2^ GIORNATA DELL’ ALA
L’esordio del 4°Stormo nell’acrobazia aerea collettiva avviene il 27 maggio 1932 per la 2^ Giornata dell’Ala sull’aeroporto del Littorio. 
Il 10° Gruppo  si esibisce con una serie di figure in formazione a triangolo alla quota di 400 metri, a tenaglia di squadriglie, a freccia, a formare l’asta e l’arco simbolo della caccia, in colonne di cunei, ad aquilone ed infine con il grande triangolo
Il 27 maggio, nel pomeriggio, Spadaccino decolla con ventisette velivoli CR. 20 dirigendo sul lago di Braciano. Qui, assunta la formazione di 3 <cuneo di squadriglie>, inizia la scorta a due idrovolanti (U.Maddalena e A. Guidoni) e con essi fanno rotta verso l’aeroporto del Littorio sorvolandolo a 200 metri di altezza. Abbandonati i due idrovolanti, il gruppo si trasforma in colonna di squadriglie e dopo aver compiuto un ampio giro a sinistra ritorna sull’aeroporto con una formazione a triangolo alla quota di 400 metri quindi, assume la formazione a <tenaglia di squadriglie> e fa rotta verso ovest per congiungersi agli altri velivoli da caccia e da bombardamento, con i quali sfila ancora una volta sul Littorio a 100 metri di quota. I 27 velivoli rientrano poi regolarmente a Ciampino.

27 maggio 1932 Aeroporto del Littorio, 2^Giornata dell’Ala. Formazione a tenaglia di squadriglie del X Gruppo

Piloti selezionati :
T.Col. Nicola Spadaccino
84^ Squadriglia
Cap. Arrigo  Caroti, Ten. Oscar Molinari,  Ten. Vezio Mezzetti,  M.llo Pietro Tofful, S.Magg. Romolo Cantelli,  S.Mag. Antonio Gugliotta, Serg. Alberico Sica, Serg. Luigi Acerbi, Serg. Raffaele Anelli, Serg. Canzio Marini, Serg. Rodolfo Bergamini, Serg. Mario Ruffilli
90^ Squadriglia
Ten. Mario Salvadori, Ten. Carlo Azzali, Ten. Renato Roveda, M.llo Terzo Degan, Ser. Carlo Attanasio, Serg. Mario Bandini, Serg. Silvio Costigliolo, Serg. Marcello Baccara, Serg. Ugo Corsi, Serg. Giuseppe Avvico, Serg. Raffaele Chianese, Serg. Enzo Callegari
91^ Squadriglia
Ten. Ugo Vincenzi, Ten Mario Viola, M.llo Emiro Nicola, S.Magg. Giovanni Silvestri, Serg. Vittorio Romandini, Serg. Gino Passeri, Serg. Enzo Castelletti, Serg. Sirio  Salvadori, Serg. Giuseppe Salvadori, Serg. Franco Giacchetti, Serg. Norino Renzi, Serg. Giovanni Celeghini.

MANIFESTAZIONE AEREA TRIESTE
Il 29 giugno 1932
In occasione della manifestazione aerea a Trieste, il X Gruppo con 27 CR.Asso ripete il programma della Giornata dell’Ala. Il Duca d’Aosta e le autorità cittadine seguono lo spettacolo da bordo della Motonave “Egitto”, del Lloyd Triestino.

SQUADRIGLIA ALTA ACROBAZIA
Il Ten. Tessore subito dopo l’ assegnazione alla 90^ Squadriglia, viene scelto da Salvadori come capoformazione per voli acrobatici. A lui viene affidato il compito di costituire nell’ ambito della 73^ Squadriglia, equipaggiata con velivoli Ba 19, la Squadriglia Alta Acrobazia.
Il Ba.19 e’ un velivolo particolarmente adatto all’acrobazia, lo stesso della formazione acrobatica del 1° Stormo; dotato di doppio carburatore, consente il volo rovescio in tutta sicurezza e per questo e’ indicato per “l’alta acrobazia”.
Dopo un intenso allenamento iniziato nel ’33 nel cielo di Gorizia, la Squadriglia prende parte alle giornate di propaganda aviatoria indette dall’ Aero Club Italia nel 1934 in varie città. La squadriglia è la prima formazione acrobatica del 4° Stormo che si sia esibita in Italia.

TESSORE
BENFORTIMEZZETTI
VIOLAACERBI
CORSISOZZI
GIACCHETTI
riserva

MANIFESTAZIONE AEREA DI TALIEDO
8 luglio 1934
Dopo l’atterraggio dell’ultimo aeroplano del Giro di Lombardia, un BR.15 del pilota Ludrini, si esibiscono tre alianti della Scuola Provinciale di Volo a Vela di Milano seguito dal sorvolo di due Squadriglie di B.R.3 del 13° Stormo con passaggi a “cuneo” e “in linea di fronte” Quindi un Ca.113 pilotato da D. Antonini, due alianti, il Tigerschwalbe del tedesco G. Achgelis che esibisce tre passaggi a un metro da terra in volo rovescio mantenendo la posizione anche nelle virate di rientro. Al tedesco seguono il pilota Wengi con il Ca113, il lancio con paracadute della sig.na Kraft e del sig. Viscardi che atterra illeso su un hangar. Alle 18.15 la pattuglia acrobatica del 1° Stormo si presenta sul cielo campo con nove CR.30 seguita da quella del quarto. Subito dopo tocca alla Squadriglia Alta Acrobazia che esordisce con un looping a cuneo di sette” poi passaggio in linea di fronte” di due pattuglie a cuneo “, apertura della formazione in virata in senso opposto,  volo rovescio “tonneau “ in formazione, imperiale” all’uscita del quale la formazione si mette in volo rovescio con virata di 90°, passaggio del capoformazione in volo rovescio” e i gregari in volo normale, poi la S “ di Pègoud, trasformazione in due pattuglie, una di quattro e l’altra di tre, tonneau lento” simultaneo e apertura della bomba” su due obiettivi.

LA SQUADRIGLIA ALTA ACROBAZIA CESSA L’ ATTIVITA’
Il 16 ottobre 1934 Tessore lascia il 4° Stormo per il 2°. Con la sua partenza la Squadriglia Alta Acrobazia cessa l’ attività.

RIEPILOGO ESIBIZIONI DELLA SQUADRIGLIA ALTA ACROBAZIA
10 maggio Bologna;
21 maggio sull’aeroporto di Gorizia durante la visita del gen.Pinna, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica: in questa occasione anche lo stormo al completo sfila sul campo;
27 maggio Parma;
10 giugno Mantova e lo stesso giorno ad Udine con un Ca113 insieme ad un CR.Asso del 1°Stormo;
17 giugno Padova in concomitanza con una squadriglia di CR.Asso del 1°Stormo;
8 luglio Milano assieme alla pattuglia acrobatica di CR.30 del 1°Stormo;
22 luglio Ancona, si esibiscono i Ca113 della squadriglia di Tessore, con un solo velivolo insieme ad una squadriglia di CR.Asso del 1°Stormo;
29 luglio Venezia con quattro velivoli;
8 settembre Vicenza;

4^ GIORNATA DELL’ ALA – LA PATTUGLIA ACROBATICA DI MOSCATELLI
Il 28 marzo 1936 compie la sua uscita ufficiale la nuova pattuglia acrobatica del 4° Stormo di Moscatelli. 
Dopo una tappa a Rimini il 25 marzo ed una prova il 27 sull’aeroporto del Littorio,  la pattuglia acrobatica del 4° Stormo formata da dieci CR. 32, si esibisce ufficialmente  il 28 marzo 1936 in occasione della 4^ Giornata dell’ Ala che, per motivi di ristrettezze  economiche, vede abolita la parata aerea ad eccezione dell’esibizione della pattuglia acrobatica  del Quarto.
Sul campo del Littorio  sono ad assistere il Capo del Governo, il Duca d’Aosta e il Primo Ministro ungherese Gombos.
L’Aeronautica Militare Magiara aveva messo gli occhi sul CR.32 e l’Aeritalia sperava di concludere il prestigioso contratto. Gombos era un cliente di lusso, da trattarsi con tutti i riguardi. Infatti S.E. Mussolini si teneva sempre vicino l’ospite ungherese, anche durante la rivista dello schieramento dei velivoli.

Non più una formazione di sette o nove velivoli, ma due formazioni di cinque che si esibiscono in un programma coordinato decollando e atterrando insieme. Dopo il decollo le due formazioni eseguono delle figure acrobatiche congiuntamente per poi separarsi in due pattuglie e ricongiungersi per il finale in dieci. La soluzione consente di eliminare i tempi morti dei rientri poiche’ quando esce di scena una formazione entra l’altra, mantenendo sempre una delle due  sul cielo campo davanti agli spettatori. 
Per la prima volta viene eseguito il tonneau lento in cinque CR.32, nonché l’ imperiale a cuneo con rimessa individuale seguita da un tonneau veloce. In finale la figura della bomba.

73^SQUADRIGLIA
MOSCATELLI
VIOLAMONTANARI
PEZZE’RENZI
91^SQUADRIGLIA
ROSSI
DE PRATOCHIANESE
ROMANDINICASTELLETTI

da: La Meravigliosa avventura
di Renato Rocchi
Dopo la consegna delle onorificienze alle famiglie di aviatori Caduti in Abissinia, chiude la manifestazione la pattuglia acrobatica del 4°Stormo.
Non più una formazione di sette o nove velivoli, ma due formazioni di cinque che si esibiscono in un programma coordinato che non lascia vuoti e che partono e atterrano assieme. La prima formazione è portata da Moscatelli che sceglie tra i gregari della 73^Squadriglia Viola, Pezzè, Montanari e Renzi. La seconda formazione , portata da Rossi è composta da piloti della 91^Squadriglia: DePrado Chianese, Romandini, Carini.
La formazione dopo il decollo si presenta in linea di fronte di 10 velivoli, trasformazione e passaggio a cuneo, rientro altra trasformazione e passaggio a doppio cuneo. A questo punto si stacca la seconda formazione portata dal cap. Rossi cabrando ed eseguendo un looping. All’uscita entra la prima formazione portata da  Moscatelli che presnta un tonneau in formazione di 5 a cuneo, a non più di trenta metri da terra lasciando poi il cielo campo alla formazione del cap. Rossi che con i 4 gregari si presenta a cuneo e si esibisce in un tonneau individuale. Terminata la manovra rientra la formazione di Moscatelli con due loopings: il primo a cuneo e il secondo a freccia. Le due formazioni quindi si succedono  con passaggi a bassa quota, in fila indiana, con un tonneau in cabrata e un frullino all’uscita dell’imperiale, poi mantenendo la fila indiana eseguono la grande ruota e il ricongiungimento su Moscatelli per formare tre pattuglie: una di 4 velivoli al centro, una di 3 in ala sinistra e una di 3 in ala destra. La pattuglia rientra sul campo a 300 metri di quota e, al segnale di Moscatelli aprono la bomba. In chiusura il passaggio nella figura folle: dopo 35 minuti di esibizione la pattuglia atterra a Ciampino. Per la prima volta viene eseguito il tonneau lento in cinque CR.32 e la figura imperiale a cuneo con rimessa individuale seguita dal tonneau veloce.

Dopo i successi ottenuti da Tessori con la Squadriglia Alta Acrobazia e di Moscatelli con le pattuglie della 73^ e della 91^ Squadriglia il 28 marzo, portano lo stormo, che era stato incaricato di rappresentare l’ Aeronautica italiana anche all’ estero, a preparare due squadriglie acrobatiche, composte da piloti e velivoli dei due gruppi di volo.
Prima squadriglia: Cap. Mario Viola della 73^, S.Ten. Vittorio Pezzè, S.Magg. Alberto Montanari della 73^, S.Magg. Novino Renzi della 73^, Serg. Ugo Corsi della 90^
Seconda squadriglia: Cap. Mario Rossi della 91^, Ten. Ernesto Monico della 84^, S.Magg. Raffaele Chianese della 91^, S.Magg. Vittorio Romandini della 91^, S.Magg. Alberto Carini della 91^

4^ GIORNATA DELL’ ALA UNGHERESE

Il 14 giugno 1936 su invito del Capo del Governo ungherese, che aveva avuto modo di ammirare durante la 4^ Giornata dell’ Ala, la Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo si esibisce a Budapest nella Giornata dell’ Ala ungherese sul campo di Matyasfold.

Nel tardo pomeriggio dell’11 giugno 1936 la Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo decolla dall’aeroporto di Merna divisa in tre formazioni: la prima di quattro CR. 32 comandata dal Magg. Chiesa, la seconda e la terza di tre CR. 32 ciascuna comandate rispettivamente dal Cap. Viola e dal Cap. Rossi. Dopo un’ora e dieci minuti di volo le formazioni atterrano sull’aeroporto di Szombathely per uno scalo tecnico. Il giorno successivo ripartono per Budapest atterrandovi dopo quaranta minuti.  
Sabato mattina, dopo la deposizione di una corona al Milite Ignoto, gli aviatori italiani sono ricevuti dal sindaco della citta’: nel pomeriggio le prove sull’aeroporto di Matyasfold. 
Domenica 14 giugno la manifestazione aerea alla presenza dell’Arciduca Giuseppe, del Reggente Horty, dei membri del Governo, delle massime autorita’ militari, degli ambasciatori d’Italia e d’Austria accreditati e di centomila persone. Poche le presentazioni in volo: lanci di paracadutisti, l’esebizione di un aliante e tre dimostrazioni di volo acrobatico. In chiusura la Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo che presenta lo stesso programma del Littorio con in finale la bomba e il volo folle.

Budapest 14 Giugno 1936. Evoluzioni di C.R. 32 della Pattuglia del 4° Stormo (Mon15) 
I piloti della Squadriglia Acrobatica con le autorita’ Ungheresi e funzionari del Consolato Italiano davanti alla Sede locale della FIAT. Da sinistra: Dipendente del Ministero Ungherese incaricato dell’assistenza ai piloti italiani, serg. Renzi, m.llo spec. Bianchi, civile ungherese, ufficiale ungherese, due funzionari Consolato Italiano, serg. Romandini, maggiore dell’A.M.I. Addetto Militare, quattro funzionari Consolato, serg. Monico (seminascosto), cap. Viola, cap. Rossi, ufficiale dell’Esercito Ungherese, s.ten. Pezze’, serg. Chianese, serg. Corsi, serg. Montanari, serg. Carini. In primo piano la Fiat 500A (Mon02a)

Mercoledi 17 gli italiani fanno visita al Primo Ministro Gombose assente alla manifestazione. Prima di rientrare in Italia sono ospiti dello Yachting Club sul lago Balaton e il giorno 18 decollano alla volta di Gorizia facendo scalo tecnico sull’aeroporto di Szombathely per rifornimento.

“Quello che hanno fatto gli apparecchi italiani è un miracolo nel campo aeronautico… Le esibizioni italiane sono state spaventosamente ardite”
Hetfoi Napoli

“… Vertiginosi miracoli di artisti dell’ aria, che hanno lasciato senza respiro l’ immensa folla dei presenti”
Magyar Hétfő

In luglio si svolgono a Berlino le Olimpiadi e per la seconda volta il Comitato Olimpico ammette il volo acrobatico tra le discipline sportive dei giochi.
La selezione dei piloti italiani avviene tra tutti gli stormi: del Quarto vengono selezionati il Cap. Ercolano Ercolani, da poco al reparto, il Cap. Viola e il Serg. Corsi (riserva).
Nella classifica finale Ercolani si aggiudica l’ 11° posto e Viola il 12°

I MAGNIFICI SEI
Dopo il successo della Giornata dell’ Ala di Budapest, il Duca d’ Aosta, comandante della Divisione “Aquila”, decide di affidare al 4° Stormo il compito di rappresentare l’ Aeronautica italiana nelle competizioni internazionali. Per tale compito sceglie come comandante il Cap. Remondino che sceglie i gregari tra i piloti più preparati e con esperienza.
La formazione è composta da cinque velivoli, dei gregari uno a turno rimane a terra, di riserva. Dopo la normale attività operativa alla quale partecipano, o nel tardo pomeriggio, dopo la chiusura dei voli, i “magnifici sei”, come sono chiamati dai loro colleghi, decollano dall’ aeroporto di Gorizia per portarsi sulla piana di Ronchi dei Legionari dove svolgono gli allenamenti.

Da Quelli del Cavallino rampante
di Antonio Duma
“In uno scenario che non potrò mai dimenticare per la sua incomparabile bellezza – racconta Remondino – da un lato la corona solenne delle Alpi con le cime cosparse di candida neve e dall’ altro nello sfondo l’ Adriatico azzurrissimo ed avvolto nella coperta arancione-purpureo dei raggi solari, noi macinavamo looping, tonneau, rovesciamenti, manovre strane e nuove, provando figure e trasformazioni…..A sera, dopo una doccia ed un pasto frugale, nella mia camerata o in un angolino del circolo ormai deserto, con i miei ragazzi facevo l’esame critico della giornata, ricorrendo spesso a quello strano linguaggio usato dai piloti di ogni epoca e razza, consistente in rapidi e precisi gesti delle mani e della testa….”

PRESENTAZIONE AL DUCA D’ AOSTA
In un giorno di fine agosto del ’36 la presentazione ufficiale in volo della Pattuglia Acrobatica di Remondino al Duca d’ Aosta. Sul campo di Merna, oltre al Duca lo stormo al completo, dal comandante al motorista, all’ aviere di manovra. Remondino, con Montanari e Pezzè a sinistra, Renzi e Corsi a destra decolla un’ ora prima dell’ appuntamento fissato raggiungendo il cielo di Ronchi dei Legionari, dove ripete il programma acrobatico.
Alle 10.00 in punto la formazione è sul cielo campo di Merna.

Da Quelli del Cavallino rampante
di Antonio Duma
Remondino continua “Giunti sul campo, diedi uno sguardo ai quattro gregari che erano al loro posto, incastrati nella formazione a cuneo; con un cenno della mano, quindi, come rispettabile direttore d’ orchestra, diedi inizio all’ esibizione: muso giù, puntata e looping; quindi, tonneau e “gran ruota”, fila indiana e trasformazioni. Ad un certo momento e prima di finire, giocai l’ asso che avevo nella manica, il colpo segreto per il quale ci eravamo scrupolosamente preparati sul campo di Ronchi: la “bomba” con cinque CR. 32 su un solo obiettivo. Fino ad allora la bomba era stata sempre eseguita su due obiettivi (3 velivoli sul primo, 2 sul secondo)…. Ripetemmo la manovra quattro volte, sempre puntuali sulla grande croce bianca, finché uno scrosciare crescente di applausi, quasi giunto fino a noi dal suolo, ci fece capire che…eravamo stati promossi”
Una volta atterrati, la soddisfazione per Remondino nel vedere il Duca d’ Aosta venirgli incontro all’ aeroplano, stringendoli la mano e dirgli con un sorriso soddisfatto “bravi!”

ESIBIZIONE SU VENEZIA
4 settembre 1936
Il 4 settembre 1936 la Pattuglia Acrobatica di Remondino si esibisce su Venezia con la cittadinanza che affolla Piazza San Marco e il Lido con la presenza degli equipaggi di una formazione navale statunitense all’ ancora in laguna. Subito dopo l’ esibizione viene ripetuta a Treviso con pieno successo.

ANNUALE DELLA FONDAZIONE DELL’ AERONAUTICA
Il primo impegno per la Pattuglia Acrobatica di Remondino nel ’37 si presenta il 4 aprile a Roma, in occasione dell’ Annuale della Fondazione dell’ Aeronautica. La formazione è composta da cinque CR. 32. Il 21 maggio parte per Forlì diretta a Roma con sei CR. 32 per una manifestazione a Furbara che viene però rinviata. La pattuglia rientra a Gorizia.

ESIBIZIONE A FURBARA
il 3 giugno a Furbara a chiusura di un’ imponente esercitazione aerea, la pattuglia del 4° Stormo si esibisce alla presenza del Re, del Capo del Governo, del Duca d’ Aosta e del capo delle forze armate tedesche, maresciallo Von Blomberg. 
Obiettivo dell’esercitazione distruggere una base navale con l’affondamento delle navi in porto: il simulacro da affondare si trova sul litorale laziale. Per primo interviene una formazione di bombardieri leggeri Ba.65 seguita da due formazioni da bombardamento e da velivoli da assalto. Terminata l’esercitazione entra in scena la pattuglia acrobatica del 4° Stormo. Alle 11.30 in punto la formazione di Remondino si presenta sul poligono con un passaggio a bassa quota a “cuneo” di cinque, quindi “loopings”, “tonneau”, trasformazioni in “linea indiana”, e a “bastone” quindi la “gran ruota” e il “volo folle”. In finale viene eseguita per la prima volta lo “spezzone”, una figura così battezzata da Pezze’ per analogia alla “bomba” nella quale i velivoli dopo un passaggio in formazione e tirata su, virano e si trasformano in fila indiana ripassando sullo stesso punto senza soluzione di continuita’ potendo scegliere qualsiasi bersaglio, anche in settori angusti dove la manovra della “bomba” non può essere eseguita. Terminata l’esibizione atterraggio a Ciampino e rientro il giorno 5 a Gorizia con scalo tecnico a Forli’.

Intanto Remondino ha preparato un programma acrobatico assieme alla pattuglia del 6°Stormo (3° Gruppo) che si trova a Gorizia dall’anno precedente. 
L’11 giugno, le due formazioni congiunte si esibiscono a Gorizia in occasione della visita del Gen. Pricolo.

RADUNO INTERNAZIONALE DI BUDAPEST
Il 20 giugno 1937 la Pattuglia Acrobatica del Cap. Remondino assieme a quella del 6° Stormo comandata dal Cap. Borzoni, è al Raduno Internazionale di Budapest organizzato per l’ inaugurazione del nuovo campo di aviazione di Budaros.
La formazione del 4° Stormo è composta da: Remondino, Pezzè, Montanari, Renzi, Romandini e Tonello.
La formazione del 6° Stormo è composta da: Cap. Borzoni, Ten. Borgogno, Serg. Castelletti, Serg. Agonigi, Serg. Zorn e Serg. Stabile.

ll 16 giugno tutto e’ pronto sull’aeroporto di Merna: tredici CR.32 della “Super Pattuglia” aspettano di decollare alla volta di Budapest ma le condizioni meteorologiche segnalano forti piovaschi sulle Alpi per cui la partenza viene rinviata al giorno dopo. Nel pomeriggio del 17 un ricognitore in volo sulle Alpi segnala la schiarita e il Magg. Chiesa, capo missione, d’accordo con i due capi formazione decide per la partenza.

Dopo ottantacinque minuti la formazione raggiunge l’aeroporto di Szombathely e riparte il giorno dopo alla volta di Budapest-Budaors. 

Budapest 18 giugno 1937, pattuglia acrobatica del 4° e 6° St.  Dietro ai C.R. 32 uno Junkers Ju. 52/3m della Lufthansa. (Arch.Agonigi45)

Domenica 20 il Reggente Horty inaugura ufficialmente l’apertura al traffico internazionale dell’aeroporto di Budaros e inizia la grande manifestazione aerea di fronte ad oltre centomila gli spettatori.
Dopo l’ esibizione dei CR. 32 austriaci e dei Me 109 tedeschi, decollano i piloti italiani in formazione serrata. Le prime figure vengono eseguite congiuntamente, poi la formazione si rompe in due pattuglie, 4° e 6° Stormo, continuando il programma e intercalandosi nelle figure acrobatiche. Alla fine dopo la riunione in un’ unica formazione, la “bomba”, con il passaggio di 10 CR. 32 che si intrecciano sulla pista, il volo folle e l’ atterraggio in formazione compatta chiudono l’ esibizione.
Il 26 giugno le formazioni rientrano a Merna.

Budapest  20 Giugno 1937. Meeting Internazionale. In piedi da sinistra: Agonigi (1°), Baschirotto (2°), Remondino (5°), Pezze’ (6°).  Accosciati da sinistra: Zorn (1°), Romandini (2°), Renzi (3°), Montanari (4°).  In secondo piano i C.R. 32 della Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo (Mon 07)

Ero alle prime uscite nella nuova veste di pilota “nazionale” e non posso dimenticare quel passaggio a doppio cuneo  di cinque. Eravamo piuttosto bassi ed io, 2° gregario di sinistra, pur controllando il parametro sul CR.32 di Montanari, che stava alla mia destra, diedi uno sguardo a sinistra e, vedendo quella marea di gente e di fazzoletti, sentii un brivido corrermi il filo della schiena. Fu un attimo. E la mente, gli occhi, l’anima ritornarono ai parametri, alle trasformazioni, alle figure acrobatiche ….. Ma la gente la vedo ancora …
S.Ten. Vittorio Pezzè

IV RADUNO AEREO INTERNAZIONALE ZURIGO
Il 24 luglio 1937, nove CR. 32 del 4° e 6° Stormo partecipano al IV Raduno Aereo Internazionale di Zurigo.
Il 19 luglio 13 CR. 32, scaglionati in tre formazioni, decollano da Merna diretti sull’ aeroporto di Bresso per uno scalo tecnico. Nel tardo pomeriggio raggiungono l’ aeroporto di Zurigo Dubendorf.

Zurigo luglio 1937. Il magg. Raverdino, capo missione al centro (con berretto). I componenti della Pattuglia Acrobatica:cap. Remondino, s.ten. Pezze’, serg.m. Montanari, serg. Renzi, serg. Romandini, serg. Tonello, cap. Borzoni, ten. Borgogno, serg. Castelletti, serg. Agonigi,serg. Zorn, serg. Stabile. (Ren04)

La formazione del 4° Stormo è composta da: Remondino, Pezzè, Montanari, Renzi, Romandini e Tonello.
La formazione del 6° Stormo è composta da: Cap. Borzoni, Ten. Borgogno, Serg. Castelletti, Serg. Agonigi, Serg. Zorn e Serg. Stabile.

Tredici le nazioni partecipanti: Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Olanda, Polonia, Svezia, Svizzera, Ungheria. 
Le prove di gara prevedono nella prima giornata, il 24 luglio, un’ esibizione a programma libero e nel giorno dopo la prova è basata sulla quantità di figure presentate in un tempo fissato. Al termine delle due prove la formazione acrobatica italiana si classifica al 2° posto.

Zurigo luglio 1937. Formazione a X simbolo del X Gruppo.   (Mon17)

Cinque giorni dopo, sempre nell’ ambito delle manifestazioni di Zurigo, Remondino, Pezzè e Borzoni si esibiscono in un finto combattimento riscuotendo il plauso del pubblico. 

Nella giornata conclusiva del raduno, il 31 luglio, il comitato organizzatore riserva ai italiani l’ onore di chiudere la manifestazione aerea. Dopo una esaltante esibizione, l’ atterraggio in formazione di dieci velivoli, superate le transenne la folla invade il campo correndo incontro ai piloti del 4° e 6° Stormo.

Zurigo luglio1937. Passaggio alla minima velocita’ del 4° e 6° Stormo. (Agn27)

Domenica 1° agosto piloti e specialisti, accompagnati dal Gen. Porro, sono ospiti d’ onore alla Casa d’ Italia a Zurigo. 
Il 4 agosto la missione italiana rientra a Gorizia dopo uno scalo tecnico all’ aeroporto di Bresso.

ll 3 settembre 1937 sull’ aeroporto di Gorizia, per la visita della principessa di Piemonte, la Pattuglia Acrobatica del 4° Stormosi esibisce nuovamente.

Con l’ approssimarsi della stagione invernale, l’ attività acrobatica rallenta e prende più spazio l’ addestramento bellico dei piloti.

Dopo la diminuzione invernale dell’ attività, la Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo riprende l’ addestramento acrobatico in vista degli impegni per il 1938.
Il 13 aprile in preparazione alla manifestazione che si svolgerà a Furbara nel mese di maggio, Remondino prova una formazione composta da quattro pattuglie di quattro stormi diversi, 28 CR. 32 in tutto del 4° , 1°, 3° e 6° Stormo.

Durante l’ esecuzione di un looping con 28 velivoli nel cielo di Ronchi dei Legionari, il S.Magg. Bruno di Montegnacco del 1° Stormo entra in collisione con il suo capoformazione Cap. Brambilla coinvolgendo Remondino, Renzi e Romandini. Nell’ incidente perde la vita il S.Magg. di Montegnacco.

MANIFESTAZIONE H
L’ 8 maggio 1938 alla presenza  di S.M. il Re d’Italia, il principe di Piemonte, il Capo del Governo, i Capi di Stato Maggiore italiani e tedeschi, ufficiali Superiori e Inferiori della Regia Aeronautica e della Luftwaffe, gli Addetti Militari stranieri e la stampa, la “Super Pattuglia” di Remondino con in testa la pattuglia del 4° Stormo, apre l’esercitazione con la presentazione della “croce uncinata” eseguita da ventisei velivoli. Segue il rientro, trasformazione, passaggio delle quattro Squadriglie “a bastone”, in file parallele, “botte”, trasformazione e la pattuglia rientra con due Squadriglie in “fila indiana” e le altre due a “doppio cuneo”. Quindi la prima formazione effettua dei “tonneau”  individuali a bassa quota, “l’ imperiale” e una picchiata con due giri di vite. La seconda formazione presenta una serie di “looping” in formazione di “doppio cuneo” e di “freccia”. Rientro della prima pattuglia che presenta una “tripla ruota” e, tempo per il ricongiungimento, la formazione del 6° Stormo si esibisce nel “tonneau” simultaneo di sette velivoli. In finale il “looping” di ventuno più sette velivoli. Dopo la presentazione acrobatica, sfilano sul cielo campo quattrocento velivoli, fatti partire su allarme dagli aeroporti della Toscana, del Lazio e della Campania. Ritornano quindi i ventotto CR. 32 della formazione acrobatica disposti a “fascio littorio”. Segue un’azione di bombardamento da parte di bombardieri leggeri e pesanti e in chiusura la super pattuglia si esibisce nella figura del “volo folle” con  trentadue velivoli (ventotto più quattro riserve). Il 10 maggio le formazioni rientrano a Gorizia. 
Formazioni:
la pattuglia di sinistra del 1° Stormo è guidata dal Cap. Brambilla, a destra quella del 3° Stormo è portata dal Cap. Majone e fanalino la pattuglia del 6° Stormo con il Cap. Borzoni.

Il 28 maggio Remondino si esibisce a Gorizia in occasione della cerimonia in onore del principe di Piemonte.

MANIFESTAZIONE AEREA DI BELGRADO
Belgrado 4 giugno 1938
Il 4 giugno 1938, in occasione dell’ Esposizione Aeronautica Internazionale, le pattuglie del 1° e 4° Stormo si esibiscono nuovamente riunite al comando di Remondino a Belgrado
Alla fine di maggio dodici C.R.32 del 1° e 4° Stormo decolleranno da Gorizia diretti a Belgrado facendo scalo tecnico a Zagabria.

La manifestazione aerea si apre con la dimostrazione di velivoli dei padroni di casa e il lancio di paracadutisti. Chiude la presentazione jugoslava un solista che, per un guasto meccanico, precipita a pochi metri dalla linea di volo dei CR. 32 italiani senza conseguenze.
A questo punto entra in scena la Pattuglia Acrobatica Italiana. Decollo in formazione di 10, ma appena staccate le ruote da terra, il S.Magg. Sbrighi per un’ avaria al motore è costretto a staccarsi dalla formazione e atterrare. Senza perdere tempo il S. Magg. Sbrighi sale sul velivolo di riserva e raggiunge la formazione in volo.
La prima figura è in onore a Re Pietro di Jugoslavia e così i dieci CR. 32 compiono un passaggio nella figura geometrica di “P”, seguono formazioni a doppio cuneo, di linea di fronte, aquilone, passaggi in fila indiana, tonneau, imperiale, vite, la bomba, il ricongiungimento per l’ ultimo passaggio nella “figura folle” e l’ atterraggio in formazione.
Una volta a terra a stento i piloti riuscirono a raggiungere il piazzale antistante le tribune per essere presentati al Ministro della Guerra e al Comandante dell’ Aviazione Jugoslava, tanto era l’ entusiasmo degli spettatori.
Nella stessa serata all’ Ambasciata d’ Italia ha luogo un ricevimento in onore dei piloti italiani.

La Manifestazione Aerea di Belgrado, è per Remondino l’ultima esibizione ufficiale e con essa termina la meravigliosa avventura di capopattuglia.

LA PATTUGLIA AURORA
Botto ha imparato a governare il CR. 32 in tuti gli asseti servendosi di una sola gamba con un tale grado di perfezione, che ben presto è alla testa di una pattuglia di tre, con Pezzè a sinistra, e Renzi a destra. Così la 73^ Squadriglia mette in piedi la “sua” pattuglia e quando, la linea di volo dispone di nove CR. 32, Botto accetta la richiesta di Pezzè di fare una pattuglia di nove e chiama a farne parte Montanari, De Campo Dallari, Ranieri, Biffani, Ruffilli e Stauble. Nasce così una nuova pattuglia acrobatica, che per le modalità di lavoro, andava in volo alle prime luci dell’ alba, viene chiamata Pattuglia Aurora.

BERLINO 1939
In marzo la Luftwaffe invita a Berlino la Pattuglia Aurora per una serie di esibizioni riservate ai piloti militari tedeschi.
L’ impegno è fissato in giugno dello steso anno.

Il 16 giugno il decollo da Merna con destinazione Monaco. Dopo quarantacinque minuti, a causa delle cattive condizioni meteorologiche sulle Alpi, le formazioni sono costrette a rientrare. Due ore dopo i CR. 32 della Pattuglia Aurora fanno un altro tentativo riuscendo questa volta varcare il Brennero ed atterrare a Monaco. Sull’aeroporto berlinese si sta’ abbattendo un forte temporale e il M.llo Ruffilli nella fase dell’atterraggio urta un ostacolo mettendo fuori uso il velivolo e rimanendo leggermente ferito. 
Il giorno dopo, la Pattuglia del Quarto si esibisce sull’ aeroporto di Staaken (Berlino), nella manifestazione in onore della Legione Condor, alla presenza delle maggiori autorità e gerarchie tedesche e dei corpi diplomatici di varie nazioni.
La formazione è composta da Botto, Pezzè, De Campo, Renzi, Raineri, Montanari, Biffani, Dallari e Stauble.
Della missione fanno parte anche il comandante del 10° Gruppo Magg. Francois e il T.Col. Reglieri.

Il 24 giugno la formazione si sposta a Zerbst, ospiti di un reparto da caccia.
Durante il trasferimento il velivolo del capoformazione Reglieri pianta il motore costringendolo ad un atterraggio di fortuna senza conseguenze, tanto che più tardi, il velivolo potrà ripartire con i suoi mezzi. Inoltre a causa della scarsa visibilità, Francois che ha preso la formazione, ha difficoltà ad individuare l’ aeroporto: in soccorso viene un Me 109 per fare da battistrada, ma a causa della velocità superiore a quella del CR. 32 e del tentativo di Francois di non perdere di vista il tedesco, Botto resta solo con i gregari riuscendo comunque ad atterrare a Zerbst.


Il 28 giugno la formazione riparte per l’ Italia. Dopo un’ ora di volo Raineri resta senza carburante ed è costretto ad atterrare fuori campo nei pressi di Monaco rimanendo leggermente ferito e con l’ aereo fuori uso. Rientrerà qualche giorno più tardi in treno.

FINE DELL’ ATTIVITA’ ACROBATICA
Con il rientro a Gorizia cessa l’ attività ufficiale della Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo. L’ evolversi della situazione politica internazionale non lascia più posto alle esibizioni acrobatiche all’ estero. I piloti continuano a partecipare a qualche evento nazionale, ma intensificando di pari passo l’ addestramento operativo.

CAMBIO COMANDO DIVISIONE AQUILA
Sull’ esempio della 73^ Squadriglia, anche le altre cercano di svolgere un programma acrobatico ed il livello raggiunto viene dimostrato il 6 luglio 1939 lo stormo, con cinque pattuglie di 7 CR. 32 ciascuna, assente la 90^ perché appena ricostituita, partecipa dopo due soli allenamenti, alla manifestazione aerea sull’ aeroporto di Gorizia in occasione del passaggio di consegna al comando della Divisione “Aquila” fra il Gen. Santoro e il Gen. Velardi.

91^ Squadriglia capo formazione Cap. De Agostinis
84^ Squadriglia capo formazione Ten. Monti
97^Squadriglia capo formazione Cap. Larsimon
96^Squadriglia capo formazione Cap. Fassi
73^Squadriglia capo formazione Ten. Pezze’

Sull’ aeroporto di Gorizia sono rischierati gli stormi dipendenti della Divisione, 1° e 6° che, assieme al 4° formano uno schieramento di centodieci velivoli su un fronte di oltre un chilometro.
La cerimonia inizia con il passaggio in rivista agli ufficiali e sottufficiali degli stormi da parte del Gen. Pinna, sottocapo di Stato Maggiore e del Gen. Pricolo, comandante la 2^ Squadra Aerea. Le autorita’ raggiungono poi il piazzale a loro riservato mentre i piloti si portano di corsa ai velivoli. Dopo il decollo le tre formazioni fanno un largo giro sulla piana di Ronchi disponendosi a triangolo per un passaggio in tre gruppi distinti, seguito da un secondo passaggio. Dopo i due passaggi restano in volo solo le formazioni acrobatiche dei tre stormi: due squadriglie del 1°, una del 6° e l’intero 4° Stormo con quarantacinque velivoli. Mentre il Quarto si porta in zona di attesa, le squadriglie del 1° e 6° Stormo entrano a cuneo per l’esecuzione simultanea di un tonneau in formazione, trasformazione, looping a triangoli di pattuglie seguito da un altro looping a triangolo, trasformazione in fila indiana e gran ruota. Terminata la loro esibizione entra in scena la pattuglia del 4° Stormo.

Grandinetti per mettere in evidenza il livello di efficienza e di addestramento del suo reparto, lascia a terra i piloti titolari della 73^ Squadriglia sostituendoli con i più giovani al comando di Pezze’.
Raggiunta la verticale dell’ aeroporto di Gorizia, le cinque pattuglie eseguono tre “loopings” a cuneo, virata rientro sul campo per presentare, in tempi successivi, un “tonneau” lento, rientro e la 91^ si predispone in “fila indiana”, “looping” all’ uscita trasformazione a cuneo e poi un altro “looping”.
Entra in scena l’ 8^ Squadriglia che compie la “gran ruota” di nove velivoli, poi la 97^ Squadriglia effettua un passaggio a “cuneo” e sulla sommità del “looping” rompe per uscire in “fila indiana” e poi la “gran ruota”. Entra in scena la 96^ Squadriglia che si presenta in “fila indiana” poi effettua un “tonneau” individuale, veloce cabrata e “gran ruota”
Per ultima entra in scena la 73^ Squadriglia di Pezzè (Botto assiste da terra per disposizione delle autorità) che esibisce una serie di “gran ruote” con gli aeroplani a distanza di un metro l’ uno dall’ altro.
Terminate le figure acrobatiche, le cinque squadriglie, di 45 velivoli, si riuniscono e passano in formazione di cuneo.

Giunti sul cielo campo, le cinque squadriglie di nove velivoli eseguono tre looping a cuneo, tonneau lento e rientro mentre la 91^ si predispone in fila indiana, looping, trasformazione a cuneo e poi un altro looping. A questo punto interviene l’ 84^ con la gran ruota di nove velivoli, quindi la 97^ effettua un passaggio a cuneo e sulla sommita’ del looping trasforma in fila indiana e la gran ruota. La 96^ presenta la figura in fila indiana, poi un tonneau individuale veloce, cabrata e gran ruota. Per ultima la 73^ Squadriglia che esibisce  tre grande ruota e altri virtuosismi. Terminate le figure acrobatiche le cinque squadriglie siricongiungono   per il passaggio in formazione di cuneo.

Il confronto fra il 1°Stormo e il 4° fu così schiacciante a favore dell’ultimo che al pranzo di corpo, subito dopo la manifestazione, il comandante del 1°Stormo, Col. Mario Piccini, non vi prese parte adducendo un diplomatico malessere.

Questa è l’ ultima rassegna aerea. Pochi mesi dopo l’ umanità piomberà in una delle più grandi tragedie del ventesimo secolo: la seconda guerra mondiale