Dopo la parentesi della guerra, all’ inizio degli anni ’50 l’Aeronautica Militare decide di affidare a rotazione annuale a un reparto da caccia, il compito di costituire la pattuglia acrobatica. Si ha così una pattuglia ufficiale che per quel anno rappresenta l’ Aeronautica Militare e una in formazione presso un altro reparto da caccia che subentrerà l’ anno successivo.

CAVALLINO RAMPANTE
Nel 1952 le eccellenti doti di manovrabilità del Vampire, di recente consegna al 4° Stormo di Capodichino, hanno indotto il comando a formare nell’ ambito del 6°Gruppo, una pattuglia acrobatica con quattro DH 100 Vampire.
Capoformazione è il Ten. Ceoletta. Gregari: S.Magg. Galgani, Ten. Bombardini e Ten. Guerrieri.
Dopo le prime esibizioni, riceve l’ incarico da parte dello Stato Maggiore di rappresentare l’ Aeronautica Militare in campo nazionale.
La scelta del nome non poteva non tener conto delle tradizioni del reparto che ben si identificano nello stemma del 4°Stormo: il Cavallino Rampante.

I velivoli provengono dalla linea di volo e pertanto non si differenziano da quelli operativi, mantenendo lacolorazione alluminio della fusoliera con il codice di reparto sulle travi di coda e lo stemma del Cavallino Rampante sui timoni di coda. Successivamente alcuni Vampire adotteranno delle bande nere sulle ali.

(Arc. Trentini)

Il debutto ufficiale il 2 giugno 1952 in occasione dell’ Avioraduno Internazionale dell’ Urbe.

Il 13 luglio a Melsbroek in Belgio, per partecipare alle celebrazioni annuali della NATO. E’ la prima partecipazione dell’ Aeronautica Militare ad una manifestazione aerea internazionale.

Il 4 novembre 1952 la pattuglia acrobatica si esibisce a Centocelle per l’ Anniversario della Vittoria, alla presenza del ministro Taviani, seguita dai “Guizzo” della 5^Aerobrigata, designatia subentrare come pattuglia nazionale per il 1953

Da sinistra: Ten. Antonio Guerrieri, S. Magg.Otello Galagani, Magg. Emanuele Annoni (com.te 6° Gruppo), Ten. Giovanni Battista Ceoletta, Ten. Alfredo Bombardini (Lab.foto 4°Stormo)

Il 1 novembre 1954 lo stormo viene convertito in 4^Aerobrigata. La novità comporta una diversa struttura basata su un Reparto Volo, su tre gruppi IX, 10° e 12° di quattro squadriglie ciascuno, un Reparto Servizi Operativi Generali (SOG), un Reparto Servizi Tecnici Operativi (STO)

Nel 1956 la 4^Aerobrigata, da poco trasferita sull’ aeroporto di Pratica di Mare, riceve l’incarico di formare la Pattuglia acrobatica di rappresentanza dell’ Aeronautica Militare per l’ anno 1957. Il velivolo è il North American F-86 Sabre in fase di assegnazione al reparto.
Capoformazione è il Cap. Aldo Melotti. Gregari: Ten. Paganelli e Serg. Turra del 10° Gruppo, Ten. Sguerri del 12° Gruppo. Riserve Ten. Favretto del IX e il Serg. Liverani del 10° Gruppo. Per continuità della tradizione, anche la pattuglia di Melotti mantiene il nome di “Cavallino Rampante”.

Melotti per il suo programma acrobatico studia le manovre delle altre pattuglie allo scopo di creare qualche nuova figura alla luce anche dei nuovi velivoli che richiedono spazi di manovra più ampi.

Da Quelli del cavallino rampante di Antonio Duma
Per carattere Melotti non lasciava ad altri decisioni sui particolari che riguardavano la pattuglia. Così dalla colorazione dei velivoli alla creazione dei fumogeni “a comando” tutto era tenuto sotto controllo. Anche questi erano passi nuovi che avrebbero caratterizzato la pattuglia del Cavallino Rampante rispetto ad altre dell’Aeronautica Militare che limitavano la loro livrea a qualche decorazione esterna. Non fu facile trovare la vernice di tipo e qualità adatta perchè i primi tentativi rivelarono che quella usata era soggetta a scrostarsi nei punti di maggior attrito aerodinamico o di deformazione elastica della struttura. Anche la messa a punto dei fumogeni fu molto laboriosa perchè il fumo doveva essere prodotto e interrotto a comando azionando l’interruttore per le armi presnte sulla cloche del Sabre.

La lunga preparazione dei piloti si conclude nei mesi a cavallo del ’56 e ’57. Il 18 febbraio 1957 la prima esibizione ufficiale della pattuglia acrobatica alla presenza del comandante della 3^ ZAT, Gen. Teucci.

L’ F-86 a differenza del Vampire ha le ali a freccia quindi per mantenere la simmetria e la prospettiva nelle figure, Melotti deve portare alcune modifiche al programma .

Sabre F-86 E. Configurazione a freccia dell’ala. (Lab.foto 4°Stormo)

Il 27 marzo dello stesso anno la pattuglia acrobatica di Melotti si esibisce sull’ aeroporto di Pratica di Mare in occasione della presentazione del caccia SAI Ambrosini Sagittario II.
Il 19 maggio 1957 la prima esibizione “fuori casa”, sull’aeroporto di Torino Caselle per la 3^ Giornata Azzurra organizzata dal locale Aero Club.

Il debutto internazionale avviene l’ 1 e 2 giugno 1957 al XXII Salone Internazionale dell’ Aeronautica di Le Bourget (Parigi).
Decollo in formazione di quattro F-86E poi Melotti e gregari presenta una dopo l’altra tutte le figure lungamente studiate e provate riprovate più volte tra queste l’ “echelon”, un’ imperiale in ala con alla sommità la rimessa con tonneau individuali di tre gregari che passano da ala destra ad ala sinistra e la bomba, perfettamente riuscita in sincronia. In conclusione l’ atterraggio in formazione di quattro F-86E che si fermano in pista a forma di rombo.

L’ esibizione ebbe un tale successo che venne ripresa dai più importanti giornali.

Fu una prestazione degna dei migliori “team” acrobatici presenti a Le Bourget, (“Skyblazers” americani, “Black Arrows” inglesi e la “Patrouille de France” )  tanto che la stampa francese scriveva: Prècision, audace, brio dans l’exècution, finesse exceptionnelle de pilotage… Volla’ ce que les pilotes italiens! (Precisione, audacia, brio nell’esecuzione, finezza eccezionale di pilotaggio… Ecco i piloti italiani !)

Da LE Figaro
Gli italiani nuovi venuti in queste competizioni amichevoli, ma terribilmente serrate, hanno avuto nettamente la meglio davanti alla pattuglia inglese, magnificamente rodata e della quale i costanti cambiamenti di posizione meravigliarono a giusto titolo. Ma si ebbe da parte degli italiani che pilotavano i Sabre una immaginazione, delle trovate ed un senso dello spettacolo perfettamente ammirevoli.

Ricordo del Ten. Sguerri
Il sabato tutto filò liscio. Melotti arrivò sul campo al tempo giusto per iniziare il programma. Il giorno dopo le cose andarono diversamente. Non ricordo bene se per causa di un ritardo ell’esibizione che precedeva o se per altro motivo, durante la parte finale del circuito d’attesa Melotti fu costretto a comportarsi in modo diverso rispetto al giorno precedente, qualcosa andò storto. Pertanto, quando la nostra pattuglia si presentò sul campo per iniziare il programma, la velocità era inferiore a quella prevista…. Il capopattuglia, comunque, fu bravo nel dissimulare quel deficit di velocità iniziale che tendeva ad aumentare dopo ogni figura acrobatica. Tutto filò liscio, anche se nei vari tipi di manovre verticali, la quota massima che riuscuvamo a raggiungere era sempre più bassa di quella prevista. Quando imbocammo il “looping” che doveva portarci alla “bomba” la situazione incominciò a farsi critica. Mi pare di ricordare che mancassero all’appello una quarantina di nodi e, forse, anche qualcosetta di più. Certoè che quando fummo all’apice del “looping” l’altimetro segnava solo 4.000 ft invece dei soliti 5.000/5.200 ft. Melotti era stato abilissimo, malgrado il crescente deficit di velocità, a portare la pattuglia fino a quel punto, senza creare problemi a noi gregari e senza che il pubblico sottostante si accorgesse di nulla…
…..il resto della complessa figura della bomba, con il successivo looping individuale, l’inversione di direzione e l’ incrocio a bassa quota dei velivoli a centro campo fu portata a termine normalmente. Poi ci riunimmo e ci presentammo per l’atterraggio in pattuglia, una manovra che riuscì perfettamente, tanto che fu fotografata al momento giusto da un inviato di Aviation Week, la più autorevole rivista aeronautica del mondo, che la pubblicò sulla copertina del numero dedicato a Le Bourget. Il pubblico, composto da oltre 400.000 persone e delle autorità presenti, ci tributò un trionfo senza precedenti, grazie alle forti emozioni suscitate dalla nostra anomala esibizione, apparentemente perfetta e spericolata. Ma nessuno, del pubblico e delle autorità, seppe mai della copiosa scarica di adrenalina che aveva inondato ciascuno di noi e del fatto che quando scendemmo dagli aerei, tutti e quattro avevamo le gambe che ci tremavano ancora un po’.

Lunedi, prima di rientrare, il Cavallino Rampante nella formazione di cinque a “freccia” esgue due “schneider” e un “looping”, con la Torre Eiffel al punto focale per un lavoro richiesto dalla televisione francese.          

Il 12 giugno la pattuglia del Cavallino Rampante si esibisce a Pratica di Mare di fronte agli ufficiali della NATO in occasione della consegna del Mach Buster (diploma di pilota supersonico e relativo distintivo) da parte del rappresentante della North American ai piloti che avevano superato la barriera del suono sull’ F-86E.

Il 19 giugno è a Napoli nell’ ambito delle manifestazioni di chiusura del IV Giro Aereo del Golfo. Causa la scarsa visibilità il programma viene ritoccato, soprattutto nella figura della “bomba” che viene eseguita con l’apertura verso l’alto.

Il 22 giugno sull’ aeroporto di Pratica di Mare, esibizione per la visita del Capo di Stato Maggiore delle Forze Aeree Spagnole.

Il 6 luglio la pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante si esibisce sull’ aeroporto di Linate per la grande manifestazione aerea Baracca (MAB 57).

Nel volo di andata Melotti, diretto a Malpensa, viene invitato dalla torre di controllo di Linate a fare dei passaggi per la presenza di una troupe televisiva della RAI-.TV pronta a girare un servizio sulla pattuglia acrobatica.

Da Quelli del cavallino rampante di Antonio Duma
Melotti improvvisa una serie di “schneider” attorno alla torre, ove sono sistemati gli uomini della trouppe televisiva, e stringe man mano le virate sino al limite aerodinamico e alla quarta i gregari sono costretti a rompere, con grande effetto per i cinematografi. Poi, radunata nuovamente la formazione, prosegue l’ esibizione.

Il 6 luglio, nel pomeriggio la pattuglia acrobatica si esibisce di fronte a duecentocinquantamile persone raccogliendo l’ ovazione del pubblico.

Numero speciale di Ali nuove dedicato alla manifestazione aerea di Milano, con in copertina gli F-86E della pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante.

Il 14 luglio a Pescara, la pattuglia si esibisce nell’ ambito delle iniziative della Settimana Aerea organizzata dal locale Aero Club. Provenienti da Amendola, i piloti del Cavallino Rampante ripropongono il programma della MAB 1957.

Il 31 agosto Melotti presenta una pattuglia allargata a cinque velivoli con l’ inserimento del Serg. Liverani, già riserva. Il 1° settem,bre la nuova formazione si esibisce a Forlì.
Quattro giorni dopo i piloti vengono ricevuti in udienza privata a Castelgandolfo da Papa Pio XII

da L’Osservatore Romano
5 settembre 1957

L’Augusto Pontefice si è congratulato vivamente con gli intervenuti ed ha formulato i migliori auspici di attività in bene del Paese e della armonia tra i popoli per l’avvenire, impartendo poi ai presenti, ai loro colleghi e alle singole famiglie una speciale Benedizione Apostolica.

La visita sfiorò un incidente diplomatico: lo Stato Maggiore e l’Ufficio Cerimoniale non erano stati informati sull’evento tanto più si trattava di una visita in territorio straniero. Ai promotori, il Gen. Ferdinando Raffaeli comminò gli arresti.

L’ 8 settembre 1957 la pattuglia sull’ aeroporto di Marsiglia-Marignane per l’ ultimo impegno internazionale: il Meeting de l’Air.

Da Quelli del cavallino rampante di Antonio Duma
Si esibiscono diverse pattuglie ed arriva poi il momento dei cinque del Cavallino Rampante che decollano in formazione ed seguono un brillante programma fatto di continue trasformazioni, di perfezione geometrica delle diverse formazioni, di costante presenza sul cielo del campo sempre sotto gli occhi di tutti, con il pubblico senza fiato e gli intenditori in ammirazione. Poi la bomba con Liverani che disegna con il fumo un 360° attorno al punto in cui, a 6.000 piedi, la formazione inizia l’apertura con i fumi, un incrocio da sincronismo perfetto a pochi metri da terra e, infine, l’atterraggio in formazione di cinque sulla corta pista di Marignane, un vero capolavoro. Il giorno dopo i cinque Sabre sono in testa ad un pattuglione davanti ai cinque Mystere IV della Patrouille de France per un passaggio di saluto sulla città, poi passaggi sul campo con figure acrobatiche.

Dopo l’esibizione a Marsiglia, l’impegno della pattuglia acrobatica continua in altre manifestazioni aeree nazionali:

15 settembre Latina, 28 settembre Pisa, 29 settembre Siena, 30 settembre Decimomannu, 1 ottobre Elmas, 9 ottobre Pomigliano d’Arco per l’Accademia Aeronautica, 11 ottobre Lecce e il 13 ottobre 1957 Firenze, l’ ultimo intervento ufficiale.
Il 15 ottobre 1957 a Pratica di Mare i cinque della pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante, si esibiscono per il passaggio delle consegne della 4^Aerobrigata

A dicembre la pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante passa il testimone ai “Diavoli Rossi” della 6^Aerobrigata Sarà questa infatti la pattuglia che nel 1958 rappresenterà l’Aeronautica Militare nelle manifestazioni in Patria e all’estero.

Colorazione

I velivoli furono ripitturati con vernice avorio “Lancia”, il musetto rosso e fregio dello stesso colore che si allunga fino a metà fusoliera con il timone di coda in azzurro punteggiato di stelle bianche. Le ali superiormente in color avorio con le estremità azzurre con stelle bianche mentre la parte inferiore è azzurra come quelle posteriori.

Sabre F-86 E con la colorazione “avorio Lancia” 2001002. (Foto Catalanotto)

Anche i caschi hanno la stessa tonalita’ di azzurro dei velivoli

Casco P-3, Maschera MS-22001 early
(Arc. Caliaro)

Fumi
La prima pattuglia acrobatica ad usare un impianto fumi è stata quella dei Guizzo che utilizzava una bombola di fumogeno, ma che una volta attivato non poteva più essere interrotto. In pratica l’utilizzo dei fumi veniva riservato alla “bomba” il cui tempo di esecuzione con salita, apertura, incrocio sulla pista e successivo ricongiungimento, corrispondeva a quello di esaurimento della bombola. 

A questa limitazione Melotti e specialisti del Cavallino Rampante, pongono rimedio applicando un piccolo bottone sulla barra di comando, attraverso il quale il pilota può comandare o spegnere l’erogazione del fumo.

Il fumogeno è contenuto in un pylon alare con cannello di fuoriuscita incorporato. La possibilità di comandare l’erogazione dei fumi esalta la manovra acrobatica e rende più spettacolare l’esecuzione delle figure.

Nei primi mesi del 1960, in previsione di subentrare come pattuglia titolare nell’anno successivo,  alla 4^Aerobrigata si sta lavorando per una nuova formazione acrobatica. La scelta del leader, dopo che i più anziani hanno rinunciato, cade sul Cap.Vitantonio Fiore che sceglie i suoi gregari : Cap. Tascio gregario sinistro,  Cap. Scala gregario destro, S.Magg. Turra fanalino, S.Magg. Liverani gregario destro e fanalino ed infine Ten. Ferri. La squadra è completata da dieci specialisti. Dopo poco più di un mese il Cap. Fiore rinuncia all’incarico e gli succede il Cap. Zeno Tascio, già comandante della 84^Squadriglia. Subito dopo la nomina il nuovo capoformazione scegli i gregari:
Ten. Franco Panario, Ten. Vittorio De Angelis e Serg. Andrea Tamburro gregari destri. Ten. Cesare Genovese e S.Ten. Giovanni Gabrieli gregari sinistri e infine  Ten. Antonio Ferri fanalino.
Il Serg. Tamburro e il S.Ten. Gabrielli verranno poco dopo esclusi e subentrerà il Ten. Sabbatini.

INCIDENTE GENOVESE – PANARIO
Il 1° febbraio 1960, durante l’esecuzione di un tonneau a rombo di quattro, il gregario sinsitro Genovese perde un serbatoio sub alare che investe l’ala sinistra del fanalino, Panario il quale nonostante i danni riesce ad atterrare.

INCIDENTE GENOVESE – TASCIO
In un altro incidente, in rullaggio a causa del blocco della ruota del velivolo del leader, il Ten. Genovese investe il velivolo del Cap. Tascio senza conseguenze per i piloti.

Da Quelli del cavallino rampante di Antonio Duma
Racconto del Cap.Tascio.
“Ben presto la situazione si fece difficile, da una parte i più anziani mantenevano uno stretto riserbo, e ancorchè sollecitati, si astenevano dal fornire lumi o spiegazioni sul mestiere, forse per non apparire invadenti o presuntuosi; dall’altra, gli esperti si guardavano bene dal dare quei suggerimenti di cui avevamo bisogno, ma si tenevano pronti a subentrare al nostro posto nel caso avessimo fallito la prova.”
In questo situazione così pesante, il comandante della 4^ Aerobrigata Col. Palmera da nuovamente l’incarico di capo formazione al Magg. Melotti
ma il giorno dopo, durante un pranzo di corpo il Cap. Tascio protesta formalmente con il comandante esponendogli le sue ragioni. Riconosciuta la validità delle motivazioni della protesta, il Col. Palmera ritorna sui suoi passi e affida nuovamente l’ incarico al Cap. Tascio.

Da Quelli del cavallino rampante di Antonio Duma
Racconto del Cap.Tascio
“Ci furono assegnati velivoli e specialisti, e fummo dislocati in un poiazzale alla testata nord, nell’ allora avvenieristico hangar denominato “ad apertura rapida”, destinato poi al servizio d’ allarme.
D’accordo con gli altri piloti ed in omaggio al Cavallino avevo scelto il nominativo “Pony” per la pattuglia.

Intanto alla 4^ Aerobrigata rientra il Magg. Defraia che viene incaricato consulente e responsabile dell’addestramento. Con rinnovato entusiasmo vengono inserisce nuove figure, in gran parte in volo rovescio, la sua specialità. Viene provata la “bomba” con i velivoli in assetto rovescio, scalati di quota con G negativi per tutto il passaggio, ma la manovra viene stoppata per ordini superiori.

INCIDENTE TEN. GENOVESE – TEN. PANARIO
Il 24 marzo 1960 a Pratica di Mare, durante l’ addestramento in pattuglia di cinque, dopo un passaggio in fila indiana, in sommità ad un looping il Ten. Genovese investe la coda del Sabre di Panario che, perduto il timone, entra in vite. Il pilota si lancia da 1.800 piedi cavandosela con delle ammaccature alle ossa e al cranio, avendo perduto il casco. Il Ten. Genovese, nonostante lo schiacciamento del muso del suo Sabre, riesce ad atterrare.

Dopo l’incidente l’attività della pattuglia viene fermata: oramai i tempi erano maturi per la costituzione di una Pattuglia Nazionale sgravando cosi i singoli reparti dall’onere di costituirne una propria.

PATTUGLIA NAZIONALE
Il compito di formare il primo nucleo della Pattuglia Nazionale sull’ aeroporto di Rivolto (Ud) è affidato al Magg. Defraia.

Capo formazione viene scelto, provvisoriamente il Cap. Giorgio Santucci, comandante della 91^ Squadriglia (10°Gr.). Gli altri piloti sono: Ten. Vittorio DeAngelis, Bonollo, Vianello, Imparato, Venturini.
Poco dopo vengono introdotti dei cambiamenti nella formazione: Ten. Claudio Paganelli gregario sinistro, Ten. Franco Panario gregario destro, S.Magg. Eddo Turra fanalino, S.Magg. Giovanni Liverani gregario destro e fanalino, Ten. Carlo Sabbatini gregario sinistro.

MANIFESTAZIONE AEREA DI ALBENGA
15 maggio 1960
La nuova formazione del Cavallino Rampante è incaricata a partecipare in veste di riserva nazionale, alla manifestazione aerea di Albenga. Al rientro a Pratica di Mare, il Cap. Santucci, non avendo risolto il nodo della provvisorietà di capoformazione, accetta la proposta fattagli di frequentare il corso piloti collaudatori ad Edward AFB (USA). A Santucci subentra il Cap. Massimo Scala del IX Gruppo.

Formazione 1960:
Cap. Massimo Scala capoformazione, Ten. Carlo Sabbatini gregario sinistro e destro, Ten. Franco Panario gregario destro, Ten. Antonio Ferri fanalino, Ten. Vittorio De Angelis gregario sinistro e destro.

In piedi da sinistra: Ten. De Angelis, Cap. Scala, Ten. Sabbatini; accovacciati da sinistra: Ten. Panario, Ten. Ferri (Arc. DeAngelis)

INCIDENTE MAGG. DEFRAIA
Il 28 maggio 1960 la pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante si trasferisce sull’ aeroporto di Grosseto per partecipare ad una manifestazione aerea a Perugia. Il giorno dopo, sull’aeroporto di Grosseto, dopo due passaggi ad un paio di metri da terra, compie un terzo passaggio in volo rovescio a bassa quota, forse ad un metro da terra quando l’ estremità della deriva incomincia a solcare il terreno e dopo un centinaio di metri, impatta il gradini di cemento del raccordo trasversale alla pista e il suo Sabre si disintegra. L’ intervento della pattuglia a Perugia viene annullato e i piloti rientrano a Pratica di Mare.

Dopo l’incidente a Defraia, la pattuglia acrobatica del Cavallino Rampante si esibirà in altre manifestazioni: 15 giugno a Latina, 29 giugno a Vergiate, 10 luglio al Lido di Venezia. Poi tra agosto e settembre 1960 a Loreto, a Massa Cinquale, a Messina, a Reggio Calabria e per ultimo a Rieti.

TRASFERIMENTO A GROSSETO
In ottobre la pattuglia acrobatica si trasferisce sull’ aeroporto di Grosseto

A metà gennaio del 1961 viene emanato l’ ultimo atto costitutivo della Unità Speciale Acrobatica nazionale della quale viene affidato il comando al Magg. Mario Squarcina; i piloti sono gli stessi della pattuglia acrobatica del Cap. Massimo Scala.
Considerato la provenienza dal Quarto di Squarcina e l’ appartenenza dei piloti alla 4^ Aerobrigata, comi primo distintivo dell’ Unità Speciale non poteva essere che il Cavallino Rampante.

TRASFERIMENTO A RIVOLTO
Il 1° marzo 1961 6 F 86E Sabre della 4^ Aerobrigata decollano da Grosseto destinazione Rivolto. La formazione è composta dal Cap. Scala (capo formazione), e dai Tenenti  Sabbatini e Imparato (gregari sinistri), Vianello e Panario (gregari destri) e infine dal Ten. Ferri (fanalino). Il 10 marzo si aggiunge il Ten. G. Pinato (fanalino)

Rivolto 1 marzo 1961 (Foto PAN)
Rivolto 1 marzo 1961

Da La meravigliosa avventura vol.3 di Renato Rocchi
Sulla piazzola in “testata pista 06” dell’Aeroporto di Rivolto, un uomo, un Pilota, scrutava il cielo pieno di sole nell’attesa di qualcuno, di qualche cosa. Nella sua mente, progetti, propositi e disegni si succedevano in un sogno da realizzare. Finalmente un rumore lontano lo faceva trasalire. Pochi secondi e sul campo si presentava la formazione a “cuneo” di sei “Sabres” per un passaggio. Il “team” si allontanava, si portava sulla città di Udine, poi sull’Aeroporto di Campoformido, dove eseguiva un “looping”, per rientrare su Rivolto e presentare un “programmino” acrobatico. Dal momento dell’entrata sul campo dei “Sabres”, lo sguardo di Squarcina non li lasciò un momento. Con la commozione alla gola li seguì su Udine, su Campoformido, li controllò su Rivolto in ogni manovra. Al parcheggio i Piloti andarono incontro al nuovo “Capo” per stringergli la mano, per avere il conforto del “bravo”.  “Ragazzi, una Pattuglia Acrobatica non é fatta soltanto di passione e di volontà, ma anche di parametri da mantenere! – tuonò bonariamente Squarcina -domani incominceremo con una formazione a quattro”.
Quei sei bravi ragazzi presero la strada del Circolo Ufficiali per festeggiare con Squarcina l’arrivo e l’inizio di una nuova vita.

Rivolto 1961 F-86E con ancora la numerazione della 4^ Aerobrigata e il cavallino rampante sul timone verticale (Foto Catalanotto)

Franco Panario, il primo “Pony 6”
Grosseto: quel pomeriggio del 1° Marzo di 50 anni fa Iasciammo quel “campo” (Grosseto ci aveva visto come Pattuglia Acrobatica Nazionale di Riserva) per Rivolto, meglio per Campoformido, perchè lì arrivammo e con il “primo looping in terra friulana” rendemmo omaggio alla prima Pattuglia che da quel “campo” iniziarono l’Acrobazia in formazione e a tutte le altre che seguirono; … poi a Rivolto “Iooping di buon augurio” alla nuova base della P.A.N.
Atterrammo e Squarcina ci accolse con un abbraccio (lo ricordo come Istruttore S.Ten. a Lecce nel lontano ’52). Il giorno dopo 1° allenamento in 6 voleva vedere cosa sapevamo fare! … non male. Qualche giorno per sistemarci poi iniziammo gli allenamenti con variazioni e nuove figure e consigli con il Capo in “Biga”. A ciascuno fu affidato un compito (a terra); a me disse di pensare al distintivo: cominciai con tre aerei stilizzati in ala destra (nel ’52 a Capodichino sul “Mustang” ero gregario destro) , poi sempre più stilizzati fino ad essere come sono oggi (anche con l’aiuto di Ralli). Con il Magg. Ceoletta andai a Vicenza dal Gen. Bianchi per esporgli i disegni ne discusse – variò alcune cose, volle l’arco della “Caccia” sotto le “frecce” e infine approvò.
Bisognava pensare al nominativo eravamo arrivati tutti con il “cavallino rampante nero” di Baracca sulla tuta (anche Squarcina), partimmo da lì. Qualcuno disse “Frecce”, qualcuno “Cavallino”, poi venne fuori “PONY”… breve e bello… e fu quello. Vennero anche giorni tristi. Quel 3 Maggio pomeriggio Massimo (Scala) ci lasciò : c’è un posto in me tutto suo! Arrivarono i nuovi addestramento e allenamento e manifestazioni, in Italia e all’estero, alcune “tirate”, molto quella di Ahlhorn [Squarcina, Sabbatini, Imparato, Panario con Ferri solista e, in fondo pista, Vianello in “Biga”: da fanalino vedevo l’ala di Carletto (Sabbatini sugli alberi letteralmente: l’abilità del Capo (Squarcina) e tanta fortuna!… ci portò tutti a terra. Poi venne Franco Pisano e con lui andammo per l’Italia e l’Europa: noi tutti gli dobbiamo molto!
Mi ricordo il primo “speaker” Ten. Vincenzo Santulli, il suo preciso, incisivo ed efficace modo di presentarci nelle manifestazioni [Rocchi venne dopo il ’62 ] e poi e poi. Ringrazio il “Buon Dio” e I‘ ”Aeronautica Militare Italiana” per avermi regalato il miglior periodo della mia vita !!!