Lapidario Caduti 1° e 4°Stormo
località Gorizia

Pietro Guerritore
località cimitero Gorizia



foto a destra: dedica di Benedetto Croce, amico di famiglia
Pietro Guerritore, nato a Roma il 23 novembre 1914, proviene da antica stirpe di militari. E’ figlio di Orazio Guerritore decorato dai governi alleati per meriti di guerra nel conflitto del 1915-1918 e nipote di Carlo Guerritore anch’egli pilota d’aereo. Dopo settant’anni dalla scomparsa di Pietro, la signora Donna Claudia Guerritore, evoca con viva emozione e lucidità la grande passione per il volo del fratello ed il tragico incidente.
Pietro Guerritore viene ammesso alla Scuola di Volo di Tagliedo il 6 aprile 1935 e frequenta il Corso per Ufficiali Piloti di Complemento che prevede una ferma di 18 mesi. Consegue il brevetto di pilota su AS1 il 20 luglio 1935 e viene avviato alla Scuola Bombardieri di Malpensa subito dopo. Consegue il brevetto di pilota militare su Br2 il 25 settembre 1935 e la nomina a sottotenente nel novembre dello stesso anno. Il 1° di gennaio 1936, viene assegnato alla 116^ Squadriglia del 21° Stormo da Ricognizione, dislocato sull’aeroporto di Gorizia-Merna.
Ha appena vent’anni, poche ore di volo, poca esperienza ed un grande entusiasmo, quando in un volo di allenamento, decollando dal lato nord dell’aeroporto verso est, in direzione di Vertoiba, in una virata troppo accentuata perde quota ed impatta il terreno.
E’ il 14 marzo 1936, a bordo ha come motorista l’aviere Tranquillo Giovanelli che muore sul colpo. Il Guerritore viene portato gravemente ferito all’ospedale militare di via Ristori ma, a causa delle numerose fratture e probabilmente per un’emorragia interna, muore nella notte. Il 16 marzo il funerale dei due piloti parte dall’ospedale militare di via Ristori e prosegue per via Duca d’Aosta, via Buonarotti, corso Vittorio Emanuele III (oggi corso Italia) fino alla stazione Centrale dove le salme saranno avviate verso le rispettive citta’ di provenienza.
Nel marzo del 1937, ad un anno dalla scomparsa di Pietro Guerritore, la salma viene traslata nel cimitero di Gorizia ove, sulla cripta fatta costruire dalla famiglia, e’ fissato il monumento ideato dal cap. arch. Barbalonga del Genio Aeronautico, raffigurante un’ala stilizzata con un’elica spezzata. Alla cerimonia partecipa il com.te dell’aeroporto di Gorizia, col. Mattei ed il ten.col. Raul Moore, aiutante maggiore del Duca d’Aosta.
M.A. e M.B. V.M.Ten. Pilota Franco Comelli
località cimitero Gorizia



Notare il particolare a destra della foto il cavallino rampante inciso nella pietra
Franco (Francesco) Comelli (Komel), nasce a Gorizia il 29 aprile 1910 in via Codelli n.14 da Francesco e Maria Vecchiet. Il 14 gennaio 1931 viene ammesso alla Scuola Specialisti di Capua, il 28 marzo 1931 inizia il corso di pilotaggio alla Scuola di Volo di Sesto San Giovanni e il 9 settembre consegue il brevetto di pilota civile.
Il 10 ottobre e’ assegnato alla 2^ Squadriglia Caccia di Aviano ed il 20 novembre consegue il brevetto militare su CR 20. Il 4 gennaio 1932 transita alla 75^ Squadriglia e successivamente al XXIII Gruppo di Lonate Pozzolo. Il 15 agosto 1933 giunge infine a Gorizia, alla 91^ Squadriglia del 4° Stormo.
Il 23 novembre 1937 viene inviato in “Missione Speciale Oltrenare” (Campagna di Spagna), con il nome di copertura “Federici Mario” dove gli viene conferita una Medaglia d’Argento al Valor Militare, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare ed una “proposta” per una seconda M.A.V.M..
Nel 1938 perde la vita a Foligno dove si era recato per ritirare un velivolo CR 32. E’ sepolto nel cimitero di Gorizia ed una lapide, con un CR32 scolpito nella pietra, lo ricorda ai suoi concittadini.
M.O. V.M. Adolfo Rebez
località cimitero Pieris (go)
Capitano in s.p.e. ( A.A.r.n. , Pilota )
n. Trieste 20/3/1917
+ Cielo di Amorgos 4/7/1941
Data del conferimento medaglia: 1941
Alla memoria


“Giovanissimo comandante di squadriglia, quattro volte decorato al valor militare, gia promosso per merito di guerra, volontario nella guerra di Spagna, appena ventenne affrontava con ardore e valore incomparabili i piu duri cimenti e i combattimenti piu aspri Nell’attuale conflitto confermava le sue alte doti militari e professionali, partecipando a numerosissime e asperrime azioni belliche, bombardando la flotta nemica e la zona petrolifera di Haifa Affrontando e superando eccezionali difficoltà, dovute a condizioni atmosferiche avverse e alla lunghissima navigazione attraverso vasta distesa di mare e zone desertiche, portava sulle isole Bahrein, l’offesa dell’ala italiana. Durante un audace volo sul Mediterraneo, accettando un’impari lotta, colpito a morte, faceva olocausto della sua fiorente giovinezza sull’ara della Patria. Espressione luminosa della fede e del valore guerriero delle nuove nostre generazioni, simbolo delle più alte virtù degli aviatori d’italia. Cielo di Amorgos (Cicladi), 11 giugno 1940 – 4 luglio 1941”
M.O. e M.B. V.M. Livio Cecotti
località Sdraussina
la targa è parte del monumento AMNI dedicato ai caduti dell’Incrociatore Amalfi

Nato il 24/02/1914 a Poggio Terza Armata, Sagrado, Livio Ceccotti si arruola nel 1936 come allievo Ufficiale di complemento conseguendo il brevetto di pilota nel maggio del 1937 a Grottaglie. Con il grado di Sottotenente, presta servizio al 53° Stormo Caccia e viene congedato nel novembre dello stesso anno. Richiamato nel gennaio del 1938, e’ inviato in Spagna ed assegnato ad una squadriglia di mitragliamento a volo radente. Rientra in patria ed il 10 novembre 1938 e’ assegnato a Gorizia, alla 90^ Squadriglia del 4° Stormo, poco prima del trasferimento della 90^ al 6° Stormo. Promosso in S.P.E. per meriti di guerra (O.M.S.), viene inviato sul fronte greco dove si merita una medaglia di bronzo. Nel gennaio del ’42 viene trasferito a Caselle dove gli viene conferita una seconda medaglia di bronzo per il suo comportamento in un incidente di volo. Promosso Capitano, nel luglio del 1942viene nuovamente assegnato al 4° Stormo, alla 91^ Squadriglia e inviato sul fronte africano dove si misura col nemico, spesso in condizioni di inferiorita’ numerica. Rientra in piu’ occasioni col velivolo danneggiato dalla reazione nemica e costretto ad atterraggi di fortuna. Il 2 ottobre 1942, durante uno scontro aereo sul fronte di El Alamein, seguito da terra dalle truppe schierate ad Alam Halfa, si trova a dover affrontare cinque Curtiss P40. Abbatte due velivoli ma il suo Mc202 viene a sua volta colpito ed e’ costretto a lanciarsi con il paracadute. Durante la discesa, inerme ed appeso al paracadute, diventa facile bersaglio e, mitragliato dagli altri P40, non trova scampo.
Il Serg. Lorenzo Migliorato, gregario di Ceccotti, cosi’ lo ricorda: “… rimasi al fianco di Ceccotti proprio perche’ era nuovo al fronte e, pensando che la radio non gli funzionasse, cercai di fargli capire di ritornare, battendo le ali. Invece salimmo a 9000 metri e all’altezza di El Alamein avvistammo la formazione segnalata ad una quota molto inferiore. Seguii Ceccotti nella rovesciata e ci buttammo nel mezzo fino ad arrivare velocissimi sopra cinque Spitfire sparando. Punto sull’ultimo che con pochi colpi si incendia e nell’impennarmi perdo di vista Ceccotti che si trova isolato, alle prese con cinque P40, probabilmente australiani, che lo attaccano da tutte le parti. Abbatte due avversari, ma e’ colpito a sua volta e costretto a lanciarsi. Viene mitragliato ed ucciso dai P40 durante la discesa con il paracadute”.
Decorato di Medaglia di Bronzo e Medaglia d’Oro al Valor Militare, la citta’ di Gorizia gli dedica una strada e ad El Alamein viene a lui intitolata una pista.
S.Ten. S.P.E. Nino Marson
località sponda destra dell’Isonzo tra Farra e Gradisca d’Isonzo (Go)


L’undici dicembre 1942, durante un volo di addestramento acrobatico in formazione, due aerei della Regia Aeronautica, partiti dalla Scuola Addestramento di Gorizia, nell’esecuzione di un’imperiale in fila indiana, entrarono in collisione fra loro, mentre sorvolavano la zona golenale dell’Isonzo, presso la frazione di Borgo Grotta a Farra d’Isonzo.
I velivoli coinvolti, appartenenti al 4° Stormo caccia, erano contrassegnati con le sigle MM 3043, pilotato dal Sottotenente Antonio Marson e MM 2818, pilotato dal Sottotenente Andrea Lambelet. Mentre il caccia condotto da quest’ultimo riusciva a ritornare all’aeroporto di Gorizia-Merna con gravi danni alla fiancata sinistra, l’altro con ai comandi “Nino” Marson, precipitando in vite, si schiantava al suolo e il pilota, nonostante l’uso del paracadute, trovava la morte a causa dell’insufficente quota di lancio.
La tomba di famiglia è ad Eraclea rintracciata grazie alla collaborazione dell’AAA locale mentre la foto grazie all’Associazione dei Familiari dei Caduti dell’AM
1° Av. Pilota Ruggeri, 1° Av.motorista Nardozza
località San Lorenzo Isontino


Antonio e Luigi Baresi
località cimitero Gorizia

Bandiera
hangar Gleiwitz aeroporto Gorizia

Bandiera di proprietà del M.llo Enzo Vosca, motorista personale del Duca Amedeo d’Aosta
Elica
hangar Gleiwitz aeroporto Gorizia


Elica Hoffmann di proprietà dell’AAA Sezione di Gorizia era danneggiata alle estremità e con fessurazioni.
Prodotta dalla ditta Hoffmann (Baviera Germania) verso la fine degli anni 40 – inizi 50 dello scorso secolo.
