzallo perlustrando la zona dove è avvenuto il combattimento, ma senza esito. Alla ricerca collaborano degli idrovolanti e mas ma anche questi con esito negativo. Le ricerche con i CR.42 proseguiranno il giorno dopo senza avvistare alcuna traccia.
Il 21 luglio
Continuano i voli di scorta questa volta ad un ricognitore Cant.Z.1007 bis su La Valletta e Micabba; la missione viene portata regolarmente a termine nonostante che alcuni piloti siano stati costretti a rientrare per noie al motore e al comando del passo dell’elica e la violenta reazione della contraerea.
22 luglio
Ferrulli prova un MC.200 a cui è stata applicata una corazza: si porta a 2.000 metri per provare il velivolo nei diversi assetti di volo quando, nell’eseguire la vite verticale, l’aeroplano entra in vite piatta precipitando. Ferrulli riesce a lanciarsi con il paracadute salvandosi.
In giornata viene fatta una ricognizione a vista su La Valletta.
24 luglio
Viene fatta un’azione di scorta a sette bombardieri BR.20 che hanno come obiettivo un convoglio di navi mercantili nei pressi di Lampedusa; non trovandolo i velivoli di scorta al limite dell’autonomia rientrano mentre i bombardieri continuano la ricerca.
Nel pomeriggio, una ricognizione a vista su La Valletta quindi caccia libera sull’isola.
25 luglio
Nuova missione di scorta indiretta con ventuno MC.200 al Cant.Z 1007 diretto su Marsa Miscetta e La Valletta. La missione è guidata da Romagnoli con i comandanti di squadriglia Vanni, Monti, Guiducci. A 7.500 metri su Capo Passero, dall’alto Monti avvista più in basso alcuni aeroplani che stanno entrando su terra siciliana. Staccatosi dalla formazione, Monti si abbassa e verificato che si tratta di aerei italiani torna in quota per ricongiungersi alla formazione. Le squadriglie di Vanni e Guiducci sono impegnate a venti chilometri dalla costa maltese dove un Hurricane viene abbattuto da Scorzoli.
Giunta sull’obiettivo, la formazione viene attaccata da una trentina di Hurricanes dei quali uno viene abbattuto in collaborazione mentre il 54°Stormo che è di scorta indiretta, perde due velivoli. Il Cant.Z 1007 viene abbattuto.
La tempestiva reazione inglese, in un primo tempo fa pensare che il nemico fosse a conoscenza della missione per una “fuga di notizie” In realtà, ma non lo si sapeva, a Malta c’erano i primi radar di avvistamento.
26 luglio
Tutta la mattinata si susseguono crociere di protezione ad unità navali che ricercano i naufraghi di due MAS, che al rientro da una missione di recupero equipaggi di unità d’assalto della Marina, sono a loro volta attaccati e colpiti da caccia inglesi.
28 luglio
Il sistema di vigilanza a Siracusa, segnala l’avvicinarsi all’isola di due velivoli nemici. Partiti su allarme Vigliani e Bignami, si portano a 2.000 metri sul campo mentre Patrizi e Veronesi si dirigono su Siracusa. Successivamente la difesa contraerea terrestre segnala che i velivoli si stanno dirigendo su Catania. All’improvviso due caccia Bristol Beaufighter provenienti dal mare a volo radente, si portano sul campo mitragliando la linea di volo e il decentramento dei velivoli, colpendo una decina tra CR.42 e MC.200 dei quali cinque riportano gravi danni. Rimangono feriti l’Av.sc. montatore Angelo Santoro e l’Av.sc. motorista Battista Sedini. I quattro piloti decollati su allarme raggiungono i caccia inglesi abbattendo uno al largo di Augusta e mitragliando il secondo. Rientrati, Bignami e Patrizi ripartono con due CR.42 per portarsi sul luogo dell’abbattimento per cercare eventuali naufraghi ma non trovano traccia del Beaufighter.
Alla linea di volo del X Gruppo ridotta a nove MC.200 e tre CR.42 efficienti, vengono assegnati tre nuovi MC.200.
Nell’ultima decade di luglio, Lucchini prova in volo un MC.200 del X Gruppo dotato di apparecchio fotografico con la speranza di ottenere una nitidezza di immagini quanto quelle scattate dai ricognitori Cant.Z. 1007, troppo lenti e vulnerabili ai quali va aggiunta la scorta.
27 luglio
Lucchini dopo il decollo si porta in quota sul campo ed esegue passaggi in volo livellato scattando fotografie, poi discende bruscamente. A causa della brusca perdita di quota o per una difettosa erogazione dell’ossigeno, Lucchini avverte malessere che lo costringe a rientrare: in atterraggio arriva lungo e veloce finendo in un fosso fuori dal limite del campo danneggiando irreparabilmente l’apparecchio mentre Lucchini se la cava con qualche ferita. Un altro Macchi verrà predisposto per il rilevamento fotografico sul campo a 7.000 metri di altezza, ma purtroppo per un difettoso funzionamento dell’autocronometro le foto non riescono.
31 luglio
Il X Gruppo al completo vola su La Valletta e Marsa Scirocco per una ricognizione a vista.
2 agosto
Romagnoli porta dodici velivoli a Sciacca da dove decolla per una ricognizione a vista su Malta; rientra poi a Catania.
Monti con cinque MC.200 si trasferisce a Trapani per eventuali scorte agli Stukas, in previsione di un’azione contro una formazione navale nemica che si sta dirigendo verso il Canale di Sicilia.
3 agosto
Il Macchi fotografico, approntato a fine luglio viene usato su Malta per una ricognizione a vista su La Valletta da parte della 90^ e 91^Squadriglia con decollo da Sciacca e rientro a Catania.
Guida la missione Romagnoli. Arrivati sulla costa, il Macchi scatta le foto: questa volta le immagini sono nitide. Sottoposte al giudizio del Gen. Piccini del Comando Caccia che si convince della bontà del risultato, ordina per il giorno dopo una missione fotografica su Malta.
4 agosto
Sentiti i comandanti di squadriglia, Romagnoli decide di mandare il Macchi fotografico con un solo aereo di scorta: si propone Lucchini. Bortolotti li accompagna fino a Capo Passero come riserva. Lucchini giunto su Malta effettua un primo passaggio ma si accorge che cinque caccia nemici si stanno dirigendo contro. Lucchini tuttavia, riesce a fare un secondo passaggio e rientra come previsto a Comiso per portarle al Comando Caccia. Le foto scattate sono nitide e così altri macchi vengono approntati con la macchina fotografica.
In giornata l’84^Squadriglia rientra a Catania.
5 agosto
La 91^e l’84^Squadriglia sono impegnate in una scorta convoglio lungo le coste calabresi, in crociera di vigilanza sul campo e in partenza su allarme.
6 agosto
Soprana e Contarini decollano per una ricognizione fotografica sull’isola, ma poco dopo il decollo Contarini deve rientrare per problemi all’elica. Soprana continua la missione: il mare e l’isola sono coperti da nubi che riducono la visibilità. Attraverso uno squarcio Soprana si porta su La Valletta facendo un primo passaggio sull’obiettivo. Al momento di ripetere il passaggio si accorge che quattro caccia nemici tentano di attaccarlo dal basso. Soprana spara una raffica su uno di essi e si dilegua approfittando di un banco di nubi. Atterra più tardi regolarmente a Comiso dove le foto vengono esaminate confermando ancora una volta la validità della fotografia aerea.
6 agosto
Due MC.200 fotografici, scortati da tutto il X Gruppo, vengo inviati sugli aeroporti di Malta. Portano le formazioni Romagnoli, Vanni, Monti e Soprana. In rotta per Malta, a metà circa del Canale, la formazione di Vanni viene attaccata da tre Hurricanes riuscendo però a disimpegnarsi. Gli altri proseguono la missione regolarmente fotografando senza incontrare resistenza gli aeroporti di Macabba Ta Venezia e Hal Far.
12 agosto
Nuova missione fotografica su Malta con due MC.200 della 90^ e 91^Squadriglia, pilotati rispettivamente da Lucchini e Casero, scortati da tre pattuglie agli ordini di Romagnoli, Monti e Soprana. Durante il decollo a Catania, Ruffato perde l’elica ed è costretto a lanciarsi con il paracadute salvandosi.
La reazione della contraerea a Malta è fortissima ma nonostante ciò, i velivoli rientrano regolarmente.
Durante la notte, verso le due, un velivolo isolato effettua un passaggio sul campo mitragliandolo senza tuttavia provocare danni.
14 agosto
Nella notte fra il 14 e il 15 agosto Catania viene sottoposta a un bombardamento che provoca molte vittime tra i civili.
16 agosto
La mattina Vanni si reca in volo nel vicino aeroporto di Gerbini (Ct) per prendere accordi per il servizio d’allarme notturno con i CR.42 in dotazione. A turno i piloti si recheranno su questo campo e monteranno d’allarme rientrando poi a Catania il mattino dopo.
Più tardi il X Gruppo è impegnato in una nuova missione su Malta, per scortare Lucchini e Casero che con i loro Macchi fotografici eseguono una ricognizione. All’altezza di Augusta, a 6.000 metri, Vanni per mancanza di ossigeno è costretto a rientrare non prima di perdere velocemente quota, seguito dal suo gregario, Scozzoli, che aveva capito che il capopattuglia è in difficoltà. Gli altri proseguono la missione. Al rientro manca Scozzoli: le ricerche protratte fino a tarda notte portano al rinvenimento nei pressi di Augusta, dei rottami del velivolo con il quale Scozzoli ha perso la vita per cause sconosciute.
17 agosto
Nella notte inizia l’allarme notturno: da Gerbini decollano due CR.42 pilotati da Vanni e Miotto che dopo due ore e mezza, atterrano direttamente a Catania.
Al gruppo vengono assegnati nuovi piloti che cominciano subito ad essere impegnati in crociere di vigilanza sul campo o impiegati in voli di collegamento e di ambientamento, prima di entrare nelle formazioni su Malta.
19 agosto
Romagnoli è alla testa di ventiquattro velivoli del X Gruppo diretti su Malta per una ricognizione a vista sulla base di La Valletta. Al rientro, all’altezza di Capo Passero la formazione viene attaccata da sei Hurricanes che impegnano la 90^Squadriglia: Soprana e Ceoletta abbattono due caccia, Lucchini e Alessandrini ne mitragliano un altro che viene ritenuto probabilmente abbattuto.
I velivoli rientreranno tutti alla base e subito dopo Lucchini e Vanzan partono con due CR.42 alla ricerca di eventuali naufraghi dei caccia nemici.
21 agosto
Il X Gruppo torna su Malta: Romagnoli con ventisei velivoli effettua una crociera di interdizione sul Canale a protezione di sei velivoli del 54°Stormo impegnati in un mitragliamento sull’aeroporto di Hal Far. Nessun contatto con l’avversario. In atterraggio a Catania, il Ten. Alessandrini capotta a causa del bloccaggio dei freni ferendosi gravemente.
Gli ultimi giorni di agosto, sono impegnati fuori sede, a Trapani, Pantelleria e a Reggio Calabria sezioni delle squadriglie del gruppo per missioni di scorta convoglio.
29 agosto
Viene eseguita con successo una ricognizione fotografica su La Valletta.
30 agosto
In atterraggio resta distrutto a Reggio Calabria un MC.200 del X Gruppo pilotato da Foroni che resta incolume.
1 e 2 settembre
Lucchini va su Malta con l’MC.200 fotografico, scortato dal X Gruppo. Forte la reazione contraerea, ma imprecisa.
Il 2 settembre, scorta ad un convoglio.
4 settembre
All’alba giunge l’ordine di tenersi pronti per un’azione bellica. Alle 9.50 Romagnoli in testa a diciotto macchi, decolla per effettuare una ricognizione a vista sul porto di La Valletta e per accertare l’affondamento di una nave nemica dinanzi al porto stesso per opera degli Stukas. In vista dell’obiettivo, Monti e Lucchini avvistando ad una quota superiore una trentina di aerei nemici, con le rispettive pattuglie prendono quota preparandosi all’attacco, mentre la formazione di testa con Romagnoli, Ruffato, Vanni, Bondi e Dalla Pasqua, proseguono mantenendo la quota.
La pattuglia della 84^Squadriglia con Giannella, Devoto e Pillepich guidati da Monti, è la prima ad ingaggiare combattimento mettendo a segno numerosi colpi sui caccia nemici. Anche la 90^Squadriglia du Lucchini sta per entrare in combattimento quando si accorge che una pattuglia nemica punta su Romagnoli e decide allora di accorre in suo soccorso. Colti di sorpresa, Romagnoli e i piloti della 91^Squadriglia reagiscono all’attacco; quattro caccia nemici vengono abbattuti e altri dieci fanno probabilmente la stessa fine. Nel combattimento è stato visto Dalla Pasqua lanciarsi con il paracadute al largo della costa Maltese mentre Monterumici ha visto il velivolo di Romagnoli entrare in collisione con un Hurricane e prendendo fuoco, uniti precipitano in mare.
Monterumici circondato da quattro Hurricanes che senza sparare, tentano di costringerlo ad atterrare a Malta. Monterumici fa cenno con la testa di aver capito ma appena arrivato al centro dell’isola, con un improvviso rovesciamento mette l’aereo in candela. Pronta la reazione degli Hurricane che, inseguendo a tutta velocità il velivolo di Monterumici, ad uno vola via un’ala, ad un altro parte il timone di coda e gli altri due desistono.
A metà Canale, Migliorato che sta rientrando da solo, a duecento metri sul livello del mare viene attaccato da un Hurricane il quale viene a sua volta attaccato e nel tentativo di disimpegnarsi, tenta un rovesciamento ma si infila in mare.
Bondi con l’aereo crivellato rientra ed è costretto ad atterrare su una ruota per danni subiti all’impianto del carrello.
Il S.Ten. Rusconi, esaurita la benzina atterra fuori campo senza carrello riportando lievi contusioni.
Nel pomeriggio dieci velivoli del X Gruppo al comando di Lucchini, partono alla volta di Comiso da dove decolleranno per scortare l’idrovolante di soccorso Cant.Z. 506 che effettua la ricerca dei piloti mancanti.
La scorta indiretta è fatta da venti MC.200 del 54°Stormo. Il Cant si spinge sino a pochi chilometri dalla costa maltese quindi fa rotta di rientro. A una quindicina di chilometri a sud di Capo Passero, una formazione di caccia nemici, circa quindici, che levatasi in volo aveva seguito l’idrovolante, attacca cercando di colpire l’aereo soccorritore. Tempestiva la risposta dei caccia del X Gruppo che abbatte quattro Hurricanes ed altri tre seguono probabilmente la stessa sorte. Anche i piloti del 54°Stormo, trovandosi ad una quota superiore e quindi avvantaggiati, colgono molte vittorie.
Il Serg. Contarini della 90^Squadriglia, dalla testimonianza di Monterumici che nel combattimento era a quattrocento metri dietro di lui, riferisce che si era buttato in picchiata contro due Hurricanes che stavano attaccando l’idrovolante. Nell’inseguimento un Hurricane richiama in tempo mentre il secondo impatta l’acqua disintegrandosi e dietro a lui Contarni si infila in mare decedendo.
Il Cant.Z 506 viene scortato fino all’ammaraggio nella rada di Siracusa da Vigliani, Monterumici e Buttozzi. Lucchini, dopo aver rifornito parte nuovamente con quattro velivoli alla ricerca di eventuali naufraghi sul luogo del combattimento.
5 settembre
Al mattino il X Gruppo, al comando di Monti, l’ufficiale più anziano che fa le veci del comandante scomparso, si trasferisce temporaneamente a Comiso. Da qui riparte per una scorta ad un Cant.Z. sanitario che effettua la ricerca dei piloti dispersi nel combattimento del 4 settembre.
Nelle tre settimane che seguono, l’attività bellica del X Gruppo è ridotta a poche missioni. Mentre a Gerbini viene effettuato l’allarme notturno, a Reggio Calabria la sezione continua ad essere alimentata con cambio piloti e dei velivoli.
11 settembre
Ruffato e Bladelli partono per Comiso con due CR.42 per una successiva azione notturna su Malta ma, le pessime condizioni meteo li costringono a rientrare a Catania.
13 settembre
Lucchini con il Macchi fotografico torna su Malta scortato da Bortoletti. Viene avvistata la caccia nemica che però non riesce a portarsi a distanza di tiro così la missione è compiuta.
14 settembre
L’attività principale del X Gruppo sono le partenze su allarme e crociere di vigilanza, voli di addestramento dei piloti più giovani, anche su Ca164 per svolgere poi voli notturni sul CR.42
16 settembre
Il Serg. Rusconi in rientro da Da Gerbini con un Ca164, per evitare in atterraggio un altro velivolo proveniente dalla direzione opposta, urta contro un’antenna radio precipitando al suolo. Gli occupanti, un pilota e uno specialista riportano leggere ferite.
17 settembre
Nel pomeriggio Alessandrini, Carraro, Miotto ed altri piloti si portano a Pantelleria per effettuare il giorno dopo una scorta convoglio. In atterraggio il S.Magg. Bruno della 90^Squadriglia danneggia il velivolo.
18 settembre
Iniziano i voli di scorta, Del Turco e Casero avvistano e mitragliano un ricognitore nemico. I velivoli si spingono fino a 150 chilometri a sud di Pantelleria.
19 settembre
Tutti i piloti rientrano a Catania.
21 settembre
Al X Gruppo arriva il nuovo comandante, il Magg. Edoardo Travaglini.
22 settembre
Al rientro da una crociera di vigilanza sul porto di Augusta, in atterraggio il S.Magg. Bruno capotta per bloccaggio freno riportando lo spostamento di una vertebra.
23 settembre
Alcuni piloti si rischierano nuovamente a Pantelleria per effettuare il giorno dopo un altro ciclo di scorte convoglio. Per la stessa esigenza. altri piloti si spostano temporaneamente a Trapani.
24 e 25 settembre
Travaglini con alcuni piloti del X Gruppo svolgono con il CR.42 esercitazioni di caduta con bombe da 50 chili in cemento.
26 settembre
Lucchini e Bortoletti partono per una ricognizione fotografica su La Valletta e Goza, ma durante la prova delle armi, a causa di un colpo ritardato che fora una pala dell’elica, Bortoletti deve rientrare e atterra a Comiso. A nord dell’isola Travaglini con quindici Macchi è pronto ad intervenire. Le nubi però coprono l’obbiettivo e la missione deve essere ripetuta al pomeriggio.
Lucchini torna su Malta scortato da Devoto che dopo il primo tratto della rotta deve rientrare per avaria al motore.
Il X Gruppo incrocia sul Canale in protezione.
27 settembre
In mattinata giunge l’ordine di trasferimento temporaneo con diciotto MC.200 sul campo di Trapani per l’esecuzione di un’azione bellica. Alle 17.40 il gruppo decolla per una scorta ad una formazione di Stukas con la quale è stato fissato l’incontro su Capo Bon, sulla costa tunisina. Le condizioni atmosferiche lungo la rotta non sono buone, Travaglini giunge sul luogo dell’incontro a 1.000 metri di quota, sotto le nubi ma gli Stukas non sono in vista. Dopo un breve giro il gruppo fa rotta di rientro ma, l’ora avanzata e le peggiori condizioni metereologiche che limitano la visibilità, impediscono alla formazione che si trova molto spostata ad ovest della Sicilia per il forte vento, di vedere Trapani. Travaglini accortosi di aver superato la Sicilia vira di 180 gradi: il gruppo giunge così all’altezza dell’isola di Ustica alla fine dell’autonomia e con l’oscurità avanzata. Alcuni piloti decidono di tentare l’atterraggio, altri si affidano al paracadute. Travaglini, seguito da Lucchini, tenta l’atterraggio in una piccola radura, ma a causa del terreno dissestato capotta riportando gravi ferite. Vanni, Ruffato, Carraro e Terrabujo si lanciano.
Vanni dopo aver trascorso la notte in mare, viene rinvenuto al mattino da una nave ospedaliera. Terrabujo, caduto in mare, riesce ad avvicinarsi all’isola e dopo alcune ore soccorso da un pattugliatore dei carabinieri. Al mattino viene raccolto da unità della Marina il corpo di Ruffato deceduto per annegamento. Di Carraro nessuna notizia. Giannella e Santonocito vanno in mare ma riescono raggiungere terra. Steppani scende con il paracdute su Ustica riportando lievi contusioni. Trevisan, caduto in mare tra Ustica e Palermo, viene raccolto da una nave il mattino seguente. Bignami e Devoto un po’ sfilati rispetto dalla formazione, nel passare a ovest della Sicilia, avevano intravisto l’isola di Marettimo e quindi riconosciute le isole Egadi sono riusciti ad atterrare a Trapani. Dietro di loro sono Alessandrini e Monterumici che, nonostante siano al limite dell’autonomia, riescono ad atterrare. A Trapani viene dato l’allarme alla Difesa Contro Aerei Territoriale. Alla fine della missione sono stati perduti dieci aeroplani e due piloti.
ARRIVA IL IX GRUPPO
29 settembre
Nel primo pomeriggio il IX Gruppo arriva a Comiso
30 settembre
Il IX Gruppo inizia il servizio d’allarme con tre velivoli della 96^Squadriglia. Alle 13 la 97^Squadriglia da il cambio ai piloti d’allarme. Poco dopo le 14 giungono all’improvviso su Comiso sei Hurricanes che fanno decollare Frigerio, Tessari e Salvatore all’inseguimento degli intrusi, raggiuntili ingaggiano combattimento. Frigerio abbatte un apparecchio. Il pilota si lancia con il paracadute cadendo in mare a sud di Capo Scaramia. Tessari e Salvatore attaccano gli altri che si sottraggono sparendo tra le nuvole. Poco più tardi un Cant.Z.506 scortato da Frigerio, Tessari e Novelli decolla alla ricerca del pilota nemico. Sul luogo dell’abbattimento sci sono sette Hurricanes che tentano di attaccare l’idrovolante: mentre il Cant.Z. inverte la rotta scortato da Frigerio, Tessari e Novelli sparano su alcuni Huirricanes abbattendone due. Rientrando a Comiso dopo il mcombattimento Tessari incrocia Larsimont con altri piloti del IX Gruppo, che, su segnalazione della DICAT del combattimento in corso a circa 15 chilometri dalla costa a sud di Capo Scaramia, era partito in soccorso. I cacc ia nemici lasciano lazona.
1 ottobre
Il X Gruppo riceve l’ordine di trasferimento a Comiso, nuova sede operativa, dove nel contempo si sono schierati da Gorizia anche il IX Gruppo ed il comando stormo. Il movimento viene effettuato il 4 ottobre e iniziano subito le operazioni di sistemazione del reparto.
La 97^Squadriglia è d’allarme. Pluda assieme a Querci, Ivaldi, Bonfatti, Oblach, Dallari e Gino parte con sette velivoli della 73^ per una crociera d’interdizione e contemporaneamente protezione indiretta su Malta a due MC.200 di ritorno da una ricognizione fotografica sull’isola. Querci è costretto a rientrare per cattivo funzionamento dell’inalatore ossigeno, gli altri proseguono. Incrociando a metà Canale, sugli 8.000 metri, viene avvistata una formazione nemica di otto Hurricanes che vola più alta. Gli Hurricanes sorpresi dalle raffiche dei 202, si gettano in picchiata per sfuggire all’attacco. Tutti i caccia inglesi vengono vengono colpiti: tre vengono abbattuti da Ivaldi, Bonfatti e Dallari e quasi sicuramente altri due in collaborazione. Ivaldi ottiene un altro abbattimento dopo un lungo inseguimento tra le nubi rimanendo così a corto di carburante e fa appena in tempo ad atterrare senza carrello sulla spiaggia di Pozzallo, tra Capo Passero e Capo Scaramia, rimanendo leggermente ferito.
2 e 3 ottobre
Proseguono i decolli su allarme.
4 ottobre
Il 4 ottobre il trasferimento del X Gruppo che sin dal giorno 1 è tornato alle dipendenze del comando di stormo , è completato ed i due gruppi di volo sono riuniti agli ordini di Leotta.
Nel pomeriggio del 4 ottobre viene ripetuta la crociera di interdizione sul Canale di Malta con undici MC.202 al comando di Minio Paluello. I velivoli rientrano dopo un ora senza aver avvistato alcuna caccia nemica. Più tardi Larsimont, Barcaro e Novelli effettuano indisturbati una ricognizione a vista su La Valletta, dove notano naviglio di medio tonnellaggio alla fonda.
5 ottobre
Larsimont con sette velivoli ripete la crociera di interdizione sul Canale di Malta, a protezione di due MC.200 in ricognizione fotografica sull’isola, anche in questo caso indisturbati. Più tardi una seconda crociera.
A Siracusa intanto, durante le operazioni di recupero del velivolo di Spitzl, atterrato fuori campo il giorno prima in località S.Teresa a causa delle pessime condizioni atmosferiche che gli impedivano di trovare Comiso, l’aviere Giobatta Corso cade dall’autocarro e viene investito dal rimorchio decedendo all’istante.
All’imbrunire quattro velivoli nemici bombardano l’aeroporto di Comiso.
6 ottobre
All’alba due velivoli inglesi ripetono il bombardamento. Verso sera quattro o cinque Hurricanes effettuano uno spezzonamento sul limite del campo provocando lievi danni ad un MC.202: Frigerio parte su allarme ma l’oscurità impedisce di avvistare il nemico.
7 ottobre
Prima dell’alba gli Hurricanes ritornano a spezzonare l’aeroporto senza causare danni; Frigerio e Zuliani si levano in volo ma non riescono ad avvistare il nemico per la scarsa luminosità. Più tardi il IX Gruppo effettua una ricognizione a vista sulle acque a sud-est di Malta. Frigerio e Tessari eseguono una ricognizione a vista sulla rada di La Valletta per verificare la presenza di eventuali forze navali inglesi.
Come nei giorni precedenti, molte sono le partenze su allarme per intercettare velivoli incursori e poco prima di mezzanotte, il nemico effettua un altro bombardamento sull’aeroporto senza danni.
8 ottobre
Ricognizione offensiva su Malta e scorta ad un idrosoccorso che che deve ricercare l’equipaggio di un Cant.Z. caduto durante un’azione notturna di bombardamento su Malta. L’idro è scortato da quindici Macchi della 73^e della 96^Squadriglia al comando di Minio Paluello. I velivoli incrociano lungo la zona, senza che la caccia avversaria intervenga.
Poci prima di mezzanotte un altro bombardamento sul campo di Comiso: le bombe cadono in aperta campagna ma uno spezzone incendiario centra un velivolo dell’84^Squadriglia distruggendolo.
Nella notte altre due incursioni di bombardieri, ma non provocano danni.
9 ottobre
Frigerio e Barcaro conducono una ricognizione a vista per cercare una formazione navale segnalata due ore prima al largo di Lampedusa.
Durante la notte, nuovo bombardamento sul campo.
10 ottobre
Soprana che in assenza di Vanni, convalescente dopo il lancio su Ustica, ha preso temporaneamente il comando della 91^Squadriglia, effettua una ricognizione fotografica su Micabba e La Valletta, ma il cattivo funzionamento della macchina impedisce di portare a termine la missione.
11 ottobre
Nella notte nuove incursioni sulla zona dell’aeroporto senza provocare danni. Al mattino Oblach compie una ricognizione meterologica su Malta.
Paluello con otto MC.202 vola su Malta per una scorta indiretta a Devoto e Alessandrini che con due MC.200 fotografici vanno sul La Valletta e Micabba. Durante la salita a 6.000 metri, Alessandrini entra nella scia del capopattuglia e cade in vite; solo l’abilità del pilota riesce a mettere in linea di volo l’aeroplano e a rientrare al campo nonostante un’emorragia agli occhi causata dalle forti accelerazioni e la rapida perdita di quota. Devoto porta a termine la missione, ma la macchina non funziona, probabilmente a causa della bassa temperatura in quota. Nel pomeriggio ripete tenta di ripetere la ricognizione ma viene annullata perchè Malta è interamente coperta da spessi strati nuvolosi.
12 ottobre
Al mattino Berti e Buttazzi compiono una ricognizione fotografica su Malta con il MC.200 fotografico: i risultati sono ottimi.
Nel pomeriggio la 90^Squadriglia si sposta sull’aeroporto di Gela al completo di uomini e materiali.
13 ottobre
Devoto e Perdoni ripetono la ricognizione fotografica su Malta.
14 ottobre
Alle prime luci dell’alba Viglione scorta con otto MC.200 una formazione di sei MC.200 diretti su Malta per un mitragliamento al suolo su Micabba. Altri sei MC.202 al comando di Pluda incrociano sul Canale di Sicilia, pronti ad intervenire. Giunta a 15 chilometri a nord-est di La Valletta, intorno ai 2.500 metri la formazione viene attaccata da cinque caccia inglesi. La superiorità aerea dei MC.202 ha la meglio: due caccia abbattuti da Polazzi e Olivetti, mentre un terzo velivolo, mitragliato da Taroni e Minelli è da considerarsi abbattuto. La formazione di Viglione rientra al completo alla base. Un solo aereo, quello di Annoni è stato colpito da due colpi di cannoncino alla fusoliera.
15 e 16 ottobre
Viene svolta la normale attività d’allarme a terra e crociere di vigilanza campo da Gela e da Comiso. Ricognizioni fotografiche su Malta e alcune prove velivolo.
17 ottobre
Barcaro ed un gregario scortano un MC.200 in ricognizione fotografica su Malta.
Poco prima delle 10, il nemico bombarda Siracusa: Alla segnalazione d’allarme partono Oblach, Guerci e Gino e subito dopo Bussolin e Martinoli. Dopo il decollo Oblach e i suoi gregari si separano per allargare il campo di ricerca. Guerci e Gino rientrano al termine dell’autonomia senza aver avvistato alcun velivolo avversario. Oblach dopo essersi separato dai suoi gregari, si dirige a metà del Canale; a circa 40 chilometri da Malta avvista sei Blenheim che navigano a pelo d’acqua verso l’isola attaccandone uno nonostante la violenta reazione degli aerei nemici. Il Blkenheim plana sull’acqua con il motore destro in fiamme. Oblach ripete l’attacco contro la formazione che si è serrata a cuneo reagendo mitragliando. Durante la puntata, mentre inquadra nel mirino il Blenheim preparandosi a fare fuoco, Oblach avverte un violento colpo e vede l’indice della pressione olio scendere rapidamente. Cercando di fare quota, fa prua verso la Sicilia ma dopo qualche minuto di volo, fortissime vibrazioni scuotono il velivolo mentre un principio di incendio si sviluppa nel motore che si arresta. Oblach planando, cerca di allontanarsi il più possibile da Malta per non cadere prigioniero e ad una quarantina di chilometri dalla costa siciliana, esaurito la quota ammara riportando la frattura del naso e alcune contusioni. Uscito velocemente dal velivolo, sale sul battellino di salvataggio e aiutandosi con le mani, dirige verso nord. Alle 13 del giorno dopo a pochi chilometri da Capo Scaramia, viene tratto in salvo da un mas della Marina che lo porta a Sciacca, dove viene ricoverato in ospedale.
Sempre il 17 ottobre un MC.202 del IX Gruppo pilotato da Bonfatti, scortato da Querci, effettua la prima ricognizione fotografica su Malta con questo tipo di velivolo.
18 ottobre
Malvezzi torna su Malta con due velivoli per una ricognizione fotografica. Nel pomeriggio Bonfatti e Bussolin ripetono la missione.
19 ottobre
Il Magg. Paolo Maddalena assume il comando del X Gruppo tenuto sino a quel giorno interinalmente da Monti.
Nel pomeriggio quattro velivoli inglesi bombardano Comiso senza causare vittime ne danni. Bussolin, Martinoli e Rossi, partiti su allarme riescono ad intercettare i caccia di scorta, sette Hurricanes, inseguendoli in combattimento fino quasi su Malta. A metà Canale, Martinoli abbatte due Hurricanes; Bussolin e Rossi mitragliano efficacemente altri due e altri tre vengono mitragliati dai Macchi. Dopo quella di Bussolin, altre due pattuglie sono partite da Comiso, a breve distanza dalla prima, comandate da Malvezzi. Tutti i velivoli rientrano alla base.
20 e 21 ottobre
Vengono ripetute diverse ricognizioni fotografiche su Malta con coppie di velivoli. Molte partenze su allarme per contrastare l’intensa attività dei bombardieri.
22 ottobre
Il X Gruppo svolge crociere di protezione sul campo. Il IX Gruppo dopo una ricognizione a vista effettuata da Barcaro e Perotti della 97^Squadriglia, durante la quale a 5.000 metri vengono avvistate unità navali nel porto di La Valletta, ed una ricognizione fotografica svolta da Annoni e Paolazzi, Larsimont parte con Bombardini, Frigerio, Golino, Damiani e Zuliani per un’azione di mitragliamento su Micabba, scortati da otto MC.202 della 96^Squadriglia agli ordini di Paluello. Giunto tra Gozo e Malta a 5.000 metri, Larsimont punta sull’obiettivo mitragliando al suolo velivoli posti dinanzi alle aviorimesse e nella zona di decentramento. Il velivolo di Larsimont incassa un colpo della contraerea. Più tardi decolla la 73^Squadriglia con sei velivoli al comando di Pluda per un secondo mitragliamento su Micabba. Nel cielo dell’isola sono in volo una dozzina di Hurricanes e la 73^Squadriglia che vola più alta e con il sole alle spalle, si tuffa all’attacco della formazione nemica abbattendo sei Hurricanes e colpendo duramente un altro. Il combattimento è durato pochi attimi e la squadriglia ritorna in perfetta formazione. Pluda che è stato colpito ad un’ala, è costretto ad atterrare a Catania. Gli otto MC.202 di scorta, condotti dal comandante del gruppo, Paluello, non prendono parte al combattimento.
23 ottobre
Crociera di protezione a sud della Sicilia do otto Macchi della 73^Squadriglia al comando di Querci.
24 ottobre
La 73^Squadriglia è in ricognizione a vista su Malta, senza incontrare aerei nemici.
25 ottobre
Alle 12.15 il Col. Leotta, comandante del 4°Stormo, parte alla testa di venti MC.202 divisi in due formazioni di dieci velivoli ciascuna; il comandante del IX Gruppo, Paluello, è il secondo capoformazione.
I Macchi sono di scorta indiretta a cinque Cant.Z. bis che hanno come obiettivo gli impianti portuali di La Valletta e le navi alla fonda. La scorta diretta è effettuata da altri venti MC.200 del X Gruppo e del 54°Stormo. L’incontro con i bombardieri è sul campo di Gela. Appena avvistata la caccia i Cant.Z. si mettono in rotta senza circuitare sulla zona per consentire alla scorta diretta di prendere l’esatta posizione così, i Macchi 200 non riescono ad affiancarsi ai bombardieri restando defilati di qualche chilometro. La formazione portata da Leotta, anch’essa un po’ indietro, aumenta il regime del motore e rimane quindi molto allungata. Poco oltre metà del Canale di Sicilia, il Col. Leotta, raggiunta la posizione di scorta alla formazione dei Cant.Z. riduce rapidamente motore, per cui le pattuglie che lo seguono passano avanti trovandosi in difficoltà. A quasi tre quarti del Canale, Leotta forse già da alcuni minuti colto da malore, fa una brusca virata a rovesciamento e cade prima in autorotazione e poi in vite inabissando. Anche Frigerio e Salvatore sono colti da malore e lasciano la formazione; più tardi anche Rossi e poi Guiducci, che perde momentaneamente il controllo del velivolo, si rimette in linea di volo solo dopo 3.000 metri di caduta e rientra al campo. Bortolotti lo segue sino all’atterraggio. Altri undici piloti avvertono gli stessi sintomi, durante il volo a oltre 7.000 metri di quota, sono costretti ad interrompere la missione. Con la formazione così ridotta, Larsimont segue per un po’ il nucleo dei Macchi 202 portato da Paluello. Nei pressi di Malta, vedendo che la scorta diretta era completamente scompaginata e molto arretrata e che i Cant.Z. si apprestavano sull’obiettivo praticamente da soli, Larsimont si avvicina ai bombardieri e con delle puntate, battendo le ali e accennando poi a virare, cerca di far loro capire di desistere dall’azione. Visto che i bombardieri proseguono, rimane vicino ad essi assieme a pochi MC200 molto sfilati. Su Malta pronta reazione della contraerea che tuttavia, non impedisce ai Cant.Z. di centrare i loro obiettivi, serbatoi di benzina e opere portuali. Sulla rotta di rientro, a 15 chilometri circa a nord-est di La Valletta, i velivoli italiani vengono attaccati da 6/8 Spitfires. I caccia di scorta impegnano la caccia inglese abbattendo tre velivoli: uno da Paluello, uno da Larsimont e uno in collaborazione tra Pluda e Bonfatti. I bombardieri italiani rientrano tutti alla base: uno è stato gravemente colpito e, con un morto e un ferito grave a bordo, atterra senza carrello su campo di Comiso.
Dopo la perdita del Col. Leotta, il Comando Caccia ordina che il comando interinale del 4°Stormo venga assunto dal T.Col. Minio Paluello.
Nei giorni successivi la normale attività di partenze su allarme e di ricognizioni fotografiche su Malta da parte del IX Gruppo.
26 ottobre
Il Magg. Maddalena riunisce il personale del X Gruppo e dà lettura della motivazione della medaglia d’argento al V.M. concessa sul campo a Bondi per l’azione del 4 settembre.
28 ottobre
Il Gen. Piccini consegna le medaglie al V.M. concesse ai piloti del X Gruppo e del 54°Stormo distintisi nei precedenti mesi.
29 ottobre
Ripetute incursioni nemiche sul campo di Comiso con lancio di bombe e spezzoni incendiari. Vengono danneggiate due aviorimesse e distrutto un CR.42. Nell’opera di spegnimento degli incendi, incurante del pericolo, il Ten. Valignani con l’aiuto di numerosi aiutanti, riesce a limitare i danni e ad eliminare tempestivamente dei punti di riferimento per le ondate successive. Questa azione gli varrà una croce di guerra al V.M.
31 ottobre
La 73^ e 96^ Squadriglia partono per scortare dei bombardieri Cant.Z. 1007 bis per una missione su Malta. All’appuntamento i Cant sono assenti e dopo trenta minuti di inutile attesa, i Macchi rientrano.
Nel pomeriggio, a seguito di un bombardamento aereo su Licata, partono su allarme Bussolin con Martinoli e Guerci della 73^Squadriglia. I bombardieri, nove Blenheim, vengono avvistati a metà Canale di Sicilia: nel combattimento che segue Martinoli costringe all’ammaraggio un bombardiere, Guerci colpisce duramente un altro che viene visto precipitare in fiamme. Bussolin insegue gli altri Blenheim attardandosi dietro di loro. Da questa azione Bussolin non rientra.
1 novembre
Un idrosoccorso viene inviato alla ricerca di Bussolin ma senza esito, pertanto il pilota viene dichiarato disperso.
Continuano le ricognizioni a vista e fotografiche su Malta, nonostante la pronta reazione contraerea nemica ma senza risultati.
2 novembre
Annoni e Biagini volano su Malta e vengono attaccati da quattro caccia; Biagini mitraglia efficacemente uno proteggendo Annoni. I due piloti rientrano regolarmente alla base.
3 novembre
Damiani, Salvatore e Perotti al mattino decollano su allarme per contrastare una formazione nemica segnalata come proveniente da Malta ma, quando sono già in quota sono richiamati a terra per radio dal Cap. Larsimont. Mentre Damiani si appresta ad atterrare riceve la segnalazione di un velivolo nemico su Gela a 1.000 metri: riattacca immediatamente seguito da Salvatore, mentre Perotti è già a terra, e dirige su Gela dove avvista un bombardiere Wichers Wellington con rotta sud. Da Gela parte Vanzan dove la 90^Squadriglia è dislocata mentre da Comiso partono due MC202.
Damiani manovra per mettersi in coda e Salvatore punta sul bombardiere aprendo il fuco mentre il Wichers, rispondendo, picchia verso il mare. Le armi di Salvatore si inceppano dopo la prima raffica e Damiani resta solo a proseguire l’attacco. Dopo varie puntate insegue il bombardiere a pelo d’acqua centrandolo nelle ali e nei motori abbattendolo: nessuno dell’equipaggio si è salvato. L’abbattimento del Wichers viene attribuito anche a Vanzan.
La 97^Squadriglia invece è su Malta in scorta diretta ad una formazione di BR.20: in lontananza viene avvistata la caccia nemica che però non interviene,
4 novembre
Bonfatti e Rossi a 20 chilometri a sud di Capo Passero, intercettano e mitragliano un Blenheim che si sottrae dileguandosi tra le nuvole.
La 96^Squadriglia effettua una ricognizione fotografica su Malta.
5 -6-7 novembre
Le squadriglie del IX Gruppo sono impegnate in partenze su allarme e una scorta diretta a cinque Cant.Z.1007 bis su Malta.
8 novembre
Una formazione di diciotto Macchi al comando di Minio Paluello effettua una scorta a quattro Cant.Z.1007 bis in missione di bombardamento su Malta. Alla missione partecipano il comandante della 73^Squadriglia Mario Pluda, della 97^Squadriglia Larsimont, della 96^Squadriglia Malvezzi. Sono di scorta diretta a quattordici MC.200 del X Gruppo e sei del 54°Stormo. Il X Gruppo è portato dal Magg. Maddalena, con lui sono Vanzan e il Cap. Ranieri. L’incontro con i bombardieri avviene a 6.000 metri su Gela, poi le formazioni si dirigono verso Malta che è completamente coperta da nuvole a media quota.
Durante la navigazione Pillepich è colpito da malessere e deve rientrare, Piccolomini ha problemi all’elica e rientra anche lui. Sull’isola mentre incrocia alle spalle dei bombardieri, Larsimont avvista un velivolo isolato a quota leggermente più bassa e mentre si appresta ad attaccarlo desiste non essendo certo della identificazione. Accortosi della presenza di Larsimont, il pilota del velivolo esegue una manovra evasiva mettendo in evidenza l’inconfondibile sagoma dello Spitfire e Zuliani, ultimo gregario della formazione gli spara addosso una raffica. Poco dopo la formazione viene attaccata da numerosi Hurricanes: nel combattimento che segue, Malvezzi e Pozzati mitragliano due velivoli nemici mentre altri caccia vengono colpiti dai piloti del IX Gruppo. Sulla via del ritorno un altro attacco di caccia nemici che tentano di raggiungere i bombardieri ma vengono dispersi dalla reazione di Malvezzi e gregari della 96^Squadriglia di scorta. Il bilancio dell’azione è pesante, all’appello mancano Pluda e Taroni. Nel pomeriggio vengono effettuati voli di scorta all’idrosoccorso per la ricerca dei due piloti dispersi che si concludono con un nulla di fatto. Parecchi giorni dopo un velivolo inglese lancia nei pressi di Modica il seguente messaggio:
<RAF – A Comando Aviazione Caccia della Sicilia. Il vostro messaggio riceveito e apprezzaito. A risposta Capitano Pilota Mario Pluda e stato ucciso in azione. Suo corpo e stato trovato e seppellito con tutti gli onon nel cemiterio militare. Con dispiacere non abbiamo altre notizie Sergente Maggiore Pilota Luigi Taroni. Pbobabilmente e stato caduto in mare me non era possibile trovrre nessuna traccia benchè abbiamo fatto diverse ricerche>
La risposta a cui si fa riferimento è al messaggio lanciato su Macabba da una coppia di MC.202 del Quarto che, durante una missione sull’isola, staccatasi dalla formazione aveva lanciato un messaggio contenente notizie sull’abbattimento di un Hurricane da parte della contraerea italiana. Si trattava del capoformazione, uno squadron leader della RAF, il cui corpo recuperato e identificato era stato sepolto con gli onori militari nel cimitero di Gela. Nello stesso messaggio si chiedeva anche notizie di Pluda e Taroni.
9 e 10 novembre
Due S.84 siluranti giungono a Comiso e da qui scortati da quindici MC.202 al comando di Larsimont, partono diretti contro navi nemiche in navigazione a sud-est di Malta. La formazione vola sotto i 1.000 metri per presenza di nubi a questa quota. A circa 50 miglia ad est di Malta viene avvistata la formazione navale composta da due incrociatori e due caccia torpediniere in linea di fila. I due S.84 sganciano i loro siluri contrastati da una violenta reazione contraerea, mancando però il bersaglio. Durante la virata in allontanamento gli aerosiluranti vengono attaccati da un monoplano nemico, forse catapultato da una delle navi, ma la precisa reazione di uno degli S.84 lo abbatte. Al rientro Bombardini, raggiunto Capo Passero si trova a corto di carburante; Larsimont gli fa cenno di atterrare a Pachino, ma il pilota stenta a trovare il campo ed atterra in una radura, danneggiando il velivolo senza riportare ferite. Successivamente viene recuperato da Biagini con un Ca164.
Più tardi Bonfatti e Rossi eseguono una ricognizione fotografica su Malta; al rientro per un improvviso arresto del motore, il Macchi di Bonfatti precipita su alcuni alberi ai limiti del campo, andando distrutto. Il pilota riporta alcune ferite al volto.
Proseguono le normali ricognizioni a vista e fotografiche su Malta. Numerose sono anche le partenze su allarme della 73^ e 96^Squadriglia. A Gela la 90^Squadriglia è impegnata in numerose partenze su allarme. Nello stesso tempo iniziano le modifiche ai ruotini di coda dei MC.202 che tendono a bloccarsi.
11 novembre
Continuano le partenze su allarme. Vengono svolte crociere di interdizione fra Lampedusa e Malta per intercettare eventuali velivoli lanciati da due portaerei, la cui presenza è stata segnalata nella zona, apparentemente dirette verso Malta per rifornirla di aerei.
Anche il X Gruppo partecipa alle crociere, con pattuglie portate a turno da Maddalena, Guiducci, Berti, Piccolomini e Vanzan. Le formazioni del IX Gruppo sono guidate da Larsimont, D’Agostinis e Ivaldi.
Lo stesso giorno Frigerio è in ricognizione fotografica su Malta quando Zuliani, suo gregario, per cattivo funzionamento dell’inalatore d’ossigeno a 7.000 metri sviene perdendo il controllo del velivolo. A 500 metri di altezza, su La Valletta Zuliani si riprende e riesce a ritornare a Comiso dove Frigerio è atterrato, dopo aver portato a termine la missione fotografica.
12 novembre
Al mattino una dozzina di Hurricanes attaccano con spezzonamento e mitragliamento l’aeroporto di Gela sul quale è schierata la 90^Squadriglia. Il bilancio riporta tre aeroplani colpiti in modo non grave tanto da essere riparati in un paio di giorni, il ferimento ad una gamba dell’aviere Mario Vecchia e due Hurricanes abbattuti dalla contraerea. Nel frattempo è partita da Comiso la prima pattuglia d’allarme composta da Frigerio, Deanna e Salvatore che giunge su Gela quando l’azione è ormai terminata.
Frigerio avvista poco più in alto un Hurricane e mentre si appresta ad attaccarlo, il caccia inglese accortosi si sottrae perdendo quota. Deanna e Salvatore che seguono Frigerio, trovandosi leggermente distaccati e più bassi riescono a portarsi in coda all’Hurricane colpendolo: il pilota si lancia con il paracadute e cade in mare a circa due miglia a sud di Gela.
Appena saputo del lancio del pilota inglese, Vanzan con eroica generosità prende un CR.42 per andare alla ricerca incurante delle buche provocate dalle bombe sull’aeroporto. Arrivato sulla zona di mare segnalata, Vanzan comincia la ricerca del naufrago; le nubi basse, il mare molto mosso rendendo difficile l’individuazione del naufrago, senza considerare che da un momento all’altro potrebbero piombare gli Hurricanes. Quando ormai sembra inutile proseguire, Vanzan scorge tra le creste di un’onda e l’altra, il battellino giallo e una mano che si agita per attirare l’attenzione. Vanzan si allontana un po’ e poi fa una puntata sul pilota per fargli capire che è stato individuato, poi fa la spola tra il battellino e un motoscafo uscito dal porto di Gela per trarlo in salvo.
Nella stessa mattinata il comandante del X Gruppo, Magg. Maddalena si reca a Gela per ispezionare la squadriglia e controllare i danni subiti.
15 novembre
Il IX Gruppo collabora alla ricerca di un pilota tedesco caduto in mare al largo della costa siciliana verso Malta.
Sino al 20 novembre continua la normale attività, ostacolata dal maltempo, ricognizione del IX Gruppo che ogni giorno è su Malta approfittando delle brevi schiarite per fotografare La Valletta ed i campo di Micabba e Hal Far. Quotidiane anche le partenze su allarme dai campi di Comiso, Gela e Reggio Calabria.
21 novembre
Al mattino una formazione di dieci MC.202 al comando di Larsimont con Novelli, Andraghetti, Frigerio, Golino, Barcaro e Salvatore della 97^Squadriglia e con Bonfatti, Querci e Gino della 73^Squadriglia fa rotta verso Malta salendo a 4.000 metri. E’preceduta da quattro MC.200 del 54°Stormo che dirigono su Hal Far per mitragliare quell’aeroporto e con i quali Larsimont ha appuntamento per proteggerli, una volta terminata l’azione. Ancora prima di raggiungere l’isola, la contraerea entra in azione. Larsimont dirige ad est dell’isola per incontrare i Macchi. Mentre circuita per avvistare i caccia da scortare, Bonfatti impegna combattimento, seguito da Larsimont che mitraglia due velivoli e da Frigerio che mette a segno parecchi colpi su altri due. Barcacro attacca dal basso il capoformazione della pattuglia più numerosa ma deve interrompere perchè un caccia nemico lo ha colpito nell’ala destra. Barcaro dopo qualche manovra riesce a toglierselo da coda e portarsi in posizione favorevole per l’attacco ma, dopo una prima puntata fa fuoco da vicino, poi tira su per guadagnare quota ma lo perde di vista.
Novelli abbatte un Hurricane, poi mitraglia altri due.
Salvatore impegna combattimento con uno Spitafire e dopo parecchie evoluzioni riesce a centrarlo con una lunga raffica e lo vede fumare. Attaccato a sua volta da tre caccia nemici, si disimpegna mitragliandone due.
Andraghetti spara raffiche su due caccia nemici mentre Golino e Frigerio attaccano insieme uno Spitfire finchè non lo vedono perdere quota lasciando una scia di fumo. Bonfatti rientra con il velivolo colpito da sei proiettili.
Più tardi da Comiso partono su allarme Damiani, Bombardini e Perotti per intercettare un ricognitore nemico che sorvola il campo in quota. Bombardini lo avvista e dopo un inseguimento lo abbatte. Damiani avvista un Blenheim e lo mitraglia a lungo inseguendolo fino nei pressi di Malta senza abbatterlo.
Nel pomeriggio, poco prima delle cinque il comandante dello stormo, Minio Paluello, decolla alla testa di diciotto MC.202 dirigendosi su Malta, in caccia libera. Mentre volano a 8.000 metri nel cielo dell’isola, viene intercettata una formazione di dodici Hurricanes: Larsimont passa all’attacco abbattendone uno, ma un rottame staccatosi dell’aereo nemico investe il suo MC.202 danneggiando leggermente il rivestimento dell’ala.
Frigerio riesce a piazzare una raffica, Novelli abbatte un avversario, lo stesso fa Damiani. Zuliani arriva in coda ad un Hurricane spara alcune raffiche, ma deve desistere perchè altri caccia nemici, vengono su da altri combattimenti. Bonfatti, Querci e Rossi della 73^Squadriglia, si disimpegnano. Querci e Rossi abbattono ciascuno un Hurricane mentre Bonfatti e Frigeri mitragliano provocando grossi danni a due velivoli nemici che vengono dati per abbattuti.
I Macchi 202 rientrano regolarmente al completo atterrando un’ora dopo la partenza.
22 novembre
Nelle prime ore del pomeriggio, il IX e X Gruppo assieme al 54°Stormo, sono impegnati in un’azione di scorta a dieci Ju87 del 101°Gruppo diretti a bombardare unità navali nel porto di La Valletta. La scorta diretta è effettuata da diciotto MC.200 del X Gruppo al comando di Maddalena, che ha come capipattuglia Guiducci, Lucchini, Piccolomini, Vanzan, Giannella e Berti e dal 54°Stormo, 86^ e 208^Squadriglia conC.200.
L’incontro è fissato a 4.000 metri su Gela, ma le condizioni meteo sfavorevoli, ostacolano l’immediato ricongiungimento della scorta diretta, che decolla alle 15. Molto più in alto la formazione di scorta diretta e dei bombardieri il IX Gruppo con diciotto MC.202 al comando di Minio Paluello che ha per capipattuglia Bonfatti e Larsimont, con il compito di giungere per primi sull’obiettivo in modo da impiegare subito la caccia nemica. A metà Canale, qualche banco di nubi obbliga Guiducci con la 90^Squadriglia che era già in posizione, ad allargarsi per non mettere a repentaglio gli Junkers. Improvvisamente dall’alto piombano tre Hurricanes, Guiducci accortosi, punta contro di loro poi un caccia avversario spara una raffica senza altre conseguenze.
Fallita la sorpresa dell’attacco, già in vista dell’obiettivo con parte della scorta diretta non a posto e temendo il peggio, il comandante degli Junkars esegue l’ordine di rientrare. Due Macchi del 54°Stormo infatti indicano a gesti al comandante degli Stukas di interrompere la missione e dirigere sulla base. Non potendo comunicare in fonia questo diede seguito ad un malinteso: Vanzan con il gregario si affianca al capoformazione degli Junkers durante la virata di rientro, gesticolando di proseguire verso Malta. Il comandante del 101°Gruppo interpretando erroneamente la manovra di una coppia di Macchi 200, che gli viravano davanti tagliando la rotta, ha eseguito l’ordine impartitogli preoccupato anche per la sicurezza degli Ju87.
Minio Paluello che precede la formazione degli Junkers prosegue verso l’isola ignaro del rientro dei bombardieri, sale a 8.000 metri portandosi su Malta in caccia libera, avvistando subito una formazione di ventidue/ventiquattro Hurricanes alla stessa quota, mentre altre navigano a quota superiore. La 73^ e 96^Squadriglia impegnano subito il grosso della formazione, mentre la 97^Squadriglia fa prima quota poi si butta nel combattimento. Viglione, Annoni e Labanti abbattono un caccia ciascuno, Malvezzi ne abbatte due. Spitzl, Minelli e Parodi probabilmente abbattono tre avversari e vari velivoli vengono mitragliati. Barcaro dopo aver abbattuto un Hurricane, riguadagna quota e scorge più in basso un altro: si butta giù e lo abbatte. Riguadagnata quota ne avvista un terzo mettendosi in coda ma, la rottura di ambedue i nastri gli impedisce di far fuoco. Mentre vira per rientrare, si accorge che un caccia avversario sta per attaccare un Macchi 202 e punta sul caccia nemico che accortosi, si disimpegna e si allontana. Anche Zuliani interviene nel combattimento mitragliando un Hurricane. Un altro caccia inglese viene abbattuto dai piloti del IX Gruppo. Al rientro manca il velivolo di Bonfatti del quale non si hanno notizie. Le ricerche condotte a turno dal comandante Minio Paluello e dei piloti del IX Gruppo non portano a nessun esito. Bonfatti è l’ultimo caduto del IX Gruppo nelle operazioni condotte su Malta in questo ciclo operativo.
Alle 18 il IX Gruppo riceve dal comando stormo l’ordine immediato di trasferimento in Africa Settentrionale della 96^ e 97^Squadriglia con diciotto MC.202 in Marmarica dove sta per iniziare una nuova offensiva inglese.
La 73^Squadriglia rimane a Comiso fino al 3 dicembre. La 73^Squadriglia, conserva la sua costituzione organica ma cede i suoi velivoli efficienti alle altre due squadriglie: due alla 96^ e tre alla 97^ che a loro volta, lasciano alla 73^Squadriglia i tre velivoli inefficienti per riparazioni. L’attività operativa è costituita dalle missioni fotografiche su Malta e dal servizio d’allarme sul campo.
Minio Paluello che è anche comandante interinale del 4°Stormo, resta a Comiso e cede il comando del IX Gruppo a Larsimont.
Con la partenza del IX Gruppo il X svolge da solo il servizio d’allarme montando a turno per squadriglie.
PARTENZA DEL IX GRUPPO PER L’AFRICA SETTENTRIONALE – 2°CICLO
23 novembre
Al mattino diciotto Macchi della 96^ e 97^Squadriglia decollano per Pantelleria, prima tappa del trasferimento in Africa Settentrionale. Il Cap. Larsimont, nuovo comandante del gruppo, guida la formazione ed ha per gregari il M.llo Novelli ed il S.Magg. Andraghetti. Lo seguono le altre cinque pattuglie. I piloti sono: S.Ten. Frigerio, M.llo Perotti, Serg. Golino, S.Ten. Barcaro, M.llo Damiani, S.Magg. Salvatore, Cap. Viglione, S.Ten. Paolazzi, M.llo Olivetti, M.llo Labanti, Ten. Malvezzi, S.Magg. Spitzl, S.Magg. Pozzati, Ten. Annoni, Serg. Biagini. Altri quattro piloti, Ten. Deanna, Serg. Bombardini, Serg. Parodi, Serg. Minelli e il personale specialista delle due squadriglie partono con tre SM.82 che trasportano anche il materiale per la linea di volo. Al seguito anche l’ing. Lana della Macchi che con gli uomini del Quarto condividerà le sorti sui vari fronti.
Dopo una sosta a Pantelleria, il IX Gruppo riparte per Castel Benito dove atterra quando è ormai notte. Gli apparecchi vengono riforniti e decentrati mentre i piloti si sistemano in un cinema alla periferia della città.
Il giorno dopo il gruppo riceve l’ordine di recarsi a Derna. Da Castel Benito i diciotto Macchi fanno scalo a Tamet e poi a Benina: qui i velivoli vengono riforniti e decentrati, i piloti sistemati in ricoveri di fortuna. Nella notte il campo viene bombardato ed un MC.202 della 97^Squadriglia riporta pochi danni tanto da poter continuare il trasferimento con il reparto. Al mattino tutta la formazione riparte per Derna, dove riceve l’ordine di rischierarsi a Martuba (M.1) alle dipendenze del Comando del Settore Est. I Macchi del IX Gruppo decollano per l’ultima tappa e nel tardo pomeriggio atterrano regolarmente nella nuova sede operativa.
Al X Gruppo Guerci e Querci, al rientro da una missione fotografica su La Valletta, a metà Canale avvistano una formazione di sei Hurricanes diretti verso Malta: i due piloti li inseguono ma devono desistere perchè al limite dell’autonomia.
24 novembre
La 90^Squadriglia che dal giorno 18 è rischierata a Coimiso, rientra a Gela. Nel tardo pomeriggio, dopo la partenza della 90^Squadriglia una formazione di cinque Hurricanes compie un mitragliamento sull’aeroporto di Comiso senza causare danni importanti al materiale e ai velivoli. I piloti d’allarme, Vanni, Ferrulli, Migliorato, Fornalè e Terrabujo non possono partire a causa dell’oscurità. Il 1°Av. Giovanni Manzini rimane gravemente ferito ad una gamba mentre un caccia nemico urta contro un ostacolo e atterra senza carrello. Data l’oscurità nessuno se ne accorge dell’incidente; il pilota si presenta a mani alzate ad una sentinella, viene fatto prigioniero e l’Hurricane, che non ha subito danni, viene recuperato.
25 novembre
Il comandante del X Gruppo si porta a Roma presso lo Stato Maggiore e al rientro, il 27 reca l’ordine di trasferimento del gruppo a Udine, dove le tre squadriglie riceveranno i Macchi 202.
29 novembre
La 90^Squadriglia rientra a Comiso unendosi al gruppo; cedendo alcuni MC.200 in carico al 7°Gruppo del 54°Stormo. Anche i cinque Macchi 202 della 73^Squadriglia che, insieme al comando stormo, ha ricevuto l’ordine di trasferimento ad Udine, vengono ceduti al 54°Stormo, che già alcuni giorni prima aveva preso gli ultimi tre CR.42 ancora in carico al X Gruppo. Vengono versati anche gli FN.305 e i Ca.164.
Il X GRUPPO PARTE PER UDINE
2 – 3 – 5 dicembre
Il mattino del 2 dicembre il Re e il Gen. Piccinini visita sul campo di Comiso gli equipaggi di volo presso la baracca d’allarme. Il 3 mattina, dopo un rinvio per le proibitive condizioni meteo, il X Gruppo con diciassette MC.200 parte per Reggio Calabria, prima tappa, poi Capodichino e Jesi il giorno 4. Il 5 dicembre decollo per Udine dove il personale dell’aeroporto accoglie i piloti del X Gruppo.
Dei diciassette velivoli uno, quello del Serg. Rusconi è rimasto a Capodichino per danneggiamento ad un’ala a causa dello scoppio di una gomma e quello di Del Turco è rimasto a Jesi per inefficienza.
A Udine i velivoli vengono schierati nella parte est del campo e dopo aver sistemato il personale e il materiale, si impiantano gli uffici delle squadriglie e le officine degli specialisti. Poi il personale viene inviato in licenza per qualche giorno.
