Gran parte di quanto qui contenuto e' tratto dal documento considerato il piu' completo sulla storia del 4° Stormo: "Quelli del Cavallino Rampante - Storia del 4° Stormo Caccia dalle origini all'8 settembre 1943" di A.Duma. Nato a Treviso nel 1929, terminato il Corso Grifo dell'Accademia, nel 1951 viene assegnato alla 84^ Squadriglia del 4° Stormo, nel 1953 assume il comando della 91^ Squadriglia, nel 1956 del X Gruppo ed infine nel 1971 quello del 4° Stormo. Terminata la carriera con il grado di Generale di Brigata Aerea, si dedica con grande passione alla ricostruzione della storia del Reparto nelle cui fila ha operato per diversi anni della sua vita militare. Nel 2008 e' autore, per conto dell'Ufficio Storico dell'A.M., di una seconda edizione, che giunge fino al termine della Seconda Guerra Mondiale. Questa seconda opera, contenuta in due volumi e ancora piu' ricca di dettagli e foto, e' un documento di ineguagliabile valore storico.

Campoformido e Aviano

Comandanti Stormo

Comandanti Gruppo

Comandanti Squadriglia

Piloti

Specialisti

Personale per ordine alfabetico

Attività bellica Archivio fotografico


4° Stormo a Gorizia
10 settembre 1931 - 27 settembre 1941


1931



Con l'arrivo a Gorizia del IX Gruppo e del comando stormo il 28 settembre (il X Gruppo era arrivato il 9 settembre ), il 4° Stormo ancora in forma provvisoria si ricongiunge definitivamente su un'unico aeroporto. Ogni squadriglia e' composta da dieci C.R. 20 che verranno sostituiti a fine anno con i C.R. Asso e da due Ca. 100 per Gruppo. In ottobre si aggiungeranno due C.R. Asso della Squadriglia Stato Maggiore. La livrea dei velivoli e' argentata con i contrassegni delle Grandi Manovre: non sfoggia nessun distintivo ma solo il numero di squadriglia di colore nero e quello di linea di colore rosso. Con l'insediamento a comandante dello stormo del col. Porro, il Reparto si fregia di un proprio distintivo rappresentante un uomo armato di gladio.


Noi in Cielo e il Cielo per noi

Il distintivo inizialmente e' dipinto sul C.R. Asso del comandante, col. Porro, mentre per gli altri velivoli si ignora il suo impiego. Appare sulla tuta di volo dei piloti ma anche in oro e smalto sui polsini per camicia e nell'ingresso dell' ufficio comando Stormo a Gorizia a partire dalla fine del 1931. Alcune cartoline d'epoca riportano il distintivo completato dalla scritta "4° Stormo Caccia" e dal motto "Coelum nobis - nos ad coelum".

Il serg. Larese è appoggiato alla coda di un C.R. 20 del IX Gr.
(73^ Sqd.)
. L'aereo ha ancora  le strisce colorate adottate per le
Grandi Manovre del 1931. Sulla tuta del pilota lo stemma cucito
dell'uomo alato.
(Da: Quelli del cavallino rampante vol.1°)



Dal supplemento al Foglio d'Ordini del 2 ottobre del 1931:
.... lo Stormo assume carattere definitivo come 4° Stormo Caccia Terrestre (C.T.) strutturato  su due gruppi  di tre  squadriglie ciascuno e una Squadriglia Stato Maggiore su sei velivoli .
Il 10 ottobre 1931 lo Stormo, che gia' si trova a Gorizia, viene ufficialmente costituito a Udine.

4°Stormo Caccia all'atto della sua costituzione ufficiale

IX GRUPPO 
73^Sqd.  96^Sqd.  97^Sqd.
X GRUPPO
90^Sqd.  84^Sqd.  91^Sqd. 


Nello stesso mese lo Stormo e' impegnato nel servizio di polizia aerea per intercettare un Breguet dell'aviazione jugoslava che frequentemente viene a spiare da  tremila metri sul campo di Merna. Vani i tentativi della pattuglia d'allarme pronta al decollo dall'alba al tramonto e composta a rotazione tra le sei squadriglie finche' un giorno parte in caccia  il ten. Oscar Molinari della 84^ Sq. e, inseguendo l'intruso lungo la valle del Vipacco sconfinando, arriva fino sul campo di Lubjana dove si esibisce in acrobatici attacchi a terra. Molinari viene messo agli arresti per la violazione dello spazio aereo ma in compenso il Breguet non torna più a curiosare.


Gorizia, Velivolo C.R. Asso (Arch. Patriarca)


1932


L'anno si apre con un incidente di volo: il 10 gennaio i velivoli del serg. Silvio Costigliolo e del ten. Antonio Colla della 73^ Squadriglia in volo d'addestramento vengono a collisione nel cielo di Cormons. L'aereo del ten. Colla si abbatte al suolo provocando la morte del pilota mentre il serg.Costigliolo si salva facendo uso del paracadute. Verso la fine dello stesso mese lo Stormo riceve l'ordine di partecipare alla "2^ Giornata dell'Ala" in programma per maggio, ma solo uno dei due gruppi potrà partecipare. Viene scelto il X Gruppo e allo scopo di creare una formazione con i migliori piloti vengono fatti diversi spostamenti interni alle squadriglie. In preparazione all'evento di maggio, il 5 febbraio durante un volo di addestramento in formazione nel cielo di Lucinico, il C.R.Asso del capopattuglia ten. Ugo Vicenzi viene investito dal gregario riportando gravi danni al timone di profondità che rimane bloccato; nonostante tutto il ten. Vicenzi riesce a salvarsi atterrando abilmente in un campo. Ultimata la scelta dei piloti partecipanti alla Giornata dell'Ala, ha inizio l'addestramento con 27 velivoli nelle figure previste dal programma della manifestazione: tenaglia di squadriglie, triangolo di Gruppo, colonna di squadriglie a cuneo.

Piloti scelti per la "2^ Giornata dell'Ala": t.col. Spadaccino, com.te 10° Gruppo / cap. Caroti, com.te 84^ Sq. /  ten. Salvadori, com.te 90^ Sq. / ten. Vicenzi, com.te 91^ Sq. / ten. Molinari, 84^ Sq. / ten. Mezzetti, 84^ Sq. / m.llo Tofful, 84^ Sq. / s.magg. Cantelli, 84^ Sq. / s.magg. Gugliotta, 84^ Sq. / serg. Sica, 84^ Sq. / serg. Acerbi, 84^ Sq. / serg. Anelli, 84^ Sq. / serg. Marini, 84^ Sq. / serg. Bergamini, 84^ Sq. / serg. Ruffilli, 84^ Sq. / ten. Azzali, 90^ Sq. /  ten. Roveda, 90^ Sq. /  m.llo Degan, 90^ Sq. / serg. Costigliolo, 90^ Sq. / serg. Baccara, 90^ Sq. / serg. Corsi, 90^ Sq. / serg. Avvico, 90^ Sq. / serg. Chianese, 90^ Sq. / serg. Callegari, 90^ Sq. / ten Viola, 91^ Sq. / m.llo Nicola, 91^ Sq. / s.magg. Silvestri, 91^  Sq. / serg. Romandini, 91^ Sq. / serg. Passeri, 91^ Sq. / serg. Castelletti, 91^ Sq. / serg. Salvadori, 91^ Sq. / serg. Salvadori, 91^ Sq. / serg. Giachetti, 91^ Sq. / serg. Renzi, 91^ Sq. / serg. Celeghini, 91^ Sq.

Un altro lutto colpisce lo Stormo il 21 marzo: il serg. E. Barbetti cade in vite a bassa quota nei pressi del vicino abitato di Merna. Il 6 aprile il serg. R. Anelli investito da un altro velivolo sul cielo campo riesce miracolosamente a salvarsi portando a terra l'aereo nonostante i gravi danni al timone di profondità. Il 23 aprile il X Gruppo sfila per la prima volta pubblicamente su Gorizia in occasione della visita ufficiale della Duchessa Anna d'Aosta agl istituti della città. Il 9 maggio inizia il trasferimento in volo della formazione che parteciperà alla Giornata dell'Ala. Il t.col. N. Spadaccino alla testa di 35 velivoli C.R.Asso decolla da Merna in formazione di cuneo diretto a Parma. Un altro velivolo del Gruppo è già a Ciampino. L'11 maggio da Parma il Gruppo si porta a Pisa e poi riparte per Ciampino. Durante il trasferimento a Ciampino il velivolo del serg. Salvadori deve rientrare a Pisa per noie al motore. Risolto il problema Salvadori riparte per Roma modificando leggermente la rotta per sorvolare Legoli, suo paese natale, dove si esibisce in alcune manovre acrobatiche a bassa quota urtando con l'ala un tetto di una casa e distruggendo l'aereo. La bravata gli costa la perdita del grado e l'esonero dal servizio militare; sara' reintegrato qualche anno più tardi. Mentre a Ciampino si lavora sulla messa a punto dei velivoli e sul volo con formazioni ridotte, a Gorizia il 15 maggio in un altro incidente perde la vita il ten. Mariani della 73^ Sq. : assegnato da pochi mesi allo Stormo, durante una manovra acrobatica il velivolo entra in vite e impatta il terreno prima che il pilota riesca a riprenderlo.


Gorizia 1932, piloti del 4°Stormo davanti a due C.M.A.S.A. C.R. Asso. Da sinistra, a terra: ten. Brambilla (in ginocchio), ten. Roveda, serg. Metlicovith, serg. Larese, serg. Perobon, serg. De Pari, serg. Acerbi, serg. Bandini, serg. Anelli, serg. Romandini, serg. Sozzi, un pilota, ten. Viola (piu' alto, in ginocchio),ten. (?), ten. Azzali.
Da sinistra, prima fila in piedi: ten. (?), cap. Ascenzi, ten. Mezzetti, serg. Sartori, serg. Gigliarelli, serg. Marini, serg. Costigliolo, cap. Piragino, com.te di Gruppo
magg. Spadaccino, col. Porro, com.te di Gruppo magg. Gaeta, cap. Bianchedi, cap. Rossi, cap. Giannoni, cap. Molinari, ten. (?), serg. (?), ten. Stasi.
Da sinistra, fila successiva: serg. A. Salvadori, serg. Corsi, serg. Attanasio, ten. Beneforti ten. (?).
Da sinistra, ultima fila (la piu' alta): serg. Avvico, serg. Nicolussi, serg. Chianese, serg. Giacchetti, serg Fusco (?), serg. Breveglieri, serg. Cstelletti, serg. De Vincenzi(?), serg. Cantelli, serg Baccara, serg. Renzi, ten. Salvadori,serg. Peruc, serg. Bergamini (Arch. Bandini)


In tutti i reparti dell'aeronautica alla fine degli incontri conviviali e' usanza un grido di incitamento: dall' "Eia, eia, alalà", a "Al Lupo" fino al "Gheregheghez - ghez!" del 1° Stormo. Il quarto inizialmente adotta il "Gheregheghez - ghez!" ma,  durante una cena di Stormo in un ristorante di Moncorona a pochi chilometri da Gorizia, nasce l'idea di un nuovo incitamento. La tradizione viene ancora una volta in aiuto: l'incitamento della 91^ Squadriglia durante la prima guerra mondiale Al Lupo, Al Lupo! viene adottato dallo Stormo: "Per la Regia Aeronautica, per il 4°Stormo, per gli aviatori d'Italia Al Lupo! Al Lupo! Ahum!"


                                          
2^ Giornata dell'Ala Roma aeroporto del Littorio 26 maggio 1932

Alle 16.00 di venerdi 27 maggio ha inizio sull'aeroporto del Littorio la manifestazione a cui partecipano 400 velivoli.  Sono presenti i Sovrani, il Capo del Governo e tutte le cariche dello Stato, gli "oceanici" e i "riservisti", il Corpo Diplomatico al completo, l'ex Re dell'Afganistan, il Presidente del Consiglio turco Ismet Pascia', il Ministro degli Esteri turco e una folla di 240.000 persone accorse fin dalle prime ore del mattino. In onore degli "oceanici" gli 11 S.M. 55 che nel dicembre del '31 hanno effettuato la trasvolata Italia - Brasile, aprono la manifestazione con lo sfilamento in formazione stretta. Nel frattempo da Ciampino decolla  una formazione di 27 velivoli del quarto Stormo, gli altri restano a terra per riserva, dirigendosi sul lago di Bracciano dove si dispongono in formazione di 3 "cunei " di 9 velivoli ciascuno per scortare due idrovolanti Dornier DOX/3 (U. Maddalena e A. Guidoni) e dirigersi verso l'aeroporto dell'Urbe. Eseguito il passaggio a 200 metri di quota, i Dornier rientrano sul cielo campo per altre manovre dimostrative mentre i C.R.Asso del quarto Stormo si portano al punto di attesa a sud dell'aeroporto. Dopo una dimostrazione con tre palloni frenati attaccati dalla Caccia, il X Gruppo si presenta sull'aeroporto con una formazione a triangolo alla quota di 400 metri per la trasformazione a "tenaglia di squadriglie" poi a "freccia" quindi "l'asta e l'arco" emblema della caccia, a "colonne di cunei", ad "aquilone" ed il "grande triangolo" quindi rotta verso ovest per accodarsi agli altri velivoli da caccia e da bombardamento per un ultimo passaggio sul Littorio a 100 metri.



2^ Giornata dell' Ala: formazione a "tenaglia" 
(Da:Quelli del cavallino rampante vol.1)

L'11 giugno sull'aeroporto di Merna il col. Amedeo di Savoia Duca d'Aosta assume il comando del 21° Stormo e dell'aeroporto. Per l'occasione velivoli del 21° e 4° Stormo sfilano in volo: il X Gruppo esibisce la formazione a triangolo. Pochi giorni dopo, il 29 giugno il 4° Stormo si esibisce a Trieste in occasione di una manifestazione aeronautica. La popolazione affolla il litorale tra il bagno Savoia e l'entrata del porto Emanuele Filiberto; il Duca d'Aosta e le autorità seguonoa bordo della Motonave "Egitto" del Lloyd Triestino. 27 C.R.20 del X Gruppo in formazione stretta ripropongono il programma già esibito un mese prima al Littorio.La fine del mese e' funestata da un incivolo: due C.R. Asso di una pattuglia di tre velivoli della 73^ Sq. vengono in collisione sul cielo di Medea. Nel contatto il velivolo del serg. G. Celeghini riporta gravi danni agli impennaggi di coda e, nel tentativo di un atterraggio di fortuna, in fase finale perde il controllo decedendo nell'impatto. L'altro velivolo pilotato dal serg. P. Gigliarelli riesce a rientrare in campo. Due mesi piu' tardi perde la vita il serg. A. Melani della 73^ Sq. mentre nei pressi di Redipuglia esegue acrobazie a bassa quota. Nell'ultimo periodo dell'anno i C.R. Asso dello Stormo vengono inviati presso la ditta C.M.A.S.A. di Marina di Pisa per le modifiche al sistema di sincronizzazione del tiro.Alla fine del 1932 sono 65 i C.R. Asso in dotazione allo Stormo.


Gorizia 1932, piloti e specialisti del IX Gruppo davanti a dei C.M.A.S.A. C.R. 20 Asso l'ultima variante prodotta del caccia progettato da Celestino Rosatelli.
 (Arch. Renzi )

Tra le squadriglie dello Stormo c'e' la 91^, quella degli assi alla quale hanno fatto parte F. Baracca e  Fulco Ruffo di Calabria: consapevoli dell'eredita'morale lasciata dai "grandi", negli ultimi mesi del 1932 i Gruppi adottano come simbolo il cavallino rampante nero su sfondo bianco per il X Gruppo e cavallino bianco su sfondo nero per il IX Gruppo La felice intuizione sanziona di fatto l'adozione di un unico simbolo  per lo Stormo e i due cavallini vanno a sostituire l'uomo alato sulle tute di volo. Anche sui velivoli "ad personam" e su quelli della Squadriglia di Stato Maggiore viene dipinto il cavallino sormontato orizzontalmente dallo "scettro" simbolo del comando.


Gorizia, 193? Fiat C.R. 20bis Asso (produzione C.M.A.S.A.) della 84^Sq.Da notare sul timone il tubo  passacavi per i tiranti degli impennaggi,l'oblò per l'installazione di  macchina fotografica e l'insolito disegno dello scudetto e del cavallino. Sullo sfondo gli hangar della Ricognizione ed il magazzino MSA (Arch.Paluello)

Gorizia, linea di volo di C.R. Asso. Foto scattata dall'hangar Lancini - Sud. Sullo sfondo l'hangar Lancini Nord, la palazzina avieri e la palazzina Comando (Arch.Paluello)



Stemma del 4°Stormo:

La richiesta ufficiale al ministero di sostituire l'uomo alato con il cavallino rampante e' caldeggiata da tutto lo Stormo e lo stesso Duca d'Aosta, all'assunzione del comando nel 1933, appoggera' l'iniziativa. Nella richiesta di autorizzazione pero' non e' menzionato il colore del cavallino. Per il valore della tradizone si puo' supporre si tratti di quello del X Gruppo, cavallino nero su sfondo bianco.

Al nuovo comando, mi preoccupai di svolgere, nello Stormo di nuova formazione, la mia azione di comando, tesa con ogni accorgimento a rafforzare la compagnia organica dei reparti, a sviluppare e perfezionare al massimo grado l'addestramento dei piloti, a far sorgere un forte spirito di corpo, ad eccitare l'anelito delle squadriglie al perfezionamento ed allo spirito di emulazione. Il 1° Stormo Caccia, ricco di tanti successi e di brillanti affermazioni, doveva essere raggiunto e, se possibile, superato. L'attività di volo giornaliera fu resa intensissima. Coloro che ebbero occasione nel 1932 di visitare il 4° Stormo sull'aeroporto di Merna dicevano che avevano l'impressione di assistere ad una Giornata dell'Ala" - "Il nome e le tradizioni gloriose della 91^ Squadriglia ed il confronto con il fraterno 1° Stormo Caccia, spinsero tutti i piloti del 4° alla costante aspirazione di migliorare e di perfezionare le loro capacità ed il loro rendimento" - "Fu dato sviluppo a qualsiasi attivita' che valesse ad accrescere l'affratellamento e l'unione di tutti i cacciatori del 4°: ricordo le gite rumorose, liete ed interessanti alle Grotte di Postumia, alle miniere di Idria ed i "pique niques" sulle rive dell'Isonzo, compiute da tutti i piloti e motoristi dello Stormo; ricordo le riunioni conviviali settimanali dei pranzi di corpo al circolo dell'aeroporto di Gorizia con l'intervento di una orchestrina di piloti e specialisti" - "Non mancava mai ai nostri conviti la presenza di S.A.R. il Duca d'Aosta, comandante dello Stormo da ricognizione, coesistente con il 4° Stormo sull'aeroporto di Merna" - "Ricordo come alla fine d'una settimana laboriosa, gli aquilotti del 4° Stormo sciamassero a Trieste ove le belle "mule" di quella citta' li attendevano a braccia aperte. Le acrobazie notturne dei miei ragazzi mi avevano costretto a non farli volare il lunedi ed a svolgere in tale giorno istruzione a terra. Ricordo le indiscipline di volo dei piu' audaci e spericolati, quali il passaggio in volo sotto una famosa linea di alta tensione ed un non meno famoso ponte sull' Isonzo" - "Ancora ricordo le puntate giornaliere dei singoli piloti e delle pattuglie sul cielo di Campoformido per sfottere con le loro acrobazie i compagni del 1° Stormo" - "Di tutti i periodi della mia vita di comando, questo e' stato il piu' bello, vissuto con intensita' e passione, ricco di gioie e di soddisfazioni."

Col. Porro Comandante il 4° Stormo


1933


Dopo l'esordio nell'acrobazia aerea collettiva del '32, l'attivita' addestrativa subisce un rallentamento nei primi mesi del 1933 a causa delle condizioni climatiche invernali e dei continui interventi manutentivi sui C.R.Asso che compromettono l'efficienza della linea di volo. Il 28 gennaio durante un'esercitazione di tiro reale sul poligono di Vivaro il serg. E.Callegari della 90^ Squadriglia resta ferito in un incidente di volo: morira' il giorno dopo all'ospedale di Aviano. In primavera riprende la normale attivita'' di volo e con essa la notizia che lo Stormo dovra' partecipare alle gare di specialita' per le quali, fin da aprile incomincia l'addestramento specifico in "bianco" sul campo di Merna, con finto combattimento, fotomitragliamento e tiro reale poi successivamente sul poligono di Vivaro. A fronte della necessita' di continue modifiche tecniche dei C.R. Asso, il Reparto deve sopperire alla carenza di velivoli acquisendo un certo numero di Breda Ba19 e qualche velivolo leggero. Il Ba.19 e' un velivolo particolarmente adatto all'acrobazia, lo stesso della squadriglia acrobatica del 1° Stormo. Il velivolo e' dotato di doppio carburatore che consente il volo rovescio in tutta sicurezza e per questo e' indicato per "l'alta acrobazia". Allo Stormo intanto si stanno preparando il ten. G. Tessore della 90^ Sq. e il ten. V. Mezzetti della 84^ Sq. per la selezione a Roma del pilota che partecipera' all'annuale manifestazione Air Races di Los Angeles. L'ultimo giorno di preparazione a Merna il ten. Tessore ha gia' fatto tre voli al mattino e alla sera dovra' partire con il treno per Roma per la selezione. Nel pomeriggio prova ancora una volta ma subito dopo il decollo un impennata al limite campo, una virata in volo rovescio con un forte angolo di picchiata e il tentativo di Tessore di raddrizzare l'aereo che impatta violentemente il suolo con il carrello e rimane infilato nel terreno mentre il velivolo si rovescia. Per il pilota alcuni ruzzoloni attaccato al seggiolino e qualche contusione; il giorno dopo partecipa  a Roma alle selezioni e si classifica terzo. Il primo maggio durante una solenne cerimonia, il col. Amedeo di Savoia Duca d'Aosta assume il comando del 4° Stormo subentrando al col. Bonola. Per perfezionare la sua gia' eccellente preparazione di pilota sceglie la 90^ Sq. dotata di C.R. Asso e come istruttore il ten. M. Salvadori. Un mese dopo il 4° Stormo viene inquadrato assieme al 1°, nella 3^ Brigata Aerea costituita il 1° giugno sull'aeroporto di Campoformido sotto le dipendenze del Comando II Z.A.T. Nei mesi di giugno e luglio continua la preparazione dei gruppi alle gare di specialita'; alla fine di luglio la preparazione dei piloti e' soddisfacente nonostante la scarsa disponibilita' di ore di volo sui C.R. Asso e il limitato uso del poligono sul quale grava anche l'attivita' degli atri Reparti. In attesa delle gare lo Stormo partecipa a importanti esercitazioni ed esibizioni: il 24 agosto alcuni velivoli partecipano ad un'esercitazione aeroterrestre a livello di brigata con il concorso della Divisione Celere dell'XI Corpo d'Armata nella zona Vipacco - Monte Re - Postumia - S. Pietro del Carso - Sesana; il 13 settembre prende parte assieme al 1° Stormo ad una esercitazione di brigata; i reparti al comando del gen. Fougier, sfilano sul castello di Miramare in segno di gioia per la nascita della Principessina Maria Cristina figlia di Amedeo di Savoia. Il 27 settembre lo Stormo si esibisce con evoluzioni acrobatiche sul campo di Merna per la visita della famiglia del Duca d'Aosta e delle Infanti di Spagna. Dal 2 al 5 ottobre sul poligono di Vivaro si tengono le gare di specialita' alle quali partecipano dieci gruppi da caccia tra i quali il IX e X con ventuno piloti ciascuno che si aggiudicano rispettivamente il secondo ed il sesto posto in classifica. Pochi giorni dopo, il 17 ottobre nel cielo di Gorizia durante un'esercitazione ad una quota di 800 metri, i Ba.19 del ten. Tessore e del serg. Sozzi vengono a collisione e nonostante i danni riportati riescono a riportare a terra i velivoli. Due giorni dopo sempre sull'aeroporto di Merna, il C.R. Asso del serg. Anelli della 84^ Sq. viene investito da quello del m.llo Venturi durante un volo acrobatico in formazione riportando gravi danni. Anche in questo caso i piloti riescono a riportare a terra i velivoli incidentati. Ultima nota dell'anno, il 10 dicembre viene celebrata in aeroporto la Madonna di Loreto patrona degli aviatori.



Gorizia 10 dicembre, celebrazione della Madonna di Loreto protettrice degli aviatori. Pranzo alla mensa di sott'ufficiali. Al centro: Silvio Costigliolo, dietro al primo a destra si intravede Bepi Biron appena giunto alla 96° Squadriglia. Al tavolo di Costigliolo, con i baffi Norino Renzi  (Arch.Costigliolo)


1934


L'anno si apre (il 24 gennaio) con un incidente senza gravi conseguenze per il pilota: il serg. Breveglieri in volo di esercitazione viene investito nel cielo di Gorizia dal gregario destro riportando danni ai timoni e alle strutture fisse del velivolo con conseguente caduta in vite, ma riesce ugualmente a portare a terra il velivolo. Diversa la sorte per il serg. C. Bellenghi che il 5 marzo con il suo C.R. Asso, durante un volo di addestramento si infila nell'acqua dell'Isonzo presso Gradisca, decedendo.

Il 1° marzo il Duca d'Aosta succede al gen. Fougier al comando della 3^ Brigata Aerea con sede a Campoformido e contemporaneamente mantiene quello del 4° Stormo. La cerimonia ufficiale si tiene nella mattina del 4 aprile sul campo di Merna e subito dopo a Campoformido. Nei mesi di marzo e aprile lo Stormo partecipa all'attivita' addestrativa sotto il controllo del comando della brigata: si effettuano partenze su allarme per registrare i tempi impiegati per decollare, raggiungere una determinata quota e rientrare ma anche i tempi per il rifornimento carburante e munizioni e quelli per smistare e mimetizzare i velivoli ai margini del campo.


Stemma 3^Brigata Aerea in stoffa

Il 21 maggio in occasione della vista del gen. Pinna, dopo lo sfilamento di 62 velivoli dello Stormo portati dal Duca d'Aosta che decollano e atterrano a Merna contemporaneamente, esordisce la Squadriglia Alta Acrobazia del ten. Tessore costituita nell'ambito della 73^ squadriglia.




Tessore





Beneforti
Mezzetti



Viola


Acerbi

Corsi




Sozzi



Giacchetti
(riserva)







Gorizia 193?, Breda 25 in volo rovescio sulla campagna goriziana
(Arch.Corsi)

Qualche giorno dopo, il 29 maggio, visita lo Stormo il Duca di Genova con gli ufficiali della 5^ Divisione Navale. La sera prima al comando si tiene un briefing per organizzare la parata aerea con la quale si vuole mostrare ai marinai l'abilita' e la prova di forza dello Stormo. Si programma di far volare contemporaneamente le sei squadriglie a bassa quota lungo il perimetro del campo mentre al centro si esibisce la formazione acrobatica di sette Ba.19.

 

"I tre grandi hangars del 4° Stormo avevano le bocche spalancate. Contro quel grigio fondale spiccavano le gialli ali dei caccia. Sei file di CR.Asso, di cinque unita' ciascuna, e una di sette Ba 19 da alta acrobazia. Uomini in riga per ogni squadriglia, piloti in tuta di volo, specialisti in tuta di lavoro, avieri in tela bianca. Una consapevole aspettazione aleggiava tutt'intorno. I marinai avanzavano in Gruppo, scolaretti in gita, sgambando dietro l'alta figura del Duca che pendeva sull'ammiraglio come la Torre di Pisa".

Ten.Salvadori comandante della 90^ Squadriglia

L'inizio e' spettacolare: a un cenno, un fischio acuto e i trentasette velivoli metttono in moto simultaneamente poi in sei formazioni di cinque C.R.Asso si dispongono a triangolo sulla linea di partenza mentre la formazione acrobatica decolla alle loro spalle. In pochi minuti ogni formazione raggiunge la quota e il posto assegnato. Sfortunatamente il secondo Ba.19 di destra. durante il looping a cento metri da terra schiaccia con l'ala i piani di coda del velivolo antistante pilotato dal ten. Benforti il quale si lancia con il paracadute mentre l'aeroplano si schianta poco distante dagli ospiti; illeso balza su un aeroplano di riserva e poco dopo e' di nuovo nella formazione per la figura della bomba eseguita contemporaneamente dalle sei formazioni. Terminata l'esibizione atterraggio simultaneo in linea di fronte con arresto allineato davanti agli hangars. Il giorno successivo ufficiali e sottufficiali dello Stormo restituiscono la visita alle navi ancorate nel porto di Trieste. L'esibizione aerea pero' non convince i marinai: a cosa servirebbe l'acrobazia di fronte al volume di fuoco delle navi? La sfida viene raccolta e si concorda per un attacco in "bianco" contro l'incrociatore Cadorna alla fonda nel porto di Trieste. Una formazione di cinque C.R. Asso della 90^ Squadriglia decolla da Gorizia dirigendosi verso la vallata del Vipacco per poi virare a sud sotto il Monte Re, quindi raso terra su Opicina e con il sole alle spalle in picchiata sopra i tetti di Trieste, alle otto del mattino, arriva di prua sull'incrociatore che si aspetta l'attacco da tutta un'altra parte. Con le fotomitragliatrici la formazione centra la plancia e di seguito ogni velivolo compie una serie di tre attacchi velocissimi per poi dileguare a pelo d'acqua in opposte direzioni e ricongiungere in mare aperto per fare rientro a Gorizia. Mezz'ora in tutto.

La Squadriglia Alta Acrobazia torna ad esibirsi il 10 giugno a Mantova e poi a Udine. Il 13 giugno la 90^ Squadriglia viene trasferita con tredici C.R. Asso sull'aeroporto di Padova per il servizio di polizia aerea in occasione dell'incontro del Capo del Governo con il Cancelliere tedesco: i velivoli sono dotati di apparati radio con laringofono montati appositamente da una squadra di specialisti venuta da Roma. Il 17 giugno e' di nuovo in scena la Squadriglia a Padova. Il 26 giugno Il ten. Zappala' durante un volo di finto combattimento con il ten. Viola entra in vite con il Ba.19 e cade presso la localita' di S.Pietro perdendo la vita.

Manifestazione Aerea di Taliedo
Aeroporto di Taliedo 8 luglio 1934
Sabato 7 luglio nove Ba.19 della Squadriglia Alta Acrobazia e dieci C.R.30 del 1° Stormo decollano rispettivamente da Gorizia - Merna e Campoformido diretti a Bresso per partecipare alla manifestazione aerea di Taliedo. Durante le prove pomeridiane il direttore della manifestazione decide che a chiudere la manifestazione sia la pattuglia del 4° Stormo:  con malcelato disappunto la formazione del primo accusa il colpo:  il testimone passa ora nelle mani del 4° Stormo.  




Tessore





Beneforti
Mezzetti



Viola


Acerbi

Corsi




Sozzi



Giacchetti
(riserva)




Dopo l'atterraggio dell'ultimo aeroplano del Giro di Lombardia, un BR.15 del pilota Ludrini, si esibiscono tre alianti della Scuola Provinciale di Volo a Vela di Milano seguito dal sorvolo di due Squadriglie di B.R.3 del 13° Stormo con passaggi a "cuneo" e "in linea di fronte" Quindi un Ca.113 pilotato da D. Antonini, due alianti, il Tigerschwalbe del tedesco G. Achgelis che esibisce tre passaggi a un metro da terra in volo rovescio mantenendo la posizione anche nelle virate di rientro. Al tedesco seguono il pilota Wengi con il Ca113, il lancio con paracadute della sig.na Kraft e del sig. Viscardi che atterra illeso su un hangar. Alle 18.15 e' la volta della pattuglia acrobatica del primo Stormo che si presenta sul cielo campo con nove C.R.30 seguita da quella del quarto.
La Squadriglia Alta Acrobazia esordisce con un "looping a cuneo di sette" poi passaggio "in linea di fronte" di due pattuglie a "cuneo ", apertura della formazione in virata in senso opposto,  volo "rovescio ", "tonneau " in formazione, "imperiale" all'uscita del quale la formazione si mette in volo rovescio con virata di 90°, passaggio del capoformazione in volo "rovescio" e i gregari in volo normale, poi la "S " di Pègoud, trasformazione in due pattuglie, una di quattro e l'altra di tre, "tonneau lento" simultaneo e apertura della "bomba" su due obiettivi.

In luglio lo Stormo e' impegnato in diverse esercitazioni: il 10 il X Gruppo viene rischierato sull'aeroporto di Poggio Renatico a supporto di uno Stormo di bombardieri di base a Ferrara e che il 24 dello stesso mese attaccherà la città di Udine difesa dal XVII Gruppo del 1° Stormo. Il 26 luglio il X Gruppo assieme al VI Gruppo del 1° Stormo opera dall'aeroporto di Gorizia a difesa di alcuni ponti sull' Isonzo minacciati da un Gruppo di bombardieri. La caccia dopo aver attaccato gli incursori riescono ad obbligarli ad atterrare sull'aeroporto goriziano. Il 28 luglio un singolare incidente mette fuori uso tre C.R. Asso dello Stormo: il X Gruppo e' schierato sul campo pronto alla partenza per un sorvolo su Venezia in occasione della visita della Regina Elena a quella citta'  quando un velivolo del IX, lasciato in moto, secondo la consuetudine del Gruppo, durante un cambio di pilota senza nessuno a bordo, si mette a rullare e urta mettendo fuori uso due C.R. Asso del X Gruppo e rimanendo a sua volta seriamente danneggiato. In agosto il X Gruppo al completo partecipa con 32 velivoli al comando del magg. Amantea alle manovre sull'Apennino tosco - emiliano. Il 15 agosto il Gruppo si trasferisce sull'aeroporto di Poggio Renatico: assegnato al partito "rosso" assieme a reparti di bombardamento e da ricognizione in contrapposizione al partito "azzurro" composto da un Gruppo di C.R. Alta Quota, il X compie un'intensa attivita' di volo, facendo uso anche del collegamento radio, sperimentando le tattiche per il superamento delle linee nemiche difese dall'artiglieria. Il 25 agosto rientra a Merna.

Il 26 agosto giunge all'aeroporto di Merna in visita una delegazione cinese, con a capo il gen. Maho'. L'8 e 9 settembre il IX e X Gruppo da Merna si trasferiscono all'aeroporto di Aviano per le gare di specialita del 9 settembre sul poligono di Vivaro: comprendono tiri reali di lanci manovrati contro bersaglio fisso sia individuale che in pattuglie di tre apparecchi. Il IX Gruppo si classifica al primo posto mentre il X al nono. Il 28 settembre il IX Gruppo si rischiera a Ciampino Sud con 30 velivoli per partecipare alla D.I.E.B.A., l'imponente esercitazione a fuoco sul poligono di Furbara, alla presenza delle massime autorita' dello Stato. Al primo attacco, 27 C.R .Asso del IX (tre velivoli sono rimasti di riserva a Cerveteri) in formazione di squadriglie in fila - 73^, 96^ e 97^ - centrano i ventisette palloncini allineati su tre file. Lo stesso giorno, ad esercitazione ultimata, il gruppo atterra a Cerveteri ove ha luogo la premiazione dei piloti vincitori delle gare di specialita' ed i gruppi di volo sono passati in rassegna dal Capo del Governo. Il giorno dopo il Gruppo rientra a Merna.


Cerveteri 20 ottobre. CR.Asso del IX Gruppo muniti di radio schierati  per la premiazione dei vincitori delle  gare di specialita'(Arch.Duma)

Il 13 novembre il comandante dello Stormo col. Bonola e quattro ufficiali partono per Torino per le prove di accettazione del nuovo velivolo C.R.32, il nuovo caccia della Fiat destinato a sostituire i CR Asso.


Gorizia - 1935, un Fiat C.R. 32 da poco consegnato al 4° Stormo
 (Arch.Costigliolo)

Tra il 1934 e il 1935 compare per la prima volta il distintivo di Stormo con il cavallino bianco in campo rigato orizzontalmente sormontato dalla corona ducale e dal nodo
sabaudo.
 

L'introduzione dei simboli ducali fa seguito alla richiesta dello Stormo e conseguente autorizzazione del Duca dopo che questi ha lasciato il comado nel marzo 1934. Si ha documentazione dalle carte da lettere, da cartoncini per corrispondenza privata in uso presso i circoli e dalle cartoline edite dallo Stormo nel 1935.Sui velivoli e sulle tute di volo i cavallini sono ancora senza corona e senza nodo mentre i distintivi di squadriglia vengono raffigurati solo negli hangar e nei comandi di Gruppo. Bisogna aspettare la fine del 1937 a seguito delle disposizioni ministeriali per la regolamentazione dei segni e dei distintivi di Reparto, perche' corona e nodo sabaudo vengano dipinti anche sui distintivi di fusoliera di entrambi i Gruppi

1935


Nonostante il notevole numero di velivoli in dotazione, sessantanove C.R.Asso, un CR.30, otto Ca.100 e tre Ca.113, l'attivita' addestrativa nei primi tre mesi viene notevolmente ridotta per i piloti piu' anziani a favore di quelli più giovani. L'attivita' infatti e' limitata per ordine superiore in previsione dell'intervento in A.O. e  per lo stesso motivo, sono sospese le gare di specialita'. Al personale vengono tenute lezioni di navigazione, armamento e radiotelegrafia, vengono discussi i piani tattici e strategici della specialita'. Alle volte ai dibattiti partecipano il 1° Stormo e perfino il Duca d'Aosta.


Gorizia 14 marzo 1935, linea di volo del 4° St.Caccia. In primo piano i C.R. Asso della 90^Sq. e a sinistra quelli dell' 84^, poi il CR 30 del Duca d'Aosta.
(Arch.Ufficio Storico AM)

In aprile l'attivita' di volo diventa più intensa con esercitazioni di finto combattimento e di acrobazia individuale. Il 25 dello stesso mese arrivano a Gorizia i primi C.R.32, consegna sospesa subito dopo per necessita' tecniche. Nel frattempo l'addestramento continua sui C.R.Asso e sul Ca.100 per  il volo notturno. Il 2 maggio durante una finta caccia vengono a collisione il ten. Malusa e il serg. Marchetti cadendo nei pressi di Cervignano. Un mese dopo, il 2 giugno sul poligono di Vivaro il ten. Talarico prova il tiro da posizione rovescia ma urta il terreno e muore nell'impatto. Il 14 giugno l'Arciduca Giuseppe d'Austria accompagnato dal Duca d'Aosta fa visita al 4° Stormo.


Gorizia 14 giugno 1935, da sinistra :??, ??, il Duca d'Aosta e il ten. col. Cerutti seguono le  evoluzioni delle pattuglie acrobatiche del 4° Stormo sull'aeroporto di  Gorizia. Sullo sfondo alcuni C.R. 20 (Arch.Paluello)

Nei mesi di aprile, maggio e giugno affluisce al 4° Stormo personale richiamato per le operazioni in Africa Orientale; piloti e specialisti completato il loro addestramento e vanno a costituire la 41^ Squadriglia O.A. Il 22 agosto al serg.m. Sozzi durante un volo di acrobazia nel cielo di Gorizia, nell'eseguire la vite orizzontale si rompe li cavo di comando degli alettoni con conseguente perdita del controllo del velivolo. Manovrando con la pedaliera riesce a portare a terra l'aeroplano senza conseguenze per lui  e per il mezzo. Formazioni di Stormo vengono eseguite su Trieste e Gorizia il 2 ottobre, alla guida del Duca d'Aosta e del col. Bonola, una formazione di brigata (1° e 4° Stormo) il giorno 22, 84 C.R.Asso, e ancora una di Stormo su Gorizia il 28 ottobre.


Gorizia 27 settembre 1935, il Duca d'Aosta con i piloti del IX Gruppo davanti ad un  C.R. 32 (Arch.Ufficio Storico AM)

Gorizia 27 settembre 1935, il Duca d'Aosta con i piloti del X Gruppo davanti ad un  C.R. 32 (Arch.Ufficio Storico AM)

Dal 7 ottobre riprendono le consegne del C.R.32 sospese in aprile per completarle il 19 novembre; ogni squadriglia riceve nove velivoli piu' cinque ad personam: comandante della Divisione Aquila, comandante dello Stormo, due per i comandanti di Gruppo ed  uno per l'aiutante maggiore in 1^ dello Stormo. Negli ultimi mesi dell'anno il Reparto viene sottoposto a diverse ispezioni: il 6 settembre e il 14 novembre dal gen. Pinna Sottocapo di S.M. dell'Aeronautica, il 9 ottobre e il 29 novembre dal gen. Pricolo comandante della II Z.A.T. Durante quest'ultima visita tutto lo Stormo si esibisce con manovre acrobatiche collettive sul nuovo C.R.32. Durante l'anno l'attivita' addestrativa sul C.R.Asso ha compreso anche piloti di un "Gruppo di bombardamento" con sede sull'aeroporto di Gorizia Merna. Il bilancio di ore volate nel 1935 e' di oltre diecimila.


1936


All'inizio dell'anno la forza velivoli in dotazione allo Stormo e' di sessantasette C.R.32 e quarantaquattro C.R. Asso. Altrettanti i piloti in forza alle squadriglie, tutti ben addestrati anche sul nuovo velivolo in dotazione. Questa situazione tuttavia, e' destinata a cambiare a cusa dello spostamento di uomini e mezzi per la costituzione di nuovi reparti da caccia da destinare alle operazioni in Africa orientale e in Spagna.


Gorizia, linea di volo di C.R. 32bis della 73^ Squadriglia.
(Arch.Paluello)

Il 15 gennaio il personale della 97^ Squadriglia passa al 6° Stormo in fase di formazione sull'aeroporto di Campoformido, per costituire la 150^ Squadriglia. Quindici giorni dopo la 97^ Squadriglia viene ricostituita con  personale delle altre squadriglie dello Stormo. Nei primi due mesi numerosi piloti, ufficiali e sottufficiali lasciano lo Stormo trasferiti in Africa Orientale. Prosegue intanto a Dobbiaco l'attivita' addestrativa invernale con velivoli  Ro.41 dotati di pattini da neve che totalizzano 242 ore di volo. Il 1° marzo viene costituita la 1^ Divisione Aerea "Aquila" con sede a Gorizia alle cui dipendenze vengono poste la I^ Brigata B.T. (8°e 14° Stormo) e la 3^ Brigata C.T. (1° e 4° Stormo e per un breve periodo anche il 6°). Comandante della Divisione Aquila e' il gen.d.a. Amedeo di Savoia che ha ceduto il comando della 3^ Brigata al col.Bonola.


Gorizia – 1935-36, schieramento di CR32 della 90^ Sq.
 (Arch.Patriarca)


4^ Giornata dell'Ala
Roma aeroporto del Littorio 28 marzo 1936
Il 28 marzo si esibisce ufficialmente sull'aeroporto del Littorio, la nuova pattuglia acrobatica per la quarta giornata dell'ala. Non piu' una formazione di sette velivoli ma due da cinque che, dopo il decollo, eseguono assieme una serie di manovre acrobatiche per poi dividersi in due pattuglie ed infine ricongiungersi per il finale in dieci. La soluzione consente di eliminare i tempi morti dei rientri, poiche' quando esce di scena una formazione entra l'altra mantenendo sempre una delle due formazioni sul cielo campo davanti agli spettatori.

73^ Squadriglia



Moscatelli



Viola
Montanari

Pezze'


Renzi


91^ Squadriglia



Rossi



De Prato
Chianese

Romandini


Castelletti

Il mese di maggio e' segnato da due incidenti: il 4 maggio il s.ten. Vignoli durante un'esercitazione collettiva nel cielo di Gorizia, si scontra con il s.ten. Lombardi; mentre il secondo si lancia con il paracadute salvandosi, il s.ten. Vignoli nel tentativo di riportare a terra il velivolo, perde la vita nei pressi di Campolongo al Torre. L'8 maggio, nel tentativo di evitare un altro velivolo che lo precede, perde la vita  il s.ten. Nicoloso della 91^ Squadriglia.
Il 15 maggio personale e materiale della 90^ passa al 53° Stormo sull'aeroporto di Mirafiori per formare la 366^ Squadriglia Poco dopo la 90^ viene ricostituita con personale e mezzi delle altre squadriglie dello Stormo. Il 21 maggio una rappresentanza del quarto partecipa a Lugo di Romagna all'inaugurazione del monumento a Francesco Baracca alla presenza del Duca d'Aosta e del comandante della 2^ Z.A.T. Allo tormo intanto giungono undici C.R.32bis che vengono assegnati alla 73^ Sq. Il nuovo velivolo ha un motore modificato e oltre alle due 12,7 nel muso ha due 7,7 nelle semiali inferiori sparanti al di fuori del disco dell'elica. Il 14 giugno la formazione acrobatica del quarto e' a Budapest, alla Manifestazione Aerea Internazionale. L'evento e' seguito con particolare interesse dall'Aeritalia in quanto l'aeronautica magiara ha manifestato il suo interesse per il C.R.32 e non poteva avere rappresentanti più convincenti.

Manifestazione aerea Internazionale di Budapest
Budapest 14 giugno 1936
Nel tardo pomeriggio dell'11 giugno la pattuglia del quarto decolla dall'aeroporto di Merna divisa in tre formazioni: la prima di quattro C.R.32 comandata dal magg. Chiesa, la seconda e la terza di tre C.R.32 ciascuna comandate rispettivamente dal cap. Viola e dal cap. Rossi. Dopo un'ora e dieci minuti di volo atterra sull'aeroporto di Szombathely per uno scalo tecnico. Il giorno successivo riparte per Budapest atterrandovi dopo quaranta minuti.  Sabato mattina, dopo la deposizione di una corona al Milite Ignoto, gli aviatori italiani sono ricevuti dal sindaco della citta'; nel pomeriggio le prove sull'aeroporto di Matyasfold. Domenica 14 giugno, la manifestazione aerea alla presenza dell'Arciduca Giuseppe, del Reggente Horty, dei membri del Governo, delle massime autorita' militari, degli ambasciatori d'Italia e d'Austria accreditati e di centomila persone. Poche le presentazioni in volo: lanci di paracadutisti, l'esebizione di un aliante e tre dimostrazioni di volo acrobatico. In chiusura la pattuglia acrobatica del 4° Stormo che presenta lo stesso programma del Littorio con in finale la "bomba" e il "volo folle ".  Mercoledi 17 fanno visita al Primo Ministro Gombose assente alla manifestazione. Prima di rientrare in Italia, gli aviatori sono ospiti dello Yachting Club sul lago Balaton quindi il giorno 18 decollano alla volta di Gorizia facendo scalo tecnico sull'aeroporto di Szombathely per rifornimento.

Budapest 1936



Montanari



Viola
Renzi

Pezzè


Corsi




Rossi



Monico
Romandini

Chianese


Carini



Budapest 14 Giugno 1936, Giornata dell'Ala. I piloti della Squadriglia Acrobatica con le autorita' Ungheresi e funzionari del Consolato Italiano davanti alla Sede locale della FIAT. Da sinistra: due funzionari Consolato italiano, cap. Viola, ufficiale dell'Esercito Ungherese, cap. Rossi, serg. Monico, s.ten. Pezze', serg. Chianese, serg. Corsi, serg. Carini, serg. Montanari. (Arch.Montanari)

Dopo il successo di Budapest, il Duca d'Aosta, comandante della Divisione Aquila decide di affidare alla pattuglia del 4° Stormo il compito di rappresentare la Regia Aeronautica nelle manifestazioni internazionali e incarica il capitano Aldo Remondino, da poco arrivato a Gorizia, a comandare la formazione. Si rivedono i programmi e l'addestramento acrobatico impostando la nuova formazione su cinque velivoli più una riserva. Gli allenamenti dei  "magnifici sei", cosi' li chiamano i colleghi, si svolgono dopo la normale attivita' addestrativa o al tardo pomeriggio dopo la chiusura dei voli nella piana di Ronchi dei Legionari.

A sera, dopo la doccia ed un pasto frugale, nella mia cameretta o in un angolino del circolo ormai semideserto, con i miei ragazzi facevo l'esame critico della giornata, ricorrendo spesso a quello strano linguaggio uasto dai piloti di ogni epoca e razza, consistente in rapidi e precisi gesti delle mani e della testa. Su un foglio di carta erano annotati con scrupolosita' gli errori commessi, dei quali si analizzavano le cause e si studiava, quindi, con pazienza certosina, il sistema più rapido per eliminarli.

Cap. Aldo Remondino

La presentazione ufficiale in volo al Duca d'Aosta della nuova pattuglia avviene in un giorno di fine agosto: alle 10 precise la formazione e' sul cielo campo di Merna. Entrata con un passaggio a "cuneo", poi "looping", rientro e "tonneau" lento a sinistra, trasformazione a "freccia", quindi un altro "looping", trasformazione a "cuneo" e "tonneau" veloce individuale. A questo punto la formazione effettua un passaggio in "fila indiana" dove ogni pilota esegue un "tonneau" veloce a pochi metri da terra, poi cabrata e "frullino" all'uscita dell' "imperiale" e dopo un altro passaggio in "fila indiana" la "gran ruota", ricongiungimento e "bomba" di cinque velivoli su un obiettivo con tre passaggi e incrocio, riunione sul capoformazione, passaggio nella figura del "volo folle" e atterraggio in formazione. "Bravi!" e' quanto dice il Duca d'Aosta al cap. Remondino dopo la presentazione.

Ravenna ottobre 1938, formazione in volo folle (Arch.Agonigi)
Questa figura veniva definita dagli inglesi formazione cinese

Il 1° luglio la 90^ Sq. cede personale e mezzi al 52° Stormo di Ghedi per costituire la 357^ Sq. La 90^ non viene piu' ricostituita e rimane in posizione quadro sino a tutto il 1937. Ancora in luglio il 4° Stormo partecipa con il cap. Ercolani, il cap. Viola ed il serg. Corsi di riserva, alle Olimpiadi che si svolgono quell'anno a Berlino. Nel programma obbligatorio, Ercolani si piazza all'11°posto mentre Viola al 12°. Nel programma libero Ercolani conquista il 9° posto mentre Viola il 10°. Il 4 agosto i piloti rientrano in Italia facendo scalo tecnico sull'aeroporto di Lipsia.

In Spagna intanto la guerra civile si espande velocemente e il governo di Franco, trovatosi senza aviazione, ottiene l'appoggio dell'Italia che invia prima alcuni trimotori SM..81 poi velivoli  da caccia, piloti e specialisti che chiedono di partire volontari. Inquadrati inizialmente nella Legione Straniera spagnola il "Tercio", costituiranno in seguito l'aviazione legionaria. Il 4° Stormo invia verso la meta' di agosto dodici C.R.32 e personale volontario per un totale di dieci ufficiali, quindici sottufficiali e trentadue specialisti. L'impegno dello Stormo nella penisola iberica continuera' per tutto il 1937.

Verso la meta' di agosto, per sopperire alla carenza di piloti anziani ed esperti, impegnati in Spagna, viene istituito in seno allo Stormo il Nucleo di Addestramento al quale vengono destinati i giovani piloti prima dell'assegnazione alle squadriglie. Il materiale di volo e' costituito da un C.R.20 a doppio comando sostituito poi con un Ba.28, due C.R.30 D.C., tre C.R.30 e cinque C.R. Asso. Sistemato logisticamente nell'hangar centrale del quarto, il nucleo e' composto da pochi piloti e specialisti ed e' comandato dal s.ten. Pezze' che mantiene l'incarico fino alla vigiglia della partenza per la Spagna, nel settembre '37 quando gli succedera' il s.ten. Tait Aldo. Nonostante la mancanza di parti di ricambio e il gia' esiguo numero di specialisti il nucleo svolge un'intensa attivita' di volo effettuando nei primi sette mesi 1500 ore di volo per un totale 3837 voli, di cui 400 a doppio comando per partenze ed atterraggi e per acrobazia, 135 decolli, 2166 voli di allenamento e acrobazia solo pilota, 934 formazioni, 202 voli di finta caccia, puntamenti in bianco e tiri reali. Oltre ad addestrare completamente 50 nuovi piloti, con altri 30 ancora in addestramento, il "Nucleo" effettua la transizione, riprese voli e allenamenti ad altri 25 piloti. Per la notevole attivita' svolta nel periodo 15 agosto 1936 - 15 marzo 1937, Pezze' riceve l'encomio del gen. Pricolo comandante della II Z.A.T. e la nomina ad istruttore professionale.

Nella terza decade di agosto il 4° Stormo partecipa con tre velivoli aggregati al 1° Stormo alle manovre nell'Irpinia. Il 4 settembre con il X Gruppo partecipa alle manovre combinate con gli stormi da bombardamento di Ferrara e Vicenza svolgendo azioni protettive su Venezia. Al termine dell'esercitazione si esibisce la formazione acrobatica del quarto. Spettatore d'eccezione il Duca d'Aosta ospite dell'Ammiraglio Comandante in capo la VI Flotta americana, all'ancora in laguna. Dopo un giro di ricognizione a 360° i cinque C.R.32 iniziano l'esibizione con la figura della "gran ruota" dopo un passaggio a pelo d'acqua dei C.R.32 disposti in "fila indiana ", il "tonneau" a cuneo di cinque, il "volo folle" e nel finale la "bomba" eseguita sullo specchio d'acqua della laguna. Lasciata Venezia, Remondino e gregari si dirigono a Treviso per ripetere il programma appena eseguito. Dopo l' atterraggio a Treviso i piloti vengono accompagnati in un locale sul Montello per i festeggiamenti. Il 14 settembrea Gradisca d'Isonzo perde la vita il s.ten. Miliani della 73^ Squadriglia dopo aver urtato un albero durante una manovra acrobatica a bassa quota.

Nella secondo semestre prosegue l'addestramento sul C.R.32 di numerosi giovani piloti con particolare cura nel volo acrobatico, bellico, anche con tiri reali sul nuovo poligono di Col Grande sul Carso. Viene curato il volo in formazione, con decolli rapidi di squadriglie su allarme, salita e permanenza in quota oltre 7000 metri per 30 minuti per sperimentare l'inalatore d'ossigeno. Si effettuano voli di navigazione, raduni in volo, prove di attacco collettivo e voli notturni con i Ca.100 in dotazione al Reparto. Nello stesso periodo piloti del quarto sono impegnati a trasportare velivoli Ca.100, Ba.28, Ro.37, C.R.32 dalle ditte in Austria e C.R.30 e C.R.32 in Ungheria. Anche la formazione acrobatica di Remondino prosegue intensamente gli allenamenti in vista ad importanti raduni aviatori all'estero, in programma per l'anno prossimo.

A fine anno dei 111 velivoli in dotazione sono rimasti cinque C.R.Asso, 2 CR.30, trentaquattro C.R.32 e trentadue C.R.32 bis. Alla consistente diminuzione di velivoli si accompagnano preoccupanti inefficienze verificatesi sui motori, quali perdite d'acqua dai cilindri dopo una trentina di ore di funzionamento, perdite ai serbatoi di benzina e ai radiatori di acqua e di olio, avarie alle tubazioni, rottura di valvole e di bielle intorno alle sessanta ore con ricadute sulla normale attivita' addestrativa soprattutto sul volo collettivo di formazioni pesanti: meno sull'addestramento individuale o in pattuglia.


Gorizia 1936. Foto di Biffani scattata sull’aeroporto di Gorizia il 9 dicembre 1936. Lo schieramento di C.R.32 e'’imponente. La foto e'’stata scattata da Sud verso Nord e si riconoscono gli hangar della Ricognizione Aerea e sulla sinistra il Calvario,la chiesa di S.Andrea ed il Sabotino (Arch.Biffani)


1937

Il movimento di personale tra reparti durante tutto il 1936 ha prodotto una forte diminuzione di personale esperto che ha interessato non solo al 4° Stormo ma anche l'intera brigata. L'arrivo di personale giovane, non altrettanto preparato, non migliora la situazione e porta il Reparto a livelli di criticita' preoccupanti. La situazione non migliorera' durante l'anno nonostante la linea di volo venga rinforzata con diciasette C.R.32 e C.R.32 bis; tuttavia il materiale di volo e' destinato a diminuire a quattro o cinque velivoli per squadriglia, con scarsi rifornimenti di parti di ricambio e di motori. Ad aggravare la situazione il ripresentarsi dei problemi gia' riscontrati durante il primo anno di impiego del C.R.32

L'11 febbraio al termine di un volo di acrobazia, il s.ten. Angelo Andriolo della 97^ Sq. nell'eseguire una virata stretta per portarsi all'atterraggio, alla quota di cinquecento metri entra in vite e si abbatte al suolo vicino a Villa S.Giusto riportando gravi ferite in seguito alle quali decedera'. Un altro incidente l'8 marzo: il s.ten. Giuseppe Oreni della 97^ Sq. eseguendo in coppia con un altro C.R.32 una "gran volta" a settecento metri di quota, cade in vite e muore in seguito alle ferite riportate.

Le qualita' del C.R.32 e la notorieta' dello Stormo superano i confini nazionali: molte delegazioni straniere vengono a Gorizia per studiare l'organizzazione e, non di rado, per ricevere istruzione teorico - pratica sul CR.32. In marzo il cinese ten. Lin Wen-K'uei, in aprile  il boliviano ten. Alberto Paz Soldan, in agosto  lo svizzero cap. Decio Bacilieri, in settembre il cap. Sanoh Rakdham dell'aviazione siamese. L'attivita' dello Stormo e' seguita con attenzione anche dalle autorita' italiane che a piu' riprese, nel corso dell'anno, visitano il Reparto: dal Comandante della 2^ Z.A.T. al Sottosegretario all'Aeronautica e al Capo di Stato Maggiore.

Nel primo trimestre l'addestramento in volo per i piloti più anziani subisce un rallentamento a favore della scuola a terra mentre alcuni piloti dello Stormo frequentano ad Orbetello corsi di navigazione strumentale. Continua invece, anche se in tono minore, l'addestramento alla caccia, al finto combattimento e al tiro reale sul poligono di Col Grande.
Il 3 aprile in una sollenne cerimonia all'Altare della Patria il 4° Stormo assieme ad altri reparti dell'aeronautica riceve la Bandiera di guerra seguita sull'aeroporto di Ciampino dalla rivista del Capo del Governo. Pochi giorni dopo, l'11 aprile a Gorizia  il comandante t.col. Mattei con un'altra cerimonia altrettanto solenne con tutto il Reparto schierato, consegna la bandiera all'alfiere ten. Marcovich scortato dal m.llo Cagliari e dal serg.magg. Attanasio.


Gorizia 11 aprile 1937, cerimonia per la consegna labari (bandiere di guerra) al 4° Stormo Caccia Terrestre ed al 71° Gruppo Osservazione Aerea (Arch.Renzi)

Il 4 aprile la pattuglia acrobatica di Remondino con cinque C.R.32 è in trasferta a Roma in occasione dell'anniversario della fondazione dell'Aeronautica. Il 9 aprile visita l'aeroporto di Gorizia-Merna una delegazione di ufficiali della Marina con a capo il Duca di Spoleto: per dimostrare il grado di addestramento, il Reparto di proposito non fa intervenire la pattuglia acrobatica bensi' una formazione di piloti della 91^, 84^ e 73^ Squadeiglia che si esibisce con una serie di figure acrobatiche. Il 21 maggio la pattuglia parte per Roma con sei C.R.32 facendo scalo a Forli', per partecipare all'esercitazione a fuoco del 3 giugno a Furbara.


Gorizia 9 aprile 1937, il Duca d'Aosta con il Duca di Spoleto.
(Arch.Ufficio Storico AM)

Esercitazione a fuoco
Furbara 3 giugno 1937
Il 1° giugno si svolgono le prove generali ed il 3 mattina inizia l'esercitazione a fuoco alla presenza di S.M. il Re, del Capo del Governo, del Duca d'Aosta, del Ministro degli Esteri, dei Capi di Stato Maggiore del Regio Esercito, della Regia Marina e della Regia Aeronautica, degli osservatori militari accreditati e della stampa governativa ed estera. Ospite d'eccezione il Maresciallo von Blomberg Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht. Obiettivo dell'esercitazione distruggere una base navale con l'affondamento delle navi in porto: il simulacro da affondare si trova sul litorale laziale. Per primo interviene una formazione di bombardieri leggeri Ba.65 seguita da due formazioni da bombardamento e da velivoli da assalto. Terminata l'esercitazione entra in scena la pattuglia acrobatica del 4° Stormo. Alle 11.30 in punto la formazione di Remondino si presenta sul poligono con un passaggio a bassa quota a "cuneo" di cinque, quindi "loopings", "tonneau", trasformazioni in "linea indiana", e a "bastone" quindi la "gran ruota" e il "volo folle". In finale viene eseguita per la prima volta lo "spezzone", una figura così battezzata da Pezze' per analogia alla "bomba" nella quale i velivoli dopo un passaggio in formazione e tirata su, virano e si trasformano in fila indiana ripassando sullo stesso punto senza soluzione di continuita' potendo scegliere qualsiasi bersaglio, anche in settori angusti dove la manovra della "bomba" non può essere eseguita. Terminata l'esibizione atterraggio a Ciampino e rientro il giorno 5 a Gorizia con scalo tecnico a Forli'.


Sull'aeroporto di Merna, che nel 1936 il 6° Stormo aveva trasferito il 3° Gruppo e aveva costituito una propria pattuglia acrobatica, riprendono gli allenamenti di entrambe le formazioni acrobatiche. Con maestria il cap. Remondino riesce a costruire un programma acrobatico assieme alla pattuglia del 6° Stormo e l'11 giugno, alla presenza del gen. Pricolo, si esibisce a Gorizia la "Super Pattuglia" composta dalle formazioni del 4° e 6° Stormo. Il 20 giugno la pattuglia e' a Budapest per il Raduno Internazionale organizzato per l'inaugurazione del nuovo campo di aviazione di Budaors.

Raduno Internazionale di Budapest
Budapest 20 giugno 1937
Il 16 giugno tutto e' pronto sull'aeroporto di Gorizia: tredici C.R.32 della "Super Pattuglia" aspettano di decollare alla volta di Budapest ma le condizioni meteorologiche segnalano forti piovaschi sulle Alpi per cui la partenza viene rinviata al giorno dopo. Nel pomeriggio del 17, un ricognitore in volo sulle Alpi segnala la schiarita e il magg. Chiesa, capo missione, d'accordo con i due capi formazione decide per la partenza; dopo ottantacinque minuti la formazione raggiunge l'aeroporto di Szombathely. Il giorno dopo trasferimento a  Budapest-Budaors. Domenica 20 il Reggente Horty inaugura ufficialmente l'apertura al traffico internazionale dell'aeroporto di Budaros, quindi inizia la grande manifestazione aerea di fronte ad oltre centomila gli spettatori. Per primi si esibiscono tre alianti ungheresi che, lavorando isolati su tre zone distinte dell'aeroporto, dopo una serie di "loopings ", di "fieseler " e di "imperiali " atterrano in formazione. Segue l'esibizione di nove Messerschmitt dello Stormo "von Richthofen" al comando del cap. Janson. I tedeschi presentano una formazione pesante con poche trasformazioni e larghi rientri. Subito dopo la pattuglia acrobatica austriaca al comando del t.col. Muller con sette C.R.32.


Budapest 18 giugno 1937, pattuglia acrobatica del 4° e 6° St.  Dietro ai C.R. 32 uno Junkers Ju. 52/3m della Lufthansa
(Arch.Agonigi)

4°STORMO


Remondino



Montanari
Renzi

Pezze'


Romandini


Tonello
(riserva)



6°STORMO


Borzoni



Agonigi
Borgogno

Zorn


Castelletti



Stabile
(riserva)





Budapest  20 Giugno 1937. Meeting Internazionale. In piedi da sinistra: Agonigi (1°), Baschirotto (2°), Remondino (5°), Pezze' (6°).  Accosciati da sinistra: Zorn (1°), Romandini (2°), Renzi (3°), Montanari (4°).  In secondo piano i C.R. 32 della Pattuglia Acrobatica del 4° Stormo (Arch.Montanari)

Ero alle prime uscite nella nuova veste di pilota "nazionale" e non posso dimenticare quel passaggio a doppio cuneo  di cinque. Eravamo piuttosto bassi ed io, 2° gregario di sinistra, pur controllando il parametro sul CR.32 di Montanari, che stava alla mia destra, diedi uno sguardo a sinistra e, vedendo quella marea di gente e di fazzoletti, sentii un brivido corrermi il filo della schiena. Fu un attimo. E la mente, gli occhi, l'anima ritornarono ai parametri, alle trasformazioni, alle figure acrobatiche ..... Ma la gente la vedo ancora ...

S.ten. V.Pezzè

Il 26 giugno le formazioni rientrano a Gorizia per ripartire pochi giorni dopo, il 19 luglio, alla volta di Zurigo facendo scalo tecnico sull'aeroporto di Bresso, per partecipare al 4° Raduno Aereo Internazionale.

Zurigo 24 / 25 luglio 1937
Tredici le nazioni partecipanti: Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Olanda, Polonia, Svezia, Svizzera, Ungheria. Nelle giornate che precedono l'inizo del raduno, i capo formazione Remondino e Borzoni si rendono conto, osservando gli allenamenti delle altre pattuglie, che il proprio programma composto da nove (12) trasformazioni è insufficiente rispetto alla formazione dei ceki, che in venti minuti eseguono ben sedici trasformazioni. Viene rivisto il programma e aggiunte nuove figure. Sabato 24 luglio incomincia la competizione con la presentazione del programma libero. L'Italia interviene dopo Inghilterra e Francia. Decollo in formazione di dieci, per poi rompere in due formazioni di cinque e ritornare ancora in dieci. La formazione italiana si classifica al quarto posto penalizzata dall'anomalo comportamento del giudice italiano che giudica piu' che mediocre il programma presentato. Il 1° posto si aggiudica la Cecoslovacchia, il 2° la Francia e il 3° l'Inghilterra. Il giorno dopo la prova obbligatoria. Per sorteggio gli italiani si esibisco penultimi mentre chiude la manifestazione la formazione dei ceki. Le pattuglie di Jugoslavia, Austria e Romania presentano un programma di nove trasformazioni limitate allo spostamento di un solo velivolo. Insufficiente anche il programma delle formazioni inglese e francese con dodici trasformazioni. Ma non e' tutto, la formazione francese su nove Morane 250, per imitare in decollo gli italiani si allinea in formazione di "cuneo" e nella corsa d'involo due velivoli rischiano di venire a collisione e di conseguenza rinunciano al decollo.


Zurigo 24 - 31 luglio 1937; 4°Raduno Aereo Internazionale. Il magg. Raverdino, capo missione al centro (5° con berretto) con a fianco due ufficiali svizzeri. I componenti della Pattuglia Acrobatica: cap. Remondino (7°), s.ten. Pezze’ (2), serg.m. Montanari (1°), serg. Renzi (5° a terra), serg. Romandini (4°), serg. Tonello, cap. Borzoni, ten. Borgogno, serg. Castelletti (4° a terra), serg. Agonigi, serg. Zorn, serg. Stabile (Arch.Renzi)

La pattuglia italiana presenta il nuovo programma di ventitrè (24) figure: allineamento di dieci C.R.32 a "cuneo", decollo in formazione di "cuneo" di dieci, passaggio in "linea di fronte", passaggio a "doppio cuneo", passaggio a "triangolo", passaggio a "triplo cuneo", passaggio a "triangolo rovescio", passaggio a "freccia", passaggio in "ala destra", passaggio a "X", passaggio a "T", passaggio a "H", passaggio a "Y", passaggio a "I ", passaggio a "bastone", passaggio in "ala sinistra", passaggio ad "aquilone", passaggio a "rombo", passaggio a "rettangolo", passaggio a "doppia linea di fronte di 5", passaggio a "cuneo di 5 in linea di fronte", passaggio a "cuneo stretto", passaggio a "elisse", passaggio a "greca",  passaggio nella "figura folle" atterraggio in formazione di "cuneo di 10"

4°STORMO


Remondino



Montanari
Renzi

Pezze'


Romandini


Tonello
(riserva)



6°STORMO


Borzoni



Agonigi
Borgogno

Zorn


Castelletti


Stabile
(riserva)



A seguire la pattuglia cecoslovacca con il numero di figure più elevato dopo gli italiani: quattordici contro le  ventitre' (24) di Remondino e Borzoni. Al termine delle prove, la giuria da' un giudizio omogeneo ad eccezione del giudice cecoslovacco, il solo a dare punteggio pieno alla propria formazione. La classifica definitiva vede al 1° posto la pattuglia cecoslovacca, al 2° a 1/2 punto, quella italiana, al 3° la francese, al 4° l'inglese, al 5° la polacca e al 6° quella rumena. Cinque giorni dopo Remondino, Pezze' e Borzoni si esibiscono in un finto combattimento. Il 31 luglio i C.R.32 italiani si esibiscono collettivamente chiudendo la manifestazione internazionale. Domenica 1° agosto piloti e specialisti accompagnati dal gen. Porru, sono ospiti d'onore alla Casa d'Italia a Zurigo; il 4 agosto la missione italiana rientra a Gorizia facendo scalo tecnico a Bresso.

A Gorizia intanto il serg.m. Ovidio Balducci della 96^ Sq. perde la vita in un incidente aereo il 3 luglio. Il suo C.R.32 in fase di atterraggio urta contro una macchina livellatrice a limite campo: l'impatto provoca l'incendio del velivolo che si schianta a terra. Il pilota ferito gravemente viene rasportato all'ospedale militare dove muore poco dopo. Il 16 luglio nove C.R.32 vengono rischierati sull'aeroporto di Treviso per partecipare alle manovre con i reparti dell'Esercito, mentre il 2 agosto altri velivoli del 4° Stormo partecipano assieme a quelli del 1° Stormo alle  esercitazioni della  Divisione Celere e della Divisione Motorizzata "Po" a Conegliano.

Il 5 e 6 agosto ancora due lutti. Nel primo perde la vita il s.ten. Paolo Lentini dell'84^ Sq. che, nell'eseguire una virata subito dopo il decollo con un C.R. Asso, entra in vite e urta violentemente il suolo. Nel secondo a perdere la vita e' il serg. Cesare Canciani dell'84^ Sq. che disponendosi all'atterraggio con un Ro.41, urta con l'ala destra un pilone dell'alta tensione al limite del campo, rovesciandosi e precipitando al suolo. Il pilota gravemente ferito viene trasportato all'ospedale militare di Gorizia dove muore pochi giorni dopo. Il 6 agosto due formazioni di cinque C.R.32 ciascuna assieme a venti C.R.32 e dodici S.81 di altri stormi, prendono parte alla sfilata aerea su Conegliano in occasione della rivista dell'Esercito per la fine delle manovre veneto - emiliane. Il 3 settembre la principessa di Piemonte ed altre personalita' sono in visita all'aeroporto di Gorizia e Remondino, in onore dell'augusto ospite, fa esibire la pattuglia acrobatica con i cinque C.R.32. Quattro giorni dopo al ristornate Boschetti di Tricesimo (UD), i piloti dello Stormo, reduci dalla Spagna e dalle manifestazioni di Budapest e Zurigo, festeggiano con un pranzo in loro onore.


Gorizia 1937, visita all'aeroporto della principessa di Piemonte e del duca Amedeo d'Aosta. La principessa stringe la mano a Romandini. Da sinistra: Pezze', ....., Romandini, Montanari.
(Arch.Renzi)

Il 15 settembre al 4° Raduno a Mantova viene inviato un Ro.41 pilotato da Pezze' reduce da un incidente di volo su un C.R.30 del Nucleo Addestramento. Durante un volo di addestramento si rompe il perno che unisce le due parti della gamba di forza destra: Pezze' riesce ugualmente ad atterrare malgrado la ruota destra incidentata, adagiandosi sulla semiala inferiore destra. Il 27 ottobre in un'altro incidente, muore il serg. Osvaldo De Lotto della 91^ Squadriglia: in un volo acrobatico con il C.R.32 durante una virata a sinistra si imbarca e precipita a un chilometro dal campo decedendo all'istante. L'anno si conclude con il commiato da Gorizia del Duca d'Aosta. La cerimonia si svolge il 6 dicembre sull'aeroporto di Gorizia - Merna; sei giorni dopo il Duca, nominato Vicere' d'Etiopia, lascia il comando della Divisione Aquila.

Dopo la colazione al circolo il Duca parti' in macchina per il castello di Miramare accompagnato dalle autorità aeronautiche piu' elevate. Fu allora che si verifico' un episodio che dimostra quale profondo affetto Amedeo di Savoia avesse suscitato fra i piloti negli anni di permanenza sull'aeroporto di Merna. Ricorda Baylon che egli e gli altri piloti corsero ad aprire le aviorimesse, tirarono fuori tre C.R.32 e cosi' come erano in divisa decollarono e si portarono sul corteo di macchine che raggiunsero poco prima di Miramare. Le nubi bassissime non  impedirono di eseguire una serie di loopings quasi radenti, mentre il Duca si sbracciava dalla terrazza a salutarli. La sera in cui il Duca d'Aosta lascio' la citta', tutto lo Stormo era ad attendere il suo treno a Monfalcone, la prima stazione di sosta dopo Trieste, e la commozione del Duca per l'inaspettato saluto fu evidente.

da: " Quelli del cavallino rampante" di A.Duma

Gorizia 193? interno hangar 4° Stormo. Chianese (4°, sulla sedia a sdraio in tuta bianca). Il 5° e’ un ufficiale straniero in visita a Gorizia (Arch.Romandini)

Alla fine del 1937, a seguito delle disposizioni ministeriali per la regolamentazione dei segni e dei distintivi di Reparto, la corona ed il nodo sabaudo vengono dipinti sui distintivi di fusoliera di entrambi i Gruppi. Il 12 dicembre  il Duca nel congedarsi da Gorizia, riceve in dono dal personale una statuetta recante nel piedistallo il cavallino rampante bianco in campo nero sormontato da corona e nodo sabaudo.




1938


E' un anno particolarmente impegnativo che deve fare i conti con la cronica carenza di materiali. La linea di volo, dopo la dismissione dei C.R.20 D.C. ed i C.R.Asso, e' composta da trentuno C.R.32 e 32 bis, tre C.R.20 e sette Ro 41 del Nucleo Addestramento. In marzo dopo la partenza per l'A.O.I. del ten. Tait, capo Nucleo Addestramento, il Nucleo cessa l'attivita'. La situazione alle squadriglie si fa sempre piu' gravosa: il numero di velivoli e' ridotto della meta' mentre continuano ad arrivare nuovi giovani piloti da addestrare con la conseguenza che le ore di volo disponibili sono limitate dall'impegno di uomini e mezzi in A.O.I. L'impegno primario e' fornire piloti ai reparti dell'aviazione legionaria indirizzando l'addestramento alla finta caccia, all'acrobazia individuale e collettiva per la piena padronanza del velivolo.

Il 1° gennaio viene ricostituita la 90^ Squadriglia, mantenuta in posizione quadro dal 1° luglio 1936.

In marzo due incidenti senza gravi conseguenze per le persone: il 15 marzo il s.magg. Colombina della 96^ Sq. in un atterraggio fuori campo mette fuori uso il suo C.R.32. Il 22 il cap. Fiacchino comandante della 90^ Squadriglia in volo con il s.magg. Luigi Iellici su un Ro.41 D.C. atterra fuori campo capottando in seguito alla rottura della pompa della benzina. Alla fine di aprile un altro incidente, questa volta con esito mortale: il s.ten. Renzo Miliani della 90^ Sq. durante un volo acrobatico sul C.R.32 investe dal basso il C.R.30 D.C. del m.llo Albino Cagliari con a bordo il s.ten. Lino Balista. L'equipaggio del C.R.30 riesce a lanciarsi con il paracadute mentre Miliani, probabilmente ferito nell'impatto, resta nel velivo precipitando con esso. In maggio il 4° Stormo assieme ad altri reparti della regia aeronautica, deve presenziare a Furbara per la visita in Italia del Cancelliere del III Reich. Le formazioni del 1°, 3° e 6° Stormo si portano sull'aeroporto di Gorizia da dove, il 26 aprile assieme alla formazione del 4° Stormo, decollano alla volta di Ciampino con scalo tecnico a Forli' dove ad aspettarli c'e' il Duca d'Aosta, ora Vicere' d'Etiopia. Il giorno successivo la super formazione decolla dall'aeroporto forlivese "portati" dal Duca  con il suo Ghibli CA 309. Durante il trasferimento a causa di un'avaria al motore, Agonigi e' costretto ad un atterraggio di fortuna riportando danni al mezzo: il pilota proseguira' in treno per Roma.

Operazione H
Poligono di Furbara 8 maggio 1938
Con la notizia della visita in Italia del Cancelliere del III Reich, lo SMA dirama ai Comandi della 1^ e 2^ Zona Aerea, l'ordine di organizzare presso i sottoposti Reparti (3°, 6°, 1° e 4° Stormo) una super pattuglia acrobatica. Al comando del "pattuglione" viene designato il magg. Aldo Remondino del 4° Stormo e l'aeroporto di Gorizia viene scelto come base di rischieramento per i ventotto C.R.32. La formazione del 3° Stormo raggiunge Gorizia mentre quella del 1° Stormo fa la spola tra Campoformido e Gorizia. In marzo incominciano le prove con un programma acrobatico appositamente studiato e adattato ad una formazione pesante di ventotto velivoli. L'inizio presenta alcune difficolta': in atterraggio a Gorizia il s.magg. Mariani investe il piano fisso di sinistra e un pezzo di timone del C.R.32 del serg. Bedeschi; i serg.m. Renzi e Romandini nell'eseguire un looping si toccano con l'ala senza riportare danni. Il 13 aprile nel cielo di Ronchi, alla sommita' del looping di ventotto velivoli, il serg.m. Montegnacco primo gregario sinistro del 1° Stormo, viene in collisione con il C.R.32 del cap. Brambilla: ne segue una crambola. Il velivolo di Renzi urta l'estremita' alare dei piani di coda di Remondino, Romandini secondo di destra, urta con l'ala del proprio velivolo i piani di coda di Renzi. I C.R.32 di Montegnacco e Brambilla entrano in vite precipitando a terra. Il cap. Brambilla si salva lanciandosi con il paracadute mentre Montegnacco perde la vita nello schianto. Per motivi di salute infine, i m.lli Carestiato e Maraschi non continueranno gli allenamenti.

4°STORMO




Remondino





Montanari
Renzi



Pezze'


Romandini

Chianese




Attanasio

1°STORMO




Brambilla





Cappelli
Farina



Peselli


Sbrighi

Scuffi




Mascellani

3°STORMO




Majone





Bedeschi
Dragoni



Mariani


Bocconi

Pongilupi




Giussani

6°STORMO




Borzoni





Pesce
La Ferla



Agonigi


Minguzzi

Zorn




Castelletti



L'incidente raccontato dal serg.m. Raffaele Chianese:
In previsione della Manifestazione Aerea sull'aeroporto di Furbara dell'8 maggio 1938, in occasione della visita del Cancelliere tedesco, i vertici dell'Aeronautica decidono di includere un'esibizione acrobatica di una super formazione di 28 CR 32, composta dalle pattuglie acrobatiche di quattro Stormi, il 1°, 4°, 3° e 6°. Gli allenamenti cominciano un mese prima e vengo assegnato alla pattuglia del 4° Stormo. Le pattuglie del 3° e 6° Stormo sono trasferite per l'occasione nell'aeroporto di Gorizia dove però non è possibile allenarsi perchè il traffico di velivoli è già’ notevole. Viene deciso così che le quattro Squadriglie si alleneranno sul cielo dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove il 4°, 3° e 6° Stormo si porteranno in volo da Gorizia e il 1° Stormo da Campoformido. Il 13 aprile tutte le Squadriglie atterrano a Ronchi dei Legionari ed il cap. Aldo Remondino tiene il briefing sulle manovre da eseguire. Per ogni Stormo c'è uno specialista che interviene per le normali operazioni di assistenza tecnica. Per il 4° Stormo c'è il serg. Enzo Vosca, che giunge direttamente da Gorizia con Ca 100 pilotato dal serg. Vittorio Romandini. Quel giorno Romandini doveva essere il gregario esterno di destra di Remondino ma non si sente molto bene ed è sostituito da un collega mentre a lui viene assegnato il compito meno impegnativo di pilotare il Ca 100 con a bordo specialisti e ricambi. Sono previste due missioni al giorno e tra l'una e l'altra i velivoli debbono essere controllati e riforniti di liquido refrigerante del radiatore, gli specialisti scherzosamente dicono che il CR 32 consuma più "acqua" che benzina. Di carburante non ce n'è bisogno grazie alla capacità dei serbatoi. La super formazione è comandata da Remondino che ha la fama di essere un eccezionale Capopattuglia, dopo la guerra diverrà Capo di Stato Maggiore. Io sono il gregario "esterno" sinistro della pattuglia di Remondino. Guidare una simile formazione sarebbe un'impresa impegnativa oggi, figuriamoci per quei tempi con dei velivoli senza radio, con poca potenza, con l'effetto "coppia dell'elica" che li rendeva instabili e richiedeva un continuo lavoro di pedaliera ad ogni variazione di potenza e velocità. Sull'aeroporto di Ronchi è una bella giornata ed iniziamo ad allenarci, le quattro pattuglie sono disposte a "rombo", la pattuglia del 4° Stormo di Remondino guida la formazione, alla sua sinistra ed alla sua destra, leggermente indietro, le pattuglie del 1° e 3° Stormo. Dietro, a chiudere la formazione a rombo, la pattuglia del 6° Stormo. Tutto va bene fino all'esecuzione del looping. Remondino, in testa alla formazione, sorvola il Carso da Est verso Ovest ed inizia una picchiata per prendere velocità, puntando l'aeroporto di Ronchi, lo sorvola a circa 80 metri ed in fondo al campo comincia a cabrare per ripetere una manovra già provata in precedenza. Quando la formazione ha superato la posizione verticale e manca poco alla sommità della manovra, a circa 300 metri, la pattuglia del 1° Stormo, al comando di Brambilla, si avvicina a quella di Remondino,  Mascellani, gregario esterno destro della pattuglia di Brambilla, viene "spinto" di conseguenza verso destra ed è oramai a pochi metri da me che sono il più esterno sulla sinistra di Remondino. Brambilla se ne rende conto e per correggere ha uno scarto a sinistra e Bruno di Montegnacco, suo gregario di sinistra, che volava molto "stretto", ala dentro ala, non riesce ad evitare la collisione. Nè io nè gli altri piloti ci accorgiamo immediatamente di quello che sta avvenendo perchè siamo impegnati a mantenere la formazione ed ognuno tiene la testa girata lateralmente con l'occhio incollato al suo leader. Nel frattempo siamo già in volo rovescio, a testa in giù, e Remondino, che ha notato con la coda dell’occhio la collisione, istintivamente si sposta a destra ed entra in collisione con Renzi che a sua volta investe il velivolo alla sua destra. Tonello, Montanari ed io ci troviamo in mezzo al caos ed è un miracolo che non ci investiamo l’un l’altro. Sono ancora rovescio e con il muso verso il basso. Con tutto motore "dentro" mi giro e, con il timore di entrare in collisione da un momento all’altro, cabro violentemente per tirarmi fuori al più presto dalla baraonda di velivoli impazziti. La formazione si rompe ed i velivoli schizzano in tutte le direzioni. Brambilla si lancia con il paracadute mentre di Montegnacco ritarda il lancio per tentare di riprendere il controllo del velivolo ma quando lo fa è troppo tardi, tocca il suolo con il paracadute non completamente aperto e muore nell'impatto. Mentre ero ancora a testa in giù ricordo di aver intravisto dei rottami che volavano ed i due velivoli già a terra, avvolti dalle fiamme, il tutto si è svolto in pochi secondi. Gli specialisti che attendono il rientro dei velivoli dentro una baracca di legno con l'orecchio allenato, sentono subito dalle "smotorate" che qualcosa di grave sta accadendo e si precipitano fuori: i due velivoli sono già a terra in fiamme. Brambilla sta per toccare terra col paracadute mentre di Montegnacco si è già schiantato a terra. Remondino atterra poco dopo con il velivolo seriamente danneggiato. Fra i primi a prestare soccorso a terra il pilota collaudatore dei Cantieri aeronautici di Monfalcone, Mario Stoppani, che porta ancora i segni delle ustioni a seguito dell'incidente in Atlantico nel quale ha perso la vita, con il resto dell'equipaggio, il cap. Mario Viola che si trovava a bordo come passeggero. I velivoli della formazione oramai scomposta rientrano "sciolti" all'aeroporto di Gorizia e Campoformido dove immediatamente intuiscono il dramma. Con la perdita di Bruno di Montegnacco il 1° Stormo perde uno dei più valorosi piloti. In suo ricordo, la famiglia farà stampare un breve diario delle sue azioni in Spagna del quale conservo ancora una copia.

L' 8 maggio alla presenza  di S.M. il Re d'Italia, il principe di Piemonte, il Capo del Governo, i Capi di Stato Maggiore italiani e tedeschi, ufficiali Superiori e Inferiori della Regia Aeronautica e della Luftwaffe, gli Addetti Militari stranieri e la stampa, la "Super Pattuglia" apre l'esercitazione con la presentazione della "croce uncinata" eseguita da ventisei velivoli. Segue il rientro, trasformazione, passaggio delle quattro Squadriglie "a bastone", in file parallele, "botte", trasformazione e la pattuglia rientra con due Squadriglie in "fila indiana" e le altre due a "doppio cuneo". Quindi la prima formazione effettua dei "tonneau"  individuali a bassa quota, "l' imperiale" e una picchiata con due giri di vite. La seconda formazione presenta una serie di "looping" in formazione di "doppio cuneo" e di "freccia". Rientro della prima pattuglia che presenta una "tripla ruota" e, tempo per il ricongiungimento, la formazione del 6° Stormo si esibisce nel "tonneau" simultaneo di sette velivoli. In finale il "looping" di ventuno più sette velivoli. Dopo la presentazione acrobatica, sfilano sul cielo campo quattrocento velivoli, fatti partire su allarme dagli aeroporti della Toscana, del Lazio e della Campania. Ritornano quindi i ventotto C.R.32 della formazione acrobatica disposti a "fascio littorio". Segue un'azione di bombardamento da parte di bombardieri leggeri e pesanti e in chiusura la super pattuglia si esibisce nella figura del "volo folle" con  trentadue velivoli (ventotto più quattro riserve). Il 10 maggio le formazioni rientrano a Gorizia. Rientrati a Gorizia non c'e' tempo da perdere: designati assieme alla pattuglia del 1° Stormo a partecipare a Belgrado all'Esposizione Aeronautica Internazionale del 4 giugno, Remondino si mette subito al lavoro.


Gorizia 1940/1943, Scuola Caccia: gli istruttori di volo, Costigliolo (1°), Bandini (2°) e Romandini (3°) davanti all’hangar della 90^ Squadriglia. In secondo piano, tra Bandini e Romandini, il s.ten. Paolo Berti (Arch.Bandini)

Esposizione Aeronautica Internazionale di Belgrado
Belgrado 4 giugno 1938
Alla fine di maggio dodici C.R.32 del 1° e 4° Stormo decollano da Gorizia diretti a Belgrado con scalo tecnico a Zagabria. La manifestazione aerea inizia con voli acrobatici individuali, "finta caccia ", un volo acrobatico collettivo in formazione di cinque velivoli con poche trasformazioni, un lancio di paracadutisti militari e civili, passaggi in formazione di velivoli di vari stormi e nel finale l'esibizione di un solista jugoslavo che per un guasto tecnico precipita, senza gravi conseguenze per il pilota, a pochi metri dalla linea dei C.R.32 italiani. Terminata la presentazione dei padroni di casa, i dodici C.R.32 del 1°e 4° Stormo decollano in formazione di dieci. Subito dopo il decollo il Serg.M. Sbrighi deve atterrare per un guasto al motore e, risalendo sul velivolo di riserva, riparte e si ricongiunge alla formazione. La prima figura geometrica è una "P " in onore a Re Pietro di Jugoslavia poi trasformazione a "doppio cuneo", di "linea di fronte", di "aquilone". A questo punto la pattuglia si divide in due squadriglie che si alternano nelle figure: passaggi in "fila indiana", "tonneau", "imperiale", "vite", "looping a triangolo", la "bomba"aperta su due obiettivi, altri tre passaggi, ricongiungimento delle due formazioni, passaggio nel "volo folle" e atterraggio in formazione. Terminata l'esibizione i piloti italiani vengono presentati al Ministro della Guerra, gen. Maric e al Comandante dell'Aviazione Jugoslava gen. Simonovich. In serata sono ospiti dell'Ambasciata Italiana di Belgrado.
 
4° STORMO



Remondino



Montanari

Renzi
Pezze'



Romandini


Comelli
(riserva)



1°STORMO



Brambilla



Peselli

Farina
Scuffi



Sbrighi


Mascellani
(riserva)




Il 19 giugno lo Stormo invia trenta velivoli sul Montello per l'annuale commemorazione dell'asso della prima guerra mondiale F.Baracca. Nel primo semestre vengono effettuati presso lo Stormo numerosi lanci di siluro con un SM.79, per l'esecuzione di alcune prove tecniche richieste dal Ministero che aveva provveduto ad assegnare al 4° Stormo un velivolo da bombardamento appositamente modificato. Vi effetuano il passaggio Bonzano, Meille, Larsimont, e Lucertini. Inoltre la linea di volo viene gradualmente rinforzata con nuovi velivoli, C.R.32 quater (si differenziano dalla versione "bis" per il ritorno alle sole due 12,7 nel muso, per qualche irrobustimento strutturale e per la strumentazione modificata). Durante l'anno inoltre, il Reparto ricevera' 34 velivoli di questo tipo, oltre a due C.R.32 bis (differenzia dalle altre versioni per le speciali marmitte sugli scarichi per permettere la caccia notturna), due C.R. 30 D.C. un Ca. 100.


Gorizia 1938, Guglielmo Biffani davanti ad un C.R. 32 bis della 73^ Squadriglia.  Da notare le due speciali “marmitte” sugli scarichi dei motori per permettere la “caccia notturna"
(Arch.Biffani)

In giugno scatta l'allarme per possibili azioni dei ribelli spagnoli sul territorio italiano; il 28 lo Stato Maggiore emana l'ordine di costituire la Squadra "R" per contrastare in caso di necessita', attacchi aerei alle città costiere italiane. Al comando del gen. Pricolo e' costituita da quattro stormi da bombardamento 16°, 18° ,32° e 36°e  uno da caccia, il 4° Stormo che restano in attesa nelle loro sedi.  Rientrata l'emergenza, il 20 agosto viene emanato l'ordine di scioglimento della Squadra "R" Il 1° luglio con la costituzione del Comando II^ Squadra Aerea affidato al gen. Pricolo, viene soppresso il Comando della III^ Brigata. Il 4° Stormo assieme al 1°, 6° e 50° è posto alle dipendenze della 1^ Divisione Aerea. L'8 luglio perde la vita il ten. Franco Comelli della 91^ Squadriglia mentre decolla con un C.R.32 quater dal campo di Foligno, a seguito della collisione con un traliccio di una linea elettrica. Tra i mesi di marzo e luglio proseguono gli arrivi a Gorizia di piloti stranieri per l'addestramento presso il 4° Stormo su velivolo C.R.32: in marzo i s.ten. venezuelani  Gonzales Viva, Miguel De La Rosa e Mendez Moises; in giugno i s.ten. venezuelani Carlos Maldonado e Pablo Croce ed infine in luglio, i cap. rumeni Isaia Popovici e Sthefan Stojan. Il 14 agosto cinque velivoli della 97^ Squadriglia partecipano al Raduno di Asiago esibendosi  in un programma acrobatico, alla fine dell manifestazione di volo a vela. Nello stesso mese il serg. Renzo Bartolomasi della 91^ Sq., da poco al Reparto, e' costretto ad abbandonare il suo C.R.32 bis rimanendo leggermente ferito. In settembre lo Stormo e' designato, assieme agli altri Reparti della 2^ Squadra Aerea, ad un'importante servizio di polizia aerea in occasione della visita del Capo del Governo nella Venezia Giulia. Il 4° Stormo partecipa con due pattuglie di tre velivoli schierati a Gorizia dal 18 al 21 settembre e a Vicenza dal 27 al 29. Il giorno 21, sull'aeroporto di Treviso in occasione dell'inaugurazione ufficiale, 40 velivoli dello Stormo vengono passati in rassegna dal Capo del Governo. Nella circostanza i Reparti si esibiscono in un unico pattuglione acrobatico composto da tre formazioni di cinque velivoli. Purtroppo durante un tonneau lento il secondo gregario di sinistra della pattuglia del 4° Stormo, portata dal cap. Larsimont che aveva con se Tonello, Biffani, Romandini e Renzi, e' costretto ad abbandonare la formazione seguito dagli altri. Il gregario, uno dei migliori dello Stormo, aveva dovuto sostituire all'ultimo momento il titolare, Pezze', assente suo malgrado al momento della partenza della pattuglia. Il 23 settembre lo Stato Maggiore dirama l'ordine telefonico a tutti i reparti della 2^ Squadra Aerea di attivare le disposizioni relative al "periodo di sicurezza" Il 30 dello stesso mese viene diramato l'ordine di cessato allarme. Pochi giorni dopo, il 6 ottobre, a causa del verificarsi di tensioni politiche in Europa, arriva l'ordine al 1° e 4°  Stormo di approntarsi in assetto da guerra per un possibile trasferimento in Ungheria. L'11 novembre l'ordine viene revocato ma il 19 alle ore 23, arriva improvvisa la comunicazione telefonica del Gabinetto del Ministro di approntare durante la notte i due stormi da caccia in modo che i due reparti siano pronti a partire per l'Ungheria:  il 1° Stormo deve essere pronto alle nove del mattino del 20 novembre ed il 4° Stormo alla stessa ora del giorno successivo. Nonostante l'ordine fosse pervenuto nella notte precedente il giorno festivo e quindi con un'alta percentuale di personale in permesso, i due stormi portano a termine le operazioni nel tempo prescritto. Il 4° Stormo schiera quarantanove C.R.32 e cinque Ca.133 per un totale di sessantatre piloti. Le avverse condizioni del tempo sulla rotta sconsigliano la partenza la quale viene più volte rinviata. Il 25 novembre il Sottosegretario di Stato per l'Aeronautica comunica telefonicamente il cessato allarme.

L'ultima decade di settembre si chiude con due incidenti: il 25, il s.ten. Baschiera della 97^ Squadriglia riesce abilmente ad atterrare senza danni per il velivolo nonostante una grave avaria al mezzo. Diverso invece l'esito dell'incidente accorso al serg. Carlo Bianchi della 91^ Squadriglia; durante un volo di addestramento con il C.R.32 urta violentemente il terreno decedendo all'istante.

In ottobre con l'assegnazione alle squadriglie di cinque Ca.133 per il trasporto personale, viene costituita la Sezione Trasporti del 4° Stormo. Il 15 dello stesso mese gli aeroporti di Campoformido e Merna cambiano denominazione, rispettivamente in Udine e Gorizia. Sette giorni dopo in un incidente di volo perde la vita il s.ten. Gastone Gal della 96^ Sq.: investito dal gregario di sinistra il suo C.R.32 Q entra in vite precipitando a terra. Il 2 novembre l'alfiere ten. Bruno Zavadlav con la bandiera di guerra dello Stormo partecipa al raduno delle bandiere di Vittorio Veneto per celebrare il ventennale della Vittoria. Il 4 novembre è a Roma per la cerimonia conclusiva.

Negli ultimi mesi del '38 rientrano scaglionati gli aviatori italiani dell'Aviazione Legionaria. Tra questi il cap. Ernesto Botto che a causa dell'amputazione di una gamba in seguito alle ferite riportate in un combattimento aereo, deve rinunciare al pilotaggio.  Non rassegnato, Botto anziche' ritornare alla natia Torino per la convalescenza si reca subito a Gorizia dove sa' che puo' contare su amici fidati. Una mattina di ottobre il s.ten.Pezze' assieme al cap. Botto nell'insolito ruolo di "allievo" decollano dal campo di Gorizia su un C.R. 30 biposto della  73^ Squadriglia appositamente modificato. Dopo la prova di conduzione in volo eseguita in maniera magistrale, l'atterraggio da manuale. A questo punto non resta che rivolgersi alle autorita' superiori per la riabilitazione al pilotaggio. Il gen. Illari è contrario al reinserimento nel ruolo navigante. Il Capo di Stato Maggiore, gen.a.a. Giuseppe Valle propone di passare ai bombardieri. Botto replica dimostrando che in caso di abbattimento, da un bombardiere non avrebbe scampo viceversa dalla carlinga di un caccia basterebbe mettersi in volo rovescio e lasciarsi cadere. La tesi convince l'alto ufficiale e autorizza il cap. Botto a volare con l'istruttore. Non esistendo pero' una normativa che disciplina il volo a doppio comando, il gen. Valle promuove una legge che viene varata in una settimana. Rientrato a Gorizia, Botto prende il comando della 73^ Squadriglia e si rassegna a volare secondo le disposizioni superiori. Passato un mese, torna al monoposto e assieme all'amico Pezze' riprende l'addestramento acrobatico con il C.R.32. Riacquistata la piena padronanza del velivolo, assieme a Pezze' organizza una prima pattuglia acrobatica di sei elementi (Dallari, Montanari, De Campo e Biffani) ai quali si aggiungono in un secondo tempo il ten. De Campo, i m.lli Ranieri e Ruffilli, il serg. Stauble. La pattuglia decolla all'alba per provare il programma acrobatico e per questa abitudine di lavorare alle prime luci del giorno, al 4° Stormo la formazione acrobatica della 73^ Squadriglia e' soprannominata la "Pattuglia Aurora".






Botto







Pezzè
Renzi





Montanari


Dallari



DeCampo




Ranieri
 
Biffani






Ruffilli




Stauble
(riserva)





A fine anno il numero di velivoli dello Stormo e' pressoche' equivalente alla normale dotazione: cinquantadue C.R.32 bis e quater, due C.R.30D.C., cinque Ca.133, sei Ro.41, un Ba.28 e un Ca.100


1939


L'anno inizia con una serie di incidenti di volo: il 10 gennaio durante un allenamento acrobatico a bordo di un C.R.32 Q, il serg. Bruno Franceschinel della 97^ Squadriglia perde la vita a causa di una manovra errata. Un mese dopo, il 10 febbraio, il s.ten. Vaccari con grande maestria riesce a riportare a terra il proprio velivolo in fiamme riuscendo, una volta atterrato, a domare con mezzi di fortuna l'incendio. Sempre nei primi mesi dell'anno inizia l'addestramento al volo notturno su Ro. 41 D.C. e monoposto.

Gorizia 1939, coppia di C.R. 32 in atterraggio in direzione Ovest. Sullo sfondo gli hangar del 4° Stormo, in primo piano il vialetto che conduce dagli hangar al Comando di Stormo. Sulla sinistra si intravede il muro di recinzione che fiancheggia la strada statale. In fondo, la chiesa sul colle di San Grado. (Arch.Oblach)

Il 28 marzo, i reduci dello Stormo dalle O.M.S. partecipano a Roma, alla presenza del Capo del Governo, alla cerimonia per la ricorrenza della fondazione dell'Arma e il giorno dopo termina la guerra di Spagna. L'impegno del Reparto e' stato notevole: novantasette piloti, dei quali otto caduti e di questi sei  decorati con M.O. due con M.A. e una M.O. a vivente, quella del cap. Botto. Degli altri piloti non tutti torneranno al 4°,Stormo. Anche la partecipazione degli specialisti e' stata notevole: cento uomini a molti dei quali vengono riconosciuti meriti di guerra. Alla fine di marzo il Reparto e' chiamato ad assolvere ad un nuovo impiego in appoggio alle operazioni di occupazione dell'Albania. Giunge l'ordine di rischierare sull'aeroporto di Grottaglie tutti i Ca.133 della 1^ Divisione Aerea (1°, 4°, 6° e 50° Stormo); nella tarda mattinata del 31 marzo i cinque Ca.133 in dotazione allo Stormo decollano da Gorizia per raggiungere la destinazione. Con in forza i ventidue Ca.133 della 1^ Divisione Aerea, viene formato lo Stormo Trasporti inquadrato nella Squadra "A", comandata dal gen. Pricolo. Le operazioni durano in tutto dieci giorni, dal 5 al 15 aprile dopodiche' lo Stormo Trasporti viene sciolto ed i velivoli rientrano ai reparti di appartenenza. Il 25 aprile il ten. Evaristo Reccardini della 97^ Sq. in atterraggio col Ro. 41, dopo un'esercitazione di volo notturno, capotta e muore tre giorni dopo all'ospedale militare di Gorizia in seguito alle ferite riportate. Il 12 maggio il m.llo Nicola della 90^ Sq. durante un trasferimento in volo da Rimini a Gorizia, e' costretto ad un atterraggio di fortuna senza conseguenze per il pilota. Nello stesso mese di maggio personale e velivoli della 90^ Sq. vengono trasferiti al 6° Stormo per costituire la 151^ Squadriglia sull'aeroporto di Rimini. Continua anche la serie di incidenti di volo: il 1° giugno precipita nei pressi dell'aeroporto di Gorizia il serg. Giampietro Lando della 96^ Squadriglia perdendo la vita. Il  9 giugno durante un'esercitazione acrobatica in formazione, i C.R.32 dei serg. Orlando Piola e Elio Miotto della 91^ Squadriglia si scontrano in volo. Miotto si salva lanciandosi con il paracadute mentre Piola atterra fuori campo danneggiando il velivolo e riportando lievi ferite. Tra addestramento, operazioni e incidenti, ci sono anche gli impegni di rappresentanza. Il 15 giugno i reduci dalle O.M.S. partecipano a Genova ad una cerimonia in occasione del rimpatrio dei legionari. Il 18 dello stesso mese, il s.ten. Viotti con Ro. 41, si esibisce a Bologna con un programma acrobatico individuale nella giornata di chiusura dell'Avioraduno riservato agli studenti universitari piloti.  Il 19 giugno cinque velivoli della 91^ Sq. sorvolano il Montello per commemorare l'asso dell'aviazione Francesco Baracca. Intanto la situazione internazionale si fa sempre piu' critica; l'attivita'' acrobatica viene notevolmente ridotta, unico impegno di rilievo la manifestazione aerea del 22 giugno a Berlino.

Manifestazione Aerea di Berlino
Berlino 23 giugno 1939
Nel primo pomeriggio del 16 giugno tre formazioni di quattro velivoli ciascuna decollano dall'aeroporto di Gorizia; dopo quarantacinque minuti le formazioni sono costrette a rientrare a causa delle cattive condizioni meteo sulle Alpi. Due ore dopo, i dodici C.R.32 della "Pattuglia Aurora" fanno un altro tentativo riuscendo questa volta varcare il Brennero ed atterrare a Monaco. Il 17 trasferimento in volo a Lipsia e il 19 giugno ultima tratta fino a Doberitz (Berlino). Sull'aeroporto berlinese si sta' abbattendo un forte temporale e il m.llo Ruffilli nella fase dell'atterraggio urta un ostacolo mettendo fuori uso il velivolo e rimanendo leggermente ferito (secondo altre fonti, non ci sono danni ne' al pilota ne' al velivolo). Della missione fanno parte anche il comandante del X Gruppo, magg. Francois e il t.col. Reglieri. Il 22 giugno la presentazione ufficiale della pattuglia acrobatica ai piloti della Luftwaffe e alle autorita' militari tedesche poi trasferimento sull'aeroporto di Staaken. Il 23 alle ore diciasette la pattuglia decolla in formazione di "cuneo" di nove, ritorno sul cielo campo per due "loopings a cuneo" di nove con uscita davanti alle tribune, trasformazione in "fila indiana ", passaggio alla massima velocità, "ruota" di nove, "imperiale", ricongiungimento nella formazione di "cuneo ", "tonneau lento" (manovra eseguita per la prima volta con nove velivoli), trasformazione a "triplo cuneo" di tre velivoli, "looping " quindi separazione dei tre cunei per la figura della "bomba", ricongiungimento, "volo folle", trasformazione a "cuneo" di nove ed atterraggio in formazione. Più tardi rientro a Doberitz e alla sera ospiti dell'Ambasciata italiana per il ricevimento offerto dal Ministro d'Italia a Berlino, S.E. Attolico. Il 24 giugno la formazione si sposta sull'aeroporto di  Zerbst ospite di un Reparto caccia tedesco. Durante il trasferimento il capoformazione Reglieri e' costretto ad un atterraggio di fortuna, senza danni, per piantata del motore; il magg. Francois invece incontra notevoli difficolta' a causa della scarsa visibilita' riuscendo tuttavia ad atterrare sull'aeroporto di Zerbst. Il 28 giugno seconda tratta prima di rientrare a Gorizia, Zerbst - Monaco. Dopo un'ora di volo (venti minuti, secondo altre fonti) il m.llo Raineri resta senza carburante per un'irregolare rifornimento del suo CR.32 ed atterra fuori campo nei pressi di Monaco. Il velivolo va completamente distrutto mentre il pilota resta lievemente ferito: qualche giorno piu' tardi rientrera' in treno a Gorizia. Con la manifestazione di Berlino si chiude l'era del volo acrobatico collettivo: tra poco alle pacifiche evoluzioni acrobatiche si sostituiranno le armi. Il 1° luglio viene ricostituita al comando del cap. Renzo Maggini la 90^ Sq. con personale e velivoli prelevati dalle altre squadriglie. A Gorizia intanto, ferve la preparazione in vista della manifestazione per il passaggio di consegne al vertice della Divisione Aquila fra il gen. d.a. Santoro uscente e il gen. d.a. Velardi, subentrante.

Cambio Comando 1^Divisione Aquila
Gorizia 6 luglio 1939
Giovedi 6 luglio arrivano sull'aeroporto di Gorizia gli "Stormi dipendenti", 1° e 6° che, assieme al 4° formano uno schieramento di centodieci velivoli su un fronte di oltre un chilometro; assente la 90^ Sq.da poco ricostituita. La cerimonia inizia con il passaggio in rivista agli ufficiali e sottufficiali degli stormi da parte del gen. Pinna, sottocapo di Stato Maggiore e del gen. Pricolo, comandante la 2^ Squadra Aerea; le autorita' poi raggiungono il piazzale a loro riservato mentre i piloti si portano di corsa ai loro velivoli. Dopo il decollo le tre formazioni fanno un largo giro sull'aeroporto di Ronchi disponendosi a "triangolo" per un passaggio in tre gruppi distinti, seguito da un secondo passaggio. Dopo i due passaggi restano in volo solo le formazioni acrobatiche dei tre stormi: due squadriglie del 1°, una del 6° e l'intero 4° Stormo con quarantacinque velivoli. Mentre il 4° Stormo si porta in zona di attesa, le squadriglie del 1° e 6° Stormo entrano a "cuneo" per l'esecuzione simultanea di un "tonneau" in formazione, trasformazione, "looping a triangoli di pattuglie" seguito da un altro "looping" a "triangolo", trasformazione in "fila indiana" e "gran ruota". A questo punto escono di scena per lasciare spazio al 4° Stormo.



Gorizia 6 luglio 1939, sfilamento della Divisione Aquila. Le prime cinque Squadriglie sono del 4° Stormo, le successive sono del 1° e 6° Stormo (Arch.Montanari)
91^ Sqd.capo formazione: Cap. De Agostinis
84^ Sqd.capo formazione: Ten. Monti
97^Sqd.capo formazione: Cap. Larsimon
96^Sqd.capo formazione: Cap. Fassi
73^Sqd.capo formazione: Ten. Pezze'

Il comandante Grandinetti per mettere in evidenza il livello di efficienza e di addestramento del suo Reparto, lascia a terra i piloti titolari della 73^ Sq. sostituendoli con i più giovani al comando di Pezze'. Giunti sul cielo campo, le cinque squadriglie di nove velivoli eseguono tre "looping" a cuneo, "tonneau" lento e rientro mentre la 91^ si predispone in "fila indiana ", "looping", trasformazione a "cuneo"e poi un altro "looping". A questo punto interviene l' 84^ con la "gran ruota" di nove velivoli, quindi la 97^ effettua un passaggio a "cuneo" e sulla sommita' del "looping" trasforma in "fila indiana" e la "gran ruota". La 96^ presenta la figura in "fila indiana", poi un "tonneau" individuale veloce, cabrata e "gran ruota". Per ultima la 73^ Squadriglia che esibisce  tre "grande ruota" e altri virtuosismi. Terminate le figure acrobatiche, le cinque squadriglie si riuniscono per il passaggio in formazione di "cuneo".

In luglio ancora incidenti senza conseguenze per gli occupanti: il 12 il serg.m. Massimo Salvatore della 97^ Squadriglia  per uno scoppio di un pneumatico in atterraggio imbarda con il suo C.R.32 e il serg. Silvio Marchini, anche lui della 97^ Squadriglia, lo investe danneggiando lievemente il proprio velivolo. Una settimana dopo, il s.ten. Aurili della 90^ Sq. atterra fuori campo con un Ro 41 durante un volo prova per arresto del motore. Il 26 luglio un S.79 MM 21128 della 73^ Squadriglia pilotato da Pezzè, con a bordo il magg. Dequal e il t.col. Grandinetti, per un'avaria al motore centrale che provoca, oltre alla perdita di sostentamento a causa del pieno di carburante e del siluro agganciato alla fusoliera, anche la perdita di di visibilita' per l'abbondante fuoriuscita di olio che imbratta i finestrini. Pezze' tenta la manovra per rientrare ma essendo alto sul campo riattacca e fa un altro giro: contemporaneamente  pero' un'avaria ai flap non permette al velivolo di prendere velocita'. Quando il giro e' completato e manca poco alla pista, Pezze'  chiude  motore e atterra sulla strada che conduce al campo. Il velivolo finisce la corsa nel fosso che corre lungo la strada senza conseguenze per l'equipaggio. L'S.79 danneggiato verra' reintegrato in settembre con un altro S.79 dato in carico alla 90^ Squadriglia per le prove di lancio dei siluri a Fiume. Il 28 luglio infine, il s.ten. Riccardo Vaccari ed il serg. Mario Perini della 97^ Squadriglia vengono a collisione in volo: l'ufficiale si lancia con il paracadute mentre il serg. Perini controlla l'aereo e atterra sul campo.

ll 17 luglio il Duca d'Aosta proveniente dall'Africa con il suo S.79 incontra in volo nel cielo di Alture di Pola un Ca.133 del 4° Stormo con il quale ingaggia un finto combattimento. Il 29 dello stesso mese il Duca giunge in volo sull'aeroporto di Gorizia scortato dal IX Gruppo: dopo aver visitato lo Stormo compie un volo in formazione con velivoli del 4° Stormo. Il mese di agosto si apre con un incidente dall'esito mortale. Il s.ten. Sergio Caputi della 84^ Squadriglia a bordo di un Ro. 41, precipita per cause sconosciute subito dopo il decollo. Il 12 dello stesso mese il IX Gruppo partecipa all'esercitazione organizzata dalla 3^ Divisione Aerea "Centauro". Nella simulazione, Gorizia e' un importante centro industriale che i C.R.32 del Quarto devono difendere da un attacco a sorpresa condotto da dieci bombardieri S.79 del 36° Stormo in partenza da Bologna. Il confronto tra le parti è nettamente a favore dei bombardieri, molto più veloci dei vetusti C.R.32 che riescono ad intercettare solo una pattuglia di "aggressori".

La situazione internazionale intanto precipita, la Germania sta per attaccare la Polonia e in Italia scattano le misure relative al periodo di sicurezza. Vengono allertati i reparti dipendenti della 1^ Divisione Aerea e la 97^ Squadriglia si trasferisce a Pantelleria rimanendovi fino al 29 settembre per poi rientrare a Gorizia. Nel frattempo al 4° Stormo e nei reparti dell'aeronautica e' in corso  un processo di ammodernamento della linea di volo. Il 10 agosto piloti della 91^ Sq.  giungono a Lonate Pozzolo per effettuare il passaggio sul Macchi C.200. Il nuovo velivolo, monoplano ad ala bassa, non riscuote l'entusiasmo dei piloti e cosi' la scelta cade sul C.R.42, velivolo biplano con struttura tradizionale gia' in dotazione al 54° Stormo di Treviso. Gli MC 200 con lo stemma del cavallino rampante sulla coda vengono trasferiti in volo dai piloti del X Gruppo da Lonate a Treviso e passano in carico al 54° Stormo. Sull'aeroporto trevigiano i piloti del 4° Stormo effettuano il passaggio sul C.R.42 e il 9 settembre trasferiscono a Gorizia i primi sette C.R.42 assegnati allo Stormo, seguiti nei mesi successivi da altri quarantatre'. Entro l'anno tutti i piloti effettuano il passaggio sul nuovo velivolo.

In ottobre altri due incidenti. Il 18 il s.ten. Alfonso Nuti ed il m.llo Raineri entrambi della 73^ Squadriglia con un C.R. 30 doppio comando della 90^ Sq. durante un volo acrobatico, a causa di un incendio, sono costretti a lanciarsi con il paracadute giungendo a terra incolumi. Esito ben diverso per il  serg. Bruno Gerli che il 24 ottobre perde la vita in seguito alla collisione in volo con il ten.Aurili che invece si salva lanciandosi con il paracadute.

Alla fine di ottobre viene nominato Sottosegretario dell'Aeronautica il gen.s.a. Francesco Pricolo dal 1937 comandante della 2^ Squadra Aerea nella quale e' inquadrato lo Stormo. La notizia trasmessa dalla radio raggiunge i piloti in mensa: immediato sale l'applauso seguito dalla corsa spontanea verso gli hangar e, dopo aver messo in moto i velivoli, decollano alla volta di Padova dove si trova il comando della 2^ Squadra. Sul circolo ufficiali in segno di giubilo, viene innalzata la bandiera.

In novenbre i primi incidenti con il CR. 42. Il giorno 7 il s.ten. Emilio Spaggiari della 96^ Sq.ed il serg. Miotto della 91^ Squadriglia vengono a collisione in volo; entrambi si lanciano con il paracadute, il serg. Miotto tocca terra regolarmente mentre il s.ten. Spaggiari si sfila dal paracadute decedendo (probabilmente si tratta dell'incidente ricordato da Chianese, al quale ha assistito da terra il personale della Squadriglia e nel quale le funicelle del paracadute, impregnate di benzina a seguito dell'impatto, si sono incendiate). Un altro grave incidente il giorno 24 dello stesso mese. Il s.magg. Ilio Bertolucci ed il serg. Ires Cattarino entrambi dell'84^ Sq. perdono la vita in seguito a collisione in volo.

Il 7 dicembre tre formazioni di C.R.32 partono da Gorizia per essere consegnati al 6° Stormo di Rimini. Il capoformazione della prima pattuglia e' il s.ten. Visintini, il capoformazione della seconda e' il m.llo Vecchiet mentre quello della terza e' il m.llo Alesi. Su Ravenna il tempo e' pessimo. Vecchiet e gregari atterra a Padova e riparte per Rimini il giorno dopo. Visintini, Alesi, Miotto e Savini sono costretti ad un atterraggio fuori campo per mancanza di carburante. L'unico ad arrivare a Rimini e' il s.magg. Raiser.

Alla fine dell'anno lo Stormo conta 117 piloti tra ufficiali e sottufficiali, 280 specialisti e una dotazione velivoli composta da quarantatre C.R.42, ventuno C.R.32, sei Ca.133, sette  Ro. 41 ed un S. 79 per un totale di 78 aeroplani.



Gorizia1940 / 1941, C.R.42 sull’aeroporto di Gorizia (Arch.DelMoro)


1940


L'addestramento bellico sul C.R.42 procede a ritmo ridotto a causa dell'esiguo numero di velivoli in dotazione e delle restrizioni imposte sul consumo di carburante. Per far fronte alla carenza  di C.R.42 si ricorre ai C.R.32 ancora  in carico al Reparto. In giugno lo Stato Maggiore, in previsione di un imminente stato di guerra applica il P.R.12, piano di rischieramento, che prevede il trasferimento in Sicilia  del comando della 2^ Squadra Aerea (1°, 4°, 6° e 54° Stormo) con alcuni reparti dipendenti, tra cui il 1° Stormo. Restano in attesa nelle proprie sedi il 4° Stormo a Gorizia, il 6° a Ravenna e Rimini ed  il 54° a Treviso i quali passano alle dipendenze della 6^ Divisione Aerea. A Gorizia intanto, sui velivoli delle squadriglie del X Gruppovengono dipinti i rispettivi distintivi: la 90^ Squadriglia ha disegnato l'elefante rosso in campo bianco, la 91^ Sq. ha disegnato sul copriruota il grifo nero su sfondo bianco circolare e l'84^ Sq. una stella bianca che simboleggia la "buona stella" d'Italia, con la segreta speranza di tenere lontana la guerra.

Il 5 giugno arriva l'ordine di partenza per l'Africa settentrionale. Dopo il saluto del comandante col. Grandinetti partono da Gorizia con un treno speciale gli specialisti, i piloti non destinati al trasferimento in volo dei velivoli e il materiale del Gruppo: destinazione Brindisi da dove salperanno con la nave "Citta' di Napoli" alla volta di Bengasi. A Gorizia si completano i preparativi con la collaborazione del IX Gruppo che cede cinque C.R.42 al X Gruppo e sei piloti aggregati al Gruppo in partenza per il trasporto in volo di C.R.42 e Ca.133. La 90^ Squadriglia cede al magazzino SMA di Gorizia l'S.79 in carico per le prove di lancio dei siluri, un CR. 32 e due Ro. 41 Alle squadriglie restano in carico per il trasporto personale e materiale un Ca.133 ciascuna. La partenza prevista per l'8 giugno e' anticipata al giorno 7. A mezzogiorno tutto e' pronto e alle ore 15 la partenza: per prima decolla l'84^ Squadriglia al comando del cap. Piragino seguita dalla 91^ Squadriglia comandata dal ten. d'Agostinis. Un'ora dopo parte la 90^ Squadriglia scalo a Rimini dove si trovano gli specialisti del IX Gruppo trasposrtati in precedenza con i Ca.133, rifornimento e subito dopo partenza per Foggia preceduti dai Caproni del X Gruppo provenienti direttamente da Gorizia. Il mattino del giorno dopo le squadriglie partono per Grottaglie dove trovano l'assistenza tecnica del personale del 6° Stormo. Nel pomeriggio decollo per Catania. Il giorno 9 parte partenza per l'Africa con scalo tecnico a Comiso. Alle ore 15 la formazione che nell'attraversata del Mediterraneo e' stata scortata  da tre idrovolanti Cant. Z- 506, atterra regolarmente a Castel Benito raggiunta più tardi dai Ca.133. Nella nuova destinazione il Gruppo passa alle dipendenze di Aerolibia comandato dal gen.Porro. Il personale imbarcato, gia' arrivato nella mattinata dello stesso giorno a Bengasi, prosegue su autocarro fino al campo T2. L'11 giugno da Castel Benito il X Gruppo riparte con destinazione Tamet, tempo necessario per completare le operazioni per poi  ripartire per Bengasi distante due ore di volo. Il giorno dopo ultima tratta fino all'aeroporto T2 situato alle spalle di Tobruch.

Alla dichiarazione di guerra contro Inghilterra e Francia il comando Stormo e il IX Gruppo si trova a Gorizia. Comandante del IX Gruppo, sin dal novembre 1939, è il magg. Ernesto Botto il quale può contare su 59 piloti e 65 specialisti, sedici C.R.42 e tre Ca.133. Il 10 giugno per ordine della Divisione "Falco", la 97^ Squadriglia si trasferisce a Treviso con sei velivoli per un servizio di polizia aerea sulla zona Venezia - Portomarghera, rientrando due giorni dopo. La 73^ Sq., da Gorizia, effettua analogo compito sulla zona Trieste - Monfalcone. La 96^ Squadriglia è destinata a Sarzana con nove C.R.42 ma, a causa delle avverse condizioni atmosferiche durante il trasferimento, e' costretta ad atterrare sull'aeroporto di Bologna dove un contrordine assegna alla squadriglia la difesa aerea della citta'. Il 16 giugno rientra a Gorizia. Al Gruppo intanto arrivano altri ventisei C.R.42. Con la flotta potenziata le squadriglie svolgono a turno il servizio d'allarme, tre C.R.42 della 73^ Squadriglia comandati dal cap. Pezze' scortano il 19 giugno il treno del Capo del Governo. Il 20 giugno arriva l'ordine di trasferimento sul campo di Torino Mirafiori: il mattino dopo ventinove C.R.42 seguiti da tre Ca.133 decollano da Gorizia con destinazione Mirafiori. Il 25 giugno terminano le operazioni contro la Francia, ancora qualche volo di vigilanza nei giorni successivi e il 29 riceve l'ordine di trasferimento a Comiso: il 30 giugno decollo da Mirafiori per la destinazione finale facendo tappa a Campiglia Marittima, Capodichino, Reggio Calabria con arrivo a Comiso il mattino del 1° luglio. Durante il trasferimento il serg. Zuliani della 97^ Squadriglia per un'avaria al motore e' costretto ad atterrare a Novi Ligure: poche ore dopo riparte e raggiunge Campiglia Marittima.

Il 2 luglio cominciano le operazioni su Malta: dodici C.R.42 del IX Gruppo al comando del magg. Botto, scortano due S.79 che eseguono una ricognizione fotografica sul campo di Hal Far. Il giorno successivo nove C.R.42, sempre al comando del magg. Botto, scortano due S.79 in volo di ricognizione; invece di dirigersi direttamente su Malta, i due S.79 volteggiano al largo dell'isola mettendo in allarme la difesa. Non appena uno dei due ricognitori si avvicina a La Valletta viene attaccato da due hurricanes. L'S.79 colpito precipita in fiamme mentre il magg. Botto si porta all'inseguimento del caccia inglese abbattendolo. L'altro S.79 riesce a riparare in Sicilia. Il mattino presto del 4 luglio, ventiquattro C.R.42 del IX Gruppo decollano dalla base sicilina diretti sull'aeroporto di Hal Far dove sono rischierati i velivoli inglesi. In prossimita' dell'aeroporto, Botto, Biffani, Stauble, Mauriello, Vaccari e Salvatore si buttano in picchiata scortati a quote diverse da sei velivoli della 73^ Squadriglia (seicento metri più in alto), sei velivoli della 97^ Squadriglia (a duemila metri) e sei velivoli della 96^ Sq. (a quattromila metri). Nonostante la violenta reazione della contraerea, vengono messi fuori uso otto velivoli, un bombardiere e sette Gloster. Il bilancio per gli italiani: due velivoli della 96^ Sq. colpiti e il C.R.42 di Salvatore colpito nel bilanciere con conseguente perdita d'uso degli alettoni. Nonostante i danni riportati, tutti gli apparecchi riescono a rientrare a Comiso. Il 5 il IX Gruppo e' di allarme a terra. Il 6 luglio Larsimont scorta con nove velivoli due S.79 in ricognizione su La Valletta e Marsa Scirocco. Nel pomeriggio il magg. Botto con ventiquattro C.R.42 scorta trenta S.79 in azione di bombardamento su La Valletta, Micabba e Hal Far. Il 7 luglio Botto scorta con nove C.R.42 due formazioni di S.79. L'mmediata reazione della contraerea mette in difficolta' i velivoli della scorta, poco veloci rispetto all' S.79, rendendo più difficoltosa la copertura. Sulla rotta del riento inoltre, un S.79 viene abbattuto dalla caccia inglese.

In preparazione dell'ormai prossimo impiego in Libia, il 1° Stormo cede al IX Gruppo cinque C.R.42 della 384^ Squadriglia portando a trentatre' i velivoli in dotazione. Il 9 luglio vengono effettuati voli di vigilanza sul tratto Capo Passero - Gela - Canale di Sicilia. Il 10 luglio l'ultima azione del Gruppo su Malta per scortare tre Squadriglie di cinque S.79. Dopo il decollo l'appuntamento con i bombardieri e' a 2500 metri, ma gli S.79 arrivano con quasi un'ora di ritardo tanto che Botto e' costretto a rientrare per motivi di autonomia. Solo sei caccia, partiti piu' tardi, riescono ad agganciare i bombardieri e scortarli sull'obbiettivo. Nell'azione due S.79 vengono abbattuti.

L'11 luglio i trentatre C.R.42 del IX Gruppo iniziano il trasferimento in Libia seguiti dai Ca.133: prima tappa Pantelleria e il giorno successivo, scortati da tre Cant.Z-506, il Gruppo raggiunge Castel Benito. Il giorno 13 dopo una tappa a Tamet atterra a Berka accolto dal X Gruppo impegnato nella revisione della linea. In attesa di impiego operativo, il IX Gruppo revisiona i propri velivoli e svolge servizio di allarme sull'aeroporto. Vengono montate delle nuove carenature con filtri antisabbia a protezione del motore prolungando la durata dello stesso. Sulle derive dei C.R.42 viene dipinto il distintivo di Gruppo, la gamba di ferro nera in campo triangolare bianco.


El Adem (ASI) - 1940, Fiat C.R. 42  marche 96-2 MM 5605 della 96^ Sq. con i due distintivi del Gruppo: quello ufficiale del IX, il Cavallino Rampante bianco in campo nero, e quello ufficioso della Gamba di Ferro in onore del com.te Botto M.O.V.M. per le operazioni in Spagna. Il 96-2 era l'aeroplano abitualmente usato da Aldo Gon. (Arch.Gon)
La "Gamba di Ferro" identificava la Squadriglia, mentre il "Cavallino" di Baracca il Gruppo (il X si distingueva per i colori invertiti: Cavallino nero su fondo bianco)

Il 16 luglio il X Gruppo riceve l'ordine di trasferimento: il 22 luglio, sedici C.R.42 revisionati decollano per El Adem, nuova sede di rischieramento del X Gruppo Il IX Gruppo resta in attesa sull'aeroporto di Berka svolgendo servizio d'allarme. Il 7 agosto il Gruppo riceve l'ordine di trasferimento definitivo sull'aeroporto di El Adem. Di fronte alla netta superiorita' numerica di mezzi dell'avversario, sfuma ogni possibilita' di successo per la missione italiana in A.O.  Il 20 dicembre il IX Gruppo riceve l'ordine di rientrare in Italia. Lo stesso giorno la 73^ Squadriglia cede i rimanenti sei C.R.42 al XXIII Gruppo arrivato da Comiso di rinforzo al Quarto. Il 21 la 96^ Sq. cede i due C.R.42 alla SRAM di Bengasi e il giorno dopo, la 97^ Squadriglia consegna gli ultimi quattro velivoli efficienti al XXIII Gruppo Il 23 dicembre incomincia il rimpatrio su nave e aereo con destinazione Gorizia. Termina cosi' l'intenso ciclo operativo che ha messo a dura prova gli uomini del Quarto. Dal 10 giugno al 31 dicembre 1940 i piloti dello Stormo hanno effettuato 5480 sortite per un  totale di 4877 ore di volo, nel corso delle quali hanno abbattuto 95 velivoli avversari in 40 combattimenti, danneggiando altri in volo e distruggendo 12 velivoli a terra, oltre a numerosi mezzi meccanizzati nemici.


1941


Il 5 gennaio il 4° Stormo riceve l'ordine dal comando della 14^ B.A."Rex", dalla quale dipende dall'agosto '40, di rientrare in patria con il X Gruppo al completo. Velivoli e materiali vengono ceduti al XXIII Gruppo del magg. Falconi. Nello stesso giorno buona parte dei sottufficiali piloti, specialisti e truppa con autocolonna partono per Bengasi. Gli altri piloti partono con i Ca.133. Il 7 gennaio alcuni piloti vengono assegnati ad una sezione d'allarme a Castel Benito mentre da Bengasi il col.Grandinetti e parte del personale addetto al comando, rientrano in volo a Gorizia. Il giorno dopo inizia il rimpatrio del X Gruppo parte per via aerea e parte per mare da Bengasi e da Tripoli. A Castel Benito rimangono cinque piloti per la sezione d'allarme. Una parte di specialisti e addetti di governo si imbarcano il 13 gennaio a Bengasi sulla nave "Città di Messina" direzione Tripoli e poi  Napoli. Il 15 gennaio alle ore 9, durante la navigazione nel Golfo della Sirte, l'imbarcazione viene centrata a prua sul lato sinistro da un siluro lanciato da un sommergibile nemico, a sua volta affondato dal cacciatorpediniere "Centauro" e, in soli dieci minuti la nave cola a picco inghiottendo 35 uomini e tutto il carteggio e la documentazione dello Stormo.

A Gorizia intanto inizia il lavoro di ricostituzione dello Stormo e a fine gennaio, al rientro dei piloti, si procede all'organizzazione delle sedi delle Squadriglie. Il Reparto, che e' privo di velivoli, prende in carico cinque FN. 305 e un G. 50 D.C. in attesa del Macchi 200. Il 6 febbraio arrivano a Gorizia i primi MC.200 dal 54° Stormo, assegnati solo al X Gruppo in quanto il IX Gruppo, per disposizioni del Comando di Squadra, passera' in posizione quadro dal 15 dello stesso mese. L'ordine verra' revocato qualche giorno dopo.


Gorizia 1940? Bandini sull'ala di un Macchi M.C.200, parcheggiato davanti agli hangar della Ricognizione (a sinistra) (Arch.Bandini)


In febbraio continua la consegna al X Gruppo del nuovo aeroplano che riesce a mettere in linea quindici velivoli e dalla meta' dello stesso mese, anche il IX Gruppo riceve un certo numero di MC.200. Lo stesso nel mese di marzo: i piloti dei due gruppi ritirano i velivoli dagli aeroporti di Lonate Pozzolo, Bresso e Cinisello portandoli in volo a Gorizia. Il 6 marzo alcuni piloti dello Stormo vengono inviati a Guidonia per trasportare alcuni C.R.42 a Rodi. Sotto la stessa data un MC.200 della 73^ Squadriglia viene investito a terra da uno Ju 87 precipitato sul campo provocando la morte dell'aviere Guido Buffa intento alla pulizia del velivolo. Il 7 marzo la 73^ Squadriglia riceve l'ordine di rischierare dodici MC.200 sull'aeroporto di Brindisi per effettuare servizio d'allarme: dopo il decollo da Gorizia scalo tecnico a Rimini poi partenza per Foggia. I velivoli una volta a destinazione vengono rischierati sugli aeroporti di Brindisi e di Bari. Rientrata l'emergenza, il 31 dello stesso mese la 73^ Squadriglia torna a Gorizia.


Gorizia 1941, Mc 200 del IX Gruppo, di costruzione Breda in linea di volo. Sulla destra i velivoli della 73^ Sq. (Arch.Brancaccio)

All'inizio di aprile la situazione sul confine orientale con la Jugoslavia comincia a farsi critica. Per far fronte un'eventuale crisi le autorita' predispongono l'attuazione del piano "E" con il rischieramento in data 1° aprile del X Gruppo sull'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Nello stesso giorno si costituisce il Comando Aviazione Caccia con sede a Gorizia, alle dipendenze della 2^ Squadra Aerea per l'impiego del 4° e 54° Stormo. Comandante e' il gen.b.a. Marziale Cerutti. Il 2 aprile giungono a Gorizia tre C.R.42 destinati al 4° Stormo per il servizio di caccia notturna sulla citta' e su Bologna. Nell'ambito delle stesse operazioni la 73^ Squadriglia del IX Gruppo viene rischierata il 4 aprile sul campo di Alture di Pola mentre le altre due squadriglie del Gruppo, la 96^ e la 97^ Squadriglia restano a Gorizia. La situazione precipita pochi giorni dopo e, con l'inizio delle ostilita' contro la Jugoslavia nella notte del 6 aprile, viene immediatamente predisposta una sezione notturna su Gorizia e un servizio d'allarme dall'alba al tramonto sui campi di Gorizia, Ronchi e Alture di Pola. Alla 96^ Sq. e alla 97^ Squadriglia e' affidato il compito della difesa di Trieste, Monfalcone e Gorizia mentre la 73^ Squadriglia ha compiti offensivi.

Fronte Jugoslavo
6 - 17 aprile 1941
All'alba del 6 aprile mentre i piloti Oblach e Querci della 73^ Sq. eseguono un volo di perlustrazione su Pola, il cap. Pluda e il serg. Ruffilli della stessa Squadriglia compiono una perlustrazione sull'Adriatico fino all'isola di Cherso. Avvistata una petroliera, il cap. Pluda si abbassa e subito viene fatto bersaglio dal tiro contraereo. Immediata la reazione dei piloti italiani che attaccano la nave affondandola. Due giorni dopo, nei dintorni di Zara sei MC.200 della 73^ Squadriglia mitragliano postazioni contraeree, truppe e mezzi meccanizzati. Piu' tardi  il cap. Pluda, il s.ten. Bonfanti, il serg. Ruffilli  e il s.ten. Querci, scortati da tre velivoli dell'84^ Squadriglia mitragliano a volo radente i capannoni, i depositi, le postazioni contraeree e i rimorchiatori dell'idroscalo di Vodice. Nello stesso giorno velivoli dell'84^ Squadriglia rischierati ad Alture di Pola, scortano un BR. 20 in ricognizione su Zara. Piu' tardi il comandante della scorta Monti, attacca daneggiando, quattro idrovolanti alla fonda nell'insenatura di Sebenicco. Colpito a sua volta dal fuoco della contraerea, riesce a rientrare. Il 9 aprile cinque velivoli al comando del cap. Pluda eseguono un'incursione sull'idroscalo di Slosella mettendo fuori uso dieci idrovolanti. I velivoli del cap. Pluda e del s.ten. Bonfanti vengono colpiti dalla contraerea ma riescono ugualmente a rientrare. La 73^ Squadriglia compie anche voli di vigilanza su Zara, Trieste e Monfalcone. Nello stesso giorno il comando del IX Gruppo e il personale di terra  vengono trasferiti ad Alture di Pola. Il Gruppo fornisce anche due piloti per il servizio d'allarme notturno, Vaccari della 97^ Sq. a Treviso e Gon della 96^ Squadriglia a Bologna. Le squadriglie del X Gruppo svolgono crocere di vigilanza e di caccia libera. Il 10 aprile la 96^ Sq. con tre velivoli della 97^ Sq. si sposta sull'aeroporto di Alture di Pola da dove con dieci MC.200 scorta un B.R. 20 in ricognizione su Zara ed esegue un'azione di mitragliamento sull'idroscalo di Vodice. Nel pomeriggio cinque MC.200 eseguono un volo di vigilanza su Zara scatenando la reazione della contraerea che colpisce un velivolo. Al rientro, il cap. Pluda mitraglia una autocisterna avvistata sulla strada Zemorico - Novigrad. Verso sera  i piloti del IX Gruppo Viglione, Reiner, Annoni, Biagini e Novelli in volo di ricognizione sull'idroscalo di Slosella, danneggiano gravemente due idrovolanti ed altri tre si incendiano. Distrutto anche il deposito carburanti dell'idroscalo. Dopo la 73^ e la 96^ anche la 97^ Squadriglia si sposta l'11 aprile sull'aeroporto di Alture di Pola. Sotto la stessa data otto velivoli del IX Gruppo dopo aver scortato un BR. 20, compiono un volo di ricognizione su Zara e sull'idroscalo di Slosella mitragliando gli idrovolanti alla fonda avvistati durante l'azione del giorno prima. Piu' tardi la formazione torna sull'obiettivo attaccando gli idrovolanti e neutralizza le postazioni contraeree. La 96^ Sq. continua con voli di ricognizione sui campi di Bled, Skofia Loka, Lubiana, Velike, Dolenja e Vas senza segnalare attività nemica. Di seguito l' attacco agli impianti e alle postazioni antiaeree dell'idroscalo di Slosella. Stessa sorte per l'idroscalo di Divulje che viene attaccato da una formazione di sette velivoli comandata da Larsimont. Durante l'operazione l'MC.200 del s.ten. Frigerio e' colpito dalla contraerea al radiatore dell'olio, riuscendo tuttavia a rientrare. Intanto proseguono i voli di ricognizione su Zara e a protezione delle truppe di terra dirette verso sud. Il 13 aprile una formazione di sette velivoli pilotati dal cap. Pluda, dal ten. Bonfanti, dai s.ten. Querci, Oblach, Reiner, e dai serg. Valle e Gino, al rientro da un volo di scorta ad un BR. 20 in ricognizione su Zara - Sebenico - Divulje, sull'idroscalo di Divulje affondano un grosso idrovolante. Continuando il rientro, sulla verticale di Sebenico i velivoli vengono attaccati dall' artiglieria e dalle navi alla fonda che abbattono il BR. 20. Anche la 97^ Squadriglia con Larsimont, Viglione, Frigerio, Barcaro, Zuliani, Novelli e Salvatore va in volo sulla zona  Sebenico - Gospic - Zara - Knim senza avvistare apparecchi nemici. Il giorno dopo viene ripetuta l'operazione con lo stesso esito del giorno precedente. Il X Gruppo che e' rimasto sul campo di Ronchi dei Legionari in allarme, il 14 aprile compie un'azione offensiva al comando del magg. Romagnoli a 100 chilometri a sud di Karlovac senza trovare alcun velivolo nemico, contrariamente da quanto segnalato. Tre giorni dopo si concludono le operazioni sul fronte Jugoslavo. Dal 6 al 17 aprile il bilancio per il  4° Stormo e' di venti idrovolanti distrutti e dieci danneggiati,  una petroliera un autobotte e mezzi meccanizzati incendiati, diversi impianti aeroportuali distrutti.

Al termine delle operazioni in Jugoslavia, tra il 17 e il 20 aprile il IX Gruppo rientra a Gorizia, mentre il X Gruppo rimane a Ronchi per mancanza di recettività sul campo di Merna. Il 1° maggio viene sciolta la Sezione Caccia Notturna che versa i suoi C.R.42 al 2° Stormo. Il 5 dello stesso mese il col. Grandinetti lascia il comando del 4° Stormo per assumere quello della Scuola Addestramento Caccia Terrestre. A Gorizia lo Stormo prosegue l'addestramento con voli di formazione, finto combattimento, acrobazia e tiri sul poligono del Carso. L'8 maggio durante un volo acrobatico in formazione di tre, nell'eseguire la gran volta il velivolo del serg.Veronesi entra in autorotazione e si scontra conquello di Monti. I due piloti si lanciano con il paracadute salvandosi. Continuano intanto le consegne dei Macchi 200 e l'installazione degli apparati radio di bordo.

Il 23 maggio anche il X Gruppo ritorna in sede e così il 4° Stormo e' nuovamente al completo sul campo di Gorizia. Pochi giorni dopo, il 29 maggio un incidente senza conseguenze per i piloti: il velivolo del s.ten. Rusconi della 90^ Squadriglia durante un finto combattimento con il s.ten. De Benedetti entra in autorotazione e non riuscendo a riportarlo in assetto normale, il pilota si lancia con il paracadute.

Il 7 giugno il Comando Squadra ordina al X Gruppo il trasferimento in Sicilia non appena le condizioni meteo saranno favorevoli. Tempo ventiquattro ore e il Gruppo e' pronto e i primi specialisti lasciano Gorizia in treno diretti sull'isola. Il giorno 12 trentaquattro MC.200 decollano da Gorizia, seguiti da due SM. 81, due FN. 305 e Ca. 164: scalo tecnico a Jesi, poi a Grottaglie e Reggio Calabria. Da qui la 84^ Squadriglia prosegue per Palermo mentre la 90^ e 91^ Squadriglia vanno a Trapani.

Per ora il IX Gruppo resta a Gorizia e invia presso la ditta Macchi di Varese e Alfa Romeo di Pomigliano il capo motorista, il capo montatore della 97^ Squadriglia e quattro specialisti per categoria per frequentare il corso d'addestramento sul nuovo MC.202: il IX Gruppo sara' infatti il primo Reparto della Regia Aeronautica ad essere equipaggiato con l' MC.202. Altri specialisti e alcuni piloti sono inviati a Lonate Pozzolo per effettuare le prove richieste e per ritirare i primi velivoli. A fine giugno molti piloti del Gruppo hanno effettuato il passaggio sull' MC.202. mentre a Gorizia prosegue l'addestramento bellico sul MC.200. Il 29 luglio giungono a Gorizia pilotati da Larsimont, Frigerio e Damiani i primi tre MC.202 assegnati al IX Gruppo mentre a Lonate Pozzolo continua il passaggio dei piloti delle altre squadriglie sulla nuova macchina.


Gorizia maggio 1943, formazione di M.C.200 del 4° Stormo, X Gruppo, mentre sorvola l’aeroporto di Gorizia prima del trasferimento in Sicilia  (Arch.DelMoro)

Il 3 agosto in una esercitazione di  finta caccia con il cap. Ivaldi, il serg.m.Valle della 73^ Squadriglia entra in vite piatta e precipita al suolo nei pressi di Chiapovano. Durante tutto il mese di agosto continua la consegna degli MC.202 e si conclude a settembre con l'arrivo degli ultimi velivoli per un totale di 31 MC.202. Nel frattempo tutti i piloti del Gruppo hanno effettuato il passaggio sul MC.202. Il 25 agosto vista il Reparto il gen.Porro comandante della 2^ Squadra e il 9 settembre, a seguito dell'ordinanza dello Stato Maggiore, viene costituito sull'aeroporto di Gorizia il Gruppo Complementare o Gruppo "C" alle dipendenze del Comando Stormo, al quale fanno capo per l'addestramento dei piloti di nuova assegnazione anche i gruppi 20°, 153° e 160° Comandante del Gruppo "C" è il magg. Enrico Stasi. Al Gruppo vengono assegnati tre C.R.42, alcuni Fiat G. 50 e undici MC.200. Il 17 settembre il gen. Pricolo e' in visita a Gorizia e tiene rapporto ai piloti del IX Gruppo annunciando il rischieramento del Reparto a Comiso. Il 18 settembre durante un volo in quota, il serg. Passaglia della 73^ Sq. a seguito di un malore, precipita schiantandosi al suolo. Diverso destino per il m.llo Novelli che, per cattivo funzionamento del motore in atterraggio finisce fuori campo mettendo fuori uso il velivolo e rimanendo leggermente contuso. Il 24 settembre il IX Gruppo ferma ogni attività per prepararsi al trasferimento a Comiso: parte del personale raggiunge in treno i due eroporti dove faranno tappa i velivoli durante il trasferimento, Ciampino e Napoli. Il 27 settembre tutto e' pronto sull'aeroporto di Gorizia; il IX Gruppo comandato dal comandante dello Stormo col. Leotta e' allineato per l'ultima volta sul prato erboso di Merna prima del decolo per Ciampino. Ad assistere alla partenza il gen. Porro. Il 29 mattina a Ciampino viene passato in rassegna dal Capo del Governo e subito dopo decolla, effettua un passaggio in formazione e prosegue per Capodichino per rifornimento e ripartire nel pomeriggio stesso alla volta di Comiso


Gorizia 27 settembre 1941, il  gen. Felice Porro com.te della ZAT, intrattiene i piloti prima della partenza. Alla sinistra del gen. Porro, Leotta. In fila, da sinistra, Rossi (4°), Ghera' (5°), D'Agostinis (8°), Tessari (9°). All'estrema destra della foto, Annoni (Arch.Annoni/Brancaccio)

Gorizia 27 settembre 1941, il IX Gruppo in partenza per Comiso con scalo a Ciampino  (Arch.Annoni/Brancaccio)