SCALO CIVILE REGIONALE

L’ Aeronautica Militare, considerato la vicinanza dell’ aeroporto al confine (un centinaio di metri), lo declassifica in distaccamento dipendente dal Comando di Udine.
Nel corpo di guardia viene ricavato l’ ufficio comando, la segreteria, l’ ufficio amministrativo, la sala mensa e la cucina. Nella palazzina ufficiali per un periodo, vengono alloggiati i sottufficiali e gli avieri. A comandare il distaccamento si susseguono il Ten. Niesutta, il M.llo Negusanti e il Cap. Falchi. 
Rimane inoltre una piccola stazione meterologica che verrà chiusa il 31 dicembre 1966.

Nell’ ambito del distaccamento dell’ Aeronautica Militare è attiva la stazione meteo che cesserà l’attività il 31 dicembre 1966.

L’ aeroporto viene riconvertito per ricevere il traffico civile diventando scalo regionale. Viene riparata dai danni dello spezzonamento la palazzina accanto all’ autorimessa e sistemati al suo interno gli uffici della Direzione d’Aeroporto, l’ ufficio CDA (piani di volo) dell’ Aeronautica Militare, la stazione meteo (al centro sotto la torre) e il bar (a sinistra per chi guarda con le spalle al campo di volo). Viene anche aggiunta un’ appendice sul tetto dell’ edificio dipinta a scacchi bianco-rossi con la funzione di assistenza al volo per fornire informazioni meteo e di traffico ai velivoli in arrivo e partenza. Il servizio e’ operativo solo dall’ alba al tramonto (HJ).
Al posto dell’ hangar Lancini (quello vicino al corpo dio guardia), viene ricavato il piazzale per la sosta e parcheggio degli aeromobili di linea. Verso ovest, oltre gli hangar della Ricognizione, il radiofaro che verra’ chiuso all’ inizio degli anni ’60 con il trasferimento dei voli commerciale a Ronchi.

L’ aeroporto assume il ruolo di scalo regionale con un collegamento giornaliero per Roma effettuato dalle società S.I.S.A. poi L.A.I.  con un velivolo C.47

Velivolo C-47 I-LONA (Arc. Carulli 2-car2)

Con l’inizio dei voli di linea, l’aeroporto viene dotato di nuovi servizi i cui spazi sono ricavati nella palazzina sottufficiali. Il 16 settembre 1947 si insedia la Brigata Aeroporto e Tenenza della Guardia di Finanza con una dozzina di finanzieri comandati da un Brigadiere. Nell’ edificio oltre all’ ufficio comando, ci sono la cucina, la mensa e i dormitori per i sottufficiali.
Il compito dei finanzieri è finalizzato alle pratiche amministrative inerenti all’imbarco/sbarco dei passeggeri del volo Roma – Gorizia – Roma e al pattugliamento lungo il confine che va da Peci alla Casa Rossa.
Con il trasferimento dei voli sull’aeroporto di Ronchi nel 1961, il contingente che era inquadrato nella Brigata Aeroporto, cessa l’attività e il personale svolgerà il servizio ai valichi della zona Sant’Andrea fino al 1969

Palazzina sottufficiali (gdf1)

UN AEREO SCONOSCIUTO
Maggio 1948, un aereo sconosciuto proveniente dalla Jugoslavia sorvola di notte a luci spente Gorizia e i dintorni girando particolarmente sulla località del Collio. Dopo aver sorvolato anche la zona collinare del cormonese, rientra in territorio Jugoslavo.

Nel 1948 vengono brevettati i primi piloti civili del dopoguerra:

Brevetto di 1° grado, soci Aero Club Triestino
Sig. A. Dollinar
Sig. R. Rovis
Sig. G. Vecchiet
Sig. W. Schnabl
Sig. R. Rega
Sig. V. Calzetta

Brevetto di 1° grado, soci Aero Club Gorizia
Sig. Primosi
Dot. Cotti


Brevetto di 2° grado, soci Aeroclub Triestino
Sig. R. Floriano
Sig. U. Bussini

GIRO AEREO D’ ITALIA E AVIORADUNO DI VICENZA
Il 4 giugno 1948 fa tappa all’aeroporto di Gorizia il Giro aereo d’ Italia.
Nell’agosto dello stesso anno un’equipaggio dell’ Aero Club Triestino composto dai piloti G.B. di Fabio, fondatore dell’ Aero Club di Trieste e R. Castelletti, primo istruttore dell’ Ae.Club di Gorizia e Trieste, su velivolo I-OMAS  partecipano all’ Avioraduno  di Vicenza.

Aeroporto di Gorizia, Giro Aereo d’Italia. Da sinistra: Di Fabio, Castelletti (Arch.Aero Club Gorizia-acg1)

VISITA DELL’ ON. IVAN MATTEO LOMBARDO
Il 27 agosto 1948 atterra sull’aeroporto di Gorizia proveniente da Roma, l’ aereo con l’ On. Ivan Matteo Lombardo, Ministro del Commercio e dell’ Industria. Accolto dalle autorità cittadine raggiunge successivamente Palazzo Attems per una visita ad una mostra d’ arte e, prima di partire per Udine, si reca nella zona nord della città sul piazzale della Transalpina per rendersi conto personalmente della rete di confine che taglia in due la città

PRIMA DONNA GORIZIANA PILOTA
Nel marzo del 1949 consegue il brevetto su velivolo FL3 la prima donna goriziana pilota, la Sig.ra Rita Pinausi.

Rita Pinausi (Arch. Pinausi-pin1)


ATTO COSTITUTIVO AERO CLUB GORIZIA
Il 9 settembre 1949 viene redatto lo Statuto e registrato l’ Atto Costitutivo dell’ Aero Club di Gorizia che viene intitolato alla memoria del Cap. Osservatore Luciano Marni di Cormons, decorato con tre medaglie d’ argento e deceduto nell’ ultimo conflitto mondiale in un ospedale di Bengasi per le ferite riportate durante un’ azione di guerra.
Nel 1983 l’ Aero Club di Gorizia assorbirà l’ attività dell’ Aero Club di Trieste, assumendo la denominazione di Aero Club Giuliano di Gorizia e Trieste.

Cap. Luciano Marni (mar1)

VISITA DELL’ ON. DE GASPERI
Il 4 novembre 1952 atterra a Gorizia il DC.6 presidenziale dell’On. Alcide DeGasperi.

(Arc. Mus Prov.-Go 54)

Lo statista dopo aver visitato il sacrario militare di Redipuglia ritorna a Gorizia. Salito sul colle del castello dal torrione nord ha modo di vedere la ferita prodotta dal nuovo confine che divide case, orti e perfino un cimitero. Per dare maggior risalto, dal monte Sabotino al paese di Merna, ogni cinquanta metri fumogeni bianchi delimitano la fascia confinaria.

Impressionato De Gasperi osserva:
“Questo confine l’ho visto sulle carte a Parigi per cento volte. Oggi lo vedo per la prima volta nella sua realtà!”

KENNEDY A GORIZIA ?
Si racconta che l’ 11 dicembre 1952 sia atterrato a Gorizia  l’ aereo del senatore americano J.F. Kennedy in visita a Trieste. Nella breve sosta in città, il senatore sarebbe stato accompagnato per una breve visita sul confine della Transalpina. Della visita però, non c’è riscontro nella stampa locale.

RALLYE DELLE STELLE
Il 4 luglio 1957 il Rally delle stelle fa tappa a Gorizia. Sedici dei quaranta aerei, provenienti da Fano assieme all’ S-82 con i giornalisti e fotoreporter atterrano all’ aeroporto Duca d’Aosta. Tra le celebrità Sandra Milo e Angela Portaluri (miss Italia 1956).

PRIMO BREVETTO FEMMINILE DI PARACADUTISMO
l 26 marzo 1961 sull’ aeroporto di Treviso S.Angelo  la contessa  Alice Taxis Formentini consegue, prima donna goriziana, il brevetto di paracadutista lanciandosi dal Fairchild C-119 . Dello stesso corso si brevettano i goriziani Fabio Vezil, Antonio Piovesan, Dario Martini, Giorgio Fischanger e Luciano Medeot affiancati dagli esperti Franco Rapozzi, Giuseppe Parise, Ugo Furlani, Luciano Scarel e Severino Bertocco.

(Arch. Formentini-gaz1)

INAUGURAZIONE MONUMENTO DUCA D’AOSTA E LAPIDARIO
Nel pomeriggio del 4 novembre 1962 alla presenza del Capo dello Stato On. Antonio Segni, del ministro della difesa On. Giulio Andreotti e del CSM Aeronautica Gen. Remondino, vengono inaugurati in aeroporto il Monumento al Duca d’ Aosta e il Lapidario ai Caduti del 1° e 4°Stormo Caccia. Alla cerimonia partecipa anche la vedova di Amedeo di Savoia la duchessa Anna di Francia con la figlia Cristina.

In mattinata il Capo dello Stato aveva presieduto alla cerimonia del 4 novembre al Sacrario militare di Redipuglia..

Musei prov.Go a20n05

Il monumento sorge in uno spiazzo dell’aeroporto dove era ubicata negli anni ’30 la palazzina comando.
Su larga base circondata da 10 cippi commemorativi delle imprese militari più significative di Amedeo di Savoia, si eleva la statua in marmo travertino alta 5 metri che raffigura il Duca aviatore in tenuta di volo con il volto rivolto verso l’Amba Alagi. 
Opera dello scultore veronese Vittorio di Colbertoldo su progetto di Paolo Caccia Dominioni, la statua poggia i piedi sul luogo dove si trovava l’ufficio del Duca.

Il Lapidario è parte integrante del muro di cinta della palazzina Ufficiali dell’ Aeronautica Militare ora caserma della Guardia di Finanza, di fronte al monumento del Duca d’Aosta. Anche questo manufatto è stato progettato dall’architetto Paolo Caccia Dominioni.

Le due opre sono state realizzate con una sottoscrizione nazionale  promossa dal Comitato presieduto dal Generale d’ Armata Guglielmo Nasi sotto l’ alto patrocinio dell’ Associazione Arma Aeronautica e dal  generoso contributo dei veterani e dei familiari dei Caduti. All’ iniziativa aderisce anche l’ Aero Club Goriziano.

CONCERTO DELLA BANDA DELL’ AERONAUTICA MILITARE
La sera precedente l’inaugurazione, sabato 3 novembre, il Corpo Musicale dell’ Aeronautica Militare diretto dal maestro Di Miniello, tiene un concerto nel teatro della Ginnastica Goriziana.

CORSI DI CULTURA AERONAUTICA

I primi corsi risalgono alla fine degli anni ’50 e sono tenuti per conto dell’Aeronautica Militare, dall’Aero Club di Gorizia. Successivamente e fino al 1975, ultimo anno a Gorizia, è l’ Aeronautica Militare a gestire tramite il Centro di Volo a Vela di Guidonia. I corsi sono rivolti agli studenti delle scuole medie superiori di un’età compresa tra i 17 e 20 anni di età.

Dal 1966 al 1975 si sono svolti 53 corsi con 5120 partecipanti suddivisi in 53 corsi svolti  nei mesi di agosto /settmbre, fatta eccezione per l’ anno 1966 nel quale un corso è stato tenuto nel mese di  ottobre. 
A questi bisogna sommare i partecipanti dei corsi precedenti per cui il numero risulta di gran lunga superiore.

(Arch.Righetti-rig09)

GRUPPO AEROMODELLISTICO ARDITA
All’inizio degli anni ’60 il gruppo aeromodellistico Ardita di Gorizia assieme al G.A.U. (gruppo aeromodellistico udinese) organizza in piazza Cesare Battisti una dimostrazione di aeromodelli in volo vincolato. In una piazza gremita di gente vengono fatti volare diversi aeromodelli: quando tocca al pulsogetto del GAU, per cause imprecisate, questo si svincola dal cavo e finisce su un albero sfiorando la tragedia.

CESSAZIONE OPERATIVITA’ STAZIONE METEROLOGICA DELL’ AEROPORTO DI GORIZIA

La sera del 31 dicembre 1966 l’aviere scelto Gian Franco Mian svolge in solitudine e per l’ultima volta le consuete incombenze e a mezzanotte in punto, con il cuore pesante, inoltra ai superiori Comandi un burocratico telegramma in cui comunica la cessazione del servizio del Distaccamento aeroportuale Gorizia, stilando di fatto l’atto ufficiale di morte di un ex grande aeroporto militare. Molti anni dopo, congedato con il grado di maresciallo aiutante, raccoglierà in queste brevi righe i momenti e i sentimenti che lo hanno accompagnato al malinconico epilogo.

DISTACCAMENTO AEROPORTUALE «GORIZIA» (MERNA) L’ULTIMO AVIERE OPERATIVO 
Nato a Romans d’Isonzo, rammento che da bambino nutrivo la passione per l’Arma Azzurra: ogni «rumor d’aereo» mi faceva istintivamente alzare il naso in su per localizzare e seguire le traiettorie del velivolo. La passione si accentua ancor di più nel momento in cui andai ad abitare vicino alla casa dei genitori di Vittorio Cumìn: mitico capo formazione prima dei «Diavoli Rossi» poi delle «Frecce Tricolori»; rammento quando sfidando la mia timidezza, andavo a casa sua a chiedere a sua madre le foto di Vittorio sul suo «F84» e m’incantavo ad osservare il diavolone ghignante dipinto sulla fusoliera. Passati gli anni, finiti gli studi, la fortuna fa sì che il mio sogno di bambino si avveri: vinco un concorso per specialisti A.M.. Il primo ottobre 1965 entro alla S.S.A.M. di Caserta specializzandomi, dopo nove mesi dì corso, assistente tecnico meteo. Trasferito a Milano Linate, acquisisco l’operatività presso la stazione meteo aeroportuale. Il 13 agosto 1966, data indimenticabile per me, vengo trasferito presso la stazione meteo del distaccamento aeroportuale di Gorizia. Presso il distaccamento, mi formo e mi maturo militarmente e umanamente parlando, grazie alle degnissime persone, tutti sottufficiali anziani, che mi accolgono come un figlio. Doverosamente ringrazio, facendo virtualmente un perfetto saluto militare, 
Cavallo, Negusanti, Bandini, Furlani, Kerniat, Barenghi, Fichera … e soprattutto un grazie di cuore al maresciallo Cossutta, il mio capo stazione, il mio secondo papa’. A Gorizia si viveva un’atmosfera tutta particolare, si era tutti affiatati come una grande famiglia. Tecnicamente parlando noi giovani assorbivamo cognizioni ed esperienze dagli anziani che pazientemente ce le propinavano. Rammento al riguardo come il mio capo stazione (triestino d’origine) riusciva, anche nei momenti in cui eravamo liberi dal turno, a tenerci presso l’ufficio: «Te son libero? (sì mulo) bon, vien dentro, e ciol el manual dei codici meteo, legi ! E se no te capisi dime che favelemo!». Purtroppo l’aeroporto a causa di diversi fattori negativi quali: la vicinanza al confine, la pista in erba, l’espansione ed il miglioramento tecnico-operativo del vicino aeroporto di Ronchi dei Legionari, conducono irrimediabilmente alla decisione da parte dei nostri comandi di sospendere ogni forma di assistenza logistico-operativa in loco, demandando il tutto al distaccamento aeroportuale di Ronchi dei Leg.. Arrivata la comunicazione ufficiale, tutto il personale viene trasferito, per la maggiore, a Ronchi (me compreso), ultimo reparto a lasciare la base sarà proprio la stazione meteo con chiusura definitiva alle 24:00 del 31/12/66. Giorni prima il capo stazione mi chiama: «ciò Mian, varda che el 31 te son solo! Ricordete de trasmeter el tele!» (il telegramma che dovevo trasmettere via telex notificando e ufficializzando così la chiusura del P.I.M. – posto informazioni meteo – di Gorizia). A svolgere quest’ultimo fatidico turno toccò al sottoscritto e rammento tutto come fosse successo ieri: 
Alle 20:00 do il cambio al sìg. Pietramonti (incaricato meteo civile) che, passandomi le consegne, mi augura Buon Anno e mi lascia un panettone ed una bottiglia dì spumante. Ogni ora dovevo uscire fino alla capannina meteo e rilevare i dati, faceva un gran freddo e a terra c’erano ancora cumuli di neve ghiacciata caduta giorni prima. Completamente solo, passai quelle quattro ore inconsapevole (troppo giovane) dell’evento storico che si stava consumando in quel mitico, leggendario aeroporto. 
Alle 23:40 inizio le ultime osservazioni, compilo il bollettino e alle 23:50 lo trasmetto via telex a Udine. 
Alle 00:00 compilo e (ahimè) trasmetto il telegramma di chiusura:
Al: 
COMAEROP Udine Rivolto 
AEROTELE METEO Milano 
Per conoscenza: 
2° TELEGRUPPAEREO Padova 
Testo: 
Rifefoglio …… Datato dì 
AEROTELE Milano 
COMUNICASI ORE 24:00 DEL 31/12/66 P.I.M. DISTAEROP GORIZIA 
CESSA SVZ.
Subito dopo prendo lo spumante esco e, sotto un cielo magnificamente stellato, stappo la bottiglia augurandomi Buon Anno cacciando un urlo e bevendo a canna (benedetti 20 anni!). Alle 07:00 del 01/01/67 chiudo materialmente a chiave l’ufficio e la capannina, metto in moto il mio super «Garelli 50» (rigorosamente dipinto d’azzurro), salgo in sella e, come nella struggente scena finale del film «II cavaliere della valle solitària», mi allontano trasferito a Ronchi. Non so se per lo spumante bevuto o per il freddo, ma prima d’uscire dall’area aeroportuale mi è sembrato di sentire il rombo di parecchi aerei. L’ultimo aviere lascia la base.
M.Ilo aiutante 
A.T.M. Gian Franco Mian

Dopo la chiusura della stazione meteo l’ Aeronautica Militare manterrà ancora per qualche anno un presidio situato nell’ attuale sede dell’ Associazione Arma Aeronautica.

MANUFATTI DISTRUTTI O SMANTELLATI AL 31 DICEMBRE 1966
2 hangar  Ricognizione;
Hangar del III Gruppo del 6°Stormo;
3 hangar Lancini del 4° Stormo;
Palazzina infermeria;
Palazzina Reparto Servizi e Cassa e dei R.R.C.C.;
Stazione Radio Telegrafica situata fuori dall’ aeroporto;- palazzina avieri: demolita dalla ditta Mattiroli tra gli ultimi anni ’50 e i primi ’60 perche’ pericolante.

EDIFICI ESISTENTI, RESTI E RUDERI AL 31 DICEMBRE 1966
Deposito benzina (resti);
Palazzina sottufficiali (inagibile);
Magazzino vestiario (rudere);
Stazione R.T. (rudere inagibile);
Baracca recupero velivoli incidentati (inagibile);
Magazzino MSA (parzialmente agibile)
Serbatoio pensile dell’acqua;
Hangar Gleiwitz (utilizzato dall’Aero Club);
Officina III tipo (parzialmente agibile);
Box parcheggio coperto;
Cabina dell’ alta tensione
Corpo di guardia (utilizzato dall’Associazione Arma Aeronautica Gorizia);
Autoparco (utilizzato dall’ Associazione Nazionale Paracadutisti d’ Italia);
Aerostazione passeggeri (inagibile);
Piazzale del III Gruppo in uso per parcheggio velivoli aviazione commerciale;
Rifugi antiaerei;
Piscina (inagibile);
Tracce dei piazzali del 4° e 21° Stormo;
Pavimentazione ufficio Comando della Ricognizione Aerea;
2 robusti manufatti, probabilmente serbatoi dell’ acqua dietro gli hangar della 73^ e 96^ Sq, della 97^ e 84^ Sq. e della 90^ e 91^ Sq. (resti);
Cabina impianto antiincendio dietro gli hangar del 4°Stormo (ruderi)
Piscina della Colonia Elioterapica (tracce);
Palazzina ufficiali, utilizzata dell’ Aeronautica Militare fino agli anni ’80, quindi ceduta alla Guardia di Finanza che vi ha insediato un Battaglione (abitata);

Edifici costruiti dal 1924 al 1936mqmc
Centrale elettrica (aerostazione passeggeri nel DG)4902.400
Autorimessa5103.500
Corpo di guardia210900
Officina III tipo6104.300
Hangar Gleiwitz1.86012.000
Magazzino M.S.A.9007.400
Magazzino Vestiario9007.400
Palazzina Sottufficiali2.76012.800
Stazione R.T.200950
Totale8.44051.450
Edifici costruiti nel dopoguerra
Segreteria AeroClub 160600
Laboratorio Fotografico1501.100
Totale3101.700
Area e piazzole in cemento
Piazzali hangar 4° Stormo7.500
Piazzale hangar 6° Stormo2.500
Uffici Amministrativi500
Totale10.500