L' Aeroporto di Gorizia, ieri e oggi…

Articolo pubblicato nel numero 99 di Ali Antiche 
 rivista del Gruppo Amici Velivoli Storici   www.gavs.it

 Il primo aeroporto di Gorizia fu realizzato dagli austriaci all’inizio degli anni dieci del secolo scorso  lungo la strada che portava a Merna  ma  venne abbandonato poco prima dello scoppio del primo conflitto mondiale a causa dell’eccessiva vicinanza con la futura  linea  del fronte.  Dopo essere stato “ aeroporto militare in disarmo”, almeno dalla fine del 1925 ospitava un’unità operativa, la 38a  Squadriglia del 21° Stormo da Ricognizione. Negli anni venti il campo e i suoi impianti  conobbero un netto sviluppo al fine di poter ospitare più reparti di volo: oltre alle palazzine per il comando e la truppa - e, in un secondo tempo, quella  per i sottufficiali - e oltre  a numerosi fabbricati accessori, vennero impiantati quattro hangar Lancini delle dimensioni di m. 50x50 - tre sul lato sud e uno in quello orientale  – nonché un hangar Gleiwitz (m. 66,50x28,00) ed un altro doppio (m. 63,60x30,60) 1) posti sul lato settentrionale, entrambi di preda bellica. L’aeroporto, di forma quadrata  con i lati lunghi all’incirca m. 1200,    fu quindi idealmente diviso in campo Nord (aviorimesse ex austriache e Lancini isolata) e campo Sud (con le altre tre Lancini), ciascuno con la sua “fetta” di terreno – adiacente i rispettivi impianti - riservata ai decolli, mentre per gli atterraggi veniva impiegata la striscia centrale;  esso non venne mai dotato di pista pavimentata. Negli anni trenta fu infine edificata la palazzina destinata ad alloggi, mensa e circolo per gli ufficiali. 
I reparti da Osservazione Aerea che furono qui basati - l’ultimo, il 61° Gruppo O.A.,  lasciò Gorizia all’inizio del dicembre 1942 – occuparono sino all’inizio del secondo conflitto mondiale i due hangar ex austriaci  mentre le tre grandi aviorimesse meridionali furono  sede, sino al giugno 1940, del 4° Stormo C.T.,  che si trasferì a Gorizia da Aviano il 28 settembre 1931. Lo Stormo, che avrebbe indissolubilmente legato la sua storia a quella dell’aeroporto giuliano,  vi sarebbe stato basato, non contando i periodi trascorsi in zona di operazioni, sino al 27 settembre 1941. 
Intitolata inizialmente al ten.  Egidio Grego, caduto in missione di guerra il 23 novembre 1917,  dal 20 marzo 1942 la base assunse il nome di Amedeo di Savoia Duca d’Aosta, che vi aveva comandato, tra il giugno 1932 e il dicembre 1937,  il 21°Stormo da Ricognizione, il 4° Stormo C.T., la 3a Brigata Aerea  e la 1a Divisione Aerea “Aquila”. 
Dal comando dell’aeroporto di Gorizia dipendevano, all’inizio del secondo conflitto mondiale, i campi di manovra di  Divaccia, Ronchi dei Legionari e Aidussina. 
Nel periodo bellico, durante il quale il campo fu indicato  dapprima come aeroporto numero 5 della 2a ZAT e, poi,  a partire dal terzo trimestre 1941,  con il numero 219, esso ebbe una vocazione prevalentemente addestrativa, data la sua lontananza dalla linea del fronte (eccezion fatta per il breve periodo del conflitto con la Jugoslavia e per la successiva attività di appoggio alle operazioni contro i partigiani):  il 25 luglio 1940 vi fu costituito il Reparto Addestramento Aerosiluranti (così indicato nelle relazioni periodiche dell’aeroporto), che divenne poi la 278a Squadriglia AS,  e, il 26 ottobre 1940, il 1° Nucleo Addestramento Siluranti; dal primo settembre 1940 vi venne trasferita da Campoformido  la Scuola Addestramento C.T. (poi  denominata  Scuola di 2° periodo e Addestramento C.T.); il 9 settembre 1941 fu formato il Gruppo Complementare del 4° Stormo, poi trasferito a Campoformido il 28 aprile 1942. Molteplici furono inoltre i reparti basati per brevi periodi, tra cui il 41°, il 109°  e il 132° Gruppo Aerosiluranti,  il 2° Gruppo C.T. e il Comando Caccia “Aquila”. 
Dopo l’armistizio  il campo, occupato per pochi giorni dai partigiani, fu conquistato e utilizzato dai tedeschi. Esso  ospitò, tra gli altri, fino al 15 aprile 1944 il Gruppo Trasporto Velivoli, incaricato di trasportare in Austria e Germania velivoli italiani catturati, e, per brevi periodi, reparti aerosiluranti dell’A.N.R. L’unico attacco da parte dei bombardieri alleati fu il pesante spezzonamento del 18 marzo 1944 che colpì  i tre hangar meridionali e la palazzina comando e danneggiò le altre installazioni. Tutti gli hangar, ad eccezione del Gleiwitz,  furono poi demoliti e portati in Germania. 
L’aeroporto venne quindi  impiegato quale base per gli Stinson L-5 dell’88a Divisione statunitense tra l’ottobre 1945 e la prima metà del 1947.  Da quest’ultimo anno Gorizia fu la base principale della S.I.S.A., compagnia triestina dotata di C-47 che venne poi assorbita, nel 1949,  dalla L.A.I., che continuò ad effettuarvi voli di linea: risale a quest’epoca la piccola aerostazione con torre di controllo mentre il piazzale aeromobili fu ricavato nel luogo in cui sorgeva lo scomparso hangar Lancini isolato. 
L’attività di linea cessò alla fine del 1961 in seguito all’apertura di Ronchi dei Legionari, aeroporto più lontano dal confine con la Jugoslavia, che correva a poche decine di metri dal campo di Gorizia,  e privo di rilievi nelle vicinanze. 
La presenza dell’Aeronautica Militare si limitò ad un distaccamento aeroportuale (dipendente da Udine) la cui stazione meteo cessò l’attività il 31 dicembre 1966: ciò non significò la fine dell’attività  militare sul campo, dato che almeno dal 1966 e sino al 1975 esso fu sede dei Corsi di Cultura Aeronautica che permisero a  5120 giovani complessivamente, ospitati nell’ex  palazzina ufficiali,  di avvicinarsi al volo utilizzando i P.148 con le coccarde. 
Il 3 dicembre 1983 l’aeroporto passò dal demanio militare aeronautico a quello trasporti. 
L’Aero Club di Gorizia, erede della R.U.N.A.  che aveva operato sulla base negli anni ’30,  venne ricostituito nel settembre 1949: dalla sua fusione con l’analogo sodalizio  triestino nacque  nel 1983 l’Aero Club Giuliano di Gorizia e Trieste, divenuto poi recentemente Aero Club Alpe Adria.

Di questo campo così ricco di storia e di ricordi, cosa resta oggi? Da molti anni desideravo poterlo visitare e, finalmente, ci sono riuscito in una bellissima giornata del maggio 2011, accompagnato dagli amici Raffaello Carteny e Manlio Palmieri e guidato da un profondo conoscitore delle sue vicende, il comandante Fulvio Chianese, promotore e presidente dell’Associazione Culturale 4° Stormo. 
Superata l’emozione di trovarmi al centro di uno dei più sanguinosi campi di battaglia della prima guerra mondiale, con il monte San Michele (che avevo visitato a otto anni accompagnato da mio nonno, reduce di quel conflitto) da un lato, il monte Calvario dall’altro e il monte Fortin di fronte, ho provato un sentimento di rammarico misto a delusione. Sapevo che sul campo era basato un Aero Club  e mi aspettavo di vedere l’attività di volo che si incontra solitamente, la domenica mattina, su un qualsiasi aeroporto turistico. Purtroppo, nulla di tutto questo dato che  l’attività aerea, per vari motivi, tra cui  difficoltà economiche e  la mancata cooperazione tra i due Aero Club locali – quello “Alpe Adria” che ha sede sul campo e quello “Volo Isonzo” che opera da Mossa, a sei chilometri da Gorizia – è pressoché bloccata. 
Come risulta dalle immagini qui pubblicate, sono numerosi i manufatti storici ancora esistenti, primo fra tutti l’hangar Gleiwitz 2) tuttora occupato dall’Aero Club Giuliano anche se ermeticamente chiuso, ma l’impressione dominante  è quella di un desolante  abbandono. La grande palazzina sottufficiali, che un tempo poteva alloggiare fino a 115 militari con relativa mensa e circolo, dopo essere stata utilizzata nel dopoguerra come fabbrica di marmellata, è ora spoglia di ogni infisso e arredo, piena di guano e assediata da piante e erbacce; i fabbricati accessori come l’ex magazzino MSA, l’ex cinema, l’ex stazione RT e altri edifici minori sono chiusi e, senza manutenzione, non potranno rimanere in piedi  ancora per molto; abbandonata e cadente è pure l’aerostazione con piccola torre di controllo costruita nel dopoguerra quando si sperava in un rilancio civile dell’aeroporto. Solo pochi fabbricati sono utilizzati da associazioni (l’ex autorimessa  dai paracadutisti; una palazzina,  corpo di guardia prima e sede del distaccamento aeroportuale poi, dall’Associazione Arma Aeronautica): una fontana disseccata, la piscina ufficiali, la “rosa dei venti”  rimangono a testimoniare un passato lontano e, quasi, dimenticato. La palazzina ufficiali, che aveva ospitato anche gli allievi dei Corsi di Cultura Aeronautica,  è ora adibita ad istituto di istruzione  della Guardia di Finanza: su parte del suo muro perimetrale vi è la lunga iscrizione con i nomi dei caduti del 1° e del 4° Stormo e,  di fronte ad essa, il monumento al Duca d’Aosta inaugurato il 4 novembre 1962 sul punto esatto in cui vi era la sua scrivania nella palazzina comando.   Unico aereo visibile è l’HU-16A Albatros giunto in volo nel 1979 allorché venne radiato dall’A.M.: le sue condizioni sono estremamente precarie e sarebbe auspicabile un recupero. 
A fronte di questo desolato panorama, vi è comunque la speranza che l’aeroporto non scompaia: una società slovena, la Pipistrel di Aidussina-Aidovscina, dovrebbe infatti insediarsi nel lato sud del campo, proprio dove sorgevano i grandi hangar del 4° Stormo e iniziare la produzione di un quadriposto per l’aviazione generale.

Ringrazio per la collaborazione il com.te Fulvio Chianese, che ha fornito le immagini d’epoca che corredano questo articolo e molte informazioni sulla storia dell’aeroporto,  e il M.llo Gabriele Brancaccio. 
NOTE 
1)  La forma di quest’ultimo richiama molto quella dell’hangar Troster di Vigna di Valle per cui potrebbe trattarsi di un manufatto fabbricato dalla stessa ditta. 
2) Altri hangar di questo tipo sono –fortunatamente (fortunosamente?) - presenti a Cagliari Elmas e nell’area dell’ex idroscalo di Augusta. 
  
 

Bibliografia:

Carlo d’Agostino, C’era una volta un campo di volo-Storia dell’aeroporto di Gorizia, Vittorelli Edizioni, Gorizia, 2002

Piero Soré, L’Aviazione del Nord-Est – Storia dei campi di volo del Friuli Venezia Giulia 1910-2007, Milano, Giorgio Apostolo Editore, 2007

Sito dell’Associazione Culturale 4° Stormo: www.asso4stormo.it

Relazioni Trimestrali dell’aeroporto di Gorizia 10 giugno 1940-30 giugno 1943, AUSSMA, Roma