S.I.S.A.  e  L.A.I.
1947 - 1961

Dopo la parentesi bellica e le incertezze del primo dopoguerra, inizia nei paesi occidentali una progressiva ripresa economica. In questo contesto rinasce l' aviazione civile italiana favorita dalla quantita' di velivoli da trasporto militare americani ancora disponibili. La SISA e la LAI, prime compgnie aeree italiane del dopoguerra utilizzano i Douglas C-47 e C-53 che la Commissione Alleata di Controllo ha messo a disposizione dello stato italiano. Molti aeroporti militari italiani vengono dismessi e riconvertiti per ricevere il traffico civile e tra questi quello di Gorizia che diventa scalo regionale.

Nel luglio del 1947 la SISA che e' stata fondata appena un mese prima a Campoformido, a causa del traffico aereo sul quell' aeroporto trasferisce attrezzature ed aeromobili sul campo di Gorizia - Merna. L'aeroporto di Ronchi dei Legionari non e'ancora disponibile in quanto in uso eslusivo alle forze aeree anglo-americane.


1947 Aeroporto di Gorizia, DC.3  S.I.S.A.  (Carulli 03)


Viene costruito un modesto fabbricato nel quale si trovano gli uffici della Direzione Civile dell'aeroporto di Gorizia (a destra per chi guarda con le spalle al campo di volo), l'ufficio CDA (piani di volo) gestito dall' Aeronautica Militare, la stazione meteo (al centro sotto la torre) e il bar gestito dalla sig.ra Edvige (a sinistra per chi guarda con le spalle al campo di volo). Al secondo piano la  torre di controllo  per la sola assistenza al volo operativa dall' alba al tramonto (HJ). L' ACC (Aircraft Control Center) di Treviso, assicura il Controllo del Traffico Aereo. Di fronte agli uffici della Direzione Civile, la pavimentazione di quello che era l'hangar Lancini e' utilizzata da piazzale per il parcheggio degli aeromobili di linea e lo sbarco/imbarco passeggeri. Verso ovest, oltre i piazzali ove srgevano gli hangar della Ricognizione, e' installato un radiofaro che verra' disattivato all'inizio degli anni '60, in occasione del trasferimento dei voli commerciale a Ronchi.



Piazzola parcheggio aeromobili.  (AeroClubGo 05)


Non disponendo di radioassistenze, l'avvicinamento deve essere condotto a vista (VFR): da Venezia il volo procede a mille piedi di quota (300 metri ca.) perchè, per motivi militari, tutto lo "spazio aereo" e' considerata " area restricted". A causa della vicinanza della testata pista 09 - 27 al confine con la Jugoslavia che dista appena 150 metri, bisogna prestare molta attenzione. L'avvicinamento con scarsa visibilità avviene seguendo il percorso del fiume Isonzo che dal mare risalendo verso Gorizia, passa quasi limitrofo all'aeroporto. Un altro riferimento è la ferrovia che passa accanto.

Il Sig. Prandi, dipendente dello scalo ai tempi della L.A.I. racconta che il comandante Pecoroni conosceva cosi' bene ogni dettaglio orografico della zona che riusciva sempre ad atterrare. Si racconta che in un giorno di poca visibilita' dovette riattaccare perchè giunse troppo alto sulla pista sconfinando e uno zelante poliziotto jugoslavo, non esito' ad aprire il fuoco con il fucile mitragliatore forando la fusoliera.




L'  equipaggio  è formato dal comandante, un secondo pilota ed  una hostess: durante la sosta a Gorizia  alloggiano all'albergo "Bon Furlan" in via  Ascoli e frequentano le trattorie della zona.
L'aeroporto di Gorizia viene scelto dalla SISA quale base di armamento per i suoi aeroplani C-47, versione militare del più famoso DC-3. Successivamente la SISA, assorbita dalla L.A.I. (Linee Aeree Italiane) utilizza l' aeroporto come scalo periferico.
I voli di linea collegano Gorizia a Roma e a Milano.






 
Sull'aeroporto non c'e' un servizio antincendio fisso, i Vigili del Fuoco di Gorizia si recano quotidianamente in coincidenza con i voli in  partenza ed in arrivo.
 


Aeroporto di Gorizia, vgili del fuoco. Alle spalle Douglas C-47 della compagnia aerea SISA (Rosito 01)



Verso la fine del 1947 il Douglas C-47 marche I-SOLE a causa di un atterraggio lungo, supera il fine pista e si ferma all'altezza del vialetto interno (Nord-Sud) parallelo alla strada statale n. 55.


C-47 della SISA incidentato. I detriti su cui si e' fermato il velivolo  potrebbero essere quelli della Palazzina Comando, danneggiata  dai bombardamenti del 1944 e successivamente demolita.  (MD80.IT the italian wingsof the web)


Nel maggio 1949, nel quadro di riorganizzazione dell’aviazione commerciale italiana, la Società Sisa confluisce - con la Airone di Cagliari, la Transadriatica di Venezia rimaste in attività e la Ali Sicilia solo costituita ma non operativa - nella Avio Linee Italiane che modifica la ragione sociale in ALI - Flotte  Riunite e cessa la sua attività; la data di cancellazione presso il CCIAA di Trieste è del 31 dicembre 1949.
Alla fine della attività della Sisa il traffico svolto dall’aeroporto di Gorizia-Merna si può riassumere il 605 voli effettuati, con 2.960 passeggeri trasportati e 21.800 kg di merce movimentata.



Aeroporto di Gprizia, C-47 LAI  I-LONA (Carulli 02)




ANNI '50






Domestic Network fine anni '50
(concessione della rivista VOLARE)





Aeroporto di Gorizia, anni ’50. Da sinistra: Olivo Primosic (3°),
segretario del direttore d’Aeroporto (4°), impiegato del CDA (5°), Nicolino Pinausi (6°). In alto a destra l'estremita' alare del DC-3 della L.A.I.


Il traffico passeggeri per Roma  e' scarso con una media di 8/10 posti occupati su 28,  equivalente ad un "coefficiente di riempimento" del 30%. Inoltre lo scalo goriziano presenta notevoli limitazioni, dalla lunghezza pista 09-27 di appena 1150 metri e che arriva a ridosso del confine con la Jugoslavia, ai rilievi del Carso, del Sabotino e del Calvario che impediscono ai velivoli commerciali di nuova generazione di manovrare in sicurezza.

Nel 1954 viene stilato il Piano Nazionale di Riqualificazione dei Trasporti con il quale viene riconosciuta l'importanza strategica dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari per il F.V.G. Ronchi infatti è attraversata da una rete stradale e ferroviaria che collega non solo i capoluoghi di regione ma si innesta con l'intera rete stradale e ferroviaria nazionale. Nel 1956 viene costituito il "Consorzio per l'Aeroporto Giuliano" e il 2 dicembre 1961 il primo volo commerciale con un DC-3 della SAM (Societa' Aerea Mediterranea). A nulla è valso l'accorato appello del sindaco di Gorizia Ferruccio Bernardis in un telegramma al Presidente del Consiglio Segni :

"Pregola vivamente a nome della città tutta di scongiurare il trasferimento dell'aeroporto civile da Gorizia a Ronchi, il provvedimento avrebbe negative ripercussioni sulla popolazione di Gorizia già duramente provata dalla nota situazione e in attesa di provvedimenti atti a potenziare la sua economia e non a deprimerla".


Il 31 dicembre 1961 si chiude per l'aeroporto di Gorizia l' epoca dei voli commerciali iniziata nel 1947.
Il personale militare dell'aeroporto di Ronchi, inizialmente dipende amministrativamente da Gorizia:
ogni fine mese un messo passa per Gorizia a ritirare gli stipendi del personale. Fino al 1980 i sottufficiali impiegati nel nuovo scalo regionale risiedono a Gorizia nella palazzina ufficiali: un mezzo dell'Aeronautica militare provvede quotidianamente al trasporto per l'aeroporto di Ronchi.


ADDETTI SCALO DI GORIZIA


Caposcalo Sig. Parenzan
Assistente Caposcalo Sig. Prandi poi Primo Caposcalo a Ronchi nel 1962
Motorista di terra Sig. Callegaris
Operaio "tuttofare" Sig.Marassi
Addetto ai trasporti Sig. Eder
Direttore d'aeroporto: dott.Ferro
Operatori del "Servizio Informazioni Volo": M.llo Bandini (gia' pilota del 4°Stormo), M.llo Ventriglio, M.llo Pozzati (gia' pilota del 4°Stormo)
Addetti meteo: M.llo Simeoni, M.llo Miani (operativi HJ)
Operatori radio: M.llo Fioritti, M.llo De Nicola, M.llo Sartori, M.llo Cossutta, M.llo Gabellini, M.llo Collini (operativi HJ)

Ho fatto diversi voli per Gorizia nel periodo a cavallo degli anni '54 e '55: Venivamo da Roma con il DC-3, facendo scalo su Venezia Lido. Ero un pilotino appena assunto dalla L.A.I.  con esperienza solo militare su T.6, G.59 e Mustang F.51. Il DC-3 mi sembrava un aeroplano enorme. Volavo con Comandanti molto più anziani di me, reduci dalla guerra. Li guardavo con grande stima e rispetto. Trascorse molto tempo prima che mi facessero fare un atterraggio a Gorizia. L'aeroport presentava il problema del confine molto vicino e quindi bisognava aver una certa dimestichezza con la zona, altrimenti, in virata base o nel caso di una riattaccata, era facile sconfinare. La stessa precauzione valeva anche per il decollo per la pista orientata verso Est: bisognava iniziare la virata appena staccate le ruote. Ricordo l'hotel Posta dove pernottavamo per poche ore perchè si arrivava tardi, con il buio e si partiva molto presto. La sera  dopo esserci tolti la divisa, andavamo a piedi all'albergo "Alla Transalpina"  per cenare  e  passavamo davanti alla sbarra del confine (Casa Rossa), in un'atmosfera nebbiosa, e il Comandante Morciano, alludendo alla sentinella di guardia, mi diceva: "vedi ... quello è un soldato jugoslavo!"
 

com.te Alberto Salvia*

* Il Comandante Salvia dopo i primi anni in L.A.I e' transitato in Alitalia dove ha chiuso la sua carriera nei primi anni '90 con l'incarico di capopilota del Boeing 747 .



GALLERIA FOTOGRAFICA



(AeroClubGo 06)



Aeroporto di Gorizia, DC.3  S.I.S.A. In volo l'Aliparma di Mantelli.  (AeroClubGo 03)



Aeroporto di Gorizia (AeroClubGo 04)



Aeroporto di Gprizia, C-47 LAI  I-LONA (Carulli 01)