Durante il 1938, pur perdurando la carenza del materiale di volo, il 4° Stormo dovrà far fronte ad impegni ancora più onerosi di quelli già superati l’anno prima. La linea di volo infatti, dopo la dismissione dei CR. 20 D.C. ed i CR. Asso, e’ composta da trentuno CR. 32 e 32 bis, tre CR. 20 e sette Ro 41 del Nucleo Addestramento.

LA 90^ SQUADRIGLIA VIENE RICOSTITUITA

Il 1°gennaio 1938 viene ricostituita la 90^ Squadriglia, mantenuta in posizione quadro dal 1° luglio 1936 e ne assume il comando il Cap. Elio Fiacchino reduce delle OMS.

IL NUCLEO ADDESTRAMENTO CESSA ATTIVITA’

Dopo la partenza di Pezzè per la Spagna nel settembre 1937, a capo del Nucleo Addestramento era subentrato il Ten. Tait che era però rimasto solo, perchè in ottobre anche Cagliari era partito per l’O.M.S. Nel febbraio 1938 Cagliari rientra ma in marzo Tait lascia Gorizia per l’A.O.I. e così il Nucleo cessa l’attività. 

IMPEGNI O.M.S.

La dotazione delle Squadriglie è ridotta alla metà di quella prevista, mentre continuano ad arrivare nuovi piloti. L’attività di volo è molto intensa, ma le ore disponibili sono limitate dalle disposizioni superiori a causa degli impegni dell’O.M.S. L’impegno primario e’ fornire piloti ai reparti dell’aviazione legionaria indirizzando così l’addestramento alla finta caccia, all’acrobazia individuale e collettiva per la piena padronanza del velivolo, trascurando però altre forme di addestramento.

CAMBIO COMANDO X GRUPPO
18 febbraio 1938 il Cap. Pil. Giuseppe D’Agostinis cede il comando del X Gruppo al MAGG. PIL. VINCENZO DEQUAL

CAMBIO COMANDO IX GRUPPO
26 marzo 1938 il Magg. Pil. Ezio Guerra cede il comando del IX Gruppo al CAP. PIL. ALDO REMONDINO (C.R. 32)che assume anche il comando interinalmente della 97^ Squadriglia. 
Il 26 marzo Remondino verrà promosso Maggiore e assumerà da titolare il comando del IX Gruppo lasciando quello della 96^ Squadriglia.

PILOTI STRANIERI IN ADDESTRAMENTO AL 4° STORMO

In marzo vengono assegnati al 4°Stormo i piloti venezuelani sottotenenti Gonzales Viva, Miguel De La Rosa e Mendez Moises.

INCIDENTE S.MAGG. ADRIANO COLOMBIA

Il 15 marzo 1938 il S.Magg. Colombina della 96^ Squadriglia in un atterraggio forzato fuori campo, mette fuori uso il suo CR. 32 restando fortunatamente incolume.

INCIDENTE CAP. ELIO FIACCHINO

Il 22 marzo 1938 il Cap. Fiacchino comandante della 90^ Squadriglia in volo con il S.Magg. Luigi Iellici su Ro. 41 D.C. in seguito alla rottura della pompa della benzina, atterra fuori campo capottando e danneggiando gravemente il velivolo. I due piloti restano leggermente feriti.

PREPARAZIONI PER L’ OPERAZIONE H

Con la notizia della visita in Italia del Cancelliere del III Reich, lo SMA dirama ai Comandi della 1^ e 2^ Zona Aerea, l’ordine di organizzare presso i sottoposti Reparti 3°, 6°, 1° e 4° Stormo, una super pattuglia acrobatica. Al comando viene designato il Magg. Aldo Remondino del 4° Stormo e l’aeroporto di Gorizia viene scelto come base di rischieramento per i ventotto CR. 32. La formazione del 3° Stormo raggiunge Gorizia mentre quella del 1° Stormo fa la spola tra Campoformido e Merna. In marzo incominciano le prove con un programma acrobatico appositamente studiato e adattato ad una formazione pesante di ventotto velivoli. L’inizio presenta alcune difficolta’: in atterraggio a Merna il S.Magg. Mariani investe il piano fisso di sinistra e un pezzo di timone del CR.3 2 del serg. Bedeschi, i S.Magg. Renzi e Romandini nell’eseguire un looping si toccano con l’ala senza riportare danni. Il 13 aprile nel cielo di Ronchi, alla sommita’ del looping di ventotto velivoli, il S.Magg. Montegnacco primo gregario sinistro del 1° Stormo, viene in collisione con il CR. 32 del Cap. Brambilla. Il velivolo di Renzi urta l’estremita’ alare dei piani di coda di Remondino, Romandini secondo di destra, urta con l’ala del proprio velivolo i piani di coda di Renzi. I C.R.32 di Montegnacco e Brambilla entrano in vite precipitando a terra. Il Cap. Brambilla si salva lanciandosi con il paracadute mentre Montegnacco perde la vita nello schianto. Per motivi di salute infine, i M.lli Carestiato e Maraschi non continueranno gli allenamenti.

In previsione della Manifestazione Aerea (operazione H) sull’aeroporto di Furbara dell’8 maggio 1938, in occasione della visita del Cancelliere tedesco, i vertici dell’Aeronautica decidono di includere un’esibizione acrobatica di una super formazione di 28 CR 32, composta dalle pattuglie acrobatiche di quattro Stormi, il 1°, 4°, 3° e 6°. Gli allenamenti cominciano un mese prima e vengo assegnato alla pattuglia del 4° Stormo. Le pattuglie del 3° e 6° Stormo sono trasferite per l’occasione nell’aeroporto di Gorizia dove però non è possibile allenarsi perchè il traffico di velivoli è già’ notevole. Viene deciso così che le quattro Squadriglie si alleneranno sul cielo dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove il 4°, 3° e 6° Stormo si porteranno in volo da Gorizia e il 1° Stormo da Campoformido. Il 13 aprile tutte le Squadriglie atterrano a Ronchi dei Legionari ed il cap. Aldo Remondino tiene il briefing sulle manovre da eseguire. Per ogni Stormo c’è uno specialista che interviene per le normali operazioni di assistenza tecnica. Per il 4° Stormo c’è il serg. Enzo Vosca, che giunge direttamente da Gorizia con Ca 100 pilotato dal serg. Vittorio Romandini. Quel giorno Romandini doveva essere il gregario esterno di destra di Remondino ma non si sente molto bene ed è sostituito da un collega mentre a lui viene assegnato il compito meno impegnativo di pilotare il Ca 100 con a bordo specialisti e ricambi. Sono previste due missioni al giorno e tra l’una e l’altra i velivoli debbono essere controllati e riforniti di liquido refrigerante del radiatore, gli specialisti scherzosamente dicono che il CR 32 consuma più “acqua” che benzina. Di carburante non ce n’è bisogno grazie alla capacità dei serbatoi. La super formazione è comandata da Remondino che ha la fama di essere un eccezionale Capopattuglia, dopo la guerra diverrà Capo di Stato Maggiore. Io sono il gregario “esterno” sinistro della pattuglia di Remondino. Guidare una simile formazione sarebbe un’impresa impegnativa oggi, figuriamoci per quei tempi con dei velivoli senza radio, con poca potenza, con l’effetto “coppia dell’elica” che li rendeva instabili e richiedeva un continuo lavoro di pedaliera ad ogni variazione di potenza e velocità. Sull’aeroporto di Ronchi è una bella giornata ed iniziamo ad allenarci, le quattro pattuglie sono disposte a “rombo”, la pattuglia del 4° Stormo di Remondino guida la formazione, alla sua sinistra ed alla sua destra, leggermente indietro, le pattuglie del 1° e 3° Stormo. Dietro, a chiudere la formazione a rombo, la pattuglia del 6° Stormo. Tutto va bene fino all’esecuzione del looping. Remondino, in testa alla formazione, sorvola il Carso da Est verso Ovest ed inizia una picchiata per prendere velocità, puntando l’aeroporto di Ronchi, lo sorvola a circa 80 metri ed in fondo al campo comincia a cabrare per ripetere una manovra già provata in precedenza. Quando la formazione ha superato la posizione verticale e manca poco alla sommità della manovra, a circa 300 metri, la pattuglia del 1° Stormo, al comando di Brambilla, si avvicina a quella di Remondino,  Mascellani, gregario esterno destro della pattuglia di Brambilla, viene “spinto” di conseguenza verso destra ed è oramai a pochi metri da me che sono il più esterno sulla sinistra di Remondino. Brambilla se ne rende conto e per correggere ha uno scarto a sinistra e Bruno di Montegnacco, suo gregario di sinistra, che volava molto “stretto”, ala dentro ala, non riesce ad evitare la collisione. Nè io nè gli altri piloti ci accorgiamo immediatamente di quello che sta avvenendo perchè siamo impegnati a mantenere la formazione ed ognuno tiene la testa girata lateralmente con l’occhio incollato al suo leader. Nel frattempo siamo già in volo rovescio, a testa in giù, e Remondino, che ha notato con la coda dell’occhio la collisione, istintivamente si sposta a destra ed entra in collisione con Renzi che a sua volta investe il velivolo alla sua destra. Tonello, Montanari ed io ci troviamo in mezzo al caos ed è un miracolo che non ci investiamo l’un l’altro. Sono ancora rovescio e con il muso verso il basso. Con tutto motore “dentro” mi giro e, con il timore di entrare in collisione da un momento all’altro, cabro violentemente per tirarmi fuori al più presto dalla baraonda di velivoli impazziti. La formazione si rompe ed i velivoli schizzano in tutte le direzioni. Brambilla si lancia con il paracadute mentre di Montegnacco ritarda il lancio per tentare di riprendere il controllo del velivolo ma quando lo fa è troppo tardi, tocca il suolo con il paracadute non completamente aperto e muore nell’impatto. Mentre ero ancora a testa in giù ricordo di aver intravisto dei rottami che volavano ed i due velivoli già a terra, avvolti dalle fiamme, il tutto si è svolto in pochi secondi. Gli specialisti che attendono il rientro dei velivoli dentro una baracca di legno con l’orecchio allenato, sentono subito dalle “smotorate” che qualcosa di grave sta accadendo e si precipitano fuori: i due velivoli sono già a terra in fiamme. Brambilla sta per toccare terra col paracadute mentre di Montegnacco si è già schiantato a terra. Remondino atterra poco dopo con il velivolo seriamente danneggiato. Fra i primi a prestare soccorso a terra il pilota collaudatore dei Cantieri aeronautici di Monfalcone, Mario Stoppani, che porta ancora i segni delle ustioni a seguito dell’incidente in Atlantico nel quale ha perso la vita, con il resto dell’equipaggio, il cap. Mario Viola che si trovava a bordo come passeggero. I velivoli della formazione oramai scomposta rientrano “sciolti” all’aeroporto di Gorizia e Campoformido dove immediatamente intuiscono il dramma. Con la perdita di Bruno di Montegnacco il 1° Stormo perde uno dei più valorosi piloti. In suo ricordo, la famiglia farà stampare un breve diario delle sue azioni in Spagna del quale conservo ancora una copia.
                                                                                                                                                                 S.Magg.pil. Raffaele Chianese

INCIDENTE S.TEN. RENZO MILIANI

Il 29 aprile 1938 il S.Ten. Miliani della 90^ Squadriglia durante un volo acrobatico sul CR. 32, investe dal basso il CR. 30 D.C. pilotato dal M.llo Albino Cagliari con a bordo il S.Ten. Lino Balista. L’equipaggio del CR. 30 D.C. riesce a lanciarsi con il paracadute mentre Miliani, probabilmente ferito nell’impatto, precipita con il velivolo.

OPEARAZIONE H

Il 26 aprile le formazioni decollano alla volta di Ciampino con scalo tecnico a Forli’ dove ad aspettarli c’e’ il Duca d’Aosta, ora Vicere’ d’Etiopia. Il giorno dopo decollano dall’aeroporto forlivese portati dal Duca con il suo Ghibli CA 309. Durante il trasferimento a causa di un’avaria al motore, Agonigi e’ costretto ad un atterraggio di fortuna riportando danni al mezzo. Il pilota proseguira’ in treno per Roma.
L’ 8 maggio 1938 alla presenza  di S.M. il Re d’Italia, il principe di Piemonte, il Capo del Governo, i Capi di Stato Maggiore italiani e tedeschi, ufficiali Superiori e Inferiori della Regia Aeronautica e della Luftwaffe, gli Addetti Militari stranieri e la stampa, la Super Pattuglia di Remondino con in testa la pattuglia del 4° Stormo, apre l’esercitazione con la presentazione della “croce uncinata” eseguita da ventisei velivoli. Segue il rientro, trasformazione, passaggio delle quattro Squadriglie “a bastone”, in file parallele, “botte”, trasformazione e la pattuglia rientra con due Squadriglie in “fila indiana” e le altre due a “doppio cuneo”. Quindi la prima formazione effettua dei tonneau  individuali a bassa quota, “l’ imperiale” e una picchiata con due giri di vite. La seconda formazione presenta una serie di “looping” in formazione di “doppio cuneo” e di “freccia”. Rientro della prima pattuglia che presenta una “tripla ruota” e, tempo per il ricongiungimento, la formazione del 6° Stormo si esibisce nel “tonneau” simultaneo di sette velivoli. In finale il “looping” di ventuno più sette velivoli. Dopo la presentazione acrobatica, sfilano sul cielo campo quattrocento velivoli, fatti partire su allarme dagli aeroporti della Toscana, del Lazio e della Campania. Ritornano quindi i ventotto CR. 32 della formazione acrobatica disposti a “fascio littorio”. Segue un’azione di bombardamento da parte di bombardieri leggeri e pesanti e in chiusura la super pattuglia si esibisce nella figura del “volo folle” con  trentadue velivoli (ventotto più quattro riserve). Il 10 maggio le formazioni rientrano a Gorizia. 

4° STORMO
Cap. Remondino
1° STORMO
Cap. Brambilla
3° STORMO
Cap. Majone
6° STORMO
Cap. Borzoni

Il 28 maggio a Gorizia Remondino si esibisce per la cerimonia in onore del principe di Piemonte.

PILOTI STRANIERI IN ADDESTRAMENTO AL 4° STORMO

In giugno vengono assegnati allo stormo i sottotenenti venezuelani Carlos Maldonado e Pablo Croce.

ESPOSIZIONE AERONAUTICA DI BELGRADO
4 giugno 1938

In occasione dell’ Esposizione Aeronautica Internazionale di Belgrado, le pattuglie acrobatiche del 1° e 4° Stormo si esibiscono nuovamente riunite al comando del Cap. Remondino a Belgrado. Per Romandino è l’ ultima esibizione ufficiale.
Alla fine di maggio dodici C.R.32 del 1° e 4° Stormo decollano da Merna diretti a Belgrado con scalo tecnico a Zagabria. 
La manifestazione aerea inizia con voli acrobatici individuali, finta caccia, olo acrobatico collettivo in formazione di cinque velivoli con poche trasformazioni, un lancio di paracadutisti militari e civili, passaggi in formazione di velivoli di vari stormi e nel finale l’esibizione di un solista jugoslavo che per un guasto tecnico precipita a pochi metri dalla linea di volo dei CR.32 italiani, senza gravi conseguenze per il pilota. Terminata la presentazione dei padroni di casa, i dodici C.R.32 del 1°e 4° Stormo decollano in formazione di dieci. Subito dopo il decollo il S.Magg. Sbrighi deve atterrare per un guasto al motore e, risalendo sul velivolo di riserva, riparte ricongiungendosi alla formazione. La prima figura geometrica è una P in onore a Re Pietro di Jugoslavia poi trasformazione a doppio cuneo, di linea di fronte, di aquilone. A questo punto la pattuglia si divide in due squadriglie che si alternano nelle figure: passaggi in fila indiana, tonneau, imperiale, vite, looping a triangolo, la bomba aperta su due obiettivi, altri tre passaggi, ricongiungimento delle due formazioni, passaggio nel volo folle e atterraggio in formazione. Terminata l’esibizione i piloti italiani vengono presentati al Ministro della Guerra, gen. Maric e al Comandante dell’Aviazione Jugoslava gen. Simonovich. In serata sono ospiti dell’Ambasciata Italiana di Belgrado.

SORVOLO DEL MONTELLO

Il 19 giugno 1938 30 velivoli del 4°Stormo partecipano alla annuale cerimonia in onore di Francesco Baracca sul Montello.

SQUADRA R

Il 28 giugno lo Stato Maggiore emana l’ordine di costituire la Squadra “R” per contrastare, in caso di necessita’, attacchi aerei alle città costiere italiane. Al comando del Gen. Pricolo la Squadra e’ costituita da quattro stormi da bombardamento 16°, 18° ,32° e 36°e  uno da caccia, il 4° Stormo che restano in attesa nelle loro sedi. Il 20 agosto rientra l’ emergenza e viene emanato l’ordine di scioglimento della Squadra.

PROVE TECNICHE LANCIO DI SILURI

Nel primo semestre del 1938 presso lo stormo vengono effettuati numerosi lanci di siluro con un velivolo SM. 79, per l’ esecuzione di alcune prove tecniche richieste dal Ministero che aveva provveduto ad assegnare al 4° Stormo un velivolo da bombardamento appositamente modificato.

IL 4° STORMO PASSA ALLE DIPENDENZE DELLA 1^ DIVISIONE AEREA

Il 1° luglio 1938 con la costituzione del Comando II^ Squadra Aerea comandata dal gen. Pricolo, viene soppresso il Comando della III^ Brigata. Il 4° Stormo assieme al 1°, 6° e 50° è posto alle dipendenze della 1^ Divisione Aerea.

INCIDENTE TEN. FRANCO COMELLI

L’ 8 luglio il goriziano Franco Comelli della 91^ Squadriglia, mentre stà atterrando con il CR. 32 quater sul campo di Foligno, urta un traliccio dell’alta tensione decedendo.

PILOTI STRANIERI IN ADDESTRAMENTO AL 4°STORMO

Alla fine di luglio vengono assegnati allo stormo i capitani rumeni Isaia Popovici e Sthefan Stojan per un corso di addestramento sul CR. 32

INCIDENTE Serg. Renzo Bartolomasi
Il 1°agosto il Serg. Bartolomasi della 91^ Squadriglia, è costretto ad abbandonare in volo il suo CR.32 bis rimanendo leggermente ferito.

RADUNO DI ASIAGO

Il 14 agosto cinque velivoli della 97^ Squadriglia partecipano al Raduno di Asiago esibendosi  in un programma acrobatico a conclusione della manifestazione di volo a vela.

INCIDENTE S.TEN. LANFRANCO BASCHIERA

Il 25 agosto, durante un volo di addestramento, il velivolo del S.Ten. Baschiera, da pochi mesi alla 90^ Squadriglia subisce un’ avaria riuscendo tuttavia ad atterrare senza ulteriori danni.

INCIDENTE SERG. CARLO BIANCHI

Il 27 agosto, durante una puntata in pattuglia sul campo di Ronchi, il CR. 32 del Serg. Bianchi della 91^ Squadriglia urta il terreno in piena velocità provocando la morte del pilota.

SEZIONE TRASPORTI 4° STORMO

Il 10 settembre 1938 viene costituita sull’ aeroporto di Merna la Sezione Trasporti del 4° Stormo per il trasporto personale utilizzando 5 Ca.133, consegnati nel mese di ottobre, dati in carico alle squadriglie.

POLIZIA AEREA

Nel mese di settembre in occasione della visita del Capo del Governo nella Venezia Giulia, i reparti da caccia della 2^ Squadra Aerea svolgono servizio di polizia aerea mediante crociere e decolli su allarme.
Il 4° Stormo vi partecipa con due pattuglie di tre velivoli schierate a Gorizia dal 18 al 21 settembre e con due pattuglie su Vicenza dal 27 al 29 settembre.
Il 21 settembre sull’aeroporto di Treviso 40 velivoli dello Stormo vengono passati in rassegna dal Capo del Governo.
I reparti poi si esibiscono in un unico pattuglione acrobatico composto da tre formazioni di cinque velivoli. 
Durante un tonneau lento il secondo gregario di sinistra della pattuglia del 4° Stormo, portata dal Cap. Larsimont che aveva con se Tonello, Biffani, Romandini e Renzi, e’ costretto ad abbandonare la formazione seguito dagli altri. Quel gregario, uno dei migliori dello Stormo, aveva dovuto sostituire all’ultimo momento il titolare, Pezze’, assente suo malgrado al momento della partenza della pattuglia. 

TENSIONE INTERNAZIONALE

Il 23 settembre lo Stato Maggiore dirama l’ordine telefonico a tutti i reparti della 2^ Squadra Aerea di attivare le disposizioni relative al Periodo di sicurezza. Il 30 dello stesso mese viene diramato l’ordine di cessato allarme. Pochi giorni dopo, il 6 ottobre a causa del verificarsi di tensioni politiche in Europa, arriva al 1° e 4°  Stormo l’ ordine di approntarsi in assetto da guerra per un possibile trasferimento in Ungheria. L’ 11 novembre l’ordine viene revocato ma il 19 alle ore 23, arriva improvvisa la comunicazione telefonica del Gabinetto del Ministro di approntare durante la notte i due stormi da caccia (1° e 4°) in modo che i due reparti siano pronti a partire per l’Ungheria:  il 1° Stormo deve essere pronto alle nove del mattino del 20 novembre ed il 4° Stormo alla stessa ora del giorno successivo. Nonostante l’ordine fosse pervenuto nella notte precedente il giorno festivo e quindi con un’alta percentuale di personale in permesso, i due stormi portano a termine le operazioni nel tempo prescritto. Il 4° Stormo schiera quarantanove C.R.32 e cinque Ca.133 per un totale di sessantatre piloti. Le avverse condizioni del tempo sulla rotta sconsigliano la partenza la quale viene più volte rinviata. Il 25 novembre il Sottosegretario di Stato per l’Aeronautica comunica telefonicamente il cessato allarme.

CAMBIO DENOMINAZIONE AEROPORTO DI MERNA E CAMPOFORMIDO

Il 15 ottobre 1938 l’ aeroporto di Merna e di Campoformido cambiano ufficialmente denominazione rispettivamente in Gorizia e Udine.

INCIDENTE S.TEN. GASTONE GAL

Il 27 ottobre 1938 il S.Te. Gal assegnato alla 96^ Squadriglia in agosto, proveniente dal 6° Stormo, viene investito in volo dal gregario di sinistra ed il suo CR. 32Q precipita provocando la morte del pilota.

RADUNATA DELLE BANDIERE

Il 2 novembre la bandiera di guerra dello Stormo con l’ alfiere Ten. Bruno Zavadlal, assegnato a metà agosto alla 84^ Squadriglia e proveniente dal 5° Stormo, partecipa alla radunata delle bandiere a Vittorio Veneto spostandosi poi a Roma per la cerimonia del 4 novembre.

Il CAP. ERNESTO BOTTO

Negli ultimi mesi del ’38 rientra dalle O.M.S. il Cap. Ernesto Botto gravemente mutilato ad una gamba per le ferite riportate in un combattimento aereo in Spagna nel 1937. Il leggendario Gamba di Ferro, così viene soprannominato per la sua protesi, non si rassegna e chiede di tornare ad essere operativo. Parla con il Capo di Stato Maggiore , il Gen. Giuseppe Valle che gli propone di passare ai bombardieri, in una cabina più comoda e con l’ assistenza di un altro pilota.
Ma in caso di pericolo, a causa dell’ ingombro della protesi non riuscirebbe a lanciarsi mentre dal caccia, sarebbe sufficiente mettere l’ aereo rovescio e lasciarsi cadere. L’ argomentazione convince il Gen. Valle e autorizza Botto a volare con l’ istruttore.
Rientrato a Gorizia e inizia a volare da “allievo” con un pilota più giovane, meno esperto che funge da istruttore.
Un tardo pomeriggio quando l’attività di volo è terminata, il Cap. Botto con la tacita complicità di qualche comandante, decolla da solo con un CR. 32 per la prima volta dopo l’incidente dimostrando che è in grado di pilotare.
L’ impresa riesce a convincere i superiori, Botto viene integrato senza limitazioni e il 18 ottobre 1938 prende il comando della 73^ Squadriglia.

LA PATTUGLIA AURORA

Nonostante la grave mutilazione, il Cap. Botto ha imparato a governare il CR. 32 in tuti gli asseti servendosi della sola gamba residua tanto da mettere su in seno alla 73^ Squadriglia, una pattuglia acrobatica con Pezzè a sinistra e Renzi a destra.
Quando la linea di volo riesce a disporre di nove velivoli CR. 32, Botto accetta la richiesta di Pezzè di fare una pattuglia di nove chiamando a farne parte Montanari, De Campo Dallari, Ranieri, Biffani, Ruffilli e Stauble. La nuova pattuglia acrobatica che per le modalità di lavoro, va in volo alle prime luci dell’ alba, viene chiamata Pattuglia Aurora.

RIEPILOGO VELIVOLI
Negli ultimi mesi del 1938 la linea di volo del 4° Stormo ha riacquistato dimensioni numeriche molto vicine a quelle della normale dotazione di 10 velivoli per squadriglia. Ci sono infatti 52 CR. 32 bis e quater, 2 CR. 30 D.C., 5 Ca 133, 6 Ro 41, 1 Ba 28 e 1 Ca 100.