Gorizia 1931 - 1941


1931


COMANDANTE
t.col.Da Barberino Raoul dall' 1 giugno 1931 fino al 13 ottobre
magg. Gelmetti Umberto dal 13 ottobre al 20 ottobre 1931
t.col. Spadaccino Nicola dal 20 ottobre 1931 al 31 ottobre 1931
col. Porro Felice dal 31 ottobre 1931

IL X GRUPPO ARRIVA A GORIZIA
9 settembre 1931


Alla fine delle grandi manovre di Ferrara, il X Gruppo si trova sull'aeroporto di Aviano: il 9 settembre 1931 il Gruppo raggiunge l'aeroporto di Gorizia Merna



Il COMANDO STORMO E IL IX GRUPPO  ARRIVA A GORIZIA
28 settembre 1931


Il IX Gruppo reduce anch'esso delle grandi manovre di Ferrara, si trova assieme al comando stormo sull'aeroporto di Campoformido: il 28 settembre 1931 Gruppo e comando stormo raggiungono il X Gruppo a Gorizia


Con l'arrivo a Gorizia dei due gruppi il 4° Stormo ancora in forma provvisoria, si ricongiunge definitivamente su un'unico aeroporto. Ogni squadriglia e' composta da dieci CR. Asso e due Ca. 100 per Gruppo. Il 22 settembre il X Gruppo versa i suoi velivoli alla 2^Squadriglia Allenamento Caccia di Aviano e ritira dal magazzino di Ghedi i CR. Asso completando la dotazione di nove velivoli per squadriglia.

La livrea dei velivoli e' argentata con i contrassegni delle Grandi Manovre, nessun distintivo ma solo il numero di squadriglia di colore nero e quello di linea di colore rosso. Con l'insediamento a comandante dello stormo del col. Porro, il Reparto si fregia di un proprio distintivo rappresentante un uomo armato di gladio.


Noi in Cielo e il Cielo per noi

Il distintivo inizialmente e' dipinto sul C.R. Asso del comandante, col. Porro, mentre per gli altri velivoli si ignora il suo impiego. Appare sulla tuta di volo dei piloti ma anche in oro e smalto sui polsini per camicia e nell'ingresso dell' ufficio comando Stormo a Gorizia a partire dalla fine del 1931. Alcune cartoline d'epoca riportano il distintivo completato dalla scritta "4° Stormo Caccia" e dal motto "Coelum nobis - nos ad coelum".


Gorizia, fine 1931. Il serg. Larese con uno dei CR.Asso della 73^Squadriglia. Sul velivolo di nuova consegna sono ancora prtesenti le strisce colorate delle Grandi Manovre. Sotto il piano orizzontale di coda, sull'originale è visibile 4/IX 73. Sulla tuta del pilota lo stemma cucito dell'uomo alato. (Duma, da: Quelli del cavallino rampante )





IN DATA 10 OTTOBRE, COME SUPPLEMENTO  AL FOGLIO D'ORDINI 2 OTTOBRE 1931

La costituzione dello Stormo assume carattere definitivo, sotto la veste di 4°STORMO CACCIA TERRESTRE (C.T.) strutturato  su due Gruppi  di tre  Squadriglie ciascuno e una Squadriglia Stato Maggiore su sei velivoli .


4°STORMO CACCIA

IX GRUPPO 
73^Sqd.  96^Sqd.  97^Sqd.
X GRUPPO
90^Sqd.  84^Sqd.  91^Sqd. 


Nello stesso mese di ottobre lo stormo e' impegnato nel servizio di polizia aerea sulla zona del confine orientale nel tentativo di intercettare un Breguet dell'aviazione jugoslava che frequentemente si spinge sulla Venezia Giulia e viene a spiare da  tremila metri sul campo di Merna. Vani i tentativi della pattuglia d'allarme pronta al decollo dall'alba al tramonto e composta a rotazione tra le sei squadriglie finche' un giorno parte in caccia  il ten. Oscar Molinari della 84^ Squadriglia e, inseguendo l'intruso lungo la valle del Vipacco sconfinando, arriva fino sul campo di Lubjana dove si esibisce in acrobatici attacchi a terra. Molinari viene messo agli arresti per la violazione dello spazio aereo ma in compenso il Breguet non torna più a curiosare.


Gorizia, Velivolo CR. Asso (Arch. Patriarca051)




1932



COMANDANTE
col. Porro Felice fino 15 ottobre 1932
t.col. Bonola Augusto dal 15 ottobre 1932


Il 10 gennaio i velivoli due velivoli della 73^Squadriglia in volo di addestramento, vengono a collisione nel cielo di Cormons: il serg. Silvio Costigliolo riesce a lanciarsi con il paracadute salvandosi, mentre il ten. Antonio Colla si abbatte al suolo con il velivolo.

Nell'ultima decade di gennaio lo Stormo riceve l'ordine di partecipare alla "2^ Giornata dell'Ala" in programma per maggio: un solo gruppo potrà partecipare alla manifestazione e viene scelto il 10° Gruppo. Per far in modo che solo i migliori piloti possano far parte della formazione, vengono fatti diversi spostamenti interni tra le squadriglie.

Il 5 febbraio una pattuglia di CR.Asso compie un volo di addestramento nel cielo di Lucinico (nei pressi di Gorizia) quando il capopattuglia, comandante della 91^Squadriglia viene investito da un gregario riportando gravi ingenti al timone di coda che rimane bloccato. Nonostante i gravi danni ripoirtati, il ten. Ugo Vicenzi anzichè  lanciarsi con il paracadute e abbandonare l'aereo al suo destino, manovra con grande abilità atterrando in un campo. Questa manovra gli farà guadagnare la medaglia di bronzo al valore aeronautico.

Ultimata la scelta dei piloti partecipanti alla Giornata dell'Ala, ha inizio l'addestramento con 27 velivoli nelle figure previste dal programma della manifestazione: tenaglia di squadriglie, triangolo di gruppo, colonna di squadriglie a cuneo.



PILOTI SELEZIONATI PER LA 2^ GIORNATA DELL'ALA

t.col. Spadaccino, com.te X Gruppo / cap. Caroti, com.te 84^ Sq. /  ten. Salvadori, com.te 90^ Sq. / ten. Vicenzi, com.te 91^ Sq. / ten. Molinari, 84^ Sq. / ten. Mezzetti, 84^ Sq. / m.llo Tofful, 84^ Sq. / s.magg. Cantelli, 84^ Sq. / s.magg. Gugliotta, 84^ Sq. / serg. Sica, 84^ Sq. / serg. Acerbi, 84^ Sq. / serg. Anelli, 84^ Sq. / serg. Marini, 84^ Sq. / serg. Bergamini, 84^ Sq. / serg. Ruffilli, 84^ Sq. / ten. Azzali, 90^ Sq. /  ten. Roveda, 90^ Sq. /  m.llo Degan, 90^ Sq. / serg. Costigliolo, 90^ Sq. / serg. Baccara, 90^ Sq. / serg. Corsi, 90^ Sq. / serg. Avvico, 90^ Sq. / serg. Chianese, 90^ Sq. / serg. Callegari, 90^ Sq. / ten Viola, 91^ Sq. / m.llo Nicola, 91^ Sq. / s.magg. Silvestri, 91^  Sq. / serg. Romandini, 91^ Sq. / serg. Passeri, 91^ Sq. / serg. Castelletti, 91^ Sq. / serg. Salvadori, 91^ Sq. / serg. Salvadori, 91^ Sq. / serg. Giachetti, 91^ Sq. / serg. Renzi, 91^ Sq. / serg. Celeghini, 91^ Sq.


Il 21 marzo 1932 il serg. Emilio Barbetti della 90^Squadriglia perde la vita schiantandosi al suolo nei pressi di Merna (località vicino a Gorizia) dopo che l'aereo era entrato in vite a bassa quota.

Il 28 marzo 1932 per celebrare il nono anno di costituzione dell'Aeronautica, viene tenuta sul campo una solenne cerimonia, vengono distribuiti pacchi viveri per 1.200 persone indigenti della provincia di Gorizia, alla presenza di autorità civili e militari. Viene inoltre servito un pranzo a 250 bambini poveri. Le spese vengono sostenute volontariamente da tutto il personale del campo.

Il 6 aprile il serg. Raffaele Anelli della 84^Squadriglia viene investito da un altro velivolo sul cielo campo ma riesce miracolosamente a salvarsi portando a terra l'aereo nonostante i gravi danni al timone di profondità. Anche ad Anelli come il ten. Vicenzi verrà assegnata la medaglia di bronzo al valore aeronautico.

Il 23 aprile il X Gruppo al completo sfila per la prima volta pubblicamente su Gorizia in occasione della visita ufficiale della Duchessa Anna d'Aosta agl istituti della città.

Il 9 maggio inizia il trasferimento in volo del X Gruppo per la partecipazione alla 2^Giornata dell'Ala. Il ten. col. Spadaccino alla testa di 35 CR.Asso, parte da Gorizia in formazione di cuneo di pattuglie diretto a Parma. Un altro CR.Asso del gruppo è già a Ciampino.
Due giorni dopo, l'11 maggio il gruppo si decolla da Parma per raggiungere Pisa e poi Ciampino Sud. Sulla tratta Pisa Ciampino però il serg. Sirio Salvadori è costretto a rientrare a Pisa per noie al motore; risolto il problema riparte per Ciampino. Lungo la tratta Salvadori devia leggermente la rotta per sorvolare a bassa quota  Legoli (Pi) suo paese natale: compie qualche manovra acrobatica ma urta con un'ala il tetto di una casa distruggendo l'aereo. Salvadori se la cava ma gli costerà la perdita del grado e la dispensa dal servizio militare. Qualche anno più tardi verrà reintegrato ma dovrà pagare rateizzando il danno del velivolo.
A Ciampino intanto si lavora per la messa a punto dei velivoli e si fanno prove di volo e della parata con formazioni ridotte.

A Gorizia il 15 maggio 1932, in un incidente analogo a quello successo al serg. Barbetti, perde la vita il ten. Mariani della 73^Squadriglia, da pochi mesi allo stormo, il cui velivolo entra in vite a bassa quota durante una manovra acrobatica ed impatta il terreno. Alla memoria di Mariani sarà assegnata una medaglia di bronzo al Valore Aeronautico per aver rinunciato a fare uso immediato del paracadute ed aver tentato, invece, di salvare il velivolo.


2^ GIORNATA DELL'ALA


Nel 1932 decorre il decennale dell'era fascita e per l'occasione vengono organizzati a Roma tre grandi eventi nel campo aeronautico: il Congresso Internazionale dei trasvolatori oceanici, l'adunata della riserva aeronautica e in chiusura il Giorno dell'Ala con la manifestazione aerea sull'aeroporto del Littorio (Roma-Urbe).
Alla imponente manifestazione aerea prendono parte ben 400 velivoli alla presenza di Sovrani, del Capo del Governo e di tutte le cariche dello Stato, gli "oceanici" e i "riservisti", il Corpo Diplomatico al completo, l'ex Re dell'Afganistan, il Presidente del Consiglio turco Ismet Pascia', il Ministro degli Esteri turco e una folla di 240.000 persone accorse fin dalle prime ore del mattino.

Il 27 maggio, nel pomeriggio, Spadaccino decolla con ventisette velivoli CR.20 dirigendo sul lago di Braciano. Qui assunta la formazione di 3 <cuneo di squadriglie>, inizia la scorta a due idrovolanti (U.Maddalena e A. Guidoni) e con essi fanno rotta verso l'aeroporto del Littorio sorvolandolo a 200 metri di altezza. Abbandonati i due idrovolanti, il gruppo si trasforma in colonna di squadriglie e dopo aver compiuto un ampio giro a sinistra ritorna sull'aeroporto con una formazione a triangolo alla quota di 400 metri quindi, assume la formazione a <tenaglia di squadriglie> e fa rotta verso ovest per congiungersi agli altri velivoli da caccia e da bombardamento, con i quali sfila ancora una volta sul Littorio a 100 metri di quota. I 27 velivoli rientrano poi regolarmente a Ciampino.



Formazione a "tenaglia di squadriglie" (Duma, da:Quelli del cavallino rampante)



L'11 giugno 1932 il col. Amedeo di Savoia Duca d'Aosta assume il comando del 21° Stormo e dell'aeroporto di Gorizia.Nell'occasione velivoli del 4° e 21°Stormo sfilano in volo: il X Gruppo  sfoggia ancora la formazione a triangolo. Il 29 giugno in occasione della manifestazione aerea a Trieste, il X Gruppo con 27 CR.Asso ripete il programma della Giornata dell'Ala: il Duca d'Aosta e le autorità cittadine seguono lo spettacolo da bordo della Motonave <Egitto>, del Lloyd Triestino.

Il 30 giugno due CR.Asso di una pattuglia di tre velivoli della 73^Squadriglia, vengono a collisione nel cielo di Medea. Nel contatto l'apparecchio pilotato dal serg. Giovanni Celeghini riporta gravi danni agli impennaggi di coda e, nel tentativo di un atterraggio di fortuna in fase finale perde il controllo decedendo nell'impatto. L'altro velivolo pilotato dal serg. Pasquale Gigliarelli riesce a rientrare a Gorizia. Due mesi più tardi, il 23 agosto nei pressi di Redipuglia durante manovre di acrobazia a bassa quota,
il velivolo del serg. Amerigo Melani della 73^ Squadriglia impatta il terreno provocando la morte del pilota.

Intanto per i 65 CR.Asso entrati in linea con lo stormo da poco più di un anno, sono necessari aggiornamenti e modifiche, così negli ultimi mesi del '32 si hanno numerosi movimenti di velivoli tra Marina di Pisa,presso la Ditta C.M.A.S.A. e Gorizia. In particolare viene montato un nuovo sistema di sincronizzazione del tiro delle armi.



Gorizia 1932. Piloti del 4°Stormo davanti a due C.M.A.S.A. C.R. Asso. Da sinistra, a terra: ten. Brambilla (in ginocchio), ten. Roveda, serg. Metlicovith, serg. Larese, serg. Perobon, serg. De Pari, serg. Acerbi, serg. Bandini, serg. Anelli, serg. Romandini, serg. Sozzi, un pilota, ten. Viola (piu' alto, in ginocchio),ten. (?), ten. Azzali.
Da sinistra, prima fila in piedi: ten. (?), cap. Ascenzi, ten. Mezzetti, serg. Sartori, serg. Gigliarelli, serg. Marini, serg. Costigliolo, cap. Piragino, com.te di Gruppo
magg. Spadaccino, col. Porro, com.te di Gruppo magg. Gaeta, cap. Bianchedi, cap. Rossi, cap. Giannoni, cap. Molinari, ten. (?), serg. (?), ten. Stasi.
Da sinistra, fila successiva: serg. A. Salvadori, serg. Corsi, serg. Attanasio, ten. Beneforti ten. (?).
Da sinistra, ultima fila (la piu' alta): serg. Avvico, serg. Nicolussi, serg. Chianese, serg. Giacchetti, serg Fusco (?), serg. Breveglieri, serg. Cstelletti, serg. De Vincenzi(?), serg. Cantelli, serg Baccara, serg. Renzi, ten. Salvadori,serg. Peruc, serg. Bergamini (Arch. Bandini 011LR)




Gorizia 1932. Piloti e specialisti del IX Gruppo davanti a dei C.M.A.S.A. CR. 20 Asso l'ultima variante prodotta del caccia progettato da Celestino Rosatelli. 
(Arch. Renzi 12)


IL GRIDO


In tutti i reparti dell'aeronautica alla fine degli incontri conviviali e' usanza il grido di incitamento: dall' "Eia, eia, alalà", a "Al Lupo" fino al "Gheregheghez - ghez!" del 1° Stormo. Il quarto inizialmente adotta il "Gheregheghez - ghez!" ma,  durante una cena di Stormo in un ristorante di Moncorona a pochi chilometri da Gorizia, nasce l'idea di un nuovo incitamento. La tradizione viene ancora una volta in aiuto: l'incitamento della 91^ Squadriglia durante la prima guerra mondiale Al Lupo, Al Lupo! viene adottato dallo Stormo: "Per la Regia Aeronautica, per il 4°Stormo, per gli aviatori d'Italia Al Lupo! Al Lupo! Ahum!"



STEMMA DEL 4°STORMO



Tra le squadriglie dello Stormo c'e' la 91^, quella degli assi alla quale hanno fatto parte F. Baracca e  Fulco Ruffo di Calabria: consapevoli dell'eredita'morale lasciata dai "grandi", negli ultimi mesi del 1932 i Gruppi adottano come stemma il cavallino rampante nero su sfondo bianco per il X Gruppo e cavallino bianco su sfondo nero per il IX Gruppo La felice intuizione sanziona di fatto l'adozione di un unico simbolo  per lo Stormo e i due cavallini vanno a sostituire l'uomo alato sulle tute di volo. Anche sui velivoli "ad personam" e su quelli della Squadriglia di Stato Maggiore viene dipinto il cavallino sormontato orizzontalmente dallo "scettro" simbolo del comando.

Cavallino nero su sfondo bianco


Gorizia, 193? Fiat CR. 20bis Asso (produzione C.M.A.S.A.) della 84^Sq.Da notare sul timone il tubo  passacavi per i tiranti degli impennaggi,l'oblò per l'installazione di  macchina fotografica e l'insolito disegno dello scudetto e del cavallino. Sullo sfondo gli hangar della Ricognizione ed il magazzino MSA (Arch.Paluello min105)


Cavallino bianco su sfondo nero


Gorizia, linea di volo di CR. Asso. Foto scattata dall'hangar Lancini - Sud. Sullo sfondo l'hangar Lancini Nord, la palazzina avieri e la palazzina Comando (Arch.Paluello min106)



La richiesta ufficiale al ministero di sostituire l'uomo alato con il cavallino rampante e' caldeggiata da tutto lo Stormo e lo stesso Duca d'Aosta, all'assunzione del comando nel 1933, appoggia l'iniziativa. Nella richiesta di autorizzazione pero' non e' menzionato il colore del cavallino:  per il valore della tradizone si puo' supporre si tratti di quello del X Gruppo, cavallino nero su sfondo bianco.


omissis ... Al nuovo comando, mi preoccupai di svolgere, nello Stormo di nuova formazione, la mia azione di comando, tesa con ogni accorgimento a rafforzare la compagnia organica dei reparti, a sviluppare e perfezionare al massimo grado l'addestramento dei piloti, a far sorgere un forte spirito di corpo, ad eccitare l'anelito delle squadriglie al perfezionamento ed allo spirito di emulazione. Il 1° Stormo Caccia, ricco di tanti successi e di brillanti affermazioni, doveva essere raggiunto e, se possibile, superato. L'attività di volo giornaliera fu resa intensissima. Coloro che ebbero occasione nel 1932 di visitare il 4° Stormo sull'aeroporto di Merna dicevano che avevano l'impressione di assistere ad una Giornata dell'Ala.  omissis ... Il nome e le tradizioni gloriose della 91^ Squadriglia ed il confronto con il fraterno 1° Stormo Caccia, spinsero tutti i piloti del 4° alla costante aspirazione di migliorare e di perfezionare le loro capacità ed il loro rendimento. omissis ... Fu dato sviluppo a qualsiasi attivita' che valesse ad accrescere l'affratellamento e l'unione di tutti i cacciatori del 4°: ricordo le gite rumorose, liete ed interessanti alle Grotte di Postumia, alle miniere di Idria ed i pique niques"sulle rive dell'Isonzo, compiute da tutti i piloti e motoristi dello Stormo; ricordo le riunioni conviviali settimanali dei pranzi di corpo al circolo dell'aeroporto di Gorizia con l'intervento di una orchestrina di piloti e specialisti. omissis ... Non mancava mai ai nostri conviti la presenza di S.A.R. il Duca d'Aosta, comandante dello Stormo da ricognizione, coesistente con il 4° Stormo sull'aeroporto di Merna.  omissis ... - Ricordo come alla fine d'una settimana laboriosa, gli aquilotti del 4° Stormo sciamassero a Trieste ove le belle "mule" di quella citta' li attendevano a braccia aperte. Le acrobazie notturne dei miei ragazzi mi avevano costretto a non farli volare il lunedi ed a svolgere in tale giorno istruzione a terra. Ricordo le indiscipline di volo dei piu' audaci e spericolati, quali il passaggio in volo sotto una famosa linea di alta tensione ed un non meno famoso ponte sull' Isonzo.  omissis ... Ancora ricordo le puntate giornaliere dei singoli piloti e delle pattuglie sul cielo di Campoformido per sfottere con le loro acrobazie i compagni del 1° Stormo.  omissis ... Di tutti i periodi della mia vita di comando, questo e' stato il piu' bello, vissuto con intensita' e passione, ricco di gioie e di soddisfazioni.

Col. Felice Porro Comandante il 4° Stormo
dal 31/10/1931 - 15/10/1932


1933


COMANDANTE
t.col. Bonola Augusto fino al 1 maggio 1933
col. Di Savoia Amedeo dal 1 maggio 1933




Con la stagione invernale l'attivita' addestrativa subisce un rallentamento a causa delle condizioni climatiche invernali e dei continui interventi manutentivi sui C.R.Asso.

Il 28 gennaio durante un'esercitazione di tiro reale sul poligono di Vivaro il serg. Enzo Callegari della 90^ Squadriglia resta gravemente ferito in un incidente di volo: morira' il giorno dopo all'ospedale di Aviano.

In primavera riprende la normale attivita' di volo e con essa la notizia che lo Stormo dovra' partecipare durante l'anno alle gare di specialita'. In un primo tempo il normale addestramento lascia il posto ad esercitazioni quali finto combattimento, fotomitragliamento e tiro reale dato che la gara consiste nel tiro reale ad un numero di palloncini da abbattere nel minor tempo possibile.
Ai primi di aprile inizia la preparazione specifica sul poligono di Vivaro dopo che i piloti hanno effettuato l'addestramento in bianco sul campo di Gorizia. A questa necessità si contrappone la diminuita disponibilità dei velivoli CR.Asso continuamente sottoposti a continue modifiche: per sopperire alla carenza di velivoli vengono dati in dotazione allo stormo alcuni Breda Ba 19 e qualche velivolo leggero.
Il Ba.19 e' un velivolo particolarmente adatto all'acrobazia, lo stesso della squadriglia acrobatica del 1° Stormo; dotato di doppio carburatore,
consente il volo rovescio in tutta sicurezza e per questo e' indicato per "l'alta acrobazia". Il Ten. Tessore subito dopo l' assegnazione alla 90^Squadriglia, viene scelto da Salvadori come capoformazione per voli acrobatici: viene anche designato nell'ambito del 4°Stormo per prendere parte, insieme a Vezio Mezzetti della 84^Squadriglia, alle prove eliminatorie di metà maggio a Roma per la selezione del pilota che avrebbe dovuto partecipare all'annuale Air Races di Los Angeles. Nell'ultimo giorno di preparazione a Gorizia, Tessore aveva già fatto tre voli: nel pomeriggio insiste col suo comandante ed istruttore per un ultima prova. Nonostante le perplessità di Salvadori, Tessore decolla con il suo Ba 19, una impennata al limite del campo quindi una virata verso il punto di partenza in volo rovescio con un angolo di picchiata piuttosto forte: manovra per raddrizzare il velivolo ma appena in linea, tocca violentemente il suolo. Il carrello rimane infilato nel prato, il velivolo si rovescia  e il corpo del pilota ruzzola attaccato al seggiolino: nell'incidente Tessori riporta solo qualche contusione. Nonostante il divieto di partire per Roma, il giorno dopo gareggia classificandosi al terzo posto.

Il 1°maggio 1933 viene designato comandante del 4°Stormo il col. Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta: il 4 maggio con una solenne cerimonia, Amedeo di Savoia subentra al t.col. Bonola.

Amedeo di Savoia proveniva dall'artiglieria ed aveva conseguito il brevetto di pilota nel 1926 sotto l'abile guida di Arturo Ferrarin. Aveva poi coronato la sua passione aeronautica con il passaggio nei ruoli dell'Arma Azzurra, avvenuto nella primavera del 1932 ed aveva assunto l'11 maggio il comando del 21° Stormo da Ricognizione Terrestre, schierato sullo stesso aeroporto di Gorizia. Il passaggio di specialità, cioè dalla ricognizione alla caccia, avvenne per volontà del Duca e anche contro il desiderio dei suoi superiori, che consideravano la caccia una specialità troppo pericolosa per la sua incolumità. Ma il 4° Stormo era là, dall'altra parte dell'aeroporto e per lui la tentazione era troppo vicina.  omissis... Imparò alla perfezione tutta l'acrobazia individuale e in pattuglia, volando con slancio e giovanile foga, sia come capo che come gregario, lasciando spesso col fiato sospeso il suo vice, t.col. Simone Mattei, asegnato allo stormo il 1° maggio, sul quale gravava le responsabilità della incolumità del Duca.
Da: Quelli del Cavallino rampante di A.Duma


Per perfezionare la sua gia' eccellente preparazione di pilota maturata alla ricognizione, il Duca sceglie la 90^ Squadriglia dotata di CR. Asso e come istruttore Salvadori.

Il 1° giugno il 4° Stormo viene inquadrato assieme al 1° Stormo nella III Brigata Aerea, posta alle dipendenze  del Comando II Z.A.T. costituita sotto la stessa data con sede sull'aeroporto di Campoformido. Lo stesso giorno il generale b.a. Rino Corso Fougier, che è il comandante della III brigata Aerea, visita il 4°Stormo per la celebrazione del secondo anniversario di costituzione del Quarto.

Nei mesi di giugno e luglio continua l' attività di preparazione dei piloti di entrambi gruppi per  le gare di specialita'. A fine luglio nonostante la scarsa disponibilità di ore di volo sui CR.Asso ed il limitato uso del poligono di tiro, la preparazione è soddisfacente. A terra gli specialisti sono indaffarati a mettere a punto i collimatori di bordo e la sincronizzazione delle armi, operazioni tutte svolte sull'aeroporto sotto la guida dei comandanti di gruppo e di squadriglia.

Il 24 agosto alcuni velivoli dello stormo partecipano ad un'esercitazione aeroterrestre a livello di brigata con il concorso della Divisione Celere dell' XI Corpo d'Armata nella zona Vipacco - Monte Re - Postumia - S. Pietro del Carso - Sesana.

Il 13 settembre il 4° Stormo prende parte assieme al 1° Stormo ad una esercitazione di brigata: nello stesso giorno i reparti al comando del gen. Fougier, sfilano sul castello di Miramare in segno di gioia per la nascita della Principessina Maria Cristina figlia di Amedeo di Savoia.
Pochi giorni dopo, il 27 settembre, lo Stormo torna ad esibirsi con manovre acrobatiche e passaggi in formazione in occasione della visita all'aeroporto di Gorizia della famiglia del Duca d'Aosta e delle Infanti di Spagna.



GARE DI SPECIALITA'

2 - 5 ottobre 1933



Dal 2 al 5 ottobre si svolgono sul poligono di Vivaro le gare di specialita' alle quali partecipano dieci gruppi da caccia con 21 piloti ciascuno. I due gruppi del 4°Stormo,  il IX comandato dal t.col. Simone Pietro Mattei e il  X comandato dal magg. Eugenio Pallavidino, si aggiudicano rispettivamente il secondo e sesto posto.

Il 17 ottobre nel cielo di Gorizia, durante un'esercitazione  di volo rovescio in pattuglia, ad una quota di circa 800 metri, i Breda 19 del ten. Tessore e del srg. Felice Sozzi vengono a collisione rimanendo seriamente danneggiati, ma nonostante i danni riportati, i due piloti riescono a riportare sul campo i velivoli




Gorizia, Breda 19 in volo rovescio sulla campagna goriziana (Arch.Corsi ugo02)



Il 19 ottobre, sempre sul cielo campo di Gorizia, il serg. Anelli della 84^Squadriglia viene investito da un altro velivolo durante un volo di acrobazia in pattuglia ma, nonostante i gravi danni riportati al suo CR.Asso riesce a governare l'aereo e atterrare regolarmente seguendo il capopattuglia.



Gorizia 10 dicembre, celebrazione della Madonna di Loreto protettrice degli aviatori. Pranzo alla mensa di sott'ufficiali. Al centro: Silvio Costigliolo, dietro al primo a destra si intravede Bepi Biron appena giunto alla 96° Squadriglia. Al tavolo di Costigliolo, con i baffi Norino Renzi  (Arch.Costigliolo 45)



1934



COMANDANTE

col. Di Savoia Amedeo fino al 28 marzo 1934
t.col. Mattei Simone Pietro dal 28 marzo 1934 al 1 maggio 1934
col. Bonola Augusto dal 1 maggio 1934


Il velivolo in dotazione allo Stormo è il CR.Asso che ne ha 63 in linea divolo; inoltre ha in dotazione nove Breda Ba 19bis, un Ca 100, tre velivoli leggeri, oltre ad un Cr.Asso ed un Ca 100 opportunamente modificati a disposizione del Duca. Altri due CR.Asso sono a disposizione per i comandanti di gruppo (73^ e 91^Squadriglia).
I Breda sono in forza alla Squadriglia di Alta Acrobazia costituita  nell'ambito della 73^Squadriglia al comando del ten. Tessore.

Durante l'anno il 4° Stormo dovrà partecipare nuovamente alle gare di specialità: il buon piazzamento dell'anno precedente è di stimolo ad un ulteriore sforzo addestrativo.

Il 24 gennaio il serg.magg. Breveglieri, capopattuglia in volo di esercitazione, viene investito nel cielo di Gorizia  dal m.llo Venturi, gregario di destra, riportando gravi avarie al timone e alle strutture fisse del velivolo; caduto in vite riusciva con perizia a governare il velivolo portandolo a terra senza ulteriori danni. Lo stesso per il m.llo Venturi nonostante i danni riportati al suo velivolo. Ad entrambi verrà consegnata la medaglia di bronzo al Valore Aeronautico.

Il 5 marzo perde la vita il serg. Corrado Bellenghi: durante un volo di addestramento il suo CR.Asso facendo una puntata sul fiume Isonzo, si infila in acqua presso Gradisca.

Di un altro incidente è protagonista il ten. Zuffi , gregario, venuto in collisione in volo, riesce a manovrare e a riportare a terra il velivolo.

Dopo la promozione a generale di brigata aerea in data 1° marzo 1934, il Duca d'Aosta mantiene il comando dello stormo sino al momento in cui lo assume interinalmente il comandante del IX Gruppo, t.col. Mattei. La cerimonia ufficiale si svolge il 4 aprile sull'aeroprto di Gorizia, seguita subito dopo nella stessa mattinata, sull'aeroporto di Campoformido, dalla cerimonia di assunzione, da parte del Duca, del comando della III Brigata Aerea in sostituzione del gen. Fougier. Presenti il gen. Pricolo ed il gen. Todeschini. Il comando brigata verrà poi trasferito a Gorizia.



Stemma in stoffa della  III Brigata Aerea


Nei mesi di marzo e di aprile, in vista delle gare di specialità, l'attività addestrativa è mirata soprattutto da esercitazioni pratiche proprie della specialità, condotte sotto il controllo della brigata:  i piloti effettuano partenze su allarme per registrare i tempi impiegati per decollare,  raggiungere una determinata quota e poi  rientrare. Anche gli specialisti a terra sono coinvolti nell'esercitazione: si verifica i tempi per il rifornimento carburante e munizioni ma anche quelli per smistare e mimetizzare i velivoli ai margini del campo.

Il 21 maggio il gen. Pinna è in visita all'aeroporto di Gorizia. Nella circostanza la III Aerobrigata sfila con 62 velivoli dello stormo portati dal Duca d'Aosta, che partono ed atterrano contemporaneamente. Si esibisce anche la Squadriglia di Alta Acrobazia su Breda 19 comandata dal ten. Tessore, costituita nell'ambito della 73^Squadriglia.


SQUADRIGLIA ALTA ACROBAZIA




Tessore





Beneforti
Mezzetti



Viola


Acerbi

Corsi




Sozzi



Giacchetti
(riserva)







VISITA DEL DUCA DI GENOVA

29 maggio 1934


Il 29 maggio visita lo Stormo il Duca di Genova con gli ufficiali della 5^ Divisione Navale. La sera prima al comando si tiene un briefing per organizzare la parata aerea con la quale si vuole mostrare ai marinai l'abilita' e la prova di forza dello Stormo. Si programma di far volare contemporaneamente le sei squadriglie a bassa quota lungo il perimetro del campo mentre al centro si esibisce la formazione acrobatica di sette Ba.19.



I tre grandi hangars del 4° Stormo avevano le bocche spalancate. Contro quel grigio fondale spiccavano le gialli ali dei caccia. Sei file di CR.Asso, di cinque unita' ciascuna, e una di sette Ba 19 da alta acrobazia. Uomini in riga per ogni squadriglia, piloti in tuta di volo, specialisti in tuta di lavoro, avieri in tela bianca. Una consapevole aspettazione aleggiava tutt'intorno. I marinai avanzavano in gruppo, scolaretti in gita, sgambando dietro l'alta figura del Duca che pendeva sull'ammiraglio come la Torre di Pisa.

Ten.Salvadori comandante della 90^ Squadriglia


L'inizio e' spettacolare: a un cenno, un fischio acuto  i trentasette CR.Asso metttono in moto i motori simultaneamente, poi in sei formazioni di cinque velivoli si dispongono a triangolo sulla linea di partenza mentre la formazione acrobatica decolla alle loro spalle.  Un altro minuto ed ogni formazione è a bassissima quota sul posto assegnato dando inizio a un quarto d'ora di esibizioni acrobatiche. Sfortunatamente il secondo Ba.19 di destra durante il looping a cento metri da terra schiaccia con l'ala i piani di coda del velivolo antistante pilotato dal ten. Benforti, il quale sguscia di lato e poi in volo rovescio si lancia con il paracadute atterrando incolume a pochi metri dagli ufficiali. Il velivolo si schianta poco più in là. Illeso il ten. Benforti non si da per vinto, balza su un aereo di riserva e in tre minuti raggiunge la formazione.
Terminata l'esibizione le pattuglie tornano a terra, quasi in linea di fronte e si arrestano con impeccabile allineamento davanti alle rimesse.
Per il Duca di Genova, zio di Amedeo di Savoia, quanto visto non ha nulla a che vedere con il combattimento, men che meno se rapportato con il volume di fuoco delle navi. Raccolta la sfida il 4°Stormo risponde con la 90^Squadriglia per un attacco in "bianco": bersaglio l'incrociatore Cadorna alla fonda nel porto di Trieste. Prima dell'attacco, per rinunciare al vantaggio della sorpresa nel tempo, il comandante della 90^Squadriglia aveva annunciato pubblicamente l'ora, ma non la direzione e le modalità di avvicinamento. La mattina di buon ora 5 CR.Asso dopo il decollo dal campo di Gorizia, si dirigono per la vallata del Vipaco, virata a sud sotto il Monte Re, raso terra su Opicina con il sole alle spalle, urlando con i motori per riempire i dossi e le case di Trieste di un frastuono impossibile da individuare, alle 8.00 del mattino la pattuglia piomba inaspettatamente a prua dell'incrociatore.
I primi fotgrammi centrano la plancia, poi ogni velivolo singolarmente compie  tre attacchi da tutte le parti, mentre il capopattuglia scatta tre fotoplanimetriche alla minima quota. Alla fine ogni CR.Asso si dilegua velocissimo a pelo d'acqua in opposte direzioni, per riunirsi su un punto prestabilito a 10 Km. quindi rientro a Gorizia. In tutto mezzora di attacco. Sviluppati i nastri di celluloide, venne constatato  che i piloti  avevano portato a segno fra le 8.00 e le 8,02 un centinaio di colpi senza alcuna risposta da parte dell'incrociatore. Inoltre le tre planimetriche piazzavano la crocetta centrale una dentro un fumaiolo, la seconda sul ponte poppiero e la terza su una fiancata.

La Squadriglia di Alta Acrobazia, rinforzata con quattro Ca 113, dopo un intenso allenamento iniziato nel '33 nel cielo di Gorizia, prende parte alle giornate di propaganda aviatoria indette nel 1934 dall'Aero Club d'Italia in varie città: è la prima formazione acrobatica del 4°Stormo che si sia esibita in Italia.



CALENDARIO 1934 DELLE ESIBIZIONI DELLA PATTUGLIA DI ALTA ACROBAZIA


10 maggio Bologna;
21 maggio sull'aeroporto di Gorizia durante la visita del gen.Pinna, Sottocapo di Stato Maggiore dell'Aeronautica: in questa occasione anche lo stormo al completo sfila sul campo;
27 maggio Parma;
10 giugno Mantova e lo stesso giorno ad Udine con un Ca113 insieme ad un CR.Asso del 1°Stormo;
17 giugno Padova in concomitanza con una squadriglia di CR.Asso del 1°Stormo;
8 luglio Milano assieme alla pattuglia acrobatica di CR.30 del 1°Stormo;
22 luglio Ancona, si esibiscono i Ca113 della squadriglia di Tessore, con un solo velivolo insieme ad una squadriglia di CR.Asso del 1°Stormo;
29 luglio Venezia con quattro velivoli;
8 settembre Vicenza;


POLIZIA AEREA SU VENEZIA 14 GIUGNO 1934

Il 13 giugno la 90^ Squadriglia viene trasferita con tredici C.R. Asso sull'aeroporto di Padova per il servizio di polizia aerea nel cielo di Venezia in occasione dell'incontro del Capo del Governo Mussolini con il Cancelliere tedesco. I velivoli sono dotati di apparati radio con laringofono montati da una squadra di specialisti venuta da Roma guidata dal magg. ferdinando Raffaelli: tre ricetrasmittenti per squadriglia, i rimanenti velivoli con sola radio ricevente.La consegna rigorosa era di abbattere qualunque velivolo non autorizzato, secondo un'apposita lista, che venisse avvistato attorno a Venezia luogo dell'incontro.Per motivi di sicurezza le informazioni sulla data e l'ora dell'incontro sono scarse. Il 14 giugno durante un volo a bassa quota, Salvadori nota nei pressi della Villa Reale di Strà dove è alloggiato Mussolini, un movimento di grosse macchine dirette a Venzia: segno inequivocabile che Mussolini e la delegazione italiana si sta dirigendo verso il luogo dell'incontro. Improvvisamente su Treviso due S.59 non autorizzati planano verso Venezia.


Mi appropinquo al primo e sparo un colpo di Very col rosso. Sorridono dal bordo e salutano. Credono che quel pazzarellone di caccia stia scherzando. L'S.59 scende davvero sulla Laguna.... omissis

Dopo aver costretto l'S.59 ad ammarare, Salvadori riprende quota e si mette di nuovo in rotta per Treviso, dopo aver ordinato per radio Talarico di alzarsi in volo e sorvegliare strettamente il Lido a quota 500. Fu allora che poco mancò che le sorti del mondo cambiassero:

......vidi due grossi apparecchi scuri venirmi incontro sui 1.800 metri. Li accostai ma non scorsi l'abbicci di riconoscimento. Erano trimotori con le lamiere alari ondulate. Ne avevo veduto uno per caso anni prima a Centocelle e così fui in grado di capire che si trattava di Junkers germanici. Dentro ci doveva essere sicuramente <Lui> col suo seguito. Anche in quel momento disdegnai i drastici ordini del generale Pricolo, secondo i quali avrei dovuto abbattere chicchessia, compreso mio fratello, se le carlinghe dei velivoli incontrati non fossero marchiate con i segni permissivi. Avrei cambiato la faccia del mondo se avessi sgranato le mie mitragliatrici contro quei due scarafaggi che puntavano sul Golfo di Venezia abbassandosi.....
Salvadori


I due Junker, che trasportano effettivamente  il Cancelliere tedesco, sono scortati sino all'atterraggio dai CR.Asso in pattuglia stretta, mentre la formazione di Talarico incrocia a 300 metri di quota sul Lido.

Il 26 giugno Il ten. Zappala' durante un volo di finto combattimento con il ten. Viola entra in vite con il Ba.19 e cade presso la localita' di S.Pietro perdendo la vita. Sarà insignito di medaglia d'argento per aver tentato fino all'ultimo di rimettere il velivolo in assetto di volo rinunciando a lanciarsi con il paracadute.



MANIFESTAZIONE AEREA DI TALIEDO

Aeroporto di Taliedo 8 luglio 1934

Sabato 7 luglio nove Ba.19 della Squadriglia Alta Acrobazia e dieci CR.30 del 1° Stormo decollano rispettivamente da Gorizia  e Campoformido diretti a Bresso per partecipare alla manifestazione aerea di Taliedo. Durante le prove pomeridiane il direttore della manifestazione decide che a chiudere la manifestazione sarà la pattuglia del 4° Stormo:  con malcelato disappunto la formazione del primo accusa il colpo. Il testimone passa ora nelle mani del 4° Stormo.





Tessore





Beneforti
Mezzetti



Viola


Acerbi

Corsi




Sozzi



Giacchetti
(riserva)





Dopo l'atterraggio dell'ultimo aeroplano del Giro di Lombardia, un BR.15 del pilota Ludrini, si esibiscono tre alianti della Scuola Provinciale di Volo a Vela di Milano seguito dal sorvolo di due Squadriglie di B.R.3 del 13° Stormo con passaggi a "cuneo" e "in linea di fronte" Quindi un Ca.113 pilotato da D. Antonini, due alianti, il Tigerschwalbe del tedesco G. Achgelis che esibisce tre passaggi a un metro da terra in volo rovescio mantenendo la posizione anche nelle virate di rientro. Al tedesco seguono il pilota Wengi con il Ca113, il lancio con paracadute della sig.na Kraft e del sig. Viscardi che atterra illeso su un hangar. Alle 18.15 e' la volta della pattuglia acrobatica del primo Stormo che si presenta sul cielo campo con nove CR.30 seguita da quella del quarto. La Squadriglia Alta Acrobazia esordisce con un "looping a cuneo di sette" poi passaggio "in linea di fronte" di due pattuglie a "cuneo ", apertura della formazione in virata in senso opposto,  volo "rovescio ", "tonneau " in formazione, "imperiale" all'uscita del quale la formazione si mette in volo rovescio con virata di 90°, passaggio del capoformazione in volo "rovescio" e i gregari in volo normale, poi la "S " di Pègoud, trasformazione in due pattuglie, una di quattro e l'altra di tre, "tonneau lento" simultaneo e apertura della "bomba" su due obiettivi.



LE GRANDI MANOVRE SULL'APPENNINO TOSCO - EMILIANO


In luglio lo stormo partecipa a diverse esercitazioni. Il giorno 24 il IX Gruppo opera dall'aeroporto di Poggio Renatico a supporto di uno stormo di bombardieri di base a Ferrara, diretto contro la città di Udine, difesa dal XVII Gruppo del 1°Stormo. Il 26 luglio il X Gruppo opera dal campo di Gorizia a difesa, insieme al VI Gruppo del 1°Stormo, di alcuni ponti sull'Isonzo.
Il 15 agosto il X Gruppo si trasferisce sull'aeroporto di Poggio Renatico per prendere parte alle manovre dell'Esercito. Il 25 il gruppo rientra a  Gorizia.


Il 28 luglio il X Gruppo è schierato sul campo di Gorizia pronto alla partenza per un'ora di volo su Venezia, in occasione della visita della Regina Elena alla città lagunare, quando un velivolo del IX Gruppo, lasciato in moto (secondo la consuetudine del gruppo) durante un cambio pilota senza nessuno a bordo incomincia a rullare prima che il pilota serg. Colombina riesca a salire: il velivolo urta contro la linea di volo del X Gruppo mettendo fuori uso due CR.Asso e a sua volta incendiandosi.


LA VISITA DELLA DELEGAZIONE CINESE
Gorizia 26 agosto 1934

Il 26 agosto giunge all'aeroporto di Merna in visita una delegazione cinese, con a capo il gen. Maho'.



L'8 e 9 settembre il IX Gruppo comandato dal t.col. Cerutti ed il  X Gruppo comandato dal magg. Amantea, si trasferiscono da Gorizia all'aeroprto di Aviano per le gare di specialità sul poligono di Vivaro il giorno 9 settenbre. Il IX Gruppo si classifica al primo posto mentre il X Gruppo al nono.




ESERCITAZIONE D.I.E.B.A.
Ciampino sud 20 ottobre 1934


Il 28 settembre il IX Gruppo si rischiera a Ciampino Sud con 30 velivoli per partecipare all'esercitazione del 20 ottobre D.I.E.B.A. L'imponente esercitazione a fuoco si tiene sul poligono di Furbara, alla presenza delle massime autorità. Al primo attacco i 27 CR.Asso (73^, 96^ e 97^ Squadriglia), tre sono rimastia di riserva a Cerveteri, centrano i 27 bersagli costituiti da altrettanti palloncini allineati su tre file. Il 21 ottobre il gruppo rientra a Gorizia.




Cerveteri 20 ottobre. CR.Asso del IX Gruppo muniti di radio schierati  per la premiazione dei vincitori delle  gare di specialita'(Arch.Duma-Cerveteri 1934)



Il 13 novembre il comandante dello Stormo col. Bonola e quattro ufficiali partono per Torino per le prove di accettazione del nuovo velivolo C.R.32, il nuovo caccia della Fiat destinato a sostituire i CR Asso.
 


Gorizia 1935, un Fiat CR. 32 da poco consegnato al 4° Stormo. (Arch.Costigliolo 048)




BENEFICIENZA


Il 10 dicembre, in occasione della celebrazione della festività della Madonna di Loreto, inizia l'assistenza invernale ai poveri con la distribuzione sull'aeroporto di Merna di pacchi vivere agli indigenti dei paesi circostanti. La cerimonia si ripeterà negli anni successivi: un modo anche questo per essere vicini alle popolazioni di una terra ospitale. Inoltre con il patrocinio della Duchessa d'Aosta e il concorso del personale del 4°Stormo, viene istituito sull'aeroporto di Merna un aslio infantile per i bambini di Merna. Infine il 1°luglio 1934 sempre in aeroporto, viene istituita la colonia elioterapica per fanciulli poveri intitolata alla Duchessa Anna d'Orleans moglie di Amedeo di Savoia Duca d'Aosta.



PER LA PRIMA VOLTA  CAVALLINO BIANCO SU CAMPO RIGATO


Tra il 1934 e il 1935 compare per la prima volta il distintivo di Stormo con il cavallino bianco in campo rigato orizzontalmente sormontato dalla corona ducale e dal nodo
sabaudo.
 

L'introduzione dei simboli ducali fa seguito alla richiesta dello Stormo e conseguente autorizzazione del Duca dopo che questi ha lasciato il comado il 28 marzo 1934. Si ha documentazione dalle carte da lettere, da cartoncini per corrispondenza privata in uso presso i circoli e dalle cartoline edite dallo Stormo nel 1935. Sui velivoli e sulle tute di volo, i cavallini sono ancora senza corona e senza nodo mentre i distintivi di squadriglia vengono raffigurati solo negli hangar e nei comandi di Gruppo. Bisogna aspettare la fine del 1937 a seguito delle disposizioni ministeriali per la regolamentazione dei segni e dei distintivi di Reparto, perche' corona e nodo sabaudo vengano dipinti anche sui distintivi di fusoliera di entrambi i Gruppi.




1935



COMANDANTE
col. Bonola Augusto dal 1 maggio 1934


Per il 1935 l'attività del Quarto  è esclusivamente rivolta all'addestramento annuale fissato dallo Stato Maggiore, in vista dell'ammodernamento della linea di volo e l'esigenza per l' Africa Orientale. Nei primi tre mesi l'attività di volo è notevolmente ridotta per i piloti più anziani a favore di quelli più giovani questo, nonostante la dotazione di velivoli a disposizione: 69 CR.Asso, 1 CR.30, 8 Ca 100,3 Ca 313.
L'addestramente oltre che in volo, procede a terra con lezioni di navigazione, armamento, radiotelegrafia e discussioni su temi tattici e strategici di specialità. Spesso questi incontri sono estesi a livello di brigata con la partecipazione del 1°Stormo e del comandante il Duca d'Aosta.




Gorizia 14 marzo 1935, linea di volo del 4° St.Caccia. In primo piano i C.R. Asso della 90^Sq. e a sinistra quelli dell' 84^, poi il CR 30 del Duca d'Aosta.
(Arch.Ufficio Storico AM 15585)


In aprile l'attivita' di volo diventa più intensa con esercitazioni di finto combattimento e di acrobazia individuale.
Il 25 dello stesso mese vengono consegnati i primi CR.32, consegna sospesa dopo i primi 10 velivoli per necessita' tecniche. L'addestramento prosegue sui CR.Asso mentre il volo notturno viene fatto sui Ca 100.

Il 2 maggio, durante una finta caccia
il ten. Malusa e il serg. Marchetti cadono nei pressi di Cervignano. Un mese dopo, il 2 giugno sul poligono di Vivaro il ten. Talarico prova il tiro da posizione rovescia ma urta il terreno e muore nell'impatto.

Il 14 giugno l'Arciduca Giuseppe d'Austria accompagnato dal Duca d'Aosta fa visita al 4° Stormo.



Gorizia 14 giugno 1935, da sinistra :??, ??, il Duca d'Aosta e il ten. col. Cerutti seguono le  evoluzioni delle pattuglie acrobatiche del 4° Stormo sull'aeroporto di  Gorizia. Sullo sfondo alcuni C.R. 20 (Arch.Paluello min121)

Nei mesi di aprile, maggio e giugno affluisce al 4° Stormo personale richiamato per le operazioni in Africa Orientale; piloti e specialisti completato il loro addestramento e costituiscono la 41^ Squadriglia O.A. che parte da Gorizia il 3 luglio. La 38^ e 116^ Squadriglia partiranno per l'Africa il 24 agosto.

Il 22 agosto al serg.m. Sozzi durante un volo di acrobazia nel cielo di Gorizia, nell'eseguire la vite orizzontale si rompe li cavo di comando degli alettoni con conseguente perdita del controllo del velivolo. Rinunciando di lanciarsi con il paracadute, riesce a rimettere l'aereo dalla posizione rovescia e a governare il velivolo con la pedaliera atterrando senza danni. Il gesto sarà premiato con una medaglia di bronzo al valore aeronautico.
In settembre partono volontari per l'A.O.I. i sergenti maggiori Larese e Attanasio.


INTERESSE SUL PIANO INTERNAZIONALE

Il 4°Stormo comincia a riscuotere interesse anche fuori dai confini nazionali: vengono assegnati alcuni ufficiali ungheresi, uruguaiani e cinesi che studiano l'organizzazione e l'attività in volo e a terra.


Da agosto ad ottobre i piloti sono impegnati con il passaggio e l'addestramento individuale sul nuovo CR.32. Dal 7 ottobre riprende, dopo la sospensione in aprile, la consegna dei nuovi velivoli (CR.32) e in breve, tuti i piloti completano l'addestramento individuale e collettivo.
Il 2 ottobre viene eseguita una formazione di stormo su Trieste e Gorizia al comando del Duca d'Aosta e del col. Bonola. Il 22 ottobre  viene seguita una formazione di brigata (1° e 4°Stormo) di 84 CR.Asso e ancora una di stormo il 28 ottobre su Gorizia.


Duca d'Aosta con i piloti del IX Gruppo


Gorizia - 27 settembre 1935. Aeroporto di Gorizia, S.A.R. Amedeo di Savoia duca d'Aosta con i piloti del IX° Gruppo C.T. (Caccia Terrestre). In alto, da sinistra a destra: serg. Felice Sozzi (1°), serg. Francesco Breveglieri (2°), serg. Italo Larese (3°), s.ten. Giuseppe Galbier (4°), ten. Manlio Zuffi (5°), cap. Antonio Moscatelli (6°), ten. Mario Viola (7°), t.col. Marziale Cerutti (8°), S.A.R. Amedeo di Savoia duca d'Aosta (9°), col. Augusto Bonola (10°), magg. Raoul Moore (11°), cap. Oscar Molinari (12°), ten. Giuseppe D'Agostinis (13°), serg. Alberto Montanari (14°), serg. Bruno Sartori (15°), ten. Marco Larcher (16°). In basso da sinistra a destra: serg. Edgardo Albani (1°), serg. ... (2°), cap. Armando Piragino (3°), serg. Francesco De Pari (4°), serg. Adriano Colombina (5°), s.ten. ... (6°), ten. Alessio Neri (7°), ten. Luigi Sama (8°), serg. Silvio Costigliolo (9°), serg. Giuseppe Redaelli (10°), serg. Giuseppe Avvico (11°), serg. ... (12°), ten. Antonio Larsimont (13°), serg. ... (14°), ten. Roberto Dagasso (15°), serg. ... (16°).(Arch.Ufficio Storico AM Dao_09Gr_did.jpg)



Duca d'Aosta con i piloti del X Gruppo

Gorizia - 27 settembre 1935. Aeroporto di Gorizia, S.A.R. Amedeo di Savoia duca d'Aosta con i piloti del X° Gruppo C.T. (Caccia Terrestre). In alto, da sinistra a destra: serg.m. Mario Bandini (1°), serg.m. Marcello Baccara (2°), cap.Mario Rossi (3°), ten. Elio Fiacchino (4°), s.ten. Valerio Salomoni (5°), cap.G.Battista Lucchini (6°), s.ten. Franco Comelli (7°), magg. Umberto Chiesa (8°), S.A.R. Amedeo di Savoia duca d'Aosta (9°), com.te Aeroporto e 4° Stormo col. Augusto Bonola (10°), cap. Umberto Rovis (11°), ten. Ernesto Monico (12°), ten. Mario Brambilla (13°), serg.m. Alberto Carini (14°), serg.m. Carlo Attanasio (15°). In basso da sinistra a destra: s.ten. Fortunato Cesari, ten. Tullio DePrato (2°), serg.m. Gino Passeri (3°), s.ten. Mario Dellai (4°), serg.m. Giorgio Di Giulio (5°), serg. Ugo Corsi (6°), ten. Roberto Fassi (7°), serg. Giulio Pasquini (8°), serg.m. Raffaele Chianese (9°), magg. Raul Moore (10°, piu' alto), serg.m. Edoardo Boaria (11°), serg. Eugenio Forestan (12°), serg.m. Dino Nicolussi (13°), serg.m. Gino Acerbi (14°), serg.m. Marcello Peruch (15°). (Arch.Ufficio Storico AM Dao_10Gr_did.jpg)


Il 19 novembre viene completato l'equipaggiamento dello stormo con i CR.32: nove per squadriglia più cinque "ad personam" (comandante della Divisione Aquila, comandnate dello stormo, due per i comandanti di gruppo ed uno per l'aiutante maggiore in prima dello stormo).

L'attività di volo svolta durante l'anno, in termini di ore, è stata di gran lunga superiore a quella degli anni precedenti pari ad oltre diecimila ore rispetto alla media di ottomila.

Negli ultimi mesi dell'anno il reparto viene sottoposto a diverse ispezioni: il 6 settembre e il 14 novembre dal gen. Pinna Sottocapo di S.M. dell'Aeronautica, il 9 ottobre e il 29 novembre dal gen. Pricolo comandante della II Z.A.T. Durante quest'ultima visita lo Stormo si esibisce con manovre acrobatiche collettive sul nuovo C.R.32.

Infine l'attivita' addestrativa sul CR. Asso durante l'anno, ha coinvolto anche piloti di un "Gruppo di bombardamento" con sede sull'aeroporto di Gorizia Merna.



1936



COMANDANTE
col. Bonola Augusto dal 1 maggio 1934 al 1 marzo 1936
col. Retinò Giuseppe dal 1 marzo 1936

Nonostante la considerevole forza velivoli in dotazione, 67 CR.32 e 44 CR. Asso e altrettanto numerosi i piloti in forza alle squadriglie, questi numeri sono destinati a mutare durante l'anno a seguito lo spostamento di velivoli, piloti e specialisti per la costituzione di nuovi stormi caccia, le partenze per l'A.O.I. e non ultimo l'impiego nell'operazione di Spagna. I vuoti lasciati  saranno rimpiazzati entro l'anno da nuovi arrivati e i giovani piloti costituiranno i tre quarti della linea di volo. Diverso il discorso per la dotazione velivoli ridotti alla metà dell'anno precedente. 
La diminuita la disponibilità di ore di volo, causa la riduzione di velivoli, rallenta l' attività addestrativa e tuttavia con l'impegno di tutti, lo stormo riesce a mantenere il livello minimo di efficienza richiesto e far fronte agli impegni operativi.
 


Gorizia, linea di volo di CR. 32bis della 73^ Squadriglia.  (Arch.Paluello 109)



Il 15 gennaio il personale della 97^ Squadriglia passa al 6° Stormo in fase di formazione sull'aeroporto di Campoformido, per costituire la 150^ Squadriglia. Quindici giorni dopo la 97^ Squadriglia viene ricostituita con  personale delle altre squadriglie dello stormo al comando del cap. Aldo Remondino.

Il 1°marzo il col. Bonola cede il comando del 4°Stormo al col. Giuseppe Retinò; nella setssa data viene costituita la 1^ Divisone Aerea Aquila, con sede a Gorizia alle cui dipendenze vengono poste la 1^ Aerobrigata C.T. ( 8° e 14° Stormo) e la 3^ Aerobrigata (1° e 4°Stormo e per un breve periodo, 6° Stormo): comandante il Duca d'Aosta che ha ceduto il comando della 3^ Aerobrigata al col. Bonola.

Nel mese di marzo il cap. Piragino riceve un encomio quale comandante del reparto di volo con pattini da neve di Dobbiaco oltre che per l'organizzazione, anche per l'impegno personale con il quale ha diretto le esercitazioni di volo durante il periodo invernale, consentendo l'istruzione di oltre 130 piloti e 52 osservatori, con 675 voli su Ro 1 e Ba 25 per un totale di 242 ore.



Gorizia – 1935-36, schieramento di CR32 della 90^ Sq. (Arch.Patriarca 506)




4^ GIORNATA DELL'ALA
Roma aeroporto del Littorio 28 marzo 1936



Dopo una tappa a Rimini il 25 marzo ed una prova il 27 sull'aeroporto del Littorio,  la pattuglia acrobatica del 4°Stormo formata da
dieci CR. 32, si esibisce ufficialmente  il 28 marzo in occasione della Quarta giornata dell'Ala che, per motivi di ristrettezze  economiche, vede abolita la parata aerea ad eccezione dell'esibizione della pattuglia acrobatica  del Quarto.
Sul campo del Littorio  sono ad assistere il Capo del Governo, il Duca d'Aosta e il Primo Ministro ungherese Gombos*.



* L'Aeronautica Militare Magiara aveva messo gli occhi sul CR.32 e l'Aeritalia sperava di concludere il prestigioso contratto. Gombos era un cliente di lusso, da trattarsi con tutti i riguardi. Infatti S.E. Mussolini si teneva sempre vicino l'ospite ungherese, anche durante la rivista dello schieramento dei velivoli.

Da: La Meravigliosa avventura vol. 1 di Renato Rocchi


Dopo la consegna delle onorificienze alle famiglie di aviatori Caduti in Abissinia, chiude la manifestazione la pattuglia acrobatica del 4°Stormo.
Non più una formazione di sette o nove velivoli, ma due formazioni di cinque che si esibiscono in un programma coordinato che non lascia vuoti e che partono e atterrano assieme. La prima formazione è portata da Moscatelli che sceglie tra i gregari della 73^Squadriglia Viola, Pezzè, Montanari e Renzi. La seconda formazione , portata da Rossi è composta da piloti della 91^Squadriglia: DePrado Chianese, Romandini, Carini.
La formazione dopo il decollo si presenta in linea di fronte di 10 velivoli, trasformazione e passaggio a cuneo, rientro altra trasformazione e passaggio a doppio cuneo. A questo punto si stacca la seconda formazione portata dal cap. Rossi cabrando ed eseguendo un looping. All'uscita entra la prima formazione portata da  Moscatelli che presnta un tonneau in formazione di 5 a cuneo, a non più di trenta metri da terra lasciando poi il cielo campo alla formazione del cap. Rossi che con i 4 gregari si presenta a cuneo e si esibisce in un tonneau individuale. Terminata la manovra rientra la formazione di Moscatelli con due loopings: il primo a cuneo e il secondo a freccia. Le due formazioni quindi si succedono  con passaggi a bassa quota, in fila indiana, con un tonneau in cabrata e un frullino all'uscita dell'imperiale, poi mantenendo la fila indiana eseguono la grande ruota e il ricongiungimento su Moscatelli per formare tre pattuglie: una di 4 velivoli al centro, una di 3 in ala sinistra e una di 3 in ala destra. La pattuglia rientra sul campo a 300 metri di quota e, al segnale di Moscatelli aprono la bomba. In chiusura il passaggio nella figura folle: dopo 35 minuti di esibizione la pattuglia atterra a Ciampino. Per la prima volta viene eseguito il tonneau lento in cinque CR.32 e la figura imperiale a cuneo con rimessa individuale seguita dal tonneau veloce.


73^ SQUADRIGLIA



Moscatelli



Viola
Montanari

Pezze'


Renzi
91^ SQUADRIGLIA



Rossi



De Prato
Chianese

Romandini


Castelletti


Il 4 maggio il s.ten. Giovanni Vignoli, da poco al reparto, durante un'esercitazione collettiva viene a collisione nel cielo di Gorizia con il s.ten. Dino Lombardi. Lombardi si salva lanciandosi con il paracadute mentre Vignoli nel tentativo di riprendere il velivolo, perde la vita nei pressi di Campolongo al Torre in provincia di Udine. Vignoli verrà insignito di medaglia di bronzo al valore aeronautico.

L'8 maggio
il s.ten. Nicoloso della 91^ Squadriglia, tentando con una virata stretta in partenza per evitare col suo CR.Asso un altro velivolo che lo procede, precipita al suolo perdendo la vita.

Il 15 maggio personale e materiale della 90^ passa al 53° Stormo sull'aeroporto di Mirafiori per formare la 366^ Squadriglia La 90^ viene subito ricostituita con personale e velivoli delle altre squadriglie dello stormo e posta al comando del cap. Cozzi.

Il 21 maggio una rappresentanza del quarto partecipa a Lugo di Romagna all'inaugurazione del monumento a Francesco Baracca alla presenza del Duca d'Aosta e del comandante della 2^ Z.A.T.

Nel primo semestre del 1936 la linea di volo del Quarto viene rinforzata con la consegna di 11 CR. 32 bis alla 73^Squadriglia che cede quelli della prima serie alle altre squadriglie dello stormo.


Il CR. 32 bis ha un motore leggermente modificato e, oltre alle due 12,7 sul muso, ha due 7,7 nelle semiali inferiori sparanti al di fuori del disco dell'elica


Dopo i recenti succesi delle formazioni acrobatiche, la Squadriglia d'Alta Acrobazia e quella che si è esibita il 28 marzo alla Giornata dell'Ala portano lo stormo, che è stato incaricato di rappresentare l'Aeronautica italiana in patria e all'estero, a formare due squadriglie acrobatiche composte da piloti e aerei provenienti dai due gruppi di volo.

PRIMA SQUADRIGLIA
cap. Mario Viola - 73^Squadriglia
s.ten. Vittorio Pezzè
- 73^Squadriglia
s.magg. Alberto Montanari -
73^Squadriglia
s.magg. Norino Renzi
- 73^Squadriglia
serg. Ugo Corsi - 90^Squadriglia


SECONDA SQUADRIGLIA
cap. Mario Rossi - 91^Squadriglia
ten. Ernesto Monico -  84^Squadriglia
s.magg. Raffaele Chianese - 91^Squadriglia
s.magg. Vittorio Romandini - 91^Squadriglia
s.magg. Alberto Carini - 91^Squadriglia


Il 14 giugno 1936 su invito del Capo del Governo ungherese, che aveva già avuto modo di apprezzare l'esibizione l'abilità dei piloti e la validità dei velivoli alla 4^ Giornata dell'Ala sul campo del Littorio, la Pattuglia Acrobatica del 4°Stormo si esibisce a Budapest sul campo di Matyasfold per la Giornata dell'Ala ungherese.

L'11 giugno nel tardo pomeriggio, il decollo su 3 formazioni dal campo di Merna: la prima di 4 CR.32 comandata dal capomissione magg. Chiesa, la seconda e la terza di 3 CR.32 portate dai capoformazione cap. Viola e cap. Rossi. Dopo un'ora e dieci minuti di volo le tre formazioni atterrano sull'aeroporto di Szombathely per scalo tecnico e pernottamento. Il 12 giugno partenza per Budapest raggiunta in soli 40 minuti di volo. Sabato 13 dopo la posa di una corona sulla Tomba del Milite Ignoto e la visita di cortesia al sindaco della città, nel pomeriggio la prova del programma acrobatico sull'aeroporto di Matyasfold. Il giorni dopo, la manifestazione aera in una giornata piovigginosa ma senza vento. Poche le presentazioni in volo, qualche lancio di paracadutisti, le evoluzioni di un aliante e tre esibizioni di volo acrobatico infine, la tanto attesa Pattuglia Acrobatica del 4°Stormo che presenta lo stesso programma del Littorio, con nel finale la figura della bomba e il passaggio nella figura del volo folle.


FORMAZIONE



Montanari



Viola
Renzi

Pezzè


Corsi




Rossi



Monico
Romandini

Chianese


Carini





IL COMMENTO DEI GIORNALI UNGHERESI

"Gli apparecchi italiani sembravano girandole formidabili di un meraviglioso, inimitabile fuoco d'artificio. Lo spettacolo era quale nessuna fantasia umana può descrivere. Coloro che sono stati ieri a Matyasfold non dimenticheranno mai questa prova di forza, di coraggio e di volontà"
A.Reggel

" ... non è possibile dare in un articoloneanche una pallida idea di quello che hanno saputo realizzare nell'aria i 10 apparecchi guidati da uomini con i nervi d'acciaio, forti come le legature delle loro ali. La esibizione della squadriglia italiana ha destato l'ammirazione del pubblico. Lo spettacolo sarà ricordato da tutti, per tutta la vita."
Reggel Ujsag

"Quello che hanno fatto gli apparecchi italiani è un miracolo nel campo aeronautico ... Le esibizioni italiane sono state spaventosamente ardite"
Hetfoi Naplo

" ... vertiginosi miracoli di artisti dell'aria, che hanno lasciato senza respiro l'immensa folla dei presenti
Magyar Hetfo





Budapest 14 Giugno 1936, Giornata dell'Ala. I piloti della Squadriglia Acrobatica con le autorita' Ungheresi e funzionari del Consolato Italiano davanti alla Sede locale della FIAT. Da sinistra: due funzionari Consolato italiano, cap. Viola, ufficiale dell'Esercito Ungherese, cap. Rossi, serg. Monico, s.ten. Pezze', serg. Chianese, serg. Corsi, serg. Carini, serg. Montanari. (Arch.Montanari 02b)


Nei giorni successivi la missione italiana incontra gli italiani  a Casa Italia, posa con le autorità ungheresi e funzionari del consolato italiani davanti alla sede ungherese della Fiat, partecipa alla "serata" all'Ambasciata italiana a Budapest, è ospite dello Yachting Club sul lago di Balaton. Il giorno dopo la missione  fa visita al Primo Ministro Gombs, nella sua residenza estiva sul lago.
Giovedi 18 giugno partenza per Szombathely, rifornimento e rientro a Gorizia.


Dopo il successo di Budapest, il Duca d'Aosta, comandante della Divisione Aquila affida al 4°Stormo il compito di rappresentare ancora più impegnativamente l'Aeronautica italiana nelle competizioni internazionali, riorganizzando su nuove basi la formazione acrobatica e rinnovando i programmi. Per questo nuovo impegnativo compito il Duca d'Aosta affida la pattuglia al  cap. Remondino da poco arrivato a Gorizia.
La formazione è composta da cinque velivoli, dei gregari uno a turno rimane a terra di riserva.

NUOVA FORMAZIONE ACROBATICA
Remondino
Pezzè
Montanari
Corsi
Renzi
Romandini

I "magnifici sei", come vengono chiamati dai colleghi, provano il programma al primo mattino e nel tardo  pomeriggio dopo la normale attività addestrativa sulla piana di Ronchi lontano da occhi indiscreti. Se il tempo lo permette compiono due sortite di 80 minuti ad allenamento.



A sera, dopo la doccia ed un pasto frugale, nella mia cameretta o in un angolino del circolo ormai semideserto, con i miei ragazzi facevo l'esame critico della giornata, ricorrendo spesso a quello strano linguaggio uasto dai piloti di ogni epoca e razza, consistente in rapidi e precisi gesti delle mani e della testa. Su un foglio di carta erano annotati con scrupolosita' gli errori commessi, dei quali si analizzavano le cause e si studiava, quindi, con pazienza certosina, il sistema più rapido per eliminarli. Il nostro lavoro continuò quotidianamente per qualche settimana, di giorno sulla piana di Ronchi e la sera ... a tavolino, finchè una mattina di fine agosto l'amato comandante dello stormo mi disse, quasi a bruciapelo, che al pomeriggio si sarebbe visto finalmente ... di quali panni vestivamo. In altre parole era giunto il giorno dell'esame che non poteva somigliare a quelle prove fino allora eseguite in famiglia ... omissis Quello che ci attendevaera, invece, la presentazione ufficiale davanti ad una platea smaliziata e competente, costituita da tutto lo stormo i cui componenti, dal comandante, il Duca d'Aosta, al motorista e all'aviere di manovra, erano provetti professionisti, dall'occhio acuto, che sarebbero rimasti per tutta la durata dell'esibizione con lo sguardo al cielo, pronti anche a sogghignare al nostro minimo errore, ma trepidanti per la rpova del gruppo che li rappresentava....

cap. Aldo Remondino




La presentazione ufficiale della nuova Pattuglia Acrobatica al Duca d'Aosta avviene in un giorno di fine agosto.



 ... Giunti sul campo, diedi uno sguardo ai quattro gregari che erano al loro posto, incastrati nella formazione a cuneo; con un cenno della mano, quindi come un rispettabile direttore d'orchestra, diedi inizio all'esibizione ....

cap. Aldo Remondino



Alle 10 in punto la formazione è sul cielo campo dell'aeroporto di Merna: entrata con un passaggio a cuneo, poi looping, rientro e tonneau lento a sinistra, trasformazione a freccia, looping, trasformazione a cuneo, tonneau veloce individuale. La formazione poi rompe per un passaggio in fila indiana: ogni pilota esegue un tonneau veloce e violento a pochi metri da terra; cabrata e frullino all'uscita dell'imperiale e dopo un altro passaggio in fila indiana il capoformazione imposta la gran ruota. Terminata la ruota, ricongiungimento e bomba di cinque velivoli su un unico obiettivo con tre passaggi e incrocio (prima la bomba veniva eseguita su due obiettivi: 3 velivoli sul primo 2 sul secondo), riunione sul capoformazione e passaggio nella figura del volo folle e atterraggio in formazione. Bravi! così il Duca d'Aosta si rivolge a Remondino stringendoli la mano.




Ravenna ottobre 1938, il volo folle. Questa figura veniva definita dagli inglesi "formazione cinese"
 
(Arch.Agonigi 036)



Il 1° luglio la 90^ Squadriglia il personale e i mezzi passa alle dipendenze al 52° Stormo di Ghedi per costituire la 357^ Squadriglia. La 90^ non viene piu' ricostituita e rimane in posizione quadro sino a tutto il 1937. In pochi mesi, lo stormo ha fornito ben tre squadriglie complete ad altri reparti per un totale di 44 piloti di cui 21 ufficiali e 23 sottufficiali riducendo anche la linea di volo.


BERLINO 11^ OLIMPIADE


In luglio a Berlino si svolge l' 11^ Olimpiade e per la seconda volta il Comitato Olimpico ammette il volo acrobatico tra le discipline sportive dei Giochi. Il 4°Stormo partecipa con il cap. Ercolano Ercolani, il cap. Viola e il serg. Corsi riserva; il resto dei piloti viene selezionati da altri reparti. Capomissione è il t.col. Canaveri.

La partenza per Berlino avviene dal campo di Bresso su 4 biplani Ba.28 biposti: t.col. Canaveri con il cap. Viola, il cap. Ercolani con il serg. Cappelli mentre il serg. Carestiato e il serg. Corsi volano da solisti.

Per una singolare scommessa il serg. Cariestiato e il serg. Corsi, dopo il decollo si mettono rovesci per raggiungere Bolzano. Dopo mezz'ora di volo il motore di Corsi inizia a perdere colpi a seguito di una perdita d'olio. Portato l'aero in assetto normale, Corsi riesce ad atterrarea fuori campo: la perfetta manovra consente di cambiare il motore sul posto e ripartire per Bolzano.
Il 26 luglio dopo uno scale tecnico a Berlino, i piloti italiani atterrano a Berlino sul campo di Rangsdorf.
I piloti italiani sono gli unici militari a partecipare alle gare e per di più con un velivolo di linea;  i 14 piloti, tutti civili, delle altre cinque nazioni invece hanno macchine studiate per l'acrobazia, per lo più monoplani.
IL 29 luglio iniziano le gare olimpioniche di volo acrobatico individuale: il piazzamento dei piloti italiani però non è buono causa anche ad un vecchio e mai aggiornato regolamento che privilegia il numero di figure piuttosto che la qualità di esecuzione delle stesse. Il 4 agosto i piloti rientrano in Italia facendo scalo tecnico sull'aeroporto civile di Lipsia.

Nel secondo semestre lo stormo riceve due CR.32 bis che vanno alla 91^Squadriglia e due CR. 30. Altri piloti ed altri velivoli lasciano Gorizia per prendere parte alle operazioni militari in Spagna.


IL BATTESIMO DEL FUOCO

Spagna 1936


In Spagna intanto la guerra civile si espande velocemente e il governo di Franco, trovatosi senza aviazione, ottiene l'appoggio dell'Italia che invia prima alcuni trimotori SM..81 poi velivoli  da caccia, piloti e specialisti che chiedono di partire volontari. Inquadrati inizialmente nella Legione Straniera spagnola il "Tercio", costituiranno in seguito l'aviazione legionaria. Il 4° Stormo invia verso la meta' di agosto dodici C.R.32 e personale volontario per un totale di dieci ufficiali, quindici sottufficiali e trentadue specialisti. L'impegno dello Stormo nella penisola iberica continuera' per tutto il 1937.



NUCLEO ADDESTRAMENTO

15 agosto 1936 - 15 marzo 1937


Il 15 agosto 1936
viene costituito nell'ambito dello stormo, il Nucleo di addestramento presso il quale affluiscono i giovani piloti prima della loro assegnazione alle squadriglie. Il Nucleo viene sistemato nell'hangar centrale e ha in dotazione un CR.20 a doppio comando, due CR.30 D.C., tre CR.30 e cinque CR.Asso. Capo del Nucleo di addestramento è il s.sten. Vittorio Pezzè, coadiuvato dal m.llo Cagliari; completano l'organico un ristrettissimo numero di specialisti (motoristi e montatori) e alcuni avieri di manovra. Capo motorista è il serg. Mario Montresor della 84^Squadriglia che, coadiuvato dall'av.scelto montatore Marsilio Pazzaglia si prodiga non poco per mantenere efficiente la linea di volo nonostante la scarsità delle parti di ricambio e la poca esperienza del personale dipendente. Tuttavia il Nucleo di addestramento, al quale affluiscono anche i giovani piloti del 6°Stormo, svolge dal 15 agosto 1936 al 15 marzo 1937 un'intensa attività volativa effettuando nei primi sette mesi dalla sua costituzione 1.500 ore di volo per un totale di 3.837 voli, di cui 400 a doppio comando per partenze e atterraggi e per acrobazia, 135 decolli, 2.166 voli di allenamento e acrobazia solo pilota, 934 formazioni, 202 voli di finta caccia, puntamenti in bianco e tiri reali. Oltre ad addestrare completamente 50 nuovi piloti, con altri 30 ancora in addestramento, nello stesso periodo il Nucleo svolge attività a favore di altri 25 piloti che effettuano transizioni, riprese voli e allenamenti.
Per la notevole attività, Pezzè riceverà l'encomio del comandante della II Z.A.T. gen. Pricolo, comunicatogli con lettera personale del Duca d'Aosta, comandante della Divisione, assieme alla nomina ad istruttore professionale.


Nella terza decade di agosto il 4° Stormo partecipa con tre velivoli aggregati al 1° Stormo alle manovre nell'Irpinia. Il 4 settembre con il X Gruppo partecipa alle manovre combinate con gli stormi da bombardamento di Ferrara e Vicenza svolgendo azioni protettive su Venezia. Al termine dell'esercitazione si esibisce la formazione acrobatica del quarto. Spettatore d'eccezione il Duca d'Aosta ospite dell'Ammiraglio Comandante in capo la VI Flotta americana, all'ancora in laguna. Dopo un giro di ricognizione a 360° i cinque C.R.32 iniziano l'esibizione con la figura della "gran ruota" dopo un passaggio a pelo d'acqua dei C.R.32 disposti in "fila indiana ", il "tonneau" a cuneo di cinque, il "volo folle" e nel finale la "bomba" eseguita sullo specchio d'acqua della laguna. Lasciata Venezia, Remondino e gregari si dirigono a Treviso per ripetere il programma appena eseguito. Dopo l' atterraggio a Treviso i piloti vengono accompagnati in un locale sul Montello per i festeggiamenti. Il 14 settembrea Gradisca d'Isonzo perde la vita il s.ten. Miliani della 73^ Squadriglia dopo aver urtato un albero durante una manovra acrobatica a bassa quota.

Nella secondo semestre prosegue l'addestramento sul C.R.32 di numerosi giovani piloti con particolare cura nel volo acrobatico, bellico, anche con tiri reali sul nuovo poligono di Col Grande sul Carso. Viene curato il volo in formazione, con decolli rapidi di squadriglie su allarme, salita e permanenza in quota oltre 7000 metri per 30 minuti per sperimentare l'inalatore d'ossigeno. Si effettuano voli di navigazione, raduni in volo, prove di attacco collettivo e voli notturni con i Ca.100 in dotazione al Reparto. Nello stesso periodo piloti del quarto sono impegnati a trasportare velivoli Ca.100, Ba.28, Ro.37, C.R.32 dalle ditte in Austria e C.R.30 e C.R.32 in Ungheria. Anche la formazione acrobatica di Remondino prosegue intensamente gli allenamenti in vista ad importanti raduni aviatori all'estero, in programma per l'anno prossimo.




Gorizia 1936. Foto di Biffani scattata sull’aeroporto di Gorizia il 9 dicembre 1936. Lo schieramento di C.R.32 e'’imponente. La foto e'’stata scattata da Sud verso Nord e si riconoscono gli hangar della Ricognizione Aerea e sulla sinistra il Calvario,la chiesa di S.Andrea ed il Sabotino (Arch.Biffani 05)



Nella terza decade di agosto il 4°Stormo partecipa alle manovre in Irpinia, con 3 velivoli aggregati al 1°Stormo e  il 4 settembre alle manovre combinate con gli stormi da bombardamento di Vicenza e di Ferrara, svolgendo azioni protettive della base di Venezia, con il X Gruppo.


L'ESIBIZIONE A VENEZIA

Il 4 settembre, la Pattuglia Acrobatica di Remondino si esibisce su Venezia dove si trova il comandante della Divisione Aquila, il Duca d'Aosta ospite  dell'Ammiraglio Comandante in capo della VI Flotta americana all'ancora in laguna.
Remondino e gregari raggiungono Venezia nella tarda mattinata e, dopo una virata di 360° di ricognizione, inizia l'esibizione in formazione di 5 CR.32: gran ruota, passaggi a pelo d'acqua dei  cinque CR.32 disposti in fila indiana, tonneau a cuneo di cinque, il volo folle e in finale la bomba con incrocio sulla portaerei statunitense.

La manifestazione viene subito dopo ripetuta a Treviso con successo. L'intervento era stato richiesto dal proprietario di una fornace confinante con il campo di volo, un "cacciatore" della 1^Guerra Mondiale, compagno di squadriglia del comandante di un gruppo  del 4°Stormo.


Il 14 settembre, in seguito ad un urto contro un albero durante una manovra acrobatica a bassa quota, perde la vita il s.ten. Miliani della 73^Squadriglia. Il velivolo ingovernabile, va a schiantarsi contro il bastione che circonda il castello di Gradisca d'Isonzo, sorvolando di pochi metri l'abitato.

Negli ultimi mesi dell'anno piloti del 4°Stormo trasportano velivoli Ca 100, Ba 28, Ro 37, CR.32 dalle ditte in Austria; CR.30 e CR.32 in Ungheria.

A Gorizia prosegue l'addestramento sui CR.32, particolarmente quello acrobatico, bellico, tiro reale sul poligono di Col Grande, sul Carso e in formazione.
L'intensa attivtà addestrativa e l'elevato livello qualitativo, attira ancora una volta l'attenzione di nazioni straniere che inviano propri ufficiali presso lo stormo per un periodo di aggiornamento e addestramento.


A fine anno dei 111 velivoli in dotazione sono rimasti 5 C.R.Asso, 2 CR.30, trentaquattro C.R.32 e trentadue C.R.32 bis. Alla consistente diminuzione di velivoli si accompagnano preoccupanti inefficienze verificatesi sui motori, quali perdite d'acqua dai cilindri dopo una trentina di ore di funzionamento, perdite ai serbatoi di benzina e ai radiatori di acqua e di olio, avarie alle tubazioni, rottura di valvole e di bielle intorno alle sessanta ore con ricadute sulla normale attivita' addestrativa soprattutto sul volo collettivo di formazioni pesanti; meno sull'addestramento individuale o in pattuglia grazie anche all'impegno degli specialisti che riescono a mantenere il livello minimo di efficienza richiesto.
 




1937


COMANDANTE
col. Retinò Giuseppe fino al 16 febbraio 1937
col. Mattei Simone Pietro dal 16 febbraio 1937 al 16 luglio 1937
t.col. Grandinetti Michele dal 16 luglio 1937


Nel primo trimestre l'addestramento in volo per i piloti più anziani subisce un rallentamento a favore della scuola a terra mentre alcuni piloti dello Stormo frequentano ad Orbetello corsi di navigazione strumentale. Continua invece anche se in tono minore, l'addestramento alla caccia, al finto combattimento e al tiro reale sul poligono di Col Grande.

La popolarità del 4°Stormo comincia ben presto a superare i confini nazionali tanto da attirare diverse delegazioni straniere che vengono a Gorizia per per studiare l'organizzazione e, non di rado per ricevere istruzione teorico - pratica sul CR.32. In marzo il cinese ten. Lin Wen-K'uei, in aprile  il boliviano ten. Alberto Paz Soldan, in agosto  lo svizzero cap. Decio Bacilieri, in settembre il cap. Sanoh Rakdham dell'aviazione siamese. L'attivita' dello Stormo e' seguita con attenzione anche dalle autorita' italiane che a piu' riprese, nel corso dell'anno, visitano il Reparto: dal Comandante della 2^ Z.A.T. al Sottosegretario all'Aeronautica e al Capo di Stato Maggiore.

Anche da parte delle Autorità superiori il 4°Stormo è soggetto di attenzioni con ispezioni a più riprese: quelle del Sottosegretario all'Aeronautica, del Capo di Stato Maggiore e dal Comandante della II Zona Aerea Territoriale.


COLORAZIONE
Nel 1937 si comincia a passare dalla verniciatura aergentea a quella mimetica che recavano i velivoli rientrati dalla Spagna. Negli anni successivi la verniciatura verrà fatta in ditta prima della consegna.


All'inizio dell'anno i due gruppi di volo IX e X sono comandati rispettivamente dal magg. Guerra e dal magg. Chiesa.

Allo spostamento di uomini e mezzi per costituire altre squadriglie e il prelievo per l'O.M.S. nel '36, si aggiunge la crisi del materiale, per mancanza di rifornimenti, per i numerosi incidenti di volo, conseguenza della poca esperienza dei giovani piloti assegnati allo stormo.

La situazione  non migliora nel 1937, la linea di volo viene rinforzata con 17 CR.32 e CR.32 bis ma altri velivoli lasciano il reparto ed alcuni vengono persi in incidenti di volo. Anche la situazione del materiale di volo rimane critica, la dotazione per ogni squadriglia scende a 4/5 velivoli. Ad aggravare la situazione il ripresentarsi dei problemi sul CR.32 gia' riscontrati nel '36.

L'11 febbraio al termine di un volo di acrobazia, il s.ten. Angelo Andriolo della 97^ Squadriglia nell'eseguire una virata stretta per portarsi all'atterraggio, alla quota di cinquecento metri entra in vite e precipita vicino a Villa S.Giusto riportando gravi ferite in seguito alle quali perderà la vita.


Villa S.Giusto, la targa che ricorda l'incidente


Il 16 febbraio il comando del 4°Stormo passa nelle mani del col. Simone Pietro Mattei.

L'8 marzo il s.ten. Giuseppe Oreni della 97^Squadriglia, eseguendo una gran volta a circa 700 metri di quota, quale gregario di coppia su CR.32, cade in vite precipitando e, a seguito delle ferite riportate nell'impatto con il terreno perde la vita.


Il 3 aprile in una solenne cerimonia sull'altare della Patria, il 4°Stormo, assieme ad altri reparti dell'Aeronautica, riceve la bandiera di guerra. La cerimonia viene ripetuta a Gorizia l'11 aprile con la consegna dalle mani del col. Mattei della Bandiera di guerra all'alfiere ten. Marcovich che ha come scorta il m.llo Cagliari e il serg.magg. Attanasio.



Gorizia 11 aprile 1937, cerimonia per la consegna della bandiere di guerra al 4° Stormo Caccia Terrestre ed al 71° Gruppo Osservazione Aerea (Arch.Renzi 009)


Il 4 aprile la pattuglia acrobatica di Remondino con cinque CR.32 è in trasferta a Roma in occasione dell'anniversario della fondazione dell'Aeronautica.


Il 9 aprile
una delegazione della Marina guidata dal Duca di Spoleto, è in visita al l'aeroporto di Gorizia ed una pattuglia formata da piloti (serg. Zuliani, serg. Biffani, s.ten. Lucchini, s.ten. Barberis, s.ten. Giannella, s.ten. DeCampo, cap. Botto, s.ten Porcu, magg. Chiesa) della 91^ 84^ e 73^Squadriglia si esibisce in volo con trasformazioni e figure acrobatiche, a dimostrazione del livello di addestramento del reparto che, di proposito, non mette in mostra la propria pattuglia acrobatica ufficiale.



Gorizia 9 aprile 1937, il Duca d'Aosta (al centro) con il Duca di Spoleto (primo a sinistra) (Arch.Ufficio Storico AM Duc tif 26291)



 Il 21 maggio la pattuglia parte per Roma con sei CR.32 facendo scalo a Forli', per partecipare all'esercitazione a fuoco del 3 giugno a Furbara.



ESERCITAZIONE A FUOCO POLIGONO DI FURBARA

Furbara 3 giugno 1937


Il 1° giugno si svolgono le prove generali ed il 3 mattina inizia l'esercitazione a fuoco alla presenza di S.M. il Re, del Capo del Governo, del Duca d'Aosta, del Ministro degli Esteri, dei Capi di Stato Maggiore del Regio Esercito, della Regia Marina e della Regia Aeronautica, degli osservatori militari accreditati e della stampa governativa ed estera. Ospite d'eccezione il Maresciallo von Blomberg Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht. Obiettivo dell'esercitazione distruggere una base navale con l'affondamento delle navi in porto: il simulacro da affondare si trova sul litorale laziale. Per primo interviene una formazione di bombardieri leggeri Ba.65 seguita da due formazioni da bombardamento e da velivoli da assalto. Terminata l'esercitazione entra in scena la pattuglia acrobatica del 4° Stormo. Alle 11.30 in punto la formazione di Remondino si presenta sul poligono con un passaggio a bassa quota a "cuneo" di cinque, quindi "loopings", "tonneau", trasformazioni in "linea indiana", e a "bastone" quindi la "gran ruota" e il "volo folle". In finale viene eseguita per la prima volta lo "spezzone", una figura così battezzata da Pezze' per analogia alla "bomba" nella quale i velivoli dopo un passaggio in formazione e tirata su, virano e si trasformano in fila indiana ripassando sullo stesso punto senza soluzione di continuita' potendo scegliere qualsiasi bersaglio, anche in settori angusti dove la manovra della "bomba" non può essere eseguita. Terminata l'esibizione atterraggio a Ciampino e rientro il giorno 5 a Gorizia con scalo tecnico a Forli'.

Remondino intanto affina il suo programma assieme alla pattuglia del 3° Gruppo (6°Stormo) che si trova a Gorizia dall'anno precedente. L'11 giugno si esibisce a Gorizia, alla presenza del gen. Pricolo, nelle prove per la prima uscita all'estero.
Il 20 giugno la pattuglia del Quarto, comandata da Remondino
assieme a quella del 6°Stormo, comandata dal cap. Borzoni è a Budapest per il Raduno Internazionale.


RADUNO INTERNAZIONALE BUDAPEST

Budapest 20 giugno 1937


Il 16 giugno tutto e' pronto sull'aeroporto di Gorizia: tredici C.R.32 della "Super Pattuglia" aspettano di decollare alla volta di Budapest ma le condizioni meteorologiche segnalano forti piovaschi sulle Alpi per cui la partenza viene rinviata al giorno dopo. Nel pomeriggio del 17, un ricognitore in volo sulle Alpi segnala la schiarita e il magg. Chiesa, capo missione, d'accordo con i due capi formazione decide per la partenza; dopo ottantacinque minuti la formazione raggiunge l'aeroporto di Szombathely. Il giorno dopo trasferimento a  Budapest-Budaors. Domenica 20 il Reggente Horty inaugura ufficialmente l'apertura al traffico internazionale dell'aeroporto di Budaros, quindi inizia la grande manifestazione aerea di fronte ad oltre centomila gli spettatori. Per primi si esibiscono tre alianti ungheresi che, lavorando isolati su tre zone distinte dell'aeroporto, dopo una serie di "loopings ", di "fieseler " e di "imperiali " atterrano in formazione. Segue l'esibizione di nove Messerschmitt dello Stormo "von Richthofen" al comando del cap. Janson. I tedeschi presentano una formazione pesante con poche trasformazioni e larghi rientri. Subito dopo la pattuglia acrobatica austriaca al comando del t.col. Muller con sette C.R.32.

4°STORMO



Remondino



Montanari
Renzi

Pezze'


Romandini


Tonello
(riserva)


6°STORMO



Borzoni



Agonigi
Borgogno

Zorn


Castelletti



Stabile
(riserva)







Budapest  20 Giugno 1937. Meeting Internazionale. In piedi da sinistra: Agonigi (1°), Baschirotto (2°), Remondino (5°), Pezze' (6°).  Accosciati da sinistra: Zorn (1°), Romandini (2°), Renzi (3°), Montanari (4°).  In secondo piano i C.R. 32 della Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo (Arch.Montanari 07)




Budapest 18 giugno 1937, pattuglia acrobatica del 4° e 6° St.  Dietro ai C.R. 32 uno Junkers Ju. 52/3m della Lufthansa. (Arch.Agonigi 045)



Ero alle prime uscite nella nuova veste di pilota "nazionale" e non posso dimenticare quel passaggio a doppio cuneo  di cinque. Eravamo piuttosto bassi ed io, 2° gregario di sinistra, pur controllando il parametro sul CR.32 di Montanari, che stava alla mia destra, diedi uno sguardo a sinistra e, vedendo quella marea di gente e di fazzoletti, sentii un brivido corrermi il filo della schiena. Fu un attimo. E la mente, gli occhi, l'anima ritornarono ai parametri, alle trasformazioni, alle figure acrobatiche ..... Ma la gente la vedo ancora ...

s.ten. V.Pezzè




Il 26 giugno le formazioni rientrano a Gorizia per ripartire pochi giorni dopo, il 19 luglio alla volta di Zurigo facendo scalo tecnico sull'aeroporto di Bresso, per partecipare al 4° Raduno Aereo Internazionale.



4°RADUNO AEREO INTERNAZIONALE

Zurigo 24 - 31 luglio 1937



Tredici le nazioni partecipanti: Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Olanda, Polonia, Svezia, Svizzera, Ungheria. Nelle giornate che precedono l'inizo del raduno, i capo formazione Remondino e Borzoni si rendono conto, osservando gli allenamenti delle altre pattuglie, che il proprio programma composto da nove (12) trasformazioni è insufficiente rispetto alla formazione dei ceki, che in venti minuti eseguono ben sedici trasformazioni. Viene rivisto il programma e aggiunte nuove figure. Sabato 24 luglio incomincia la competizione con la presentazione del programma libero. L'Italia interviene dopo Inghilterra e Francia. Decollo in formazione di dieci, per poi rompere in due formazioni di cinque e ritornare ancora in dieci. La formazione italiana si classifica al quarto posto penalizzata dall'anomalo comportamento del giudice italiano che giudica piu' che mediocre il programma presentato. Il 1° posto si aggiudica la Cecoslovacchia, il 2° la Francia e il 3° l'Inghilterra. Il giorno dopo la prova obbligatoria. Per sorteggio gli italiani si esibisco penultimi mentre chiude la manifestazione la formazione dei ceki. Le pattuglie di Jugoslavia, Austria e Romania presentano un programma di nove trasformazioni limitate allo spostamento di un solo velivolo. Insufficiente anche il programma delle formazioni inglese e francese con dodici trasformazioni. Ma non e' tutto, la formazione francese su nove Morane 250, per imitare in decollo gli italiani si allinea in formazione di "cuneo" e nella corsa d'involo due velivoli rischiano di venire a collisione e di conseguenza rinunciano al decollo.


Il magg. Raverdino capo missione, al centro (5° con berretto) con a fianco due ufficiali svizzeri.  Altri componenti: cap. Remondino (7°), s.ten. Pezze’ (2), serg.m. Montanari (1°), serg. Renzi (5° a terra), serg. Romandini (4°), serg. Tonello, cap. Borzoni, ten. Borgogno, serg. Castelletti (4° a terra), serg. Agonigi, serg. Zorn, serg. Stabile (Arch.Renzi 03)


La pattuglia italiana presenta il nuovo programma di ventitrè (24) figure: allineamento di dieci C.R.32 a "cuneo", decollo in formazione di "cuneo" di dieci, passaggio in "linea di fronte", passaggio a "doppio cuneo", passaggio a "triangolo", passaggio a "triplo cuneo", passaggio a "triangolo rovescio", passaggio a "freccia", passaggio in "ala destra", passaggio a "X", passaggio a "T", passaggio a "H", passaggio a "Y", passaggio a "I ", passaggio a "bastone", passaggio in "ala sinistra", passaggio ad "aquilone", passaggio a "rombo", passaggio a "rettangolo", passaggio a "doppia linea di fronte di 5", passaggio a "cuneo di 5 in linea di fronte", passaggio a "cuneo stretto", passaggio a "elisse", passaggio a "greca",  passaggio nella "figura folle" atterraggio in formazione di "cuneo di 10"


4°STORMO



Remondino



Montanari
Renzi

Pezze'


Romandini


Tonello
(riserva)



6°STORMO



Borzoni



Agonigi
Borgogno

Zorn


Castelletti


Stabile
(riserva)





A seguire la pattuglia cecoslovacca con il numero di figure più elevato dopo gli italiani: quattordici contro le  ventitre' (24) di Remondino e Borzoni. Al termine delle prove, la giuria da' un giudizio omogeneo ad eccezione del giudice cecoslovacco, il solo a dare punteggio pieno alla propria formazione. La classifica definitiva vede al 1° posto la pattuglia cecoslovacca, al 2° a 1/2 punto, quella italiana, al 3° la francese, al 4° l'inglese, al 5° la polacca e al 6° quella rumena. Cinque giorni dopo Remondino, Pezze' e Borzoni si esibiscono in un finto combattimento. Il 31 luglio i C.R.32 italiani si esibiscono collettivamente chiudendo la manifestazione internazionale. Domenica 1° agosto piloti e specialisti accompagnati dal gen. Porru, sono ospiti d'onore alla Casa d'Italia a Zurigo; il 4 agosto la missione italiana rientra a Gorizia facendo scalo tecnico a Bresso.

Il 3 luglio a Gorizia, il s.magg. Ovidio Balducci della 96^ Squadriglia, assegnato al reparto da pochi mesi perde la vita in fase finale di atterraggio dopo che il suo CR.32 urta contro una macchina livellatrice che si trova ai limiti del campo per lavori di ampliamento. L'urto provoca l'incendio del velivolo che si schianta a terra; il pilota ferito gravemente viene rasportato all'ospedale militare di Gorizia dove muore poco dopo per le ferite riportate.

Il 16 luglio il t.col. Michele Grandinetti diventa comandante del 4°Stormo. Lo stesso giorno nove CR.32 vengono rischierati sull'aeroporto di Treviso al comando del cap. D'Agostinis, per partecipare alle manovre con i reparti dell'Esercito.

Il  2 agosto velivoli del 4° Stormo partecipano assieme a quelli del 1° alle  esercitazioni della  Divisione Celere e della Divisione Motorizzata "Po" a Conegliano.

Il 5 agosto perde la vita il s.ten. Paolo Lentini dell'84^ Squadriglia, partito per un volo di allenamento su CR.Asso, nell'eseguire una virata subito dopo il decollo cade in vite e urta violentemente contro il suolo.
Il 6 agosto il serg. Cesare Canciani sempre dell'84^Squadriglia, disponendosi all'atterraggio dopo un volo in quota su Ro.41, urta con l'ala destra inferiore contro un pilone della linea ad alta tensione esistente ai limiti del campo: l'aeroplano si rovescia abbattendosi al suolo. Il pilota ferito gravemente viene trasportato all'ospedale militare di Gorizia, dove muore il giorno 9.

Sempre il 6 agosto due formazioni di cinque CR.32 ciascuna, assieme a 20 CR.32 e 12 S.81 di altri stormi, prendono parte alla sfilata aerea su Conegliano in occasione della rivista dell'Esercito per la fine delle manovre veneto - emiliane.

Il 3 settembre la principessa di Piemonte ed altre personalita' sono in visita all'aeroporto di Gorizia: Remondino in onore dell'augusto ospite, fa esibire la pattuglia acrobatica con i cinque CR.32. Quattro giorni dopo, il 7 settembre al ristornate Boschetti di Tricesimo (UD), i piloti dello Stormo reduci dalla Spagna e dalle manifestazioni di Budapest e Zurigo, vengono festeggiati con un pranzo in loro onore.



Gorizia 1937, visita all'aeroporto della principessa di Piemonte e del duca Amedeo d'Aosta. La principessa stringe la mano a Romandini. Da sinistra: Pezze', ....., Romandini, Montanari.  (Arch.Renzi 10)


Il 15 settembre il 4°Stormo invia a Mantova per il IV Avioraduno un Ro.41 pilotato da Pezze', reduce da un incidente di volo durante l'attività svolta presso il Nucleo Addestramento, che da sfogo al suo virtuosismo con una applaudita esibizione acrobatica.


L'INCIDENTE DI PEZZE'


In decollo con l'unico CR.30 rimasto, con il serg. Labanti nuovo assegnato della 96^Squadriglia, reduce dall'OMS, si verifica la rottura del perno che unisce le due parti della gamba di forza destra per la fatica del materiale a causa delle continue sollecitazioni durante le innumerevoli corse di decollo. Il velivolo però ora è in volo; in atterraggio Pezzè riesce a toccare terra regolarmente, malgrado l'utilizzazione della ruota sinistra sia ostacolata dalla posizione assunta dalla destra accidentata,  l'aereo, una volta smaltita la velocità, si ferma adagiandosi sulla semiala inferiore destra. Il velivolo viene riparato sostituendo la gamba di forza e qualche centina permettendo così ai giovani piloti di riprendere i doppi comandi; passaggio questo obbligato per la transizione sul CR.32.
Pochi giorni più tardi Pezzè parte per la Spagna ed il comando del Nucleo passa al s.ten. Aldo Tait della 97^Squadriglia.


Il 27 ottobre  muore il serg. Osvaldo De Lotto della 91^ Squadriglia: in un volo acrobatico con il CR.32, durante una virata a sinistra si imbarca e precipita a un chilometro dal campo decedendo all'istante.


Il 1937 si conclude con il commiato da Gorizia del Duca d'Aosta. La cerimonia si svolge il 6 dicembre sull'aeroporto di Gorizia; sei giorni dopo il Duca, nominato Vicere' d'Etiopia lascia il comando della Divisione Aquila.


Dopo la colazione al circolo il Duca parti' in macchina per il castello di Miramare accompagnato dalle autorità aeronautiche piu' elevate. Fu allora che si verifico' un episodio che dimostra quale profondo affetto Amedeo di Savoia avesse suscitato fra i piloti negli anni di permanenza sull'aeroporto di Merna. Ricorda Baylon che egli e gli altri piloti corsero ad aprire le aviorimesse, tirarono fuori tre C.R.32 e cosi' come erano in divisa decollarono e si portarono sul corteo di macchine che raggiunsero poco prima di Miramare. Le nubi bassissime non  impedirono di eseguire una serie di loopings quasi radenti, mentre il Duca si sbracciava dalla terrazza a salutarli. La sera in cui il Duca d'Aosta lascio' la citta', tutto lo Stormo era ad attendere il suo treno a Monfalcone, la prima stazione di sosta dopo Trieste, e la commozione del Duca per l'inaspettato saluto fu evidente.
da: " Quelli del cavallino rampante" di A.Duma




Gorizia 193? interno hangar 4° Stormo. Chianese (4°, sulla sedia a sdraio in tuta bianca). Il 5° e’ un ufficiale straniero in visita a Gorizia (Arch.Romandini 13)


Con decorrenza 1° dicembre 1937, come da disposizioni ministeriali per la regolamentazione dei segni e dei distintivi di Reparto, vengono aboliti i distintivi di gruppo (e di squadriglia) e istituito un distintivo di stormo, o gruppo autonomo, da applicare sui velivoli. La disposizione ministeriale prevede inoltre che i reparti ai quali erano assegnati particolari distintivi, scegliessero il nuovo tra quelli adottati in passato.
Nulla si sà di quanto avvenne al 4°Stormo.  I velivoli continuavano a portare i due distintivi di gruppo, cavallino bianco in campo nero e cavallino nero in campo bianco anche se era già stato adottato il primo: infatti quando il Duca d'Aosta lascia il comando della Divisione Aquila nello stesso dicembre del 1937, riceve in dono dal 4°Stormo una pregevole statuetta recante il distintivo del Quarto con cavallino bianco in campo nero sormontato dal nodo sabaudo e dalla corona ducale.




(Duma, da: Quelli del cavallino rampante vol.1°)


E' questa la prima documentazione datata del tipo di cavallino adottato per distintivo ufficiale dello stormo; anche la carta da lettere nella stessa epoca reca un distintivo molto simile a quello riprodotto sulle cartoline del 1935, completato dal nodo e dalla corona, con scritta sottostante <4°Stormo da Caccia>
Nello stesso periodo o poco dopo viene coniato il primo distintivo metallico, da giacca,  dello stormo: cavallino bianco in campo nero, con nodo e corona, e scritta verticale <4°Stormo Caccia>



1938



COMANDANTE
t.col. Michele Grandinetti fino al 10 marzo 1938
t.col. Michele Grandinetti dal 10 marzo 1938


E' un anno particolarmente impegnativo che deve fare i conti con la cronica carenza di materiali. La linea di volo, dopo la dismissione dei C.R.20 D.C. ed i C.R.Asso, e' composta da trentuno C.R.32 e 32 bis, tre C.R.20 e sette Ro 41 del Nucleo Addestramento. In marzo dopo la partenza per l'A.O.I. del ten. Tait, capo Nucleo Addestramento, il Nucleo cessa l'attivita'. La situazione alle squadriglie si fa sempre piu' gravosa: il numero di velivoli e' ridotto della meta' mentre continuano ad arrivare nuovi giovani piloti da addestrare con la conseguenza che le ore di volo disponibili sono limitate dall'impegno di uomini e mezzi in A.O.I. L'impegno primario e' fornire piloti ai reparti dell'aviazione legionaria indirizzando l'addestramento alla finta caccia, all'acrobazia individuale e collettiva per la piena padronanza del velivolo.

Il 1° gennaio viene ricostituita la 90^ Squadriglia, mantenuta in posizione quadro dal 1° luglio 1936.

In marzo due incidenti senza gravi conseguenze per le persone: il 15 marzo il s.magg. Colombina della 96^ Sq. in un atterraggio fuori campo mette fuori uso il suo C.R.32. Il 22 il cap. Fiacchino comandante della 90^ Squadriglia in volo con il s.magg. Luigi Iellici su un Ro.41 D.C. atterra fuori campo capottando in seguito alla rottura della pompa della benzina. Alla fine di aprile un altro incidente, questa volta con esito mortale: il s.ten. Renzo Miliani della 90^ Sq. durante un volo acrobatico sul C.R.32 investe dal basso il C.R.30 D.C. del m.llo Albino Cagliari con a bordo il s.ten. Lino Balista. L'equipaggio del C.R.30 riesce a lanciarsi con il paracadute mentre Miliani, probabilmente ferito nell'impatto, resta nel velivo precipitando con esso. In maggio il 4° Stormo assieme ad altri reparti della regia aeronautica, deve presenziare a Furbara per la visita in Italia del Cancelliere del III Reich. Le formazioni del 1°, 3° e 6° Stormo si portano sull'aeroporto di Gorizia da dove, il 26 aprile assieme alla formazione del 4° Stormo, decollano alla volta di Ciampino con scalo tecnico a Forli' dove ad aspettarli c'e' il Duca d'Aosta, ora Vicere' d'Etiopia. Il giorno successivo la super formazione decolla dall'aeroporto forlivese "portati" dal Duca  con il suo Ghibli CA 309. Durante il trasferimento a causa di un'avaria al motore, Agonigi e' costretto ad un atterraggio di fortuna riportando danni al mezzo: il pilota proseguira' in treno per Roma.


OPERAZIONE H

Poligono di Furbara 8 maggio 1938


Con la notizia della visita in Italia del Cancelliere del III Reich, lo SMA dirama ai Comandi della 1^ e 2^ Zona Aerea, l'ordine di organizzare presso i sottoposti Reparti (3°, 6°, 1° e 4° Stormo) una super pattuglia acrobatica. Al comando del "pattuglione" viene designato il magg. Aldo Remondino del 4° Stormo e l'aeroporto di Gorizia viene scelto come base di rischieramento per i ventotto C.R.32. La formazione del 3° Stormo raggiunge Gorizia mentre quella del 1° Stormo fa la spola tra Campoformido e Gorizia. In marzo incominciano le prove con un programma acrobatico appositamente studiato e adattato ad una formazione pesante di ventotto velivoli. L'inizio presenta alcune difficolta': in atterraggio a Gorizia il s.magg. Mariani investe il piano fisso di sinistra e un pezzo di timone del C.R.32 del serg. Bedeschi; i serg.m. Renzi e Romandini nell'eseguire un looping si toccano con l'ala senza riportare danni. Il 13 aprile nel cielo di Ronchi, alla sommita' del looping di ventotto velivoli, il serg.m. Montegnacco primo gregario sinistro del 1° Stormo, viene in collisione con il C.R.32 del cap. Brambilla: ne segue una crambola. Il velivolo di Renzi urta l'estremita' alare dei piani di coda di Remondino, Romandini secondo di destra, urta con l'ala del proprio velivolo i piani di coda di Renzi. I C.R.32 di Montegnacco e Brambilla entrano in vite precipitando a terra. Il cap. Brambilla si salva lanciandosi con il paracadute mentre Montegnacco perde la vita nello schianto. Per motivi di salute infine, i m.lli Carestiato e Maraschi non continueranno gli allenamenti.


4°STORMO




Remondino





Montanari
Renzi



Pezze'


Romandini

Chianese




Attanasio
1°STORMO




Brambilla





Cappelli
Farina



Peselli


Sbrighi

Scuffi




Mascellani


3°STORMO




Majone





Bedeschi
Dragoni



Mariani


Bocconi

Pongilupi




Giussani

6°STORMO




Borzoni





Pesce
La Ferla



Agonigi


Minguzzi

Zorn




Castelletti




L'incidente raccontato dal s.magg. Raffaele Chianese


In previsione della Manifestazione Aerea sull'aeroporto di Furbara dell'8 maggio 1938, in occasione della visita del Cancelliere tedesco, i vertici dell'Aeronautica decidono di includere un'esibizione acrobatica di una super formazione di 28 CR 32, composta dalle pattuglie acrobatiche di quattro Stormi, il 1°, 4°, 3° e 6°. Gli allenamenti cominciano un mese prima e vengo assegnato alla pattuglia del 4° Stormo. Le pattuglie del 3° e 6° Stormo sono trasferite per l'occasione nell'aeroporto di Gorizia dove però non è possibile allenarsi perchè il traffico di velivoli è già’ notevole. Viene deciso così che le quattro Squadriglie si alleneranno sul cielo dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove il 4°, 3° e 6° Stormo si porteranno in volo da Gorizia e il 1° Stormo da Campoformido. Il 13 aprile tutte le Squadriglie atterrano a Ronchi dei Legionari ed il cap. Aldo Remondino tiene il briefing sulle manovre da eseguire. Per ogni Stormo c'è uno specialista che interviene per le normali operazioni di assistenza tecnica. Per il 4° Stormo c'è il serg. Enzo Vosca, che giunge direttamente da Gorizia con Ca 100 pilotato dal serg. Vittorio Romandini. Quel giorno Romandini doveva essere il gregario esterno di destra di Remondino ma non si sente molto bene ed è sostituito da un collega mentre a lui viene assegnato il compito meno impegnativo di pilotare il Ca 100 con a bordo specialisti e ricambi. Sono previste due missioni al giorno e tra l'una e l'altra i velivoli debbono essere controllati e riforniti di liquido refrigerante del radiatore, gli specialisti scherzosamente dicono che il CR 32 consuma più "acqua" che benzina. Di carburante non ce n'è bisogno grazie alla capacità dei serbatoi. La super formazione è comandata da Remondino che ha la fama di essere un eccezionale Capopattuglia, dopo la guerra diverrà Capo di Stato Maggiore. Io sono il gregario "esterno" sinistro della pattuglia di Remondino. Guidare una simile formazione sarebbe un'impresa impegnativa oggi, figuriamoci per quei tempi con dei velivoli senza radio, con poca potenza, con l'effetto "coppia dell'elica" che li rendeva instabili e richiedeva un continuo lavoro di pedaliera ad ogni variazione di potenza e velocità. Sull'aeroporto di Ronchi è una bella giornata ed iniziamo ad allenarci, le quattro pattuglie sono disposte a "rombo", la pattuglia del 4° Stormo di Remondino guida la formazione, alla sua sinistra ed alla sua destra, leggermente indietro, le pattuglie del 1° e 3° Stormo. Dietro, a chiudere la formazione a rombo, la pattuglia del 6° Stormo. Tutto va bene fino all'esecuzione del looping. Remondino, in testa alla formazione, sorvola il Carso da Est verso Ovest ed inizia una picchiata per prendere velocità, puntando l'aeroporto di Ronchi, lo sorvola a circa 80 metri ed in fondo al campo comincia a cabrare per ripetere una manovra già provata in precedenza. Quando la formazione ha superato la posizione verticale e manca poco alla sommità della manovra, a circa 300 metri, la pattuglia del 1° Stormo, al comando di Brambilla, si avvicina a quella di Remondino,  Mascellani, gregario esterno destro della pattuglia di Brambilla, viene "spinto" di conseguenza verso destra ed è oramai a pochi metri da me che sono il più esterno sulla sinistra di Remondino. Brambilla se ne rende conto e per correggere ha uno scarto a sinistra e Bruno di Montegnacco, suo gregario di sinistra, che volava molto "stretto", ala dentro ala, non riesce ad evitare la collisione. Nè io nè gli altri piloti ci accorgiamo immediatamente di quello che sta avvenendo perchè siamo impegnati a mantenere la formazione ed ognuno tiene la testa girata lateralmente con l'occhio incollato al suo leader. Nel frattempo siamo già in volo rovescio, a testa in giù, e Remondino, che ha notato con la coda dell’occhio la collisione, istintivamente si sposta a destra ed entra in collisione con Renzi che a sua volta investe il velivolo alla sua destra. Tonello, Montanari ed io ci troviamo in mezzo al caos ed è un miracolo che non ci investiamo l’un l’altro. Sono ancora rovescio e con il muso verso il basso. Con tutto motore "dentro" mi giro e, con il timore di entrare in collisione da un momento all’altro, cabro violentemente per tirarmi fuori al più presto dalla baraonda di velivoli impazziti. La formazione si rompe ed i velivoli schizzano in tutte le direzioni. Brambilla si lancia con il paracadute mentre di Montegnacco ritarda il lancio per tentare di riprendere il controllo del velivolo ma quando lo fa è troppo tardi, tocca il suolo con il paracadute non completamente aperto e muore nell'impatto. Mentre ero ancora a testa in giù ricordo di aver intravisto dei rottami che volavano ed i due velivoli già a terra, avvolti dalle fiamme, il tutto si è svolto in pochi secondi. Gli specialisti che attendono il rientro dei velivoli dentro una baracca di legno con l'orecchio allenato, sentono subito dalle "smotorate" che qualcosa di grave sta accadendo e si precipitano fuori: i due velivoli sono già a terra in fiamme. Brambilla sta per toccare terra col paracadute mentre di Montegnacco si è già schiantato a terra. Remondino atterra poco dopo con il velivolo seriamente danneggiato. Fra i primi a prestare soccorso a terra il pilota collaudatore dei Cantieri aeronautici di Monfalcone, Mario Stoppani, che porta ancora i segni delle ustioni a seguito dell'incidente in Atlantico nel quale ha perso la vita, con il resto dell'equipaggio, il cap. Mario Viola che si trovava a bordo come passeggero. I velivoli della formazione oramai scomposta rientrano "sciolti" all'aeroporto di Gorizia e Campoformido dove immediatamente intuiscono il dramma. Con la perdita di Bruno di Montegnacco il 1° Stormo perde uno dei più valorosi piloti. In suo ricordo, la famiglia farà stampare un breve diario delle sue azioni in Spagna del quale conservo ancora una copia.



L' 8 maggio alla presenza  di S.M. il Re d'Italia, il principe di Piemonte, il Capo del Governo, i Capi di Stato Maggiore italiani e tedeschi, ufficiali Superiori e Inferiori della Regia Aeronautica e della Luftwaffe, gli Addetti Militari stranieri e la stampa, la "Super Pattuglia" apre l'esercitazione con la presentazione della "croce uncinata" eseguita da ventisei velivoli. Segue il rientro, trasformazione, passaggio delle quattro Squadriglie "a bastone", in file parallele, "botte", trasformazione e la pattuglia rientra con due Squadriglie in "fila indiana" e le altre due a "doppio cuneo". Quindi la prima formazione effettua dei "tonneau"  individuali a bassa quota, "l' imperiale" e una picchiata con due giri di vite. La seconda formazione presenta una serie di "looping" in formazione di "doppio cuneo" e di "freccia". Rientro della prima pattuglia che presenta una "tripla ruota" e, tempo per il ricongiungimento, la formazione del 6° Stormo si esibisce nel "tonneau" simultaneo di sette velivoli. In finale il "looping" di ventuno più sette velivoli. Dopo la presentazione acrobatica, sfilano sul cielo campo quattrocento velivoli, fatti partire su allarme dagli aeroporti della Toscana, del Lazio e della Campania. Ritornano quindi i ventotto C.R.32 della formazione acrobatica disposti a "fascio littorio". Segue un'azione di bombardamento da parte di bombardieri leggeri e pesanti e in chiusura la super pattuglia si esibisce nella figura del "volo folle" con  trentadue velivoli (ventotto più quattro riserve). Il 10 maggio le formazioni rientrano a Gorizia. Rientrati a Gorizia non c'e' tempo da perdere: designati assieme alla pattuglia del 1° Stormo a partecipare a Belgrado all'Esposizione Aeronautica Internazionale del 4 giugno, Remondino si mette subito al lavoro.


Gorizia 1940/1943, Scuola Caccia: gli istruttori di volo, Costigliolo (1°), Bandini (2°) e Romandini (3°) davanti all’hangar della 90^ Squadriglia. In secondo piano, tra Bandini e Romandini, il s.ten. Paolo Berti (Arch.Bandini 091)



ESPOSIZIONE AERONAUTICA INTERNAZIONALE DI BELGRADO

Belgrado 4 giugno 1938


Alla fine di maggio dodici C.R.32 del 1° e 4° Stormo decollano da Gorizia diretti a Belgrado con scalo tecnico a Zagabria. La manifestazione aerea inizia con voli acrobatici individuali, "finta caccia ", un volo acrobatico collettivo in formazione di cinque velivoli con poche trasformazioni, un lancio di paracadutisti militari e civili, passaggi in formazione di velivoli di vari stormi e nel finale l'esibizione di un solista jugoslavo che per un guasto tecnico precipita, senza gravi conseguenze per il pilota, a pochi metri dalla linea dei C.R.32 italiani. Terminata la presentazione dei padroni di casa, i dodici C.R.32 del 1°e 4° Stormo decollano in formazione di dieci. Subito dopo il decollo il Serg.M. Sbrighi deve atterrare per un guasto al motore e, risalendo sul velivolo di riserva, riparte e si ricongiunge alla formazione. La prima figura geometrica è una "P " in onore a Re Pietro di Jugoslavia poi trasformazione a "doppio cuneo", di "linea di fronte", di "aquilone". A questo punto la pattuglia si divide in due squadriglie che si alternano nelle figure: passaggi in "fila indiana", "tonneau", "imperiale", "vite", "looping a triangolo", la "bomba"aperta su due obiettivi, altri tre passaggi, ricongiungimento delle due formazioni, passaggio nel "volo folle" e atterraggio in formazione. Terminata l'esibizione i piloti italiani vengono presentati al Ministro della Guerra, gen. Maric e al Comandante dell'Aviazione Jugoslava gen. Simonovich. In serata sono ospiti dell'Ambasciata Italiana di Belgrado.

4° STORMO



Remondino



Montanari

Renzi
Pezze'



Romandini


Comelli
(riserva)


1°STORMO



Brambilla



Peselli

Farina
Scuffi



Sbrighi


Mascellani
(riserva)



 

Il 19 giugno lo Stormo invia trenta velivoli sul Montello per l'annuale commemorazione dell'asso della prima guerra mondiale F.Baracca. Nel primo semestre vengono effettuati presso lo Stormo numerosi lanci di siluro con un SM.79, per l'esecuzione di alcune prove tecniche richieste dal Ministero che aveva provveduto ad assegnare al 4° Stormo un velivolo da bombardamento appositamente modificato. Vi effetuano il passaggio Bonzano, Meille, Larsimont, e Lucertini. Inoltre la linea di volo viene gradualmente rinforzata con nuovi velivoli, C.R.32 quater (si differenziano dalla versione "bis" per il ritorno alle sole due 12,7 nel muso, per qualche irrobustimento strutturale e per la strumentazione modificata). Durante l'anno inoltre, il Reparto ricevera' 34 velivoli di questo tipo, oltre a due C.R.32 bis (differenzia dalle altre versioni per le speciali marmitte sugli scarichi per permettere la caccia notturna), due C.R. 30 D.C. un Ca. 100.



Gorizia 1938, Guglielmo Biffani davanti ad un C.R. 32 bis della 73^ Squadriglia.  Da notare le due speciali “marmitte” sugli scarichi dei motori per permettere la “caccia notturna" (Arch.Biffani 07)

In giugno scatta l'allarme per possibili azioni dei ribelli spagnoli sul territorio italiano; il 28 lo Stato Maggiore emana l'ordine di costituire la Squadra "R" per contrastare in caso di necessita', attacchi aerei alle città costiere italiane. Al comando del gen. Pricolo e' costituita da quattro stormi da bombardamento 16°, 18° ,32° e 36°e  uno da caccia, il 4° Stormo che restano in attesa nelle loro sedi.  Rientrata l'emergenza, il 20 agosto viene emanato l'ordine di scioglimento della Squadra "R" Il 1° luglio con la costituzione del Comando II^ Squadra Aerea affidato al gen. Pricolo, viene soppresso il Comando della III^ Brigata. Il 4° Stormo assieme al 1°, 6° e 50° è posto alle dipendenze della 1^ Divisione Aerea. L'8 luglio perde la vita il ten. Franco Comelli della 91^ Squadriglia mentre decolla con un C.R.32 quater dal campo di Foligno, a seguito della collisione con un traliccio di una linea elettrica. Tra i mesi di marzo e luglio proseguono gli arrivi a Gorizia di piloti stranieri per l'addestramento presso il 4° Stormo su velivolo C.R.32: in marzo i s.ten. venezuelani  Gonzales Viva, Miguel De La Rosa e Mendez Moises; in giugno i s.ten. venezuelani Carlos Maldonado e Pablo Croce ed infine in luglio, i cap. rumeni Isaia Popovici e Sthefan Stojan. Il 14 agosto cinque velivoli della 97^ Squadriglia partecipano al Raduno di Asiago esibendosi  in un programma acrobatico, alla fine dell manifestazione di volo a vela. Nello stesso mese il serg. Renzo Bartolomasi della 91^ Sq., da poco al Reparto, e' costretto ad abbandonare il suo C.R.32 bis rimanendo leggermente ferito. In settembre lo Stormo e' designato, assieme agli altri Reparti della 2^ Squadra Aerea, ad un'importante servizio di polizia aerea in occasione della visita del Capo del Governo nella Venezia Giulia. Il 4° Stormo partecipa con due pattuglie di tre velivoli schierati a Gorizia dal 18 al 21 settembre e a Vicenza dal 27 al 29. Il giorno 21, sull'aeroporto di Treviso in occasione dell'inaugurazione ufficiale, 40 velivoli dello Stormo vengono passati in rassegna dal Capo del Governo. Nella circostanza i Reparti si esibiscono in un unico pattuglione acrobatico composto da tre formazioni di cinque velivoli. Purtroppo durante un tonneau lento il secondo gregario di sinistra della pattuglia del 4° Stormo, portata dal cap. Larsimont che aveva con se Tonello, Biffani, Romandini e Renzi, e' costretto ad abbandonare la formazione seguito dagli altri. Il gregario, uno dei migliori dello Stormo, aveva dovuto sostituire all'ultimo momento il titolare, Pezze', assente suo malgrado al momento della partenza della pattuglia. Il 23 settembre lo Stato Maggiore dirama l'ordine telefonico a tutti i reparti della 2^ Squadra Aerea di attivare le disposizioni relative al "periodo di sicurezza" Il 30 dello stesso mese viene diramato l'ordine di cessato allarme. Pochi giorni dopo, il 6 ottobre, a causa del verificarsi di tensioni politiche in Europa, arriva l'ordine al 1° e 4°  Stormo di approntarsi in assetto da guerra per un possibile trasferimento in Ungheria. L'11 novembre l'ordine viene revocato ma il 19 alle ore 23, arriva improvvisa la comunicazione telefonica del Gabinetto del Ministro di approntare durante la notte i due stormi da caccia in modo che i due reparti siano pronti a partire per l'Ungheria:  il 1° Stormo deve essere pronto alle nove del mattino del 20 novembre ed il 4° Stormo alla stessa ora del giorno successivo. Nonostante l'ordine fosse pervenuto nella notte precedente il giorno festivo e quindi con un'alta percentuale di personale in permesso, i due stormi portano a termine le operazioni nel tempo prescritto. Il 4° Stormo schiera quarantanove C.R.32 e cinque Ca.133 per un totale di sessantatre piloti. Le avverse condizioni del tempo sulla rotta sconsigliano la partenza la quale viene più volte rinviata. Il 25 novembre il Sottosegretario di Stato per l'Aeronautica comunica telefonicamente il cessato allarme.

L'ultima decade di settembre si chiude con due incidenti: il 25, il s.ten. Baschiera della 97^ Squadriglia riesce abilmente ad atterrare senza danni per il velivolo nonostante una grave avaria al mezzo. Diverso invece l'esito dell'incidente accorso al serg. Carlo Bianchi della 91^ Squadriglia; durante un volo di addestramento con il C.R.32 urta violentemente il terreno decedendo all'istante.

In ottobre con l'assegnazione alle squadriglie di cinque Ca.133 per il trasporto personale, viene costituita la Sezione Trasporti del 4° Stormo. Il 15 dello stesso mese gli aeroporti di Campoformido e Merna cambiano denominazione, rispettivamente in Udine e Gorizia. Sette giorni dopo in un incidente di volo perde la vita il s.ten. Gastone Gal della 96^ Sq.: investito dal gregario di sinistra il suo C.R.32 Q entra in vite precipitando a terra. Il 2 novembre l'alfiere ten. Bruno Zavadlav con la bandiera di guerra dello Stormo partecipa al raduno delle bandiere di Vittorio Veneto per celebrare il ventennale della Vittoria. Il 4 novembre è a Roma per la cerimonia conclusiva.

Negli ultimi mesi del '38 rientrano scaglionati gli aviatori italiani dell'Aviazione Legionaria. Tra questi il cap. Ernesto Botto che a causa dell'amputazione di una gamba in seguito alle ferite riportate in un combattimento aereo, deve rinunciare al pilotaggio.  Non rassegnato, Botto anziche' ritornare alla natia Torino per la convalescenza si reca subito a Gorizia dove sa' che puo' contare su amici fidati. Una mattina di ottobre il s.ten.Pezze' assieme al cap. Botto nell'insolito ruolo di "allievo" decollano dal campo di Gorizia su un C.R. 30 biposto della  73^ Squadriglia appositamente modificato. Dopo la prova di conduzione in volo eseguita in maniera magistrale, l'atterraggio da manuale. A questo punto non resta che rivolgersi alle autorita' superiori per la riabilitazione al pilotaggio. Il gen. Illari è contrario al reinserimento nel ruolo navigante. Il Capo di Stato Maggiore, gen.a.a. Giuseppe Valle propone di passare ai bombardieri. Botto replica dimostrando che in caso di abbattimento, da un bombardiere non avrebbe scampo viceversa dalla carlinga di un caccia basterebbe mettersi in volo rovescio e lasciarsi cadere. La tesi convince l'alto ufficiale e autorizza il cap. Botto a volare con l'istruttore. Non esistendo pero' una normativa che disciplina il volo a doppio comando, il gen. Valle promuove una legge che viene varata in una settimana. Rientrato a Gorizia, Botto prende il comando della 73^ Squadriglia e si rassegna a volare secondo le disposizioni superiori. Passato un mese, torna al monoposto e assieme all'amico Pezze' riprende l'addestramento acrobatico con il C.R.32. Riacquistata la piena padronanza del velivolo, assieme a Pezze' organizza una prima pattuglia acrobatica di sei elementi (Dallari, Montanari, De Campo e Biffani) ai quali si aggiungono in un secondo tempo il ten. De Campo, i m.lli Ranieri e Ruffilli, il serg. Stauble. La pattuglia decolla all'alba per provare il programma acrobatico e per questa abitudine di lavorare alle prime luci del giorno, al 4° Stormo la formazione acrobatica della 73^ Squadriglia e' soprannominata la "Pattuglia Aurora".






Botto







Pezzè
Renzi





Montanari


Dallari



DeCampo




Ranieri
 
Biffani






Ruffilli




Stauble
(riserva)





A fine anno il numero di velivoli dello Stormo e' pressoche' equivalente alla normale dotazione: cinquantadue C.R.32 bis e quater, due C.R.30D.C., cinque Ca.133, sei Ro.41, un Ba.28 e un Ca.100


1939



COMANDANTE
t.col. Michele Grandinetti dal 10 marzo 1938


L'anno inizia con una serie di incidenti di volo: il 10 gennaio durante un allenamento acrobatico a bordo di un C.R.32 Q, il serg. Bruno Franceschinel della 97^ Squadriglia perde la vita a causa di una manovra errata. Un mese dopo, il 10 febbraio, il s.ten. Vaccari con grande maestria riesce a riportare a terra il proprio velivolo in fiamme riuscendo, una volta atterrato, a domare con mezzi di fortuna l'incendio. Sempre nei primi mesi dell'anno inizia l'addestramento al volo notturno su Ro. 41 D.C. e monoposto.

Gorizia 1939, coppia di C.R. 32 in atterraggio in direzione Ovest. Sullo sfondo gli hangar del 4° Stormo, in primo piano il vialetto che conduce dagli hangar al Comando di Stormo. Sulla sinistra si intravede il muro di recinzione che fiancheggia la strada statale. In fondo, la chiesa sul colle di San Grado. (Arch.Oblach 039)

Il 28 marzo, i reduci dello Stormo dalle O.M.S. partecipano a Roma, alla presenza del Capo del Governo, alla cerimonia per la ricorrenza della fondazione dell'Arma e il giorno dopo termina la guerra di Spagna. L'impegno del Reparto e' stato notevole: novantasette piloti, dei quali otto caduti e di questi sei  decorati con M.O. due con M.A. e una M.O. a vivente, quella del cap. Botto. Degli altri piloti non tutti torneranno al 4°,Stormo. Anche la partecipazione degli specialisti e' stata notevole: cento uomini a molti dei quali vengono riconosciuti meriti di guerra. Alla fine di marzo il Reparto e' chiamato ad assolvere ad un nuovo impiego in appoggio alle operazioni di occupazione dell'Albania. Giunge l'ordine di rischierare sull'aeroporto di Grottaglie tutti i Ca.133 della 1^ Divisione Aerea (1°, 4°, 6° e 50° Stormo); nella tarda mattinata del 31 marzo i cinque Ca.133 in dotazione allo Stormo decollano da Gorizia per raggiungere la destinazione. Con in forza i ventidue Ca.133 della 1^ Divisione Aerea, viene formato lo Stormo Trasporti inquadrato nella Squadra "A", comandata dal gen. Pricolo. Le operazioni durano in tutto dieci giorni, dal 5 al 15 aprile dopodiche' lo Stormo Trasporti viene sciolto ed i velivoli rientrano ai reparti di appartenenza. Il 25 aprile il ten. Evaristo Reccardini della 97^ Sq. in atterraggio col Ro. 41, dopo un'esercitazione di volo notturno, capotta e muore tre giorni dopo all'ospedale militare di Gorizia in seguito alle ferite riportate. Il 12 maggio il m.llo Nicola della 90^ Sq. durante un trasferimento in volo da Rimini a Gorizia, e' costretto ad un atterraggio di fortuna senza conseguenze per il pilota. Nello stesso mese di maggio personale e velivoli della 90^ Sq. vengono trasferiti al 6° Stormo per costituire la 151^ Squadriglia sull'aeroporto di Rimini. Continua anche la serie di incidenti di volo: il 1° giugno precipita nei pressi dell'aeroporto di Gorizia il serg. Giampietro Lando della 96^ Squadriglia perdendo la vita. Il  9 giugno durante un'esercitazione acrobatica in formazione, i C.R.32 dei serg. Orlando Piola e Elio Miotto della 91^ Squadriglia si scontrano in volo. Miotto si salva lanciandosi con il paracadute mentre Piola atterra fuori campo danneggiando il velivolo e riportando lievi ferite. Tra addestramento, operazioni e incidenti, ci sono anche gli impegni di rappresentanza. Il 15 giugno i reduci dalle O.M.S. partecipano a Genova ad una cerimonia in occasione del rimpatrio dei legionari. Il 18 dello stesso mese, il s.ten. Viotti con Ro. 41, si esibisce a Bologna con un programma acrobatico individuale nella giornata di chiusura dell'Avioraduno riservato agli studenti universitari piloti.  Il 19 giugno cinque velivoli della 91^ Sq. sorvolano il Montello per commemorare l'asso dell'aviazione Francesco Baracca. Intanto la situazione internazionale si fa sempre piu' critica; l'attivita'' acrobatica viene notevolmente ridotta, unico impegno di rilievo la manifestazione aerea del 22 giugno a Berlino.


MANIFESTAZIONE AEREA BERLINO 

Berlino 23 giugno 1939


Nel primo pomeriggio del 16 giugno tre formazioni di quattro velivoli ciascuna decollano dall'aeroporto di Gorizia; dopo quarantacinque minuti le formazioni sono costrette a rientrare a causa delle cattive condizioni meteo sulle Alpi. Due ore dopo, i dodici C.R.32 della "Pattuglia Aurora" fanno un altro tentativo riuscendo questa volta varcare il Brennero ed atterrare a Monaco. Il 17 trasferimento in volo a Lipsia e il 19 giugno ultima tratta fino a Doberitz (Berlino). Sull'aeroporto berlinese si sta' abbattendo un forte temporale e il m.llo Ruffilli nella fase dell'atterraggio urta un ostacolo mettendo fuori uso il velivolo e rimanendo leggermente ferito (secondo altre fonti, non ci sono danni ne' al pilota ne' al velivolo). Della missione fanno parte anche il comandante del X Gruppo, magg. Francois e il t.col. Reglieri. Il 22 giugno la presentazione ufficiale della pattuglia acrobatica ai piloti della Luftwaffe e alle autorita' militari tedesche poi trasferimento sull'aeroporto di Staaken. Il 23 alle ore diciasette la pattuglia decolla in formazione di "cuneo" di nove, ritorno sul cielo campo per due "loopings a cuneo" di nove con uscita davanti alle tribune, trasformazione in "fila indiana ", passaggio alla massima velocità, "ruota" di nove, "imperiale", ricongiungimento nella formazione di "cuneo ", "tonneau lento" (manovra eseguita per la prima volta con nove velivoli), trasformazione a "triplo cuneo" di tre velivoli, "looping " quindi separazione dei tre cunei per la figura della "bomba", ricongiungimento, "volo folle", trasformazione a "cuneo" di nove ed atterraggio in formazione. Più tardi rientro a Doberitz e alla sera ospiti dell'Ambasciata italiana per il ricevimento offerto dal Ministro d'Italia a Berlino, S.E. Attolico. Il 24 giugno la formazione si sposta sull'aeroporto di  Zerbst ospite di un Reparto caccia tedesco. Durante il trasferimento il capoformazione Reglieri e' costretto ad un atterraggio di fortuna, senza danni, per piantata del motore; il magg. Francois invece incontra notevoli difficolta' a causa della scarsa visibilita' riuscendo tuttavia ad atterrare sull'aeroporto di Zerbst. Il 28 giugno seconda tratta prima di rientrare a Gorizia, Zerbst - Monaco. Dopo un'ora di volo (venti minuti, secondo altre fonti) il m.llo Raineri resta senza carburante per un'irregolare rifornimento del suo CR.32 ed atterra fuori campo nei pressi di Monaco. Il velivolo va completamente distrutto mentre il pilota resta lievemente ferito: qualche giorno piu' tardi rientrera' in treno a Gorizia. Con la manifestazione di Berlino si chiude l'era del volo acrobatico collettivo: tra poco alle pacifiche evoluzioni acrobatiche si sostituiranno le armi. Il 1° luglio viene ricostituita al comando del cap. Renzo Maggini la 90^ Sq. con personale e velivoli prelevati dalle altre squadriglie. A Gorizia intanto, ferve la preparazione in vista della manifestazione per il passaggio di consegne al vertice della Divisione Aquila fra il gen. d.a. Santoro uscente e il gen. d.a. Velardi, subentrante.


CAMBIO COMANDO 1^DIVISIONE AQUILA

Gorizia 6 luglio 1939


Giovedi 6 luglio arrivano sull'aeroporto di Gorizia gli "Stormi dipendenti", 1° e 6° che, assieme al 4° formano uno schieramento di centodieci velivoli su un fronte di oltre un chilometro; assente la 90^ Sq.da poco ricostituita. La cerimonia inizia con il passaggio in rivista agli ufficiali e sottufficiali degli stormi da parte del gen. Pinna, sottocapo di Stato Maggiore e del gen. Pricolo, comandante la 2^ Squadra Aerea; le autorita' poi raggiungono il piazzale a loro riservato mentre i piloti si portano di corsa ai loro velivoli. Dopo il decollo le tre formazioni fanno un largo giro sull'aeroporto di Ronchi disponendosi a "triangolo" per un passaggio in tre gruppi distinti, seguito da un secondo passaggio. Dopo i due passaggi restano in volo solo le formazioni acrobatiche dei tre stormi: due squadriglie del 1°, una del 6° e l'intero 4° Stormo con quarantacinque velivoli. Mentre il 4° Stormo si porta in zona di attesa, le squadriglie del 1° e 6° Stormo entrano a "cuneo" per l'esecuzione simultanea di un "tonneau" in formazione, trasformazione, "looping a triangoli di pattuglie" seguito da un altro "looping" a "triangolo", trasformazione in "fila indiana" e "gran ruota". A questo punto escono di scena per lasciare spazio al 4° Stormo.



Gorizia 6 luglio 1939, sfilamento della Divisione Aquila. Le prime cinque Squadriglie sono del 4° Stormo, le successive sono del 1° e 6° Stormo (Arch.Montanari 016)

91^ Sqd.capo formazione: Cap. De Agostinis
84^ Sqd.capo formazione: Ten. Monti
97^Sqd.capo formazione: Cap. Larsimon
96^Sqd.capo formazione: Cap. Fassi
73^Sqd.capo formazione: Ten. Pezze'

Il comandante Grandinetti per mettere in evidenza il livello di efficienza e di addestramento del suo Reparto, lascia a terra i piloti titolari della 73^ Sq. sostituendoli con i più giovani al comando di Pezze'. Giunti sul cielo campo, le cinque squadriglie di nove velivoli eseguono tre "looping" a cuneo, "tonneau" lento e rientro mentre la 91^ si predispone in "fila indiana ", "looping", trasformazione a "cuneo"e poi un altro "looping". A questo punto interviene l' 84^ con la "gran ruota" di nove velivoli, quindi la 97^ effettua un passaggio a "cuneo" e sulla sommita' del "looping" trasforma in "fila indiana" e la "gran ruota". La 96^ presenta la figura in "fila indiana", poi un "tonneau" individuale veloce, cabrata e "gran ruota". Per ultima la 73^ Squadriglia che esibisce  tre "grande ruota" e altri virtuosismi. Terminate le figure acrobatiche, le cinque squadriglie si riuniscono per il passaggio in formazione di "cuneo".

In luglio ancora incidenti senza conseguenze per gli occupanti: il 12 il serg.m. Massimo Salvatore della 97^ Squadriglia  per uno scoppio di un pneumatico in atterraggio imbarda con il suo C.R.32 e il serg. Silvio Marchini, anche lui della 97^ Squadriglia, lo investe danneggiando lievemente il proprio velivolo. Una settimana dopo, il s.ten. Aurili della 90^ Sq. atterra fuori campo con un Ro 41 durante un volo prova per arresto del motore. Il 26 luglio un S.79 MM 21128 della 73^ Squadriglia pilotato da Pezzè, con a bordo il magg. Dequal e il t.col. Grandinetti, per un'avaria al motore centrale che provoca, oltre alla perdita di sostentamento a causa del pieno di carburante e del siluro agganciato alla fusoliera, anche la perdita di di visibilita' per l'abbondante fuoriuscita di olio che imbratta i finestrini. Pezze' tenta la manovra per rientrare ma essendo alto sul campo riattacca e fa un altro giro: contemporaneamente  pero' un'avaria ai flap non permette al velivolo di prendere velocita'. Quando il giro e' completato e manca poco alla pista, Pezze'  chiude  motore e atterra sulla strada che conduce al campo. Il velivolo finisce la corsa nel fosso che corre lungo la strada senza conseguenze per l'equipaggio. L'S.79 danneggiato verra' reintegrato in settembre con un altro S.79 dato in carico alla 90^ Squadriglia per le prove di lancio dei siluri a Fiume. Il 28 luglio infine, il s.ten. Riccardo Vaccari ed il serg. Mario Perini della 97^ Squadriglia vengono a collisione in volo: l'ufficiale si lancia con il paracadute mentre il serg. Perini controlla l'aereo e atterra sul campo.

ll 17 luglio il Duca d'Aosta proveniente dall'Africa con il suo S.79 incontra in volo nel cielo di Alture di Pola un Ca.133 del 4° Stormo con il quale ingaggia un finto combattimento. Il 29 dello stesso mese il Duca giunge in volo sull'aeroporto di Gorizia scortato dal IX Gruppo: dopo aver visitato lo Stormo compie un volo in formazione con velivoli del 4° Stormo. Il mese di agosto si apre con un incidente dall'esito mortale. Il s.ten. Sergio Caputi della 84^ Squadriglia a bordo di un Ro. 41, precipita per cause sconosciute subito dopo il decollo. Il 12 dello stesso mese il IX Gruppo partecipa all'esercitazione organizzata dalla 3^ Divisione Aerea "Centauro". Nella simulazione, Gorizia e' un importante centro industriale che i C.R.32 del Quarto devono difendere da un attacco a sorpresa condotto da dieci bombardieri S.79 del 36° Stormo in partenza da Bologna. Il confronto tra le parti è nettamente a favore dei bombardieri, molto più veloci dei vetusti C.R.32 che riescono ad intercettare solo una pattuglia di "aggressori".

La situazione internazionale intanto precipita, la Germania sta per attaccare la Polonia e in Italia scattano le misure relative al periodo di sicurezza. Vengono allertati i reparti dipendenti della 1^ Divisione Aerea e la 97^ Squadriglia si trasferisce a Pantelleria rimanendovi fino al 29 settembre per poi rientrare a Gorizia. Nel frattempo al 4° Stormo e nei reparti dell'aeronautica e' in corso  un processo di ammodernamento della linea di volo. Il 10 agosto piloti della 91^ Sq.  giungono a Lonate Pozzolo per effettuare il passaggio sul Macchi C.200. Il nuovo velivolo, monoplano ad ala bassa, non riscuote l'entusiasmo dei piloti e cosi' la scelta cade sul C.R.42, velivolo biplano con struttura tradizionale gia' in dotazione al 54° Stormo di Treviso. Gli MC 200 con lo stemma del cavallino rampante sulla coda vengono trasferiti in volo dai piloti del X Gruppo da Lonate a Treviso e passano in carico al 54° Stormo. Sull'aeroporto trevigiano i piloti del 4° Stormo effettuano il passaggio sul C.R.42 e il 9 settembre trasferiscono a Gorizia i primi sette C.R.42 assegnati allo Stormo, seguiti nei mesi successivi da altri quarantatre'. Entro l'anno tutti i piloti effettuano il passaggio sul nuovo velivolo.

In ottobre altri due incidenti. Il 18 il s.ten. Alfonso Nuti ed il m.llo Raineri entrambi della 73^ Squadriglia con un C.R. 30 doppio comando della 90^ Sq. durante un volo acrobatico, a causa di un incendio, sono costretti a lanciarsi con il paracadute giungendo a terra incolumi. Esito ben diverso per il  serg. Bruno Gerli che il 24 ottobre perde la vita in seguito alla collisione in volo con il ten.Aurili che invece si salva lanciandosi con il paracadute.

Alla fine di ottobre viene nominato Sottosegretario dell'Aeronautica il gen.s.a. Francesco Pricolo dal 1937 comandante della 2^ Squadra Aerea nella quale e' inquadrato lo Stormo. La notizia trasmessa dalla radio raggiunge i piloti in mensa: immediato sale l'applauso seguito dalla corsa spontanea verso gli hangar e, dopo aver messo in moto i velivoli, decollano alla volta di Padova dove si trova il comando della 2^ Squadra. Sul circolo ufficiali in segno di giubilo, viene innalzata la bandiera.

In novenbre i primi incidenti con il CR. 42. Il giorno 7 il s.ten. Emilio Spaggiari della 96^ Sq.ed il serg. Miotto della 91^ Squadriglia vengono a collisione in volo; entrambi si lanciano con il paracadute, il serg. Miotto tocca terra regolarmente mentre il s.ten. Spaggiari si sfila dal paracadute decedendo (probabilmente si tratta dell'incidente ricordato da Chianese, al quale ha assistito da terra il personale della Squadriglia e nel quale le funicelle del paracadute, impregnate di benzina a seguito dell'impatto, si sono incendiate). Un altro grave incidente il giorno 24 dello stesso mese. Il s.magg. Ilio Bertolucci ed il serg. Ires Cattarino entrambi dell'84^ Sq. perdono la vita in seguito a collisione in volo.

Il 7 dicembre tre formazioni di C.R.32 partono da Gorizia per essere consegnati al 6° Stormo di Rimini. Il capoformazione della prima pattuglia e' il s.ten. Visintini, il capoformazione della seconda e' il m.llo Vecchiet mentre quello della terza e' il m.llo Alesi. Su Ravenna il tempo e' pessimo. Vecchiet e gregari atterra a Padova e riparte per Rimini il giorno dopo. Visintini, Alesi, Miotto e Savini sono costretti ad un atterraggio fuori campo per mancanza di carburante. L'unico ad arrivare a Rimini e' il s.magg. Raiser.

Alla fine dell'anno lo Stormo conta 117 piloti tra ufficiali e sottufficiali, 280 specialisti e una dotazione velivoli composta da quarantatre C.R.42, ventuno C.R.32, sei Ca.133, sette  Ro. 41 ed un S. 79 per un totale di 78 aeroplani.



Gorizia1940/1941, CR.42 sull’aeroporto di Gorizia (Arch.DelMoro 03)


1940



COMANDANTE
t.col. Michele Grandinetti fino al 11 luglio 1940
magg. Romagnoli Carlo dal 11 luglio 1940 al 15 agosto 1940
col. Grandinetti Michele dal 15 agosto 1940


L'addestramento bellico sul C.R.42 procede a ritmo ridotto a causa dell'esiguo numero di velivoli in dotazione e delle restrizioni imposte sul consumo di carburante. Per far fronte alla carenza  di C.R.42 si ricorre ai C.R.32 ancora  in carico al Reparto. In giugno lo Stato Maggiore, in previsione di un imminente stato di guerra applica il P.R.12, piano di rischieramento, che prevede il trasferimento in Sicilia  del comando della 2^ Squadra Aerea (1°, 4°, 6° e 54° Stormo) con alcuni reparti dipendenti, tra cui il 1° Stormo. Restano in attesa nelle proprie sedi il 4° Stormo a Gorizia, il 6° a Ravenna e Rimini ed  il 54° a Treviso i quali passano alle dipendenze della 6^ Divisione Aerea. A Gorizia intanto, sui velivoli delle squadriglie del X Gruppovengono dipinti i rispettivi distintivi: la 90^ Squadriglia ha disegnato l'elefante rosso in campo bianco, la 91^ Sq. ha disegnato sul copriruota il grifo nero su sfondo bianco circolare e l'84^ Sq. una stella bianca che simboleggia la "buona stella" d'Italia, con la segreta speranza di tenere lontana la guerra.

Il 5 giugno arriva l'ordine di partenza per l'Africa settentrionale. Dopo il saluto del comandante col. Grandinetti partono da Gorizia con un treno speciale gli specialisti, i piloti non destinati al trasferimento in volo dei velivoli e il materiale del Gruppo: destinazione Brindisi da dove salperanno con la nave "Citta' di Napoli" alla volta di Bengasi. A Gorizia si completano i preparativi con la collaborazione del IX Gruppo che cede cinque C.R.42 al X Gruppo e sei piloti aggregati al Gruppo in partenza per il trasporto in volo di C.R.42 e Ca.133. La 90^ Squadriglia cede al magazzino SMA di Gorizia l'S.79 in carico per le prove di lancio dei siluri, un CR. 32 e due Ro. 41 Alle squadriglie restano in carico per il trasporto personale e materiale un Ca.133 ciascuna. La partenza prevista per l'8 giugno e' anticipata al giorno 7. A mezzogiorno tutto e' pronto e alle ore 15 la partenza: per prima decolla l'84^ Squadriglia al comando del cap. Piragino seguita dalla 91^ Squadriglia comandata dal ten. d'Agostinis. Un'ora dopo parte la 90^ Squadriglia scalo a Rimini dove si trovano gli specialisti del IX Gruppo trasposrtati in precedenza con i Ca.133, rifornimento e subito dopo partenza per Foggia preceduti dai Caproni del X Gruppo provenienti direttamente da Gorizia. Il mattino del giorno dopo le squadriglie partono per Grottaglie dove trovano l'assistenza tecnica del personale del 6° Stormo. Nel pomeriggio decollo per Catania. Il giorno 9 parte partenza per l'Africa con scalo tecnico a Comiso. Alle ore 15 la formazione che nell'attraversata del Mediterraneo e' stata scortata  da tre idrovolanti Cant. Z- 506, atterra regolarmente a Castel Benito raggiunta più tardi dai Ca.133. Nella nuova destinazione il Gruppo passa alle dipendenze di Aerolibia comandato dal gen.Porro. Il personale imbarcato, gia' arrivato nella mattinata dello stesso giorno a Bengasi, prosegue su autocarro fino al campo T2. L'11 giugno da Castel Benito il X Gruppo riparte con destinazione Tamet, tempo necessario per completare le operazioni per poi  ripartire per Bengasi distante due ore di volo. Il giorno dopo ultima tratta fino all'aeroporto T2 situato alle spalle di Tobruch.

Alla dichiarazione di guerra contro Inghilterra e Francia il comando Stormo e il IX Gruppo si trova a Gorizia. Comandante del IX Gruppo, sin dal novembre 1939, è il magg. Ernesto Botto il quale può contare su 59 piloti e 65 specialisti, sedici C.R.42 e tre Ca.133. Il 10 giugno per ordine della Divisione "Falco", la 97^ Squadriglia si trasferisce a Treviso con sei velivoli per un servizio di polizia aerea sulla zona Venezia - Portomarghera, rientrando due giorni dopo. La 73^ Sq., da Gorizia, effettua analogo compito sulla zona Trieste - Monfalcone. La 96^ Squadriglia è destinata a Sarzana con nove C.R.42 ma, a causa delle avverse condizioni atmosferiche durante il trasferimento, e' costretta ad atterrare sull'aeroporto di Bologna dove un contrordine assegna alla squadriglia la difesa aerea della citta'. Il 16 giugno rientra a Gorizia. Al Gruppo intanto arrivano altri ventisei C.R.42. Con la flotta potenziata le squadriglie svolgono a turno il servizio d'allarme, tre C.R.42 della 73^ Squadriglia comandati dal cap. Pezze' scortano il 19 giugno il treno del Capo del Governo. Il 20 giugno arriva l'ordine di trasferimento sul campo di Torino Mirafiori: il mattino dopo ventinove C.R.42 seguiti da tre Ca.133 decollano da Gorizia con destinazione Mirafiori. Il 25 giugno terminano le operazioni contro la Francia, ancora qualche volo di vigilanza nei giorni successivi e il 29 riceve l'ordine di trasferimento a Comiso: il 30 giugno decollo da Mirafiori per la destinazione finale facendo tappa a Campiglia Marittima, Capodichino, Reggio Calabria con arrivo a Comiso il mattino del 1° luglio. Durante il trasferimento il serg. Zuliani della 97^ Squadriglia per un'avaria al motore e' costretto ad atterrare a Novi Ligure: poche ore dopo riparte e raggiunge Campiglia Marittima.

Il 2 luglio cominciano le operazioni su Malta: dodici C.R.42 del IX Gruppo al comando del magg. Botto, scortano due S.79 che eseguono una ricognizione fotografica sul campo di Hal Far. Il giorno successivo nove C.R.42, sempre al comando del magg. Botto, scortano due S.79 in volo di ricognizione; invece di dirigersi direttamente su Malta, i due S.79 volteggiano al largo dell'isola mettendo in allarme la difesa. Non appena uno dei due ricognitori si avvicina a La Valletta viene attaccato da due hurricanes. L'S.79 colpito precipita in fiamme mentre il magg. Botto si porta all'inseguimento del caccia inglese abbattendolo. L'altro S.79 riesce a riparare in Sicilia. Il mattino presto del 4 luglio, ventiquattro C.R.42 del IX Gruppo decollano dalla base sicilina diretti sull'aeroporto di Hal Far dove sono rischierati i velivoli inglesi. In prossimita' dell'aeroporto, Botto, Biffani, Stauble, Mauriello, Vaccari e Salvatore si buttano in picchiata scortati a quote diverse da sei velivoli della 73^ Squadriglia (seicento metri più in alto), sei velivoli della 97^ Squadriglia (a duemila metri) e sei velivoli della 96^ Sq. (a quattromila metri). Nonostante la violenta reazione della contraerea, vengono messi fuori uso otto velivoli, un bombardiere e sette Gloster. Il bilancio per gli italiani: due velivoli della 96^ Sq. colpiti e il C.R.42 di Salvatore colpito nel bilanciere con conseguente perdita d'uso degli alettoni. Nonostante i danni riportati, tutti gli apparecchi riescono a rientrare a Comiso. Il 5 il IX Gruppo e' di allarme a terra. Il 6 luglio Larsimont scorta con nove velivoli due S.79 in ricognizione su La Valletta e Marsa Scirocco. Nel pomeriggio il magg. Botto con ventiquattro C.R.42 scorta trenta S.79 in azione di bombardamento su La Valletta, Micabba e Hal Far. Il 7 luglio Botto scorta con nove C.R.42 due formazioni di S.79. L'mmediata reazione della contraerea mette in difficolta' i velivoli della scorta, poco veloci rispetto all' S.79, rendendo più difficoltosa la copertura. Sulla rotta del riento inoltre, un S.79 viene abbattuto dalla caccia inglese.

In preparazione dell'ormai prossimo impiego in Libia, il 1° Stormo cede al IX Gruppo cinque C.R.42 della 384^ Squadriglia portando a trentatre' i velivoli in dotazione. Il 9 luglio vengono effettuati voli di vigilanza sul tratto Capo Passero - Gela - Canale di Sicilia. Il 10 luglio l'ultima azione del Gruppo su Malta per scortare tre Squadriglie di cinque S.79. Dopo il decollo l'appuntamento con i bombardieri e' a 2500 metri, ma gli S.79 arrivano con quasi un'ora di ritardo tanto che Botto e' costretto a rientrare per motivi di autonomia. Solo sei caccia, partiti piu' tardi, riescono ad agganciare i bombardieri e scortarli sull'obbiettivo. Nell'azione due S.79 vengono abbattuti.

L'11 luglio i trentatre C.R.42 del IX Gruppo iniziano il trasferimento in Libia seguiti dai Ca.133: prima tappa Pantelleria e il giorno successivo, scortati da tre Cant.Z-506, il Gruppo raggiunge Castel Benito. Il giorno 13 dopo una tappa a Tamet atterra a Berka accolto dal X Gruppo impegnato nella revisione della linea. In attesa di impiego operativo, il IX Gruppo revisiona i propri velivoli e svolge servizio di allarme sull'aeroporto. Vengono montate delle nuove carenature con filtri antisabbia a protezione del motore prolungando la durata dello stesso. Sulle derive dei C.R.42 viene dipinto il distintivo di Gruppo, la gamba di ferro nera in campo triangolare bianco.



El Adem (ASI) - 1940, Fiat C.R. 42  marche 96-2 MM 5605 della 96^ Sq. con i due distintivi del Gruppo: quello ufficiale del IX, il Cavallino Rampante bianco in campo nero, e quello ufficioso della Gamba di Ferro in onore del com.te Botto M.O.V.M. per le operazioni in Spagna. Il 96-2 era l'aeroplano abitualmente usato da Aldo Gon.
La "Gamba di Ferro" identificava la Squadriglia, mentre il "Cavallino" di Baracca il Gruppo (il X si distingueva per i colori invertiti: Cavallino nero su fondo bianco)
(Arch.Gon 17)


Il 16 luglio il X Gruppo riceve l'ordine di trasferimento: il 22 luglio, sedici C.R.42 revisionati decollano per El Adem, nuova sede di rischieramento del X Gruppo Il IX Gruppo resta in attesa sull'aeroporto di Berka svolgendo servizio d'allarme. Il 7 agosto il Gruppo riceve l'ordine di trasferimento definitivo sull'aeroporto di El Adem. Di fronte alla netta superiorita' numerica di mezzi dell'avversario, sfuma ogni possibilita' di successo per la missione italiana in A.O.  Il 20 dicembre il IX Gruppo riceve l'ordine di rientrare in Italia. Lo stesso giorno la 73^ Squadriglia cede i rimanenti sei C.R.42 al XXIII Gruppo arrivato da Comiso di rinforzo al Quarto. Il 21 la 96^ Sq. cede i due C.R.42 alla SRAM di Bengasi e il giorno dopo, la 97^ Squadriglia consegna gli ultimi quattro velivoli efficienti al XXIII Gruppo Il 23 dicembre incomincia il rimpatrio su nave e aereo con destinazione Gorizia. Termina cosi' l'intenso ciclo operativo che ha messo a dura prova gli uomini del Quarto. Dal 10 giugno al 31 dicembre 1940 i piloti dello Stormo hanno effettuato 5480 sortite per un  totale di 4877 ore di volo, nel corso delle quali hanno abbattuto 95 velivoli avversari in 40 combattimenti, danneggiando altri in volo e distruggendo 12 velivoli a terra, oltre a numerosi mezzi meccanizzati nemici.



1941



COMANDANTE
col. Grandinetti Michele fino al 5 maggio 1941
col. Leotta Eugenio dal 5 maggio 1941
al 25 ottobre 1941
t.col. Minio Paluello Marco dal 25 ottobre 1941

Il 5 gennaio il 4° Stormo riceve l'ordine dal comando della 14^ B.A."Rex", dalla quale dipende dall'agosto '40, di rientrare in patria con il X Gruppo al completo. Velivoli e materiali vengono ceduti al XXIII Gruppo del magg. Falconi. Nello stesso giorno buona parte dei sottufficiali piloti, specialisti e truppa con autocolonna partono per Bengasi. Gli altri piloti partono con i Ca.133. Il 7 gennaio alcuni piloti vengono assegnati ad una sezione d'allarme a Castel Benito mentre da Bengasi il col.Grandinetti e parte del personale addetto al comando, rientrano in volo a Gorizia. Il giorno dopo inizia il rimpatrio del X Gruppo parte per via aerea e parte per mare da Bengasi e da Tripoli. A Castel Benito rimangono cinque piloti per la sezione d'allarme. Una parte di specialisti e addetti di governo si imbarcano il 13 gennaio a Bengasi sulla nave "Città di Messina" direzione Tripoli e poi  Napoli. Il 15 gennaio alle ore 9, durante la navigazione nel Golfo della Sirte, l'imbarcazione viene centrata a prua sul lato sinistro da un siluro lanciato da un sommergibile nemico, a sua volta affondato dal cacciatorpediniere "Centauro" e, in soli dieci minuti la nave cola a picco inghiottendo 35 uomini e tutto il carteggio e la documentazione dello Stormo.

A Gorizia intanto inizia il lavoro di ricostituzione dello Stormo e a fine gennaio, al rientro dei piloti, si procede all'organizzazione delle sedi delle Squadriglie. Il Reparto, che e' privo di velivoli, prende in carico cinque FN. 305 e un G. 50 D.C. in attesa del Macchi 200. Il 6 febbraio arrivano a Gorizia i primi MC.200 dal 54° Stormo, assegnati solo al X Gruppo in quanto il IX Gruppo, per disposizioni del Comando di Squadra, passera' in posizione quadro dal 15 dello stesso mese. L'ordine verra' revocato qualche giorno dopo.



Gorizia 1940? Bandini sull'ala di un Macchi M.C.200, parcheggiato davanti agli hangar della Ricognizione (a sinistra) (Arch.Bandini 039)


In febbraio continua la consegna al X Gruppo del nuovo aeroplano che riesce a mettere in linea quindici velivoli e dalla meta' dello stesso mese, anche il IX Gruppo riceve un certo numero di MC.200. Lo stesso nel mese di marzo: i piloti dei due gruppi ritirano i velivoli dagli aeroporti di Lonate Pozzolo, Bresso e Cinisello portandoli in volo a Gorizia. Il 6 marzo alcuni piloti dello Stormo vengono inviati a Guidonia per trasportare alcuni C.R.42 a Rodi. Sotto la stessa data un MC.200 della 73^ Squadriglia viene investito a terra da uno Ju 87 precipitato sul campo provocando la morte dell'aviere Guido Buffa intento alla pulizia del velivolo. Il 7 marzo la 73^ Squadriglia riceve l'ordine di rischierare dodici MC.200 sull'aeroporto di Brindisi per effettuare servizio d'allarme: dopo il decollo da Gorizia scalo tecnico a Rimini poi partenza per Foggia. I velivoli una volta a destinazione vengono rischierati sugli aeroporti di Brindisi e di Bari. Rientrata l'emergenza, il 31 dello stesso mese la 73^ Squadriglia torna a Gorizia.



Gorizia 1941, Mc 200 del IX Gruppo di costruzione Breda in linea di volo. Sulla destra i velivoli della 73^ Sq. (Arch.Brancaccio 13)

All'inizio di aprile la situazione sul confine orientale con la Jugoslavia comincia a farsi critica. Per far fronte un'eventuale crisi le autorita' predispongono l'attuazione del piano "E" con il rischieramento in data 1° aprile del X Gruppo sull'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Nello stesso giorno si costituisce il Comando Aviazione Caccia con sede a Gorizia, alle dipendenze della 2^ Squadra Aerea per l'impiego del 4° e 54° Stormo. Comandante e' il gen.b.a. Marziale Cerutti. Il 2 aprile giungono a Gorizia tre C.R.42 destinati al 4° Stormo per il servizio di caccia notturna sulla citta' e su Bologna. Nell'ambito delle stesse operazioni la 73^ Squadriglia del IX Gruppo viene rischierata il 4 aprile sul campo di Alture di Pola mentre le altre due squadriglie del Gruppo, la 96^ e la 97^ Squadriglia restano a Gorizia. La situazione precipita pochi giorni dopo e, con l'inizio delle ostilita' contro la Jugoslavia nella notte del 6 aprile, viene immediatamente predisposta una sezione notturna su Gorizia e un servizio d'allarme dall'alba al tramonto sui campi di Gorizia, Ronchi e Alture di Pola. Alla 96^ Sq. e alla 97^ Squadriglia e' affidato il compito della difesa di Trieste, Monfalcone e Gorizia mentre la 73^ Squadriglia ha compiti offensivi.


EMERGENZA "E"

1 - 17 aprile 1941


La situazione sul confine orientale è incerta  e per questo sono state predisposte tutte le misure per un eventuale attacco alla Jugoslavia. Il 1° aprile il 10°Gruppo si trasferisce sull'aeroporto di Ronchi dei Legionari, a pochi km. da Gorizia per il servizio di allarme su quell'aeroporto. Lo stesso giorno si costituisce sull'aeroporto di Gorizia il Comando Aviazione Caccia alle dipendenze della 2^Squadra, per l'impiego del 4° e 54°Stormo, con comandante il gen. b.a. Marziale Cerutti.


Il 2 aprile vengono assegnati al 4°Stormo tre CR.42 provvisti di impianto radiofonico, per il servizio caccia notturno su Gorizia e Bologna.


Il 4 aprile la 73^Squadriglia* si trasferisce in volo ad Alture di Pola al comando di Pluda.

* Bonfatti, Oblach, Querci, Ruffilli, Valle, Gino, Rossi, Guerci, Gallerani e Novelli; questi ultimi due delle altre squadriglie;

La 96^ comandata da Viglione e la 97^ Sq.  comandata da Larsimont assieme all'aiutante maggiore del 9°Gruppo, rimangono a Gorizia con il comando stormo.

Nella notte del 6 aprile iniziano le ostilità  contro la Jugoslavia: viene attivata la sezione notturna su Gorizia e il servizio d'allarme alba-tramonto sui campi di Gorizia, Ronchi e Alture di Pola. La 96^ e 97^ Sq. hanno il compito della difesa di Trieste, Monfalcone e Gorizia. La 73^Sq.  ha compiti offensivi.

All'alba del 6 aprile mentre i piloti Pluda, Oblach Querci e Ruffilli compiono la prima missione operativa di questo ciclo: Oblach e Querci sorvolano la piazzaforte di Pola; Pluda e Ruffilli compiono una perlustrazione sull'Adriatico fino all'isola di Cherso. Avvistata una petroliera da 4.500 tonn., il cap. Pluda si abbassa per osservarla ma subito viene fatto bersaglio dal tiro contraereo. Immediata la reazione dei piloti italiani che attaccano la nave incendiandola.

L'8 aprile  sei velivoli della 73^ Sq. al comando di Pluda, mitragliano truppe, mezzi meccanizzati e postazioni contraeree nei pressi di Zara. Un velivolo viene leggeremente colpito.
Piu' tardi Pluda, Bonfatti, Ruffilli  e  Querci, scortati da tre velivoli dell'84^ Squadriglia al comando di Berti, si portano sull'idroscalo di Vodice dove non trovando nessun idrovolante alla fonda, mitragliano a volo radente capannoni,postazioni di mitragliatrici, depositi e rimorchiatori.

Nello stesso giorno velivoli dell'84^ Sq. rischierati all'alba ad Alture di Pola al comando di Monti, scortano un BR. 20 in ricognizione su Zara.

Più tardi Monti attacca quattro idrovolanti nella fonda di Crappano (Sebenico): rimanendo a sua volta colpito dalla contraerea, riesce a rientrare.

Il 9 aprile cinque velivoli al comando di Pluda (Bonfatti, Oblach, Ruffilli e Gino) eseguono un'azione di mitragliamento, scortati indirettamente dalla 84^Sq., su idrovolanti precedentemente avvistati dalla ricognizione alla fonda di Slosella. Immediata la risposta della contraerea che colpisce Puda nell'ala destra e Bonfatti, più seriamente in coda senza tuttavia pregiudicare il rientro.

La 73^ Sq. effettua anche due crociere di vigilanza su Zara, Trieste e Monfalcone.

Sempre il 9 aprile il comando del IX Gruppo ed il personale a terra  della 96^Sq. vengono trasferite da Gorizia ad Alture di Pola. Il IX Gruppo inoltre disloca Vaccari della 97^Sq. a Treviso e Gon della 96^ Sq. a Bologna per il servizio di allarme notturno, mentre le Squadriglie del 10°Gr. eseguono crociere di vigilanza e caccia libera.

Il 10 aprile la 96^Sq. con una sezione di tre velivolio della 97^Sq. si sposta ad Alture di Pola al comando di Vigliopne, dove con dieci velivoli delle tre Sq. del IX Gruppo viene effettuata un'azione combinata di scorta ad un velivolo BR.20 in ricognizione su Zara e di mitragliamento agli impianti aeroportuali dell'idroscalo di Vodice. La reazione della contraerea è debole e l'azione della caccia nemica è assente.
Nel pomeriggio Pluda con cinque Macchi, effettua una crociera di vigilanza su Zara e dintorni; in una fase di volo a bassa quota per individuare alcune postazioni contraeree, un velivolo viene colpito. Verso sera Viglione, Reiner, Annoni, Biagini e Novelli del IX Gruppo, durante una ricognizione sull'idroscalo di Slosella, avvistati degli idrovolanti alla fonda attaccano distruggendone tre  e danneggiando gravemente altri due; viene colpito anche anche il deposito carburanti che si incendia. 

L'11 aprile anche la 97^Sq. si sposta ad Alture di Pola: ora tutto il IX Gruppo è riunito. Nello stesso giorno otto velivoli del nono, al comando di Viglione scortano un BR.20 in ricognizione a Zara portandosi poi sull'idroscalo di Slosella per mitragliare idrovolanti alla fonda avvistati durante l'azione del 10 aprile: tre idrovolanti sono incendiati mentre il velivolo di Reiner è colpito in più punti. Più tardi otto Macchi al comando di Pluda tornano sull'idroscalo di Slosella. La formazione arriva sull'obbiettivo divisa in due sezioni: la prima con Bonfatti, Oblach e Gino attacca gli idrovolanti, la seconda sezione attacca e neutralizza la contraerea che  era entrata in azione contro la prima.

Sempre l'11 aprile un velivolo della 96^Sq. esegue una ricognizione a vista sui campi di Blet, Skofia Loka, Lubiana, Velike, Dolenya e Vas senza segnalare attività nemica.
La 96^Sq. torna sull'idroscalo di Slosella a mitragliare gli impianti aeroportuali e le postazioni contraeree.

Il 12 aprile proseguono le crociere su Zara e a protezione delle truppe che partite da queste località si muovono verso sud.
Sempre il 12 sette velivoli al comando di Larsimont (Barcaro, Zuliani, Frigerio, Sarasino, Salvatore e Moresi) effettuano un mitragliamento sugli impianti aeroportuali dell'idroscalo di Divulje: il velivolo di Frigerio è colpito al radiatore dell'olio ma riesce ugualmente a rientrare ad Alture di Pola.

Il 13 aprile Pluda, Bonfatti, Querci, Oblach, Reiner, Valle e Gino scortano un BR.20 in ricognizione sulla zona Zara - Sebenico - Divulje. All'andata il ricognitore si mantiene alla quota di 1500 metri. Al ritorno sorvolando l'idroscalo di Divulje, Bonfatti nota un grosso idrovolante alla fonda e si accosta al capoformazione per segnalarlo. Pluda preferisca non abbandonare la scorta al ricognitore e fa segno a Bonfatti, Oblach e Valle di attaccare: l'idrovolante viene affondato.
Continuando sulla rotta di rientro il ricognitore si abbassa a 500 metri seguendo la costa mentre Pluda, pur tenendo d'occhio il BR.20 si mantiene alla quota di 1.550 metri perchè la formazione rischia di arrivare a corto di carburante. Quando la formazione passa su Sebenico viene investita dalla violenta reazione dell'artiglieria effettuata anche dalle navi in porto con l'abbattimento del ricognitore: Pluda riesce a rientrare alla base deviando sul mare.
Ma anche la 97^Sq. con Larsimont, Viglione, Frigerio, Barcaro, Zuliani, Novelli e Salvatore è in volo per una crociera sulla zona Sebenico - Gospic - Zara - Knim senza però incontrare aerei nemici. L'azione viene ripetuta il 14 aprile con lo stesso risultato.

Il 14 aprile il 10°Gruppo, che era rimasto a Ronchi in allarme, compie una crociera offensiva con venti velivoli, al comando di Romagnoli spingendosi sino a 100 Km. a sud di Karlovac, dove nella giornata precedente erano stati segnalati velivoli nemici, senza però incontrare alcuno.

Le operazioni sul fronte Jugoslavo terminano il 17 aprile, ma già dal 15 aprile le squadriglie del 4°Stormo restano inattive. I velivoli dello stormo, a differenza di quelli di altri reparti più a sud, con la 4^Squadra, non incontrarono mai caccia nemici. Pluda e Viglione con i loro gregari svolsero la maggior parte delle missioni senza subire danni, distruggendo al suolo 20 idrovolanti e colpendone dieci, incendiando una nave petroliera, una autobotte e mezzi meccanizzati e distruggendo impianti aeroportuali.


Al termine delle operazioni in Jugoslavia, tra il 17 e il 20 aprile il IX Gruppo rientra a Gorizia mentre il X Gruppo rimane a Ronchi per mancanza di recettività sul campo di Merna. Il 1° maggio viene sciolta la Sezione Caccia Notturna che versa i suoi C.R.42 al 2° Stormo. Il 5 dello stesso mese il col. Grandinetti lascia il comando del 4° Stormo per assumere quello della Scuola Addestramento Caccia Terrestre. A Gorizia lo Stormo prosegue l'addestramento con voli di formazione, finto combattimento, acrobazia e tiri sul poligono del Carso.
L'8 maggio durante un volo acrobatico in formazione di tre, nell'eseguire la gran volta il velivolo del serg.Veronesi entra in autorotazione e si scontra conquello di Monti. I due piloti si lanciano con il paracadute salvandosi.

Continuano intanto le consegne dei Macchi 200 e l'installazione degli apparati radio di bordo e vengono effettuate prove di collegamento con le stazioni a terra.

Il 23 maggio anche il X Gruppo ritorna in sede e così il 4° Stormo e' nuovamente al completo sul campo di Gorizia. Pochi giorni dopo, il 29 maggio un incidente senza conseguenze per i piloti: il velivolo del s.ten. Rusconi della 90^ Squadriglia durante un finto combattimento con il s.ten. De Benedetti entra in autorotazione e non riuscendo a riportarlo in assetto normale, il pilota si lancia con il paracadute.


IL 10° GRUPPO LASCIA GORIZIA
12 giugno 1941

Il 7 giugno 1941 un fonogramma del Comando Squadra ordina al 10°Gr. Gruppo di prepararsi per  il trasferimento in Sicilia non appena le condizioni meteo saranno favorevoli. L'ordine prevede  la dislocazione del comando di gruppo e della 90^ e 91^Sq. sull'aeroporto di Trapani, mentre l'84^Sq. a Palermo.

Tempo ventiquattro ore e il Gruppo e' pronto e i primi specialisti lasciano in treno Gorizia diretti sull'isola seguiti dagli altri nei giorni successivi.

Il 12 giugno a Gorizia, Leotta e Grandinetti assistono alla partenza di  trentaquattro MC.200 e da alcuni velivoli leggeri da collegamento. In testa la prima pattuglia di cinque con il t.col. Romagnoli e Casero, Miotto, Botti e Bortoletti gregari. Una seconda pattuglia con Vanni capoformazione e Bondi, Baldelli, Dalla Pasqua, Scozzoli, Ferrario, Ferrulli, Migliorato e Fiorito gregari. Un'altra formazione portata da Guiducci con Contarini, Ceoletta, Lucchini, De Benedetti, Sclavo, Vanzan, Savini e Monterumici gregari. L'ultima pattuglia è comadata da Monti con Santonocito, Steppi, Berti, Buttazzi, Patrizi, Valignani, Scaglioni, Veronesi, Devoto e Perdoni gregari.
Soprana e Pillepich portano due FN.305, Forni e Valle i Ca 164, Rusconi e Passaglia l'S81 del gruppo mentre un altro S81 è fornito da Aviano.

I Macchi fanno tappa a Jesi per rifornimento carburante, poi a Grottaglie e quindi Reggio Calabraia: da qui l'84^ Sq. prosegue per Palermo, la 90^ e la 91^ Sq.vanno a Trapani, dove il 14 giugno sono accolti dai piloti del 1°Stormo.

Due giorni dopo, il 16 giugno, le tre squadriglie vengono spostate sull'aeroporto di Catania su richiesta di Romagnoli, per poter combattere su Malta. A Catania c'è il 17°Gruppo del 1°Stormo in procinto di lascaire il campo e cede tre MC.200 e un Ca 164 al 10°Gruppo.

Dal 12 giugno 1941, giorno della partenza da Gorizia il 10°Gruppo è designato ufficialmente come Gruppo Autonomo C.T.



Gorizia 12 giugno 1941, il 10° Gruppo in partenza per la Sicilia (Arch.Brancaccio)


Ai primi di giugno del 1941 il capo motorista e il capo montatore della 97^Sq. assieme a quattro specialisti per categoria, vengono inviati presso la ditta Macchi di Varese e l'Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco per frequentare un corso di addestramento sul nuovo velivolo MAcchi 202, prossimo ad entrare in linea con il 4°Stormo.
Anche alcuni piloti della 97^Sq. al comando di Larsimont, e altri specialisti si recano a Lonate Pozzolo per ritirare i primi esemplari ed effettuare le prove richieste.
I primi piloti ad effettuare il passaggio sul 202 a Lonate sono: Larsimont, Frigerio, Damiani, Salvatore, Novelli, Barcaro e Zuliani.
A Gorizia in attesa del nuovo velivolo,  prosegue l'addestramento bellico sul Macchi 200 mentre Larsimont e gli altri della 97^Sq. continuano a Lonate i voli di collaudo e messa a punto del Macchi 202 non trascurando i voli in formazioni con esecuzione di manovre acrobatiche per saggiare le possibilità del nuovo caccia.
Al momento di lasciare Lonate Pozzolo la 97^Sq. saluta i dirigenti e il personale  della Macchi con un'esibizione di cinque 202: è la prima pattuglia acrobatica che impegna un monoplano e l'ultima montata su aerei a pistoni.

Primo di tutti i reparti della Regia aeronautica, il IX Gruppo riceve a Gorizia il 29 luglio 1941 i primi tre MC.202 pilotati da Larsimont, Frigerio e Damiani, mentre a Lonate Pozzolo proseguono i voli per il passaggio sulla nuova macchina anche da parte di piloti delle altre squadriglie. Barcaro rimane a Lonate con l'incarico di effettuare i voli di controllo militare dei Macchi 202. Lo stesso con il collaudatore Carestiato e dal 1° al 5 settembre, con Annoni e Rossi, collabora alle prove di fatica dei primi esemplari del motore RA 1000, il Daimler Benz 601, costruito dall'Alfa Romeo.


Il 3 agosto in una esercitazione di  finta caccia con il cap. Ivaldi, il serg.m.Valle della 73^ Squadriglia entra in vite piatta a circa 4.000 metri e precipita al suolo nei pressi di Chiapovano: inutile il tentativo di riprendere il velivolo, il pilota muore nell'impatto.

Durante il mese di agosto continua la consegna di MC.202 al IX Gruppo i cui piloti hanno tutti effettuato il passaggio. In alcuni voli però, a seguito di richiamata brusca fuoriusciva il carrello; inconveniente risolto dalla Macchi. Altre modifiche si sono rese necessarie su suggerimento dei piloti e specialisti del Quarto: le prova infatti continuano anche a Gorizia dove il col. Leotta mette a disposizione un hangar che, trasformato in officina si effettuano  le necessarie modifiche.


Il Macchi 202, molto bello anche come linea, era ben centrato e stabile, specie alle velocità critiche, sia in partenza che in atterraggio, e non dava molto da fare al pilota. In quota, nonostante non avesse una grande superficie portante, si comportava molto bene per il profilo alare indovinato e di buon sostentamento. Aveva un motore Daimler Benz da 1.500 HP costruito dall'Alfa Romeo, e montava, per la prima volta nella storia, alimentazione ad iniezione diretta con pompa Bosch. Con questo sistema, che troveremo impiegato nuovamente con successo e definitivamente solo nel 1954 sulle vetture sport Mercedes, venivano eliminati gli inconvenienti della comune alimentazione a carburatori: si poteva cioè effettuare rapide partenze senza pericolo di "piantate" da parte del motore e senza dover attendere che il motore avesse raggiunto una data temperatura. Inoltre, nelle manovre violente, non  si produceva l'ingolfamento della alimentazione e si poteva effettuare un bel tratto di volo rovescio senza accorgimenti particolari e senza la scia di fumo nero causata dall'arrivo di troppa benzina ai cilindri del motore e del conseguente cattivo funzionamento. In caso di una capottata il pericolo d'incendio era eliminato perchè, con l'arresto dell'elica, automaticamente la pompa d'alimentazione si fermava, chiudendo ogni accesso di carburante ai cilindri....
serg. Zuliani



Il 25 agosto il gen. Porro, comandante della 2^Squadra aerea visita il reparto. A settembre la linea di volo dei 202 è completata con la consegna degli ultimi velivoli.

Il 9 settembre 1941, in ottemperanza alle disposizioni emanate dallo Stato Maggiore, viene costituito sull'aeroporto di Gorizia il Gruppo Complementare (Gruppo C), alle dipendenze del comando stormo. Al Gruppo C, comandato dal magg. Enrico Stasi già fecente parte del Quarto nel periodo prebellico, vengono assegnati tre CR.42, alcuni Fiat G.50 e undici Macchi 200 in forza alle squadriglie.

Il 17 settembre il gen. Pricolo in visita a Gorizia, annuncia ai piloti del IX Gruppo l'imminente schieramento in zona d'operazioni.

Il 18 settembre, durante un volo in quota, dopo una salita a 10.000 metri il serg. Passaglia della 73^Sq. colto da malore, precipita a candela schiantandosi.
Nello stesso giorno il m.llo Novelli, per cattivo funzionamento del motore in fase di atterraggio, atterra fuori campo,restando leggeremnet contuso e mettendo fuori uso il velivolo.

Il 24 settembre viene fermata l'attività di volo a seguito dell'ordine di trasferimento del gruppo a Comiso per le operazioni su Malta. Vengono completati i lavori di messa a punto dei Macchi e parte del personale raggiunge in treno i due aeroporti dove faranno tappa i velivoli: Ciampino e Napoli.
In questa data il IX ha in linea 30 MC.202 ed un altro è in arrivo.


IL IX° GRUPPO LASCIA GORIZIA
27 settembre 1941

Il 27 settembre alla presenza del gen. Porro il IX Gruppo  al comando del col. Leotta, decolla da Gorizia per Ciampino. Durante il trasferimento a causa delle condizioni atmosferiche non favorevoli, la formazione dai 4.000 metri inziali è costretta a salire a 6.000. Per mancanza di ossigeno, nessuno dei Macchi 202 aveva le bombole d'ossigeno degli inalatori cariche, la squadriglia di destra intravisto da uno squarcio la terra, decide di atterrare a Rimini. Le altre squadriglie passano gli Appennini a 6.500 metri restando in quota per una quarantina di minuti. Verso Bracciano la copertura è rotta  e la formazione passando sotto le nubi atterra a Ciampino.


Gorizia 27 settembre 1941, il  gen. Felice Porro com.te della ZAT, intrattiene i piloti prima della partenza per la Sicilia. Alla sinistra del gen. Porro, Leotta. In fila, da sinistra, Rossi (4°), Ghera' (5°), D'Agostinis (8°), Tessari (9°). All'estrema destra della foto, Annoni (Arch.Annoni/Brancaccio 18)




Gorizia 27 settembre 1941, il IX Gruppo in partenza per la Sicilia  (Arch.Annoni/Brancaccio 19)

Il 29 settembre il Capo del Governo passa in rassegna il Nono gruppo. Dopo la rivista il gruppo decolla e compie un passaggio in formazione per proseguire poi per Capodichino e, dopo aver fatto rifornimento il primo pomeriggio riparte per Comiso dove atterra regolarmente.