Dopo il successo del primo pallone ad aria calda dei fratelli Montgolfier il 15 giugno1783 ad Annonay, nell’estate dello stesso anno a Parigi, il fisico Charles ed i fratelli Robert replicano il lancio con un pallone senza passeggeri. Nell’ autunno dello stesso anno  Francesco Pilatre’ de Rozier e Francesco Laurent compiono il primo viaggio aereo in mongolfiera sorvolando Parigi a 1000 metri di altezza. 
Al di qua delle Alpi i fratelli Zanchi a Venezia, per conto del cavaliere e procuratore di San Marco Francesco Pesaro, hanno costruito e fatto volare il 15 aprile 1784, un “globo aerostatico ad aria infiammabile” (con gas idrogeno) con a bordo il conte bolognese Giovanni Zambeccari. A Milano sempre nello stesso anno, Paolo Andreini e i fratelli Gerli compivano un’ascensione a Milano. 

Nei salotti goriziani non si parla d’ altro che del “globo aerostatico ad aria infiammabile”
Nell’autunno del 1873 da piazza Catterini, si eleva in cielo una mongolfiera a spicchi colorati con a bordo un’audace aeronauta, certa madamigella Mimi. 
Qualche tempo dopo il conte della Torre, membro dell’Accademia della crusca, famoso per gli studi e per gli esperimenti aeronautici, tenta un primo lancio di un globo che però si incendia come annota un cronista dell’epoca:

“… rimarcar ci ha fatto alcuni difetti dell’operazione e degl’ istrumenti al medesimo inserviente, dichiarando di voler prender l’impegno della formazione di altro globo per lanciarlo con piu’ esatte regole …”

Il 26 luglio 1874 alle ore sette e quaranta dai prati della Campagnuzza viene innalzato un secondo aerostato alla presenza di numerosi spettatori di ogni ceto. Lo stesso cronista annota: 

“Mediante di lenta fiamma di paglia accesa all’inferiore orificio del globo, si principiò a far dilatare l’aria del medesimo. Gradatamente andò questo dilatandosi sino al suo punto con relazione all’espansione dell’aria interna. Gli fu allora sottoposto un braciere ricolmo di bambagia inzuppata d’olio e di altra combustibile materia. Rilasciata quindi fu la funicella che ritenevalo dall’ascesa, e videsi fra gli evviva universali elevar maestosamente in aria. Perpendicolarmente ascese sino a cento passi in circa, prendendo la direzione verso Sud West. Indi per altri cinquanta passi venne dall’aria obbligato al cammino verso Nord West. In questa situazione elevossi per duecento passi all’incirca, cambiò giro, e per il rombo di Sud West si diresse all’ulteriore altezza di circa duecentocinquanta passi. Poiché l’applicazione del sottoposto braciere eseguita fu da numero di persone maggiore del bisogno, vaghe di partecipare all’onore di si dilettevole manovra, perciò riuscir non potè che confusa ed equivoca l’applicazione della fiamma. Questa pertanto insinuandosi fra sette minuti all’orlo dell’ orificio, e quindi successivamente al corpo intiero del globo, lo rese inabile di reggere alle impressioni dell’aria esteriore, e l’obbligò a calare semiconsunto, mezzo miglio all’incirca lungi dal luogo della sua elevazione”

All’esperimento del conte della Torre segue il lancio di un pallone dell’astronomo Giangiuseppe Barzellini il 17 ottobre 1874. L’impresa riusce con il contributo del conte della Torre e del geometra Giorgio d’Alles. Il globo con un diametro di quattordici piedi (poco piu’ di quattro metri) s’innalza dal villaggio di Peuma alle cinque e dieci del pomeriggio e salito all’altezza di 2.754 tese (circa 4.800 metri) prende una direzione orizzontale scomparendo alla vista. Questo è il primo aerostato che si innalza a notevole altezza nel cielo di Gorizia senza incendiarsi.

Di un altro aerostato lanciato dall’astronomo Barzellini si ha notizia in una lettera del 30 giugno 1785 inviata dal barone Claudio Del Mestri a Giacomo Casanova: il globo aveva un diametero di sedici piedi (4.80 metri circa) ed era  “Tagliato secondo la formula universale calcolata dal signor Giuseppe Barzellini

I FRATELLI EDOARDO E GIUSEPPE RUSJAN

Nel 1903 a Kitty Hawk (U.S.A.) i fratelli O.e W. Wright primi nella storia, riescono a far volare un mezzo piu’ pesante dell’aria. Il 25 novembre 1909 a Gorizia, i bottai Giuseppe ed Edoardo Rusjan tentano l’impresa dai campi della Campagnuzza con  il loro EDA I che compie un balzo di 60 metri a un’altezza costante di 2 metri. Qualche giorno dopo, il 29 novembre compira’ un volo di 600 metri. 
In seguito i fratelli Rusjan costruiranno l’ EDA II, l’ EDA III, l’ EDA IV, l’ EDA V, l’ EDA VI, l’ EDA VII ed un prototipo con motore “Gnome” da 50 HP con il quale l’ 8 gennaio 1911 a Belgrado, Eduardo perderà la vita durante una dimostrazione in volo. 

EDA I (Arch. Associazione 4° Stormo – eda1)

Dopo il primo volo sulla Campagnuzza (Campagna piccola), nel 1910 i pionieri Rusjan traferiscono il laboratorio dalla casa di via Cappella in un capannone di Merna per proseguire con gli esperimenti di volo.

PRIMO RADUNO AEREO
Il 28 marzo 1910 si tiene sull’aeroporto di Merna (Campagna grande) il primo Raduno aereo. Alla manifestazione, con grande partecipazione di pubblico intervengono anche i piloti carinziani Joseph  Sablatnig e Oskar Heim con velivoli costruiti dai  fratelli Wright. I Rusjan presentano il loro primo monoplano, ma gli unici ad alzarsi in volo sono i velivoli dei carinziani.

LA RPIMA GORIZIANA IN VOLO
Il  6 luglio 1911 Joseph Sablatnig decolla con il suo velivolo dai campi di Merna portando in volo la goriziana Anna Rys Ferlan, terza donna dopo la francese Therese Peltier e l’ americana Cody a salire su un aereo. Una volta a terra 
l’ing. Sablatnig ripete l’ impresa portando in volo l’ amica di Anna Anita. Nello stesso anno Aristide Petrovich sorvola per primo Gorizia a quota ” elevata ” 

MILITARFLUGFELD-GORZ

Nel nel 1909 l’Austria aveva iniziato sul campo di Wiener Neustadt, una notevole attività aviatoria; ci furono molti pionieri civili, sorse un club aeronautico e il costante aumento del numero degli allievi fece nascere una scuola di volo, destinata a monopolizzare tutti gli appassionati di una vasta area circostante.II campo di volo di Wiener Neustadt iniziò ben presto a soffrire di problemi d’affollamento, aggravato da condizioni meteorologiche che erano spesso avverse e creavano un grande ostacolo per l’attività di una scuola militare. Questi furono i motivi che spinsero le autorità a cercare un altro terreno, in grado di offrire maggiori garanzie meteorologiche per un’attività scolastica e alleviare il traffico su Wiener Neustadt. Gli austriaci cercarono e trovarono ottima l’area del Goriziano che, oltre a permettere di operare nel periodo invernale – cosa assolutamente impossibile per Wiener Neustadt – offriva una situazione logistica ottimale: si trovava in zona pianeggiante all’imbocco della Pianura Padana, alle pendici di monti e colli, in uno scenario che copriva in pratica tutto l’importante aspetto addestrativo. Fu così che nel 1911, gli austriaci decisero di installare una scuola di volo sul grande campo d’esercitazione del 5° cavalleria di Gorizia, in località “Campagna Grande” di S. Andrea, nei pressi della città. Non è nota la data di questa decisione, ma c’è un primo atto del ministero della Guerra1 che parlava di “…hangar trasportabili per aeroplani e palloni aerostatici”, destinati al “progettato campo di volo di Gorizia”. I lavori iniziarono secondo il progetto della società R. Ph.Wagner, L.& J Biro & A.Kurz, che prevedeva la costruzione degli hangar  lungo la strada Merna-Gorizia: il problema della polvere sollevata dalla carrabile, considerato che il campo di volo sarebbe stato usato quasi esclusivamente nel periodo invernale era  irrilevante.

Documento austro-ungarico: l’area per la costruzione del campo di volo con le aree circostanti. (Archivio Sore’-autorizzazione concessa – sre1)

Venivano anche identificati nel raggio di 50 Km. circa, prati idonei all’ atterraggio di dimensione minima di metri 200×50 segnati sulle carte con due colori. Rosso: pascoli perenni privi di pietre che si adattano all’ atterraggio di aerei; Giallo: superfici con coltivazioni basse (es. mais, patate, grano) adatte ad attcrraggi d’ emergenza. Il progetto originario prevedeva la costruzione diquattro hangar, dell’ officina, di un locale per il personale di guardia, di un locale uso uffici, di un magazzino ricambi, di un locale per scarico dell’ olio usato e di due  serbatoi in cemento per la benzina della capacità individuale di 300 kg. Ogni hangar, che poggia su quattro piloni in cemeneto, ha un’ apertura frontale di metri 16, un’altezza di metri 4,20 e una profondità di metri 8. Nei rimanenti 6 metri di profondità, l’ hangar si restringe ad una larghezza di 6m. per un’altezza di 2,50 m.  La pavimentazione e’ ricoperta con legno marino tipo “ponte di nave”. La supervisione dei lavori era affidata all’amministrazione della caserma del castello di Gorizia. Alla fine del 1911 erano stati costruiti i quattro hangar e l’ officina ma l’ aeroporto venne ugualmente inaugurato il 15 gennaio 1912 dall’ esercito austroungarico che lo adibi’ esclusivamente a scuola di volo in supporto di quella di Wiener Neustadt.

Aeroporto di Gorizia 1913. Velivolo LohnerB1 Pfeiflieger (mfg1)

I corsi di pilotaggio iniziarono nel 1913: ogni istruttore non poteva seguire più di due piloti alla volta e  pertanto, in un corso di pilotaggio non potevano essere presenti più di 10-12 piloti. Inoltre considerando la situazione effettiva della scuola, con il numero degli aerei disponibili e col numero degli istruttori, fu deciso che ad un corso non dovessero partecipare più di sei ufficiali. L’ aeroporto di Gorizia era stato considerato un campo difficile, soprattutto per le sue ridotte dimensioni e veniva definito “…un campo più adatto a piloti provetti che per i principianti”, ma nonostante tante le difficoltà, sul campo di volo di Gorizia ci fu sempre una notevole attività addestrativa basica ma anche avanzata. Con i corsi si ebbero i primi incidenti di volo: il 4 novembre 1912 perse la vita il ten. von Petrovitz, il primo caduto su questo aeroporto militare e primo pilota militare austriaco deceduto. Il 19 dicembre 1913 il secondo incidente con kanonier Binder Eduard che cadde durante un volo prova. Nel 1915 con le prime avvisaglie dell’ ingresso dell’ Italia in guerra, appari’ chiaro  quanto vulnerabile fosse  il campo di volo perché troppo a ridosso di quella che sarebbe stata la linea del fronte: in caso dell’ entrata in guerra dell’ ‘Italia, venne deciso che tutto il materiale presente doveva’ essere smontato e trasferito a Szombathely.

L’ AEROPORTO DI GORIZIA NELLA GRANDE GUERRA

Durante la 1^ Guerra Mondiale e fino alla sesta battaglia dell’ Isonzo, l’ aeroporto si trova tra la prima e la seconda linea difensiva austriaca e per la sua natura orografica pianeggiante, non viene coinvolto nei combattimenti che invece infuriano tutto intorno: Monte San Michele, vallata dell’ Isonzo, Calvario, Sabotino, Monte Santo, San Gabriele e San Marco. Durante la sesta battaglia viene attraversato velocemente dalle truppe italiane che si attestano sulla direttrice Merna – Vertoiba e tuttavia non  viene risparmiato dall’ artiglieria i cui proiettili verranno dissepolti durante la bonifica effettuata nel 1994.