Fumogeni

Archivio Luigino Caliaro

Dal libro trent'anni di acrobazie tricolori
dal 1952 al 1982
di Luigino Caliaro Duegi editrice



Il Cavallino Rampante è stata la prima formazione italiana ad usare un impianto fumi comandabile dal pilota tramite un piccolo bottone sulla cloche. Le foto sono relative alle prove di funzionamento del sistema che rappresentò un notevole miglioramento della performance acrobatica, poiché grazie ai fumi le manovre eseguite venivano accuratamente "disegnate" nel cielo a benefìcio del pubblico.

Con l'apparizione delle pattuglie acrobatiche equipaggiate con velivoli a reazione, con caratteristiche di volo ben diverse da quelli ad elica, divenne importante per la sicurezza del volo, oltre che a beneficio del pubblico, l'utilizzo di un impianto fumogeno. La prima pattuglia ad usare un impianto fumi è stata quella del Guizzo/Getti Tonanti, che, come anche per le Tigri Bianche, utilizzava un rudimentale impianto, in pratica una bombola di fumogeno, che una volta acceso non poteva essere più spento. A causa di questo tempo limitato di funzionamento, l'utilizzo dei fumi veniva riservato alla figura della bomba, il cui tempo di esecuzione con salita, apertura, incrocio sulla pista e successivo ricongiungimento, corrispondeva grossomodo a quello di esaurimento della bombola. Tuttavia se da un lato tale sistema offriva un notevole incremento coreografico e un notevole aiuto ai piloti fornendo degli immediati riferimenti visivi durante l'esecuzione della complessa figura acrobatica, creava contemporaneamente una serie di problemi di gestione, dal momento che costringeva gli specialisti a prestare estrema attenzione nel maneggiare il composto chimico, che essendo tossico e irritante per gli occhi, poteva addirittura creare problemi anche per il pubblico, con la sua ricaduta. Altra grossa limitazione era causata dal fatto che l'erogazione non poteva essere in alcun modo controllata dal pilota, e una volta acceso il sistema funzionava fino ad esaurimento del composto nella bombola. Solamente grazie alla perseveranza del Cap. Melotti, capo formazione del Cavallino Rampante, e all'ingegno dei suoi specialisti, si riuscì a porre rimedio a tale limitazione, applicando un pìccolo bottone sulla barra di comando, attraverso il quale il pilota poteva comandare o spegnere l'erogazione del fumo. Anche i Diavoli Rossi e i Lanceri Neri sfruttarono tale sistema, che viene ulteriormente migliorato dagli specialisti dei Getti Tonanti della 5a Aerobrigata, che finalmente riuscirono a sostituire il pericoloso composto chimico con olio motore esausto. Tuttavia è con le esibizioni dei Sabre delle Frecce Tri-colori che il sistema viene perfezionato, migliorando l'emissione polverizzata dell'olio ma soprattutto, dal 1962, consentendo l'utilizzo di fumi colorati, grazie alla possibilità di installare all'interno della fusoliera i contenitori dei composti chimici coloranti che una volta mescolati all'olio bruciato generano i colori nazionali. Successivamente con l'awento del G 91 e dell'Aermacchi MB 339 i serbatoi dei coloranti e dei fumi vennero riposizionati in appositi pod agganciati sotto le ali, sostituendo l'olio esausto con olio di vasellina.


Pratica di Mare 1956-1957. Prove di funzionamento del sistema  fumogeno (Caliaro 01)



Pratica di Mare 1956-1957. Prove di funzionamento del sistema  fumogeno (Caliaro 02)




Pratica di Mare 1956-1957. Prove di funzionamento del sistema  fumogeno (Caliaro 03)




Pratica di Mare 1956-1957. Prove di funzionamento del sistema  fumogeno (Caliaro 04)